ATP Dubai: Sinner piega un ottimo Bautista Agut e vola ai quarti. Fuori Sonego

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ATP Dubai: Sinner piega un ottimo Bautista Agut e vola ai quarti. Fuori Sonego

Partita di grande intensità tra Jannik Sinner e Bautista Agut, entrambi in grandissimo spolvero. Sonego eliminato da Karatsev, sfuma il derby ai quarti

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Jannik Sinner - ATP Dubai 2021 (via Twitter, @DDFTennis)

J. Sinner b. R. Bautista Agut 6-4 3-6 7-5

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I dettagli sono la cosa più importante del tennis, e oggi nella prima sfida ufficiale tra Roberto Bautista Agut e Jannik Sinner sono stati proprio i dettagli a decidere quella che è stata, per ora, una delle più belle partite di questo inizio di stagione. Livello altissimo da parte di entrambi, anche prevedibilmente visto il gran momento di forma del tennista spagnolo. Vittoria importantissima (6-4 3-6 7-5) quindi per Sinner, che si prende uno scalpo importante anche a livello di classifica; quando è in giornata, il numero 11 del mondo è un tennista di livello altissimo. Il successo del 19enne (e un po’) Jannik arriva a poche ore dalla vittoria del fresco 19enne Musetti su Schwartzman, numero 9 del mondo.

Non era comunque la prima sfida tra i due, almeno a livello assoluto. L’unico precedente risaliva all’esibizione di Berlino dell’anno scorso, vinta agevolmente dal tennista italiano per 7-6 6-2. La storia è completamente diversa oggi e Bautista fa in modo di renderlo chiaro sin da subito al suo avversario. Nonostante tra i due sia Sinner quello dotato di maggiore forza e precisione al servizio, è proprio l’italiano il primo ad offrire palle break. Non sono un problema per Sinner, che le salva sfruttando un servizio che oggi sfiora regolarmente i 205 km/h.

 

Nello scambio la regolarità di Bautista Agut non sembra creare troppi problemi a Sinner, che è nettamente più pesante nei colpi da fondo. Nonostante le premesse il tennista spagnolo domina i suoi turni di battuta, concedendo solamente due punti nei suoi primi quattro turni. L’equilibrio si spezza nel nono game. Bautista ha un raro passaggio a vuoto al servizio e Sinner è bravissimo ad approfittarne, prendendosi l’allungo decisivo che vale il primo set.

Il tennista spagnolo lo conosciamo, non è certo tipo da concedere vittorie facili. Come nulla fosse si rimette a remare con la sua consueta profondità e al servizio torna inavvicinabile come nel primo set. Jannik ha un leggero calo e Bautista Agut approfitta del primo vero momento complicato del suo avversario in tutta la partita. Tra righe spolverate e passanti da situazioni difficili che trovano Sinner sempre impreparato a rete, lo spagnolo alza il suo livello di gioco e i risultati arrivano.

Nel settimo game c’è il primo problema da risolvere per il tennista italiano, che si trova a dover salvare due palle break consecutive. La prima fila via facilmente con un dritto d’attacco ma sulla seconda Agut attacca bene e costringe Sinner a sbagliare. Il secondo set finisce lì, lo spagnolo continua a giocare un tennis sfavillante e chiude la pratica senza soffrire, aiutato da una prima che a fine set gli darà 16 punti su 17.

Roberto Bautista Agut – Doha 2021 (via Twitter, @QatarTennis)

Le difficoltà continuano nel primo game del terzo set, più per il grande livello di Bautista Agut che per demeriti di Sinner. L’italiano offre una nuova palla break dopo un dritto affondato a rete ma è sempre il servizio a correre in aiuto (ben 19 ace a fine partita). Dopo aver resistito alla tempesta dello spagnolo, perennemente in anticipo su ogni colpo e vero e proprio muro da fondo, Jannik trova una soluzione vincente di dritto che gli frutta le prime due palle break dal primo set. La seconda è quella buona, con un fantastico passante di rovescio incrociato che dà il primo allungo del set al tennista italiano. La risposta di Bautista Agut non si fa attendere. Sinner trema al servizio e l’avversario si limita a raccogliere i frutti della pressione esercitata sul tennista italiano. Due errori in lunghezza condannano Sinner al contro-break immediato e lo spagnolo torna prepotentemente in partita.

Non ci sono scossoni nei turni di servizio di entrambi fino a un sorprendente doppio fallo di Bautista Agut, il primo della partita. Jannik si ritrova ad avere due match point e non si fa pregare; da una posizione complicata trova il dritto incrociato decisivo che gli vale la vittoria.

