Gli outfit dell'Australian Open 2021

Australian Open

Gli outfit dell’Australian Open 2021

Il coccodrillo di Nole morde più di quello di Medvedev. Naomi pantera maculata come la Campbell. Il body asimmetrico di Serena Williams. Zverev e l’errore della canotta

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Serena Williams - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)
 

Questo Australian Open è stato lo Slam del ritorno ad una (quasi) normalità. Giocato più o meno quando si doveva giocare e, per la metà dei giorni, con il pubblico sugli spalti, addirittura senza mascherina. E anche in fatto di outfit è sembrato tutto abbastanza normale. Per gli standard dell’Happy Slam si intende. Come da tradizione, anche quest’anno a Melbourne hanno dominato i colori sgargianti, spesso accostati tra di loro a creare un risultato policromatico estremamente vistoso. Il risultato sono stati una serie di outfit che possono piacere o non piacere ma di sicuro non lasciano indifferenti. Il massimo insomma per chi si diverte a commentarli. Gli Australian Open hanno dato soddisfazioni alle fashion victims del tennis anche stavolta.

Novak Djokovic e Daniil Medvedev – Lacoste

Novak Djokovic – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il re di Melbourne Park, Novak Djokovic, surclassa in una finale a senso unico il suo avversario Daniil Medvedev non solo nel gioco ma anche nello stile. Infatti, malgrado entrambi i contendenti sfoggino completi firmati Lacoste, l’outfit di Nole è assolutamente impeccabile, mentre quello di Daniil è banale e datato. Quest’ultimo infatti pare aver riesumato da un vecchio armadio il completo bianco con le due righe gialle al centro della maglia, mentre Djokovic indossa con eleganza il raffinato abbinamento di bianco e verde smeraldo pensato da Lacoste in esclusiva per lui.

 
Daniil Medvedev – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Da quando è cominciato il sodalizio tra il numero uno del mondo e il marchio del coccodrillo i due non hanno mai sbagliato uno Slam, per la gioia della nostra rubrica e degli amanti della moda. Medvedev certo non ha lo stesso portamento di Djokovic, ma chissà che Lacoste in futuro non riesca a regalargli uno sprazzo di classe. (Chiara Gheza)

Naomi Osaka – Nike

Naomi Osaka – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Per iniziare la nuova stagione, Nike ha pensato ad uno stile del tutto nuovo per la sua nuova icona, un’atleta che brilla dentro e fuori dal campo grazie ai suoi svariati interessi. E allora, per riflettere al meglio la personalità al tempo stesso forte e graziosa di Naomi Osaka, il celebre brand ha pensato bene di creare un mélange di grinta e delicatezza. Si tratta di una tutina total body aderente, dalla fantasia maculata su una base blu; una sorta di “catsuit”, ma meno “aggressiva” di quella indossata da Serena al Roland Garros 2018. La parte superiore è una canotta (quella della Williams invece aveva le maniche corte) e anche questa ricorda lo spirito combattivo della Osaka, il suo essere ormai leader, con la racchetta e la parola. Ma non finisce qui. Naomi è inoltre una ragazza molto dolce e gentile e la sua grazia viene perfettamente sottolineata dalla presenza di un classico e delicato gonnellino a pieghe, color albicocca, che sostanzialmente spezza la tutina in due. Se dal punto di vista estetico, questo outfit non è tra i più eleganti e raffinati, è comunque di grande effetto e rappresenta in qualche modo una metafora della commistione di forza e delicatezza in Naomi, un’atleta e una donna vincente, capace di sprigionare grinta e coraggio mantenendo grazia e gentilezza. (Laura Guidobaldi)

