Perché è stato Hurkacz a vincere la finale di Miami, non Sinner a perderla

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Perché è stato Hurkacz a vincere la finale di Miami, non Sinner a perderla

Quali sono stati i fattori decisivi per la prima vittoria di Hubert Hurkacz in un Masters 1000?

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Jannik Sinner e Hubert Hurkacz (Photo Credit_ Peter Staples_ATP Tour)
 
 

Quando mancano poche ore all’inizio del secondo Masters 1000 stagionale, quello di Montecarlo, riavvolgiamo brevemente il nastro per analizzare più nel dettaglio la finale di Miami, vinta (un po’ a sorpresa) da Hurkacz su Sinner. Un momento: davvero a sorpresa? Non proprio…


La favola di Jannik Sinner a Miami, in un Masters 1000 ancora condizionato dalla pandemia, con diversi big assenti e qualche sorpresa nei primi turni, non ha trovato il suo lieto fine. Nell’albo d’oro compare sì un nome nuovo, si tratta però quello di Hubert Hurkacz. Il ventiquattrenne polacco si è imposto nella finalissima, sconfiggendo la giovane promessa del tennis italiano e mondiale in due set, con il punteggio di 7-6 (4), 6-4. In molti, specialmente tra i meno appassionati, nutrivano grandi speranze per il risultato della finale, considerato il blasone non eccezionale di Hurkacz.

Tale ottimismo però, come il campo si è incaricato di mostrare, era ingiustificato: cercheremo di capire meglio perché, con l’aiuto dei dati. Prima di entrare nello specifico però, ricordiamo come il polacco avesse già mostrato di trovarsi in uno stato di forma davvero eccezionale, sconfiggendo nel corso del torneo, sempre contro pronostico, due Top 10 (Tsitsipas e Rublev) e altri due Top 20 (Shapovalov e Raonic).    

 

IL PARZIALE DECISIVO

Figura 1. Punti vinti, nelle tre fasi della partita: da 0-0 a 5-6, da 5-6 a 7-6 4-0, da 7-6 4-0 a 7-6 6-4

Anche in questa finale, tutto si è deciso in poche mani, o meglio, in pochi game. Per la precisione, quelli che vanno dal 5-6 nel primo set, situazione di equilibrio (sia pur contraddistinta da due diversi parziali, il primo a favore di Hurkacz, il secondo di Sinner, che si trovava a servire per il primo set), al 7-6 4-0 Hurkacz, con set e doppio break di vantaggio per il polacco.

Nei primi undici game, Sinner si è aggiudicato due punti più di Hurkacz: trentotto a trentasei. E, va detto a testimonianza del grande orgoglio e della forza mentale di Jannik, anche per gli ultimi game dell’incontro, che portano dal 4-0 al 6-4 del secondo set, Sinner ha conquistato più punti dell’avversario (ventidue contro quindici), complice probabilmente anche un piccolo calo di tensione da parte di Hurkacz, dato l’ampio vantaggio. La differenza la fa quel perentorio parziale di ventisette a nove piazzato dal polacco a cavallo tra primo e secondo, che gli ha consentito di aggiudicarsi l’incontro. Per una volta, quel diciannovenne che tanto aveva stupito (anche) per la sua capacità di elevare il proprio livello di gioco nei momenti decisivi (basti pensare alla semifinale con Bautista Agut) ha ceduto sotto i colpi del proprio avversario nel momento cruciale.

Approfondendo l’analisi però, potremo forse capire meglio come quel parziale possa essere figlio di una dinamica che è esistita, sia pur sottotraccia, lungo tutta la partita, e che ha a che fare con il rendimento dei due giocatori al servizio. Inoltre, un’analisi puntuale ci permetterà di confermare quella che è anche l’impressione “visiva”, a proposito di questa grande partita: non si può parlare tanto di demeriti di Sinner, quanto sottolineare i grandi meriti di Hurkacz. 