Due ore e ventisei minuti di battaglia che proiettano Sinner al numero 30 (provvisorio, può essere ancora scavalcato) della classifica mondiale e soprattutto nei quarti di finale del 500 di Dubai, dove avrà l’opportunità di vendicare Lorenzo Sonego, sconfitto in rimonta dall’eroe dell’Australian Open Aslan Karatsev. Sinner diventa così anche il primo italiano nei quarti di Dubai da Seppi nel 2013 (sconfitto da Djokovic). E chissà che non riesca ad eguagliare l’attuale presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi, finalista qui nel 1995.


A. Karatsev b. L. Sonego 3-6 6-3 6-4

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Non basta un ottimo Lorenzo Sonego per piegare la resistenza di Aslan Karatsev, la più grande sorpresa di questa prima parte di stagione. Il tennista russo, nella prima sfida tra i due, conferma quanto buono fatto vedere sinora e mostra il suo “solito” tennis, tra accelerazioni improvvise e una grandissima capacità in risposta. Non che sia male il servizio di Karatsev, capace di servire con continuità prime e seconde di livello, tranne per alcuni cali di tensione che sembrano comuni nel suo gioco. Proprio due di questi cali potevano costargli caro. Nel primo set il russo offre palle break solamente nel quarto game, ma sono abbastanza per Sonego, che trascinato da una prima di servizio straripante salva quattro palle break e vola un set avanti.

Il copione cambia nel secondo set, Karatsev sbaglia di meno nello scambio e riesce a rispondere molto meglio. Entrambi hanno la possibilità di andare avanti di un break ma le prime di servizio fanno buona guardia. Il tennista russo vive molto di fiammate improvvise in cui tira fuori dal cilindro colpi letteralmente ingiocabili. Una di queste fiammate arriva nell’ottavo game. Sonego, che fino ad ora è stato dipendente dalle prime, è costretto a giocare delle seconde in più e nello scambio il suo avversario è superiore soprattutto nella diagonale di rovescio. La sofferenza di Sonego al servizio è evidente già dal sesto game e nell’ottavo Karatsev finalmente passa con una grandissima risposta. E’ il punto di svolta della partita, nel terzo set il russo prende sempre le redini dello scambio e trova il break decisivo nel quinto game, con un passante tirato da posizione impossibile che muore poco prima della riga.

Il destino del match resta sempre nella mani di Karatsev, ma per poco non gli scappa nell’ottavo game. Il semifinalista degli Australian Open quasi ridà speranza a Sonego con due doppi falli e degli errori marchiani nei pressi della rete, a testimonianza del suo essere un tennista molto dipendente dal ritmo. Il torinese però non ha mai chance reali sulle quattro palle break offerte dall’avversario e affidandosi ai suoi colpi d’attacco il russo respinge l’ultimo assedio. Il numero 42 del mondo chiude a zero il game decisivo e prenota un posto nei quarti contro Jannik Sinner, vanificando il possibile derby italiano. Le sue fiammate basteranno contro Sinner reduce da una vittoria di lusso contro Bautista Agut? Sicuramente la domanda sarà da porre anche per l’italiano, visto l’altissimo livello di gioco mostrato finora dal tennista russo.

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ATP Umago: Ramos-Vinolas ferma Travaglia, ma a brillare è la stella di Alcaraz

Niente da fare per l’ultimo azzurro in gara al Croatia Open, mai in partita contro Ramos-Vinolas. In serata, nel match più spettacolare della giornata, il 18enne spagnolo supera Krajinovic

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Saluta Umago anche l’ultimo tennista italiano, Stefano Travaglia, sconfitto nettamente (6-2 6-1) dal n. 1 del seeding, lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas. Sul Grandstand, il secondo campo per importanza dell’impianto “Stella Maris” che ospita il torneo, “Steto” non è mai riuscito a fare match pari contro il 33enne tennista di Barcellona, che ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco da fondo campo, grazie soprattutto al dritto mancino che ha costretto il 29enne tennista di Ascoli Piceno costantemente sulla difensiva, senza riuscire a trovare la profondità dei colpi necessaria per cambiare l’inerzia degli scambi, pagando in particolare la scarsa incisività con la seconda di servizio (con la quale ha ottenuto solo il 12% dei punti).