Serena Williams – Nike

Serena Williams – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Serena fa quello che le riesce meglio con questo outfit. Distinguersi dalla massa, distinguersi da quanto ci aveva fatto già fatto vedere lei stessa in passato. E, in fondo, cosa sarebbe la moda senza innovazione, senza avanguardia? Un altro body, come quello che si era messo al Roland Garros del 2019. E, sinceramente, va detto che, oggi come oggi, sono gli abiti che le stanno meglio di tutti perché mettono in risalto la sua possente muscolatura e, allo stesso tempo, nascondono qualche inevitabile segno degli anni che passano. Questa volta però una gamba, la sinistra, è scoperta. Un omaggio forse a Florence Griffith Joyner, attuale detentrice dei record mondiali di velocità sui 100 e 200 metri, scomparsa prematuramente nel 1998 a soli 38 anni per un attacco epilettico. Come Serena era una fuoriclasse nel suo sport. Come Serena era afroamericana. Come Serena aveva la passione della moda. Tanto appunto da essersi presentata in pista in diverse occasioni con questi body asimmetrici, una assoluta novità per l’atletica. Per i colori, la minore delle sorelle Williams sceglie un misto di nero, rosa, rosso, e azzurro: una fantasia arlecchino azzardata ma che nel complesso funziona. Nonostante i 39 anni, nonostante le sconfitte, è ancora lei indiscutibilmente la Queen del tennis, sempre riconoscibile in campo, così nel gioco come nel modo di vestire. (Valerio Vignoli)

Rafa Nadal – Nike

Rafa Nadal – Australian Open 2021 (via Twitter, @atptour)

Niente di nuovo sul fronte australiano per Nike, che sceglie il solito colore acceso, quest’anno è l’arancione, per la maglia di Rafael Nadal. In abbinamento il classico pantaloncino bianco, che su Rafa sta sempre benissimo, questa volta impreziosito da due strisce laterali viola acceso. Polsini e fascia sono anch’essi candidi, evitando così i troppi abbinamenti di colore che proprio non ci erano piaciuto durante l’ultimo Roland Garros. Davvero chic le scarpe bianche con la suola di un arancione appena più tenue rispetto a quello della maglietta, ma in ogni caso in perfetta pendant. Nulla di originale in sostanza per Nadal, che predilige ormai da molte stagioni colori allegri, dai toni evidenziatore. (Chiara Gheza)

Matteo Berrettini (Lotto) e Fabio Fognini (EA7)

Matteo Berrettini – Australian Open 2021 (via Twitter, @atptour)

Ok Sinner e Musetti sono il futuro. Ma il presente del tennis italiano per il momento ha i nomi di Berrettini e Fognini. Erano loro i due migliori azzurri in classifica e sono stati loro quelli ad andare più avanti, fino agli ottavi di finale. E lo hanno fatto anche con un certo stile grazie a due outfit semplici ma nel complesso ben riusciti. La t-shirt di Matteo, firmata Lotto, ha un bel gioco di righe, sfumature, e colori. Il verde menta (una bella tonalità che fa molto Australian Open) della parte superiore si trasforma in un grigio nella parte inferiore. I pantaloncini, molto corti come al solito per il romano, sono neri, a richiamare i bordi della maglietta. Peccato per il vizio del berretto all’indietro. Ci stava all’inizio quando era un giocatore emergente ma mal si coniuga con il suo nuovo status di affermato protagonista del circuito. Speriamo che qualcuno gli consigli di togliersi quel cappellino. Ajla confidiamo su di te.

Fabio Fognini – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Fognini, già da un paio di stagioni sponsorizzato da Emporio Armani, ci propone l’ennesima coreana. Questa volta però senza bizzarre fantasie o rivedibili abbinamenti cromatici. L’accostamento tra grigio tortora e celeste funziona. La banda più scura sotto le braccia dà un tocco moderno. Il fit è assolutamente perfetto, attillato ma non troppo. Con questo completo, Fabio riesce a fare senza strafare. Qualcosa che non gli riesce sempre sia in campo che fuori. (Valerio Vignoli)

Collezione Nike

Simona Halep – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Se Nike non ha mostrato particolare originalità nella scelta del completo per il suo uomo di punta, Rafael Nadal, il marchio USA si riscatta nella collezione generica disegnata per l’Australian Open. In particolare l’outfit pensato per le donne spicca in originalità ed eleganza. Simona Halep indossa perfettamente l’aderente vestitino viola e bianco con gonnellino svolazzante e sbarazzine aperture sulla schiena e sotto il seno. Lo stesso outfit viene riproposto nel corso del torneo in vari colori dalle diverse giocatrici sponsorizzate Nike. A rendere il completo uno dei più riusciti non è la scelta cromatica, bensì il modello particolarmente originale.