RENDIMENTO AL SERVIZIO

Figura 2. Percentuale di prime palle in campo, al progredire dei punti giocati al servizio
Figura 3. Percentuale di punti vinti sulla prima, al progredire dei punti giocati al servizio

Per quanto riguarda il servizio, era nota già alla vigilia la superiorità del polacco, che si mostrava in gran forma a Miami, anche se non soprattutto da questo punto di vista. Basti pensare che, pur avendo affrontato quattro giocatori tra i primi venti a livello mondiale nei turni precedenti, Hurkacz si è presentato alla finale forte di una statistica davvero impressionante: il ribattitore non era infatti riuscito a rispondere in campo al suo servizio nel 45% dei casi.

In altre parole, fino a quel momento, Hurkacz è stato capace di procurarsi un punto “gratis”, ovvero senza entrare nello scambio, quasi una volta su due. E il polacco non si è smentito neanche in finale. Come possiamo osservare, sia concentrandoci sulla percentuale di prime in campo (Figura 3) che sulla percentuale di punti una volta messa in campo la prima (Figura 4), la differenza è chiara. A fine partita, Hurkacz ha avuto il 71% di prime in campo, e il 76% dei punti con la prima; Sinner riuscirà a mettere in campo soltanto il 60% di prime, raccogliendo, con la prima in campo, il 62% dei punti.

Monitorare l’evoluzione di queste statistiche nel corso del match, a mano a mano che i giocatori accumulano punti giocati al servizio, ci permette di osservare come il gap di rendimento sulla prima di servizio (sia in termini di frequenza che di efficacia) sia una sorta di leitmotiv dell’intero match. In estrema sintesi, spesso e volentieri Hurkacz ha raccolto punti direttamente con il colpo di apertura, mentre Sinner si è dovuto sudare quasi ogni punto, guadagnandoselo nello scambio. L’italiano è sicuramente stato superiore nel gioco da fondo, e ha avuto maggiore facilità nel produrre colpi vincenti, sia di dritto che di rovescio. Tuttavia, si è trovato a giocare sempre in salita, costretto a dare fondo a tutte le sue capacità, fin dall’inizio, per tenere il match in equilibrio fino al 5-5. A questo punto, con un grande game, è arrivato il break e la conseguente opportunità di servire per il set.

Ma il lavorio, per così dire, “ai fianchi” indotto dal persistente disequilibrio nell’efficacia del servizio, a quel punto, si è fatto sentire. A enfatizzare tale elemento, il fatto che Hurkacz abbia deciso di piazzare la prima esterna, a buttare Sinner fuori dal campo, addirittura nel 68% dei casi. Evidente il tentativo di destabilizzare l’avversario, portandolo fuori posizione fin dall’inizio dello scambio. Questo genere di persistente fatica, sia fisica che mentale, ha finito per costare molto cara all’italiano.

GLI ERRORI NON FORZATI DI SINNER

Figura 4. Cumulativa degli errori non forzati, dal 5-6 al 7-6 4-0

Lungo tutto l’arco del match, il numero di errori non forzati di Sinner è stato decisamente superiore rispetto a quello di Hurkacz. Questo un po’ a causa di una partenza a handicap da questo punto di vista, con addirittura sei rovesci sbagliati nei primi tre game, statistica questa decisamente inusuale per Sinner, solidissimo in particolare da quel lato, e probabilmente da attribuire all’emozione dell’esordio a questi livelli. Si può però forse intravedere anche una motivazione più profonda alla partita inusualmente fallosa di Sinner. Come discusso nel paragrafo precedente, infatti, Jannik si è trovato sempre sotto una forte pressione: ha raccolto poco direttamente col servizio ed è stato costretto, punto dopo punto, a cercare una breccia nella difesa di Hurkacz. Il polacco però, specialmente considerata la sua stazza, si muove molto bene, e ha regalato poco, obbligando di fatto Sinner a rischiare, forse più di quanto non avrebbe voluto.