Travaglia lascia Umago per trasferirsi a Kitzbuhel, portando con sé comunque delle buone indicazioni, dato che ha interrotto la striscia negativa che non lo vedeva vincere due partite di fila in un main draw dall’ATP 250 di  Melbourne, a febbraio. Può perciò ripartire con fiducia da questo risultato, anche nel lavoro con il suo nuovo allenatore Uros Vico. Anche per Ramos-Vinolas la semifinale di Umago è una bella boccata di ossigeno, considerato che era reduce da una striscia di sette sconfitte consecutive e non vinceva dal match di primo turno del Masters 1000 di Madrid (dopo che la settimana prima aveva vinto il 250 di Estoril).

A meta pomeriggio, ad inaugurare la giornata dei quarti di finale del Croatia Open era stata la sfida tra Richard Gasquet e Damir Dzumhur. La splendida prestazione fornita nel turno precedente da Dzumhur contro Marco Cecchinato aveva fatto pensare alla vigilia che il match potesse rivelarsi molto più equilibrato di quanto si potesse ipotizzare vista la differenza di classifica (n. 59 il francese, n. 127 il bosniaco). L’equilibrio invece c’è stato solo per l’ultima mezz’ora, dato che nei primi 70 minuti sul Centrale di Umago si era vista la versione appannata di Dzumhur che siamo purtroppo abituati a vedere da due anni a questa parte, quella che lo ha fatto uscire dalla top 100 dal febbraio 2020. Merito anche del 35enne francese, che ha saputo imbrigliare sin dall’inizio i tentativi del tennista di Sarajevo di replicare la tattica aggressiva messa in atto con profitto contro l’azzurro. Rallentando ed alzando le traiettorie dei suoi colpi il talentuoso tennista di Beziers ha costretto Dzumhur a prendere sempre dei rischi eccessivi, con conseguenti errori – specie con il rovescio – nel tentativo di prendere l’iniziativa dello scambio.

 

Dopo il 6-3 del primo set, deciso dal break di Gasquet nel secondo gioco, il secondo parziale sembrava scivolare via sulla stessa falsariga, con il francese che strappava di nuovo il servizio nel terzo gioco e poi aveva due chances consecutive per il doppio break e per andare a servire per il match sul 5-2. Il tennista bosniaco sfogava sulla racchetta tutta la sua frustrazione per la scialba prestazione fino a quel momento e lo sfogo si rivelava incredibilmente utile, dato che da quel momento la partita cambiava. Dzumhur infilava infatti un parziale di 10 a 1, impattava sul 4 pari e sembrava poter girare l’inerzia del match, grazie soprattutto ad una ritrovata efficacia della palla corta, decisiva contro Cecchinato, ed al fatto che Gasquet cominciava ad accusare fisicamente il caldo e l’umidità di Umago.

I due alternavano buone cose a brutti errori, con ancora un break per parte e alla fine si arrivava al tie-break. Dove Gasquet riusciva a tirare fuori le ultime energie rimaste e si affidava al braccio ed alla varietà dei colpi, chiudendo al terzo match point, 9-7. “Non sono riuscito a sfruttare le occasioni per andare sul 5-2 e poi è stata dura, anche perché lui ha iniziato a colpire bene. Ma ha lottato, ed ho giocato un bel tie-break” il commento nel post match del tennista transalpino, che giocherà la prima semifinale ATP della stagione (ma la 65° in carriera) e la prima sulla terra battuta da Bastad 2018 (perse poi in finale con Fognini).

La prima sorpresa della giornata arrivava in contemporanea con la sconfitta di Travaglia, dalla sfida sul Goran Ivanisevic Stadium tra due giocatori con il rovescio a una mano, il vincitore dell’edizione 2019 e tds n. 2 Dusan Lajovic ed il tedesco Daniel Altmaier, proveniente della qualificazioni e autore dell’eliminazione di Mager nel turno precedente. Altmaier si è imposto meritamente con il punteggio di 6-2 6-4, ed è sembrato a tratti il bel giocatore spintosi sino agli ottavi del Roland Garros dello scorso anno (eliminando nel percorso anche Matto Berrettini), prima di perdere 8 match di fila a livello ATP, serie interrotta proprio ad Umago con la vittoria su Moutet nel primo turno. Del resto al 22enne di Kempen non sono mai mancati i colpi ma la continuità, frenato sin da giovanissimo dai tanti infortuni.