Nick Kyrgios – Australian Open 2021 (via Twitter, @atptour)

In campo maschile Nike non può fare molto dal punto di vista del design, pertanto si concentra sui giochi di colore, come abbiamo ammirato sul redivivo Nick Kyrgios, che indossa una maglia viola con una manica color tortora e una azzurro acceso, in abbinamento al pantalone bianco, che, così come amiamo ripetere, è un must sui campi da tennis. Nike quindi promossa a pieni voti in quel di Melbourne. (Chiara Gheza)

Collezione Adidas

Alexander Zverev – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Chi scrive è dell’idea che la canotta non ha residenza in un guardaroba maschile di tennis. Ma Nadal l’ha sdoganata ormai un decennio fa e bisogna farsene una ragione. Però Rafa almeno le sue canotte le ha sempre riempite bene, con i pettorali, i bicipiti e tutti gli altri muscoli che si ritrova nella parte superiore del corpo. Una roba non da tutti, bisogna ammetterlo. Non da Zverev quantomeno. Con questo smanicato già di per se poco aderente, il tedesco è sembrato uno spaventapasseri, con tanto tessuto che penzola da tutte le parti. La sua pallida carnagione ha peggiorato ulteriormente le cose, matchandosi malissimo con il bianco sporco. Nell’insieme il colpo d’occhio è tremendo. Poi vedi lo stesso outfit indossato dal pompato e “abbronzato” Micheal Mmoh e cambi decisamente idea. Caro Sascha per lo smanicato ci vuole un “fisico bestiale”, come cantava Luca Caroni. E tu, dispiace dirlo, ma non ce l’hai e non ce l’avrai mai. Nonostante le ore passate in palestra a sollevare i pesi. Il buon gusto è anche saper riconoscere i propri limiti.

In realtà, Zverev a parte, il marchio delle tre strisce ha fatto centro con la sua collezione. Come d’altronde è spesso capitato negli ultimi Slam. Nella sua semplicità, il completo di Tsitsipas è assolutamente perfetto per gli Australian Open. Maglietta giallo lime a creare un contrasto che più netto non si può con l’azzurro dei campi. Pantaloncini verde militare con una bella trama semi trasparente a richiamare il colore della maglietta e rendere un pò più sopportabile il caldo australiano. Tutto molto lineare ma di grande impatto visivo. Promosso in pieno. Meno efficaci ma comunque gradevoli i completi riservati dal brand tedesco alle sue tenniste donne, tra le quali la semifinalista del torneo Muchova. Il lime cede il posto al blu avio come colore principale. Il taglio della canotta è fin troppo classico. Un buon compitino insomma. (Valerio Vignoli)

Collezione Asics

Jennifer Brady – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Fresco ed elegante l’outfit Asics indossato dalla finalista dell’Australian Open Jennifer Brady. Si tratta di un abitino estremamente classico e semplice ma molto delicato grazie alla tinta azzurro pastello. Il gonnellino è a piegoline appena accennate ma pur sempre ampio e leggero. La parte superiore è una canotta semplicissima e comoda, dello stesso colore. Perfetto, insomma, per rappresentare lo spirito dello slam ‘Aussie’: allegro, classico e moderno al tempo stesso e grazioso.

Molto più grintosa invece la versione per i ragazzi. Uno dei beniamini australiani, Alex De Minaur, indossa un completo di un bel blu notte ma brillante, attraversato, per quanto riguarda la T-Shirt, da due fasce ondulate, una color giallo intenso e l’altra celeste. Insomma, un omaggio ai colori dell’Australian Open. I pantaloncini sono invece a tinta unita, mentre i polsini e le scarpe sono anch’esse gialle. Vivace e grintoso al punto giusto. (Laura Guidobaldi)

Collezione Fila

Ashleigh Barty – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Per questo inizio di stagione 2021, Fila ha voluto puntare sull’essenzialità. Ashleigh Barty indossa un completo estremamente semplice e standard: canotta bianca leggermente lunga che scende su un gonnellino blu notte, dritto, stretto e corto. Comodo e senza tempo, ma non troppo originale. Lo stesso concetto vale per i ragazzi: Schwartzman indossa degli shorts blu notte e una semplice T-Shirt bianca. Tuttavia, per quanto riguarda l’outfit del simpatico tennista argentino, vi è una nota di colore supplementare, grazie alla tinta verde acqua – le fasce orizzontali sulla parte bassa della maglietta, i polsini e il cappellino. Fine e rinfrescante. (Laura Guidobaldi)