E così, nel dodicesimo game, nel tie-break e nei primi quattro game del secondo set, nel momento decisivo della partita, la tensione e la stanchezza (fisica e mentale) hanno presentato il conto: Sinner ha sbagliato undici volte, sette delle quali (compreso un doppio fallo) tra il dodicesimo game che avrebbe potuto dargli la vittoria nel set e il tie-break. Nei game che vanno dal 5-6 al 7-6 4-0, Hurkacz ha commesso invece soltanto sette errori non forzati, di cui appena due fra il dodicesimo game e il tie-break. Quattro punti di differenza nell’intera fase centrale, addirittura cinque in chiusura di primo parziale: un gap che assume un notevole peso specifico. A completare il quadro della partita, e in particolare di quella decisiva fase centrale, va ricordata la grande qualità del gioco di Hurkacz, come mostra la dinamica dei suoi colpi vincenti.

I VINCENTI DI HURKACZ

Figura 5. Cumulativa dei vincenti, dal 5-6 al 7-6 4-0

Fino al 6-5 in proprio favore, Sinner ha messo a referto sei colpi vincenti in più di Hurkacz: è sembrata evidente la scelta strategica del polacco di non rischiare nello scambio. Hurkacz è stato molto disciplinato da fondo e ha deciso di tenere per larga parte della partita: si è rifiutato, per così dire, di giocare la partita sul terreno di Sinner. Nei primi undici game, ha messo a referto soltanto quattro vincenti. Con l’arrivo della fase decisiva del match però, Hurkacz ha messo sul tavolo le proprie fiches e si è fatto propositivo, cogliendo di sorpresa l’italiano e inanellando, dal 6-5 Sinner nel primo set al 7-6 4-0 in suo favore, sei colpi vincenti. Un notevole colpo di reni, che testimonia una volta di più come, in ultima analisi, sia Hurkacz ad aver vinto la finale, e non Sinner ad averla persa.

Alla fine della fase centrale e decisiva della partita, il saldo dei colpi vincenti arrideva ancora a Sinner: la differenza in suo favore però è calata da sei a due colpi. Altri quattro punti di differenza che, combinati con la pressione originata dalla prima di servizio e con gli errori di cui si parlava nello scorso paragrafo, sono valsi la partita e il titolo per Hurkacz, che è salito così al N.16 nel ranking ATP (mentre Sinner, sconfitto in finale, arresta la sua corsa, per ora, al ventitreesimo posto).

Mike McDermott, il giocatore di poker interpretato da Matt Damon in “Rounders” (pellicola del 1998), ricordava: “Tutto si decide in poche mani. Il resto è attesa”. Stavolta, è stato Hurkacz ad avere la mano buona, quella del primo Masters 1000 della carriera. Ma, ne siamo certi, Sinner siederà ancora a quel tavolo: con un’esperienza in più e, se possibile, con ancora maggior determinazione.


Genovese, classe 1985, Damiano Verda è ingegnere informatico e data scientist ma anche appassionato di scrittura. “There’s four and twenty million doors on life’s endless corridor” (ci sono milioni di porte lungo l’infinito corridoio della vita), cantavano gli Oasis. Convinto che anche scrivere, divertendosi, possa essere un modo per cercare di socchiudere qualcuna di quelle porte, lungo quel corridoio senza fine. Per leggere i suoi articoli visitate www.damianoverda.it

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Roland Garros: giornata di sorprese nel femminile, dopo Pliskova fuori anche Halep e Collins

Continuano a cadere, una dopo l’altra, le teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros. Prima di oggi erano nove, cui se ne aggiungono oggi altre quattro

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Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non si ferma l’ecatombe di teste di serie in questa edizione del Roland Garros femminile. Prima dell’inizio della giornata odierna, erano nove ad aver già salutato Parigi (Samsonova, 25; Jabeur, 6; Kontaveit, 5; Muguruza, 10; Krejcikova, 2; Kvitova, 32; Raducanu, 12; Sakkari, 4; Cirstea, 26), cui se ne aggiungono altre quattro: Pliskova (8), Alexandrova (30), Halep (19) e Collins (9).