A onor del vero una mano gliela ha data anche il tennista serbo, mai veramente in partita, che è parso anche avere qualche problema fisico (si è toccato più volte la parte bassa durante il secondo parziale), dopo le quasi due ore di battaglia del giorno prima contro Zapata Miralles. Tanto che anche il break ottenuto nel settimo gioco del secondo set, che lo ha portato a condurre 4-3, è sembrato più figlio di un momentano calo di attenzione di Altmaier, che si è subito ripreso e con un parziale di 12 punti a 5 ha chiuso rapidamente la contesa, conquistando così la prima semifinale in carriera nel circuito maggiore.

Daniel Altmaier – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Il match più atteso della giornata era sicuramente l’ultimo, quello tra il recente finalista dell’ATP 500 di Amburgo, Filip Krajinovic, e la grande promessa del tennis spagnolo e unico under 19 tra i top 100, Carlos Alcaraz Garfia, reduce dalla impressionante vittoria del turno precedente, nel quale aveva lasciato solo 4 game allo slovacco Andrey Martin. Il 17enne spagnolo iniziava come aveva finito la sera precedente, tirando botte impressionanti da fondo e cercando di sovrastare l’avversario sfoderando una condizione fisica stupefacente. Dall’altra parte della rete stavolta c’era però un giocatore in forma ed in fiducia, l’unico top 35 in tabellone stando all’ultima classifica, e soprattutto esperto ad alto livello.

Krajinovic subiva la partenza al fulmicotone di Alcaraz, che si portava sul 4-1, ma riusciva a ricucire lo strappo sfruttando, oltre alla qualità del suo tennis attuale, le ingenuità che ancora ogni tanto fanno fisiologicamente capolino nel gioco del giovanissimo tennista di Murcia (come l’insistere sul colpo migliore del serbo, il rovescio, con il quale da fondo sa fare molto male), che subiva il break a zero al momento di servire per il set. Alcaraz però non si disuniva e si procurava un paio di set point nel game successivo, che il serbo era bravo ad annullare con talento e mestiere. A testimonianza che Alcaraz sta studiando da campione con il suo coach Juan Carlos Ferrero, resettava anche questa delusione e a furia di vincenti portava a casa il tie-break per 7-3.

Krajinovic però non si disuniva e aspettava che Alcaraz rifiatasse. Cosa che avveniva, con il break subito dal n. 73 del mondo – ma dopo stasera entrerà per la prima volta tra i primi settanta al mondo – nel secondo gioco, da 40-0. Il serbo saliva in cattedra e iniziava a comandare il gioco, con Alcaraz che accusava il colpo e scendeva di intensità. Il secondo break con il quale conquistava il set per 62, sembrava certificare che il tennista di Somobor fosse riuscito a domare la furia del giovane spagnolo. Invece dopo il lungo toilet break alla fine del set – verrebbe da dire che anche qui si comporta già da campione – Alcaraz tornava quello ingiocabile della prima metà del primo set, tra vincenti da fondo e recuperi incredibili, e in un attimo era sul 3-0, con doppio break. Krajinovic non demordeva, cercava con orgoglio di ridurre il distacco mettendo in campo tutto quello che aveva, ma Alcaraz era assolutamente “on fire” e non concedeva più nulla.

Il 18enne allievo di “Mosquito” chiudeva 6-1 in 2h21′ di gioco, conquistando la sua seconda semifinale in carriera e diventando il secondo semifinalista più giovane del torneo, dopo un certo Rafa Nadal nel 2004 (“Impressionato? No, non sono impressionato. Sono la conferma che con il mio team stiamo lavorando bene, stiamo seguendo la strada giusta per me” la risposta di Alcaraz al giornalista spagnolo che al termine del match gli ha chiesto se fosse impressionato da questi record di precocità).

Risultati:
[4] R. Gasquet b. D. Dzumhur 6-3 7-6(7)
[1] Ramos-Vinolas S. Travaglia 6-2 6-1
[Q] D. Altmaier b. [2] D. Lajovic 6-2 6-4
[7] C. Alcaraz – [3] F. Krajinovic 7-6(3) 2-6 6-1

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ATP Gstaad: sorpresa Kopriva, Shapovalov va k.o., avanti Ruud e Paire

Il ceco, 249 del mondo, ha rimontato un set di svantaggio contro il fresco semifinalista di WImbledon. Ai quarti troverà Michael Ymer, che ha superato Feliciano Lopez

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Casper Ruud - Gstaad 2021 (via Twitter, @SwissOpenGstaad)

Al debutto nel circuito maggiore, il ventiquattrenne ceco Vit Kopriva si è tolto una bella soddisfazione. Nel giovedì di Gstaad, da qualificato, ha infatti sorprendentemente fermato la corsa di Denis Shapovalov, fresco semifinalista di Wimbledon. Il canadese, numero 10 del mondo e prima testa di serie, aveva vinto senza affanni il primo set. Poi però si è trovato ad affrontare l’impetuosa reazione del debuttante qualificato, 249 ATP, che nei due successivi parziali gli ha lasciato appena cinque game con la spinta dell’82 per cento di punti vinti sulla prima di servizio (anche se gli ace sono stati solo tre, contro gli 11 del canadese).