Stan Wawrinka – Yonex

Stan Wawrinka – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Decisamente carismatico l’outfit indossato da Stan Wawrinka, che celebra i 75 anni di Yonex. Eppure, apparentemente, non presenta niente di speciale. In realtà, le due fasce orizzontali sulla polo, verde smeraldo e celeste – con gli stessi colori che orlano lo scollo a ‘V’ e il colletto – su un fondo bianco candido della polo stessa e dei pantaloncini, rendono la mise dello svizzero fresca e carismatica. Un completo di carattere, insomma, ma senza strafare. E poi rappresenta benissimo il tennis di Stan the Man: gesti puliti e classici, che si accendono all’improvviso con energia esplosiva. (Laura Guidobaldi)

Milos Raonic – New Balance

Diciamocela tutta: Raonic è uno dei peggiori modelli possibili sul tour. Ha una lampante sproporzione tra gli arti inferiori e il busto che rende particolarmente complesso trovargli qualcosa che gli stia realmente bene. Per di più, non ce ne voglia la sua ragazza, ma si è presentato a questi Australian Open probabilmente con qualche chilo di troppo sulla sua già massiccia struttura fisica. New Balance, marchio di cui da anni è il testimonial principale, con lui ha sempre osato. Con le fantasie ma soprattutto con i colori. Talvolta eccedendo un pò. Come non ricordare ad esempio i calzini abbinati alle scarpe arancioni sfoggiati dal canadese proprio a Melbourne nel 2016, anno in cui arrivò fino in semifinale? New Balance ci è ricascata anche quest’anno con un completo alquanto rivedibile. Ad una sobria pollo grigio scuro sono accostati dei pantaloncini salmone a righe, a loro volta in pendent con le scarpe. Un match azzardato al quale poi viene aggiunto un tocco di confusione con i calzini bianchi e la bandana celeste. L’impressione generale è di una serie di parti di un puzzle messe insieme a casaccio. Bocciato senza appello. (Valerio Vignoli)

Bonus off-court: Barbara Schett

Per finire, alcune considerazioni sulla bravissima conduttrice Barbara Schett che, per due settimane, ha allietato la visione dei match down under commentandoli su Eurosport con la sua nota competenza e grazia, insieme al suo ormai storico partner televisivo Mats Wilander. Di solito la bella ex tennista austriaca è sempre molto classy, pur mantenendo uno stile alquanto semplice. Per l’Australian Open 2021 invece ha puntato ad una scelta particolarmente casual. Poteva essere un’idea originale ma, forse, ha un po’ esagerato con le gonne nere di pelle, abbinate a stivaletti scuri con i tacchi a spillo e T-Shirt o camiciette, anch’esse dalle tonalità scure. Insomma, non proprio il massimo dal punto di vista estetico. L’alternativa consisteva spesso in jeans molto attillati, color grigio chiaro, beige o nero, leggermente sfilacciati alle caviglie, abbinati a giacche molto larghe (spesso bianche), dal taglio anni ’80, oppure a camiciette a maniche lunghe infilate nei jeans. Uno stile dinamico e grintoso, certo, ma che non rende molta giustizia alla grazia della bella Barbara. (Laura Guidobaldi)

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Scanagatta intervista Flink: “Djokovic era davvero preoccupato per la gamba. Il suo servizio è il colpo più sottovalutato” [VIDEO ESCLUSIVO]

L’Hall of Famer Steve Flink risponde alle domande del direttore: “L’attuale situazione del tennis americano è qualcosa di cui vantarsi”. Rune e Alcaraz i nomi da tenere d’occhio per questa stagione

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Terminato il primo slam stagionale, il direttore Ubaldo Scanagatta ci ripropone la consueta intervista-chiacchierata con l’amico e collega Steve Flink, giornalista americano inserito nella Hall of Fame del tennis nel 2017.

0:40 Flink: “Io penso che Djokovic fosse davvero molto preoccupato per la condizione della sua gamba. Alcune persone non ci credono ma io ne sono davvero convinto perché abbiamo visto che ha cancellato diverse sessioni di allenamento, e poi ci sono stati diverse richieste di medical time out nei primi turni del torneo. Solo dal quarto turno contro de Minaur è sembrato essere vicino alla sua forma migliore e invincibile.”