Dopo i soli quattro game racimolati da Karolina Pliskova contro la numero 227 WTA Leolia Jeanjean, ben più combattuto è il match di Ekaterina Alexandrova, che dopo aver vinto al tiebreak il primo set si spegne perde il secondo parziale e si fa rimontare due volte nel terzo da Irina-Camelia Begu. La russa infatti, testa di serie numero 30, nel set decisivo va due volte avanti di un break: prima sul 2-0, poi sul 4-2, ma in entrambi i casi perde immediatamente il servizio. Saranno decisivi i soli sette punti vinti con la prima (su 18) nel terzo set, che consentiranno alla rumena di recuperare dallo svantaggio di 2-4 infilando quattro game consecutivi e chiudendo 6-7 (3) 6-3 6-4. Al terzo turno Begu troverà proprio Jeanjean, con la ghiotta chance di eguagliare il suo miglior risultato in uno slam, cioè gli ottavi di finale, ottenuti proprio qui a Parigi nel 2016 e all’Australian Open nel 2015).

La numero 63 del ranking rimane così l’unica rumena in tabellone, complice l’inaspettata sconfitta di Simona Halep. La testa di serie numero 19 cede alla giovane Zheng Qinwen (e ad una non perfetta condizione fisica), non sfruttando un set e un break di vantaggio. La campionessa del 2018 vince infatti facilmente il primo set – in cui commette solo quattro gratuiti contro i 13 della sua avversaria – e si porta avanti anche nel secondo, salendo 2-1 e servizio. Da quel momento, però, la partita cambia: dopo un game a tratti stellare da dieci minuti, la giovane cinese trova il controbreak immediato e vince cinque game di fila, strappando il servizio all’ex numero uno del mondo in altre due occasioni e portando il match al terzo. Il suo gioco molto aggressivo e un contemporaneo calo fisico di Halep, costretta a chiamare due volte il fisioterapista, chiudono precocemente la contesa in favore di Zheng, che si impone 2-6 6-2 6-1 sfruttando un immacolato 100% di punti vinti con la prima (13/13) e ben 27 vincenti.

 

L’ultima sorpresa di giornata vede l’uscita di scena della finalista dell’Australian Open Danielle Collins, sconfitta in due set da Shelby Rogers (non proprio una terraiola doc). Dopo essersi immediatamente ritrovata sotto 0-4 ad inizio match, la testa di serie numero nove riesce in qualche modo a risalire la china fino al 4-4, dove però perde nuovamente il servizio e, di fatto, consegna alla sua avversaria le chiavi del primo set. Con altri tre break (sei in totale) Rogers si porta a casa anche un secondo set mai in discussione, in un incontro in cui a fare la differenza sono senz’altro i tanti errori gratuiti di Collins (28).

SOPRAVVIVONO RYBAKINA, KEYS E SABALENKAAlla roboante vittoria di Iga Swiatek – in striscia aperta da 30 partite consecutive – si aggiungono anche i successi di Elena Rybakina, Madison Keys e Aryna Sabalenka. La kazaka fa un po’ più fatica soltanto nel primo set, dove comunque è sempre lei a fare la partita, conquistandolo al fotofinish. Da quel momento saranno otto i giochi consecutivi conquistati dalla testa di serie numero 16, che si impone 6-4 6-0 sfruttando ben 34 vincenti. Perde gli stessi game Aryna Sabalenka, in un incontro piuttosto simile a quello di Rybakina. La bielorussa vince 6-1 6-3 anche grazie a 37 winners, raggiungendo al terzo turno Camila Giorgi, che oggi si è imposta su Yulia Putinseva. Ben più laboriosa l’affermazione di Madison Keys, che estromette dal torneo Caroline Garcia. Match in cui la statunitense, numero 22 del seeding, è comunque sempre stata in vantaggio e in controllo. Nel primo set Keys rischia di sciupare sul più bello il break ottenuto nel sesto gioco, perdendolo quando va a servire per il set sul 5-3. Per sua fortuna, tuttavia, nel game successivo arriva un altro break, che le regala un primo set sublimato dal 93% di punti vinti con la prima. L’equilibrio regna anche nel secondo parziale, dove nessuna delle due giocatrici riesce mai a prendere il largo. Si arriva così al tiebreak, in cui Keys parte meglio e si porta sul 5-2 con due servizi a disposizione. Finisce 6-4 7-6 (3) in suo favore, con una prestazione particolarmente aggressiva che, con 33 vincenti, porta i risultati sperati.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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ATP