L’impresa di Kopriva lascia anche un segno statistico: è il giocatore peggio classificato a battere un top 10 da quando – era il 2017 – Thanasi Kokkinakis superò al Queen’s Milos Raonic, allora sesto del ranking. Ai quarti, il ceco troverà Michael Ymer che ha salvato due match point contro Feliciano Lopez, riuscendo anche lui ad avere la meglio in tre set. L’unico quarto di finale tutto tra teste di serie sarà quello tra Casper Ruud e Benoit Paire, che ha vinto il primo set contro Tallon Griekspoor beneficiando poi del ritiro dell’olandese. Per il norvegese, invece, sono bastati due set a superare Dennis Novak.

Risultati:

C. Ruud [3] b. D. Novak 6-4 7-6(5)
M. Ymer b. F.Lopez [8] 6-7(6) 7-6(7) 6-4
B. Paire b. T. Griekspoor 6-4 rit.
V. Kopriva [Q] b. D. Shapovalov [1] 2-6 6-3 6-2

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ATP Umago: Mager sorpreso da Altmaier in tre set

L’azzurro vince il primo set, poi perde 9 giochi di fila. Altmaier stoppa il suo tentativo di rimonta, chiudendo 7-5. Sarà Lajovic il suo avversario. Domani torna in campo Travaglia

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Gianluca Mager non è riuscito a raggiungere Stefano Travaglia ai quarti di finale dell’ATP 250 di Umago. Sul campo Grandstand, il numero 75 ATP (e numero 8 del tabellone) ha ceduto in un’ora e 50 minuti al qualificato Daniel Altmaier, rimontato dopo aver il vinto il primo set 4-6 6-1 7-5. Altmaier tornerà a giocare un quarto di finale nel circuito ATP dopo 4 anni (sull’erba di Antalya venne sconfitto da Sugita in due set). Da inizio secondo set in poi il tedesco è stato chiaramente il miglior giocatore in campo. Tuttavia, dopo un inizio di partita molto rapido dove il buon servizio di entrambi ha fatto indirizzato gli scambi, Mager ha sfruttato con grande cinismo l’unica palla break messa a disposizione da Altmaier (falloso col dritto) nel decimo game.

La racchetta scagliata al suolo dopo il set point e il brutto inizio di secondo parziale (Mager ha due occasioni di portarsi avanti 2-0 e servizio) lasciava pensare che il tedesco fosse in totale confusione e preda del nervosismo. Dal terzo game in poi è iniziata però un’altra partita: Gianluca ha iniziato ad affrettare troppo la manovra, ha subìto il break e nei turni successivi ha dato la sensazione di voler uscire dalla partita, colpendo una serie di errori non forzati grossolani. Non è cambiata la solfa a inizio terzo set e il giocatore tedesco ha infilato il nono gioco consecutivo portandosi 3-0 nel parziale decisivo. Dopo aver smosso il punteggio col servizio, Mager si è esaltato nel settimo game, sotto 2-4. Ha pescato il punto più bello del match e poco dopo ha recuperato il break. Il controllo del match da parte dell’azzurro è però durato poco: sul 6-5 Altmaier, Gianluca ha giocato un altro game negativo, capitolando dopo un bel rovescio lungolinea vincente del suo avversario, che – molto più concreto – ha meritato la vittoria.

Sul Campo Centrale ha avuto pochi problemi invece il terzo favorito del tabellone, Filip Krajinovic, che ha superato un piccolo inciampo a fine primo set (ha perso il servizio sul 5-3 in suo favore) per poi controllare Radu Albot, battuto 6-4 6-2. Più complessa invece la partita di Dusan Lajovic: ha recuperato un break di svantaggio nel primo set a Zapata Miralles e ha salvato due set point. Ha chiuso in quasi due ore di partita, 7-5 6-4. Sarà lui a sfidare Altmaier nei quarti di finale.

 

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