1:40 Scanagatta: “Non sapeva come sarebbe stato accolto al suo ritorno in Australia dopo le vicende dello scorso anno, non conosceva l’entità dell’infortunio, era sicuramente scocciato per quello che era successo con suo padre e alla copertura dei media. Credo fosse completamente sincero quando ha detto che è stata la vittoria più difficile.”

03:00 Flink: “Dopo la prima settimana di torneo si sentiva fisicamente meglio. Nella partita contro de Minaur, credo che sia stata la prima volta in cui Djokovic ha pensato di poter davvero vincere il torneo. Nelle partite seguenti è stato praticamente perfetto”.
03:55 Scanagatta: “Da Wimbledon ha perso solo un match, in finale a Bercy contro Rune”.

 

04:15 Flink: “Immagina quanto vantaggio avrebbe nel ranking con i 2000 punti di Wimbledon. È incredibile già il fatto che sia tornato in vetta alla classifica, nessuno se lo aspettava ed è un grande risultato.”
04:40 Scanagatta: “Alla soglia dei 36 anni è fisicamente il migliore di tutti.”

05:15 Flink: “È molto professionale con tutto ciò che riguarda la cura del suo fisico. Si allena duramente, lavora molto con il fisioterapista, anche durante il torneo, è stato attento a non allenarsi troppo per consentire il recupero della gamba. Ha fatto il possibile per essere in ottima forma. Penso abbia davanti a sé ancora diversi anni a questo livello.”
07:05 Flink: “Credo che Alcaraz sarà l’avversario principale di Novak in questa stagione, potrebbe essere una bella rivalità.”

07:20 Flink: “Tsitsipas sta migliorando: ha raggiunto due finali Slam e in tutto il match ha perso il servizio solo due volte contro il miglior ribattitore probabilmente di tutti i tempi.”
08:04 Scanagatta: “Nel tie-break Tsitsipas ha commesso quattro errori con il diritto che è la sua arma migliore.”

09:05 Flink: “Nel tie-break del terzo set, Djokovic era avanti 5-0 e mentre eseguiva un rovescio, qualcuno dal pubblico l’ha disturbato con un urlo. Si è distratto e da quel momento il tie-break è stato più lottato con Tsitsipas che è tornato sotto 3-5 e sul 3-6 ha salvato anche due match point”.
09:50 Scanagatta: “Considera che Djokovic ha fatto 20 punti consecutivi sul suo servizio e solo nel tie-break ha perso un punto sul suo servizio. E sono diventati 21 punti vinti su 22. Era praticamente impossibile per Tsitsipas togliere il servizio a Djokovic”.

10:30 Scanagatta: “Salvo in due occasioni, Tsitsipas non è stato assolutamente in grado di gestire il servizio di Djookvic”
Flink: “Capisco quello che dici ma comunque nell’intero torneo Djokovic ha perso il servizio per 6 volte. Non era facile affrontare quel colpo, uno di quelli che ha migliorato maggiormente in vista di questo torneo. I meriti vanno dati a Djokovic e alla sua precisione e profondità, uno degli aspetti più sottovalutati del suo gioco”

12:30 Scanagatta: “Il gap tra Djokovic e gli altri è evidente, persino con Tsitsipas in campo”
Flink: “Sì, quello che ci può andare più vicino è Alcaraz. Spero di vederli giocare uno contro l’altro almeno tre, quattro volte quest’anno. Sarebbe fantastico per lo sport”Scanagatta: “Nonostante sia il rivale principale di Djokovic, ci sono ancora troppi alti e bassi nella stagione passati di Alcaraz”
14:50 Flink: “Questa stagione sarà complicata per Alcaraz perché dovrà difendere quanto fatto lo scorso anno. Ma c’è anche Medvedev di cui parlare. Lui è riuscito a fermare Djokovic dal completare il Grande Slam nel 2021.”