Roland Garros: Ruud e Rune avanti facilmente, Goffin supera Tiafoe [VIDEO]

Il norvegese batte facilmente Ruusuvuori, il danese si conferma elemento da tenere d’occhio battendo Laaksonen. Alcune cronache parigine del giorno

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Casper Ruud - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

[8] C.Ruud b. E.Ruusuvuori 6-3 6-4 6-2

Come prevedibile, ordinaria amministrazione per Ruud nel derby del nord contro Ruusuvuori, che per un set (il secondo) tiene botta e si costruisce anche le sue occasioni, ma la solidità e la tranquillità del norvegese sono troppo superiori per causargli veri problemi. Infatti ottimo inizio, anche al servizio (chiuderà con il 69% di punti con la prima, 70 con la seconda) e break nel sesto gioco per Ruud, nonostante un inizio anche abbastanza solido del finlandese, ma il doppio di colpi vincenti del n.8 del seeding fa compiere il salto. Dopo un primo set point annullato con l’ausilio del servizio da Ruusuvuori, che prova a mantenersi quantomeno in scia, nell’ultimo game non c’è storia: ottimo il rendimento al servizio del norvegese, e poi il solito dritto pesante fa chiudere il parziale per 6-3. Break trovato prima nel secondo set dal n.8 al mondo, nel terzo game, dopo uno scambio durissimo, dove però ha quasi sempre comandato, incidendo bene col dritto (e dire che Ruusuvuori aveva iniziato, molto propositivo, e ha pagato forse l’esserlo stato troppo su alcuni colpi). Conferma di esser salito di livello il n.61 al mondo, giocando un ottimo tennis che gli regala le prime 2 palle break della sua partita, dove però Ruud sale in cattedra sfruttando ancora servizio e dritto, e sembra non soffrire neanche i cambi di ritmo e accelerazioni del finlandese.

Bravissimo quest’ultimo, nel nono game, a risalire da 0-40 e annullare tre set point, con molto coraggio e lucidità, quantomeno prolungando il set e scaricando la pressione sulle spalle e sul servizio di Ruud. Alla fine, pur se con qualche minuto di ritardo, Casper vince 6-4 un set di ottimo livello, dove il finlandese lascia non pochi rimpianti: 4 palle break sprecate a fronte di un gioco di sciabola e fioretto quasi perfetto, ma il martello di Ruud si è dimostrato nuovamente quasi inarrivabile. Il norvegese sembra aver voglia di accelerare le operazioni, e così ecco il break nel terzo set quasi subito, nel terzo gioco, che ottiene salendo meglio sulla palla anche di rovescio e mettendo un po’ di più i piedi in campo, imponendo un ritmo non presente nelle corde del finlandese. Il quinto game sembra segnare la definitiva resa di Ruusuvuori, che mostra un paio di grossolani errori a fronte della difesa perfetta del suo avversario, che andrà poi a chiudere in scioltezza 6-2 con un’ottima prestazione, condita anche da 39 vincenti, 12 più dei non forzati. Al prossimo turno affronterà, da favorito, il nostro Lorenzo Sonego.

 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

H.Rune b. H.Laaksonen 6-2 6-3 6-3

Nessun problema anche per un altro dei giovincelli del momento, Holger Vitus Nodskov Rune, che dopo aver portato a scuola Shapovalov, spazza via anche Henri Laaksonen, in balia totale del vincitore dell’ultimo Challenger di Sanremo. Non tantissimi vincenti per il danese, ma davvero pochi errori e soprattutto un impressionante 86% di punti vinti con la prima, che comminano la sentenza. Già dall’inizio va forte Rune, che subito nel secondo gioco mostra la superiorità sulla superficie, portando a casa il break. Bravo però lo svizzero ad evitarne ulteriori, e addirittura ad avere lui la chance per recuperarlo (sarà l’unica di tutto il match), ma il danese non trema e rimane avanti. Alla fine Rune porta a casa il set 6-2 abbastanza nettamente, causa anche un brutto game conclusivo di Laaksonen, che si limita a ribattere e scambiare da fondo, territorio di Holger, che puntualmente lo punisce. Buon inizio di secondo per lo svizzero, che annulla palla break, e sembra cercare qualche soluzione alternativa, specie per uscire dallo scambio, dove Rune appare irresistibile. Ma nel secondo gioco break spettacolare per il n.40 al mondo, che prima gioca una contro smorzata da manuale, poi chiude il game con un rovescio vincente, mostrando come anche le variazioni non riescano a scalfirlo.

Anche il secondo set va dunque agevolmente in cascina per il danese, senza neanche strafare più di tanto. La differenza di peso di palla e di attitudine alla superficie sono un vantaggio troppo netto. Anche nel terzo set il break arriva subito per Rune: un po’ falloso Laaksonen in questo caso, ma c’è da dire che la forma odierna del classe 2003 di certo non aiuta il morale dello svizzero. Alla fine chiude 6-3 anche il terzo Holger, quasi passeggiando e senza neanche troppo forzare, anche a causa di un medical time out abbastanza lungo a metà parziale. Così inizia a giocare più rilassato e lascia scorrere la partita, in controllo dall’inizio alla fine. Al prossimo turno avrà uno tra il qualificato Cachin e Hugo Gaston, nel qual caso match di prim’ordine tra le fantasie del francese e le geometrie di Rune, che in ogni caso appare largamente favorito per trovare il primo quarto turno Slam della carriera.

D. Goffin b. F. Tiafoe [24] 3-6 7-6 (1) 6-2 6-4 (Andrea Mastronuzzi)

Sul “Simonne Mathieu” si continua a far festa. Dopo aver fatto da cornice alla vittoria di Jeanjean su Pliskova e alla conseguente gioia del pubblico francese, il terzo campo per importanza del Roland Garros è infatti diventato la casa degli appassionati belgi che hanno assistito a un’ottima prestazione del loro beniamino Goffin. L’ex top 10 è stato capace di battere in quattro set la testa di serie numero 24 Francis Tiafoe. Il risultato smentisce la classifica ma non più di tanto i pronostici: se infatti l’americano precede Goffin di 21 posizioni, i precedenti (3-1 per il belga) e la maggiore esperienza di David sulla terra parigina (dove Tiafoe ha vinto quest’anno la prima partita dopo sei sconfitte al primo turno) avevano spinto le case di scommesse a dare per favorito il numero 48 del mondo.

Goffin ha rimontato un set di svantaggio. Tiafoe, infatti, è stato impeccabile nel corso del primo parziale, specie al servizio: nei suoi turni ha perso solo quattro punti. In virtù del break messo a segno nel quarto gioco, l’americano ha chiuso sul 6-3 in meno di mezz’ora. La musica ha però cambiato tono fin dall’inizio del secondo set, apertosi con un parziale di 12 punti a 2 in favore del belga. Dopo questo passaggio a vuoto Tiafoe è riuscito a rientrare nel set, perdendolo però al tie-break. Nel terzo parziale Goffin ha avuto vita facile (6-2) grazie alle difficoltà con la prima e agli errori non forzati (ben 17 in soli 8 game) dell’avversario. Nel quarto set Tiafoe è tornato a mettere in mostra un buon tennis, pur non incidendo abbastanza con il dritto. Il belga è però salito su livelli che aveva già raggiunto nei match contro Nadal a Madrid e con Hurkacz a Roma, a testimonianza della buona stagione sulla terra (inaugurata con il successo a Marrakech) che sta disputando. Manovrando perfettamente con il dritto, Goffin ha ottenuto il break decisivo sul 4-4 pari e ha poi chiuso sul 6-4 al secondo match point, nonostante Tiafoe avesse fatto di tutto per restare nel match.

Il belga, che nelle dichiarazioni a caldo ha ringraziato i suoi tifosi parlando di “atmosfera incredibile”, non raggiungeva il terzo turno al Roland Garros dal 2019: aveva infatti perso nei match di esordio a Parigi sia l’anno scorso che nel 2020. Il prossimo avversario sarà proprio quell’Hurkacz battuto due settimane fa in Italia con un doppio 7-6.