18:10 Scanagatta: “Sono molto ottimista per il futuro di Auger-Aliassime. Mi pare più completo di certi altri come Rublev o Ruud. L’ho visto giocare molto bene contro Djokovic a Roma. Si è dimostrato molto completo su tutte le superfici”
Flink: “Sì, ha le armi per competere ovunque e si è dimostrato un giocatore tenace. Mi ha comunque sorpreso il suo rendimento all’Australian Open. Mi aspettavo facesse di meglio”

20:50 Flink: “Rune aveva qualche problema fisico quando ha affrotnato Rublev ma ha comunque avuto molte chance. Sarebbe stato bello vederlo giocare contro Rune, anche considerando il loro match indoor a Bercy. In ogni caso, ha una grande fiducia in se stesso, ma quella è stata una brutta sconfitta per lui. Credo comunque che finirà la stagione in top 5”

23:00 Flink: “L’attuale situazione del tennis americano è qualcosa di cui vantarsi. È il miglior gruppo di giocatori dai tempi di Roddick, Blake, Fish. Ma in questo gruppo c’è molta più profondità, come quello degli anni ’90. Non dico adesso che avremo dei nuovi Sampras, Agassi, Chang ecc, la miglior generazione di sempre, ma tutti questi ragazzi, a partire da Fritz e Tiafoe, poi con Paul e Korda hanno molto talento. Non sono mai stato così entusiasta “

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Australian Open

Le partite dell’Australian Open fra le più lunghe di sempre. E il prossimo anno la situazione potrebbe anche peggiorare

Gli scambi di allungano e le partite anche. I motivi? Palline più morbide e giocatori che coprono meglio il campo

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Di Scott Spits, The Age, pubblicato il 25 gennaio 2023

In questo Australian Open stiamo vedendo scambi che vanno davvero per le lunghe. Le partite maschili durano in media 25 minuti in più di quelle giocate nell’edizione del 2021 e i singoli punti sono più lunghi sia a livello di durata che di numero di colpi di ogni scambio. Questo fatto sicuramente non sorprenderà quegli irriducibili che la scorsa settimana sono rimasti incollati a guardare Andy Murray e Thanasi Kokkinakis darsi battaglia per quasi sei ore fino alle 4 del mattino. Non si meraviglieranno neppure coloro che hanno assistito a quell’incredibile scambio di ben 70 colpi tra l’australiano Jason Kubler e il russo Karen Khachanov nelle prime fasi del torneo.

Tuttavia, i dati ufficiali dell’Open australiano analizzati da The Age e dal Sydney Morning Herald dimostrano come la lunghezza di punti e partite siano parte di un trend che gli esperti attribuiscono a una serie di fattori, tra cui la qualità delle palle, la prestanza fisica degli atleti e il sospetto che i giocatori sfruttino fino in fondo il limite massimo di 25 secondi per servire (regola originariamente introdotta negli Slam dal 2018 per minimizzare le perdite di tempo – quando si dice l’ironia…).

 

Guardando i primi quattro turni del torneo maschile a Melbourne Park, ossia quelle 120 partite che hanno sfoltito il campo dei tennisti in gara e permesso a otto eletti di approdare ai quarti di finale, gli spettatori paganti hanno avuto una possibilità su quattro di assistere a battaglie di cinque set. Ben 29 partite nelle prime otto giornate a Melbourne sono arrivate al quinto set. Un picco. Infatti soltanto 20 partite nel 2021 e 19 nel 2022 sono state così lunghe all’Australian Open. Nel 2020 a Melbourne Park le partite finite al quinto set sono state 27.

Le partite maschili dei primi quattro turni sono durate in media 172 minuti, che, tradotte, sono quasi tre ore di gioco. Trattasi di un aumento di 25 minuti (circa mezzo set) rispetto alle partite giocate lo Melbourne Park nel 2021 e di un incremento evidente rispetto ai 165 minuti a partita dello scorso anno. La domanda è: quali sono gli elementi che comportano un aumento dei tempi di gioco, col risultato di mettere ulteriore pressione sulla programmazione, che ormai si dilunga fino quasi all’alba?

In primis si potrebbe puntare il dito contro le prestazioni delle palline Dunlop, messe in discussione da vari giocatori tra cui Rafael Nadal e Felix Auger-Aliassime. Sgonfie e morbide, non è chiaro se le loro caratteristiche influiscano sulla durata dei punti. Secondo Tennis Australia i motivi sarebbero molteplici, tra cui: il medical timeout; la pausa tra la fine di un set e l’inizio di quello successivo; le conseguenze involontarie dovute alla presenza dello shot clock in campo.

Marchar Reid, dirigente dell’area innovazione di Tennis Australia, ha affermato che l’attenzione dello sport era focalizzata meno sul problema della durata complessiva delle partite e maggiormente su altri trend. “Chiaramente la durata delle partite dipende da molti fattori,” ha detto Reid.E’ una forma d’arte imperfetta, sotto certi punti di vista. Dipende sia dalle pause tra i set che dai medical timeout in caso di infortunio – quest’anno abbiamo visto un incremento di entrambi. In più, c’è da considerare il fattore cronometro durante il servizio che, si sa, può essere soggetto a variazioni”.

Tuttavia gli esperti di statistiche tengono d’occhio il tempo medio giocato per ciascun punto e hanno notato un graduale aumento. Un incremento che, curiosamente, Tennis Australia dice essere alquanto evidente nel tennis maschile. “Da circa quattro anni a questa parte, e curiosamente gli effetti sono maggiormente accentuati nel gioco maschile rispetto a quello femminile, parlando di tempistiche quando la palla è in gioco, per i maschi si sono aggiunti un paio di decimi di secondo in più per scambio” ha detto Reid.

La durata dei punti è aumentata a 6.2 secondi quest’anno a Melbourne Park; un balzo di due decimi di secondo rispetto ai numeri del 2022. Trattasi dello stesso tipo di incremento verificatosi il gennaio scorso rispetto alle statistiche del 2021. Quest’anno la lunghezza degli scambi è salita a una media di 4.4 colpi. Quattro anni fa bastavano in media 4 colpi per aggiudicarsi un punto. “Curiosamente, però” ha detto Reid “non vi sono aumenti di velocità di palla degni di nota. Sia il dritto che il rovescio dei maschi rimangono velenosi; il servizio è diventato leggermente più determinante, ma la vera differenza si osserva sul piano fisico.

I dati raccolti da Tennis Australia indicano che i progressi fisici dei tennisti migliori, quali per esempio Alex de Minaur e Novak Djokovic, permette loro di recuperare un maggior numero di palle, di coprire il campo molto meglio e di gestire bene cambi direzionali di palla ad alta velocità. L’insieme di questi fattori ha chiaramente contribuito ad aumentare la durata dei punti.

“In termini statistici, gli scambi sono leggermente più lunghi, come anche osservato all’US Open, sempre per quanto riguarda gli atleti maschi,” ha detto Reid. “A livello di sport, è una cosa che stiamo tenendo d’occhio.”

Craig O’Shannessy, tennis data analyst che ha lavorato con il vincitore di 21 grand slam, Djokovic, afferma che siano tre i fattori che vanno ad influenzare la durata media degli scambi: i giocatori che raggiungono le fasi più ambite di un torneo, le temperature e le condizioni del campo e delle palle. I giocatori che solitamente prediligono scambi più lunghi, come Djokovic (con una media di oltre 5 colpi per rally), Stefanos Tsitsipas, Andrey Rublev e l’americano Tommy Paul, a Melbourne erano tutti presenti nei quarti di finale. E, a detta di O’Shannessy, ciò va a influire direttamente sulle statistiche.

“Fattore numero due è la condizione del campo e della palla. Ci sono state molte discussioni quest’anno sulla morbidezza delle palline Dunlop – tale caratteristica rende il colpo meno incisivo, meno vincente,” ha detto. La lunghezza degli scambi aumenta a causa della morbidezza della palla. La situazione è questa. Si discute anche del fatto che il feltro della palla si gonfia, il che la rallenta in aria. Di conseguenza, anche questo aumenta la durata degli scambi.”

Il caldo estremo non si può dire sia stato un fattore determinante questo gennaio, dato che finora si sono superati i 30 gradi una sola volta dall’inizio del torneo. “Più caldo fa, più la palla sfreccia in aria, diminuendo la durata degli scambi,” ha detto O’Shannessy.