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ATP

Roland Garros: Lorenzo Sonego va al terzo turno superando Sousa e i suoi dubbi

Il torinese fatica nel primo set ma riesce ad avere la meglio sul portoghese. Sfiderà Casper Ruud al terzo turno

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

[32] L. Sonego b. J. Sousa 7-6 6-3 6-4

Nell’urlo liberatorio di Lorenzo Sonego dopo la chiusura del match contro Joao Sousa c’è tanto: la voglia di urlare a tutti che lui c’è ancora e il desiderio di scacciare via tutti i dubbi accumulati negli ultimi mesi, che pure si sono visti oggi. Ma il torinese è riuscito comunque a vincere in tre set: 7-6 6-3 6-4 al portoghese Joao Sousa, un risultato che gli vale per la seconda volta in carriera il terzo turno al Roland Garros. Sfiderà in un match difficile il top ten Casper Ruud, ma lo Slam parigino a prescindere da questo può essere una buona iniezione di fiducia.

IL MATCH – Sonego inizia il match molto bene, deciso a comandare il gioco e in spinta su tutti i colpi. Fa il break al primo game con una bella palla corta unita a una volèe a chiudere seguita da un errore di dritto di Sousa (1-0). Ma poco dopo, nel quarto game, non sfrutta le occasioni. Permette a Sousa di ottenere un paio di punti in difesa e poi un rovescio gli sfila lungo: controbreak (2-2). Il copione si ripete: nel settimo game Lorenzo sale 0-40 con un passante di dritto e ottiene il break alla seconda opportunità (4-3) ma nel gioco successivo cede a sua volta la battuta (4-4). In questa fase si nota la mancanza di fiducia di Lorenzo, che spesso si costruisce bene il punto ma poi paga qualche indecisione di troppo nel colpo che dovrebbe essere definitivo. Sousa, così, si garantisce il tie-break e poi tenta la zampata: un paio di brutti errori del nostro nel dodicesimo game portano il lusitano ad avere quattro set point in risposta. Qui Lorenzo, nel momento più difficile, è bravo a tirare fuori gli artigli salvandosi col servizio. Il nostro riesce ad arrivare al tie-break. Nel jeu decisif mette subito la testa avanti (1-3) e rimane in vantaggio fino a chiudere 7-4 con un ace al centro.

 

Rinfrancato dal set portato a casa dopo lo spavento, Sonego parte bene nel secondo set salendo 2-0 grazie a un passante vincente e col dritto che torna a girare forte (Lorenzo cerca sempre di spostarsi per colpire a sventaglio, nella sua comfort zone). Perso il servizio, Sousa inizia ad innervosirsi, prendendosela con la sfortuna e con il fatto che l’avversario tende a colpire spesso le righe (dimenticandosi che, le righe, stanno lì anche per essere prese). Sale il rendimento al servizio di Lorenzo che arriva a servire per il secondo set senza dover fronteggiare palle del controbreak. C’è anche un medical time out chiesto da Sousa, probabilmente un affaticamento dovuto anche alle fatiche di Ginevra della settimana precedente. Sul 5-3 l’azzurro fa viaggiare il dritto con autorità e con una prima vincente blinda il secondo parziale (6-3).

Come nei due precedenti parziali, anche nel terzo set Sousa cede il servizio al primo turno di battuta: Sonego sale 15-40, alla seconda opportunità mette un dritto sulla riga e si prende l’1-0 e servizio. Sousa tenta il tutto per tutto per rientrare in partita: nel sesto game arriva a due palle break anche grazie al fatto che il nostro torna ad avvertire un po’ di tensione. Lorenzo però si salva e anzi fa il doppio break subito dopo, guadagnandosi un 15-40 con due dritti vincenti e poi ottenendo un errore dell’avversario. Joao ha un colpo di coda e recupera uno dei due break approfittando di un paio di errori di Lorenzo (5-3), poi tiene il servizio (5-4), ma alla seconda opportunità di servire per il match Sonego non sbaglia giocando in modo aggressivo e andandosi a prendere la vittoria. Ora la sfida, difficile, contro Casper Ruud.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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