Sebbene le quattro del mattino raggiunte da Murray e lo scambio da 70 colpi di cui l’australiano Jason Kubler è stato uno dei protagonisti siano stati fra i momenti che hanno attirato maggiormente l’attenzione nelle ultime due settimane, secondo O’Shannessy i numeri non sono sempre e necessariamente ciò che sembrano.

Afferma che per un numero significativo di punti (circa il 30%) è bastato un solo colpo (nel caso di ace o servizio senza risposta), mentre per quanto riguarda la stragrande maggioranza dei punti, ossia fino al 90%, si oscilla tra 0 e 8 colpi. “Quando ho chiesto [impressioni sulla durata degli scambi] ad Andy Murray, Novak Djokovic [e altri] hanno risposto di aver giocato più scambi a quattro colpi,” ha detto O’Shannessy. “[In realtà] la situazione è ben diversa [da quella che credono]. E’ impressionante.”

Traduzione di Silvia Gonzato

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Australian Open

Rybakina difende coach Vukov: “Non accetterei mai un allenatore che non mi rispetta”

Dopo le polemiche sorte su twitter, la finalista dell’Australian Open chiarisce: “Vukov ha creduto in me prima di chiunque altro e mi ha aiutato a raggiungere grandi traguardi”

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Elena Rybakina - Australian Open 2023 (foto: twitter @rolandgarros)

Elena Rybakina non è riuscita a conquistare il secondo titolo Slam negli ultimi tre Major disputati, fermata dall’inarrestabile Aryna Sabalenka, ancora imbattuta in stagione. La campionessa di Wimbledon, tuttavia, è indirettamente finita al centro di una serie di polemiche social legate al suo allenatore. Durante la finale, infatti, Stefano Vukov si era mostrato particolarmente scatenato nel box della kazaka, venendo ripreso dalle telecamere in atteggiamenti non proprio pacati.

A scatenare il dibattito è stata Pam Shriver, storica compagna di doppio di Martina Navratilova, con cui ha vinto tutto. Dopo una vita sul campo, ora Pam si dedica al tennis in un’altra prospettiva, quella cioè di giornalista per ESPN. La statunitense, sul proprio profilo twitter, aveva scritto il giorno della finale:

 

“Mentre guardo Elena Rybakina che cerca di vincere il suo secondo Slam in sette mesi, spero trovi un allenatore che le parli e la tratti sempre con rispetto e che lei non accetti niente di meno”.

Immediata è stata la risposta di Dmitry Tursunov, ex-allenatore tra le altre anche di Sabalenka, che ha replicato: “Pam, ti ho sempre rispettato, ma ultimamente ti ho visto scrivere molte cose discutibili. Hai apertamente e pubblicamente insultato un uomo che è l’unico responsabile del fatto che oggi tu sappia chi sia Elena Rybakina. Non hai la minima idea di ciò di cui stai parlando, dovresti delle scuse ad un uomo che è un grande coach. Ogni giocatrice sarebbe fortunata ad avere nel suo angolo uno come lui. Quell’uomo è fedele alle sue giocatrici con ogni parte del suo corpo e della sua anima”.

Sempre su twitter non si è fatta attendere la nuova risposta di Shriver, che ha poi commentato: “45 anni passati nel tour e credi che non sappia di che cosa sto parlando? Pensi davvero che avrei scritto quelle cose se il problema riguardasse soltanto i gesti? Le sue parole e le sue maniere verso una giocatrice giovane come Elena sono irrispettose e molte persone se ne sono accorte”.

A chiudere definitivamente il discorso è stata la stessa Rybakina, che in un lungo post Instagram è intervenuta a difesa del suo allenatore. “Voglio chiarificare le incomprensioni riguardo i comportamenti del mio coach. Stefano Vukov crede in me da anni e lo ha fatto prima di chiunque altro. I suoi metodi mostrano i miei successi nei tornei dello Slam. È un allenatore emotivo e, al contrario di quanto possano pensare le persone che si adoperano in commenti privi di fondamento, mi conosce benissimo sia come atleta che come persona.

Chi mi conosce sa che non accetterei mai un allenatore che non mi rispetta. Sarò silenziosa in campo e in generale, ma dentro di me c’è uno spirito competitivo che vuole raggiungere grandi traguardi: in tal senso, Stefano mi ha aiutato enormemente. Quindi, per favore, non date credito a nessuna fake news che testimonia il contrario”.

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