Billie Jean King Cup, Romania-Italia 1-3: Cocciaretto riporta l'Italia tra le grandi

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Billie Jean King Cup, Romania-Italia 1-3: Cocciaretto riporta l’Italia tra le grandi

La n.2 azzurra batte Buzarnescu e conquista il terzo punto dopo la sconfitta della Paolini contro Ruse

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Play-Off

ROMANIA-ITALIA 1-3

 

La giovane nazionale femminile del tennis italiano torna tra le grandi. L’opera di ricostruzione avviata un paio di anni fa da Tathiana Garbin inizia a dare i suoi frutti. Le nostre ragazze vincono in Romania la sfida valevole per i Play-off della Billie Jean King Cup (ex Fed Cup) e l’anno prossimo potranno partecipare alle sfide le cui vincenti si qualificheranno per le Finals 2022. Certo, il successo in Romania è stato favorito dall’assenza delle giocatrici meglio classificate tra le padrone di casa, Halep in testa. Ma c’è da dire che Trevisan, Paolini e Cocciaretto hanno dato l’anima dal primo all’ultimo 15 e alla fine hanno raccolto il giusto premio ai loro sforzi. Speriamo davvero che questo possa essere l’inizio di un nuovo ciclo, sulla scorta di ciò che sta avvenendo in campo maschile.

Di seguito il riepilogo della giornata, a cui l’Italia era arrivata con il confortante vantaggio di 2-0 (maturato venerdì) e che ha rischiato di complicarsi dopo la sconfitta di Paolini. Ci ha poi pensato Cocciaretto.

E.G. Ruse b. J. Paolini 1-6 6-3 6-4

La capitana giocatrice rumena Monica Niculescu cambia le carte in tavola e nel primo singolare della seconda giornata schiera Eleonora Gabriella Ruse al posto di Irina Maria Bara. Tathiana Garbin non è da meno e manda in campo Jasmine Paolini al posto di Martina Trevisan. Due i precedenti tra le contendenti, una vittoria a testa.

Inizia al servizio Paolini che mostra il piglio giusto e tiene a 15 la battuta. Ruse sembra un po’ contratta, il secondo game è già una maratona. Si giocano 18 punti, Paolini manca due palle del 2-0 poi la rumena tiene la battuta. Si scambia molto da fondo campo, Paolini sembra più continua, la rumena appena è chiamata a muoversi un po’ di più sbaglia. Oltretutto Ruse sulle prime della nostra tennista trova quasi a sempre a fatica la risposta. Nel quarto gioco arriva il break per Paolini che nel game successivo tiene la battuta annullando ben quattro palle break del 3-2. Scambi sempre molto lunghi e combattuti ma alla fine ne esce sempre vincitrice la nostra tennista che prosegue spedita e dopo 46 minuti porta a casa un 6-1 molto prezioso che avvicina l’Italia alla meta.

Pausa fisiologica per Ruse che prova a scuotersi, dalla panchina Niculescu prova a infonderle fiducia. La tennista di casa sembra iniziare il secondo set con piglio diverso. Sull’orlo del baratro Ruse prova a risalire la china, cercando di essere più aggressiva e servendo meglio. Paolini perde terreno sui colpi ora profondi dell’avversaria e il match lentamente gira. Un gratuito di rovescio della tennista italiana concede il break del 3-1 alla rumena che ringrazia e sale in cattedra. Il risultato sembra seguire a parti inverse l’andamento del primo set, ma sul 5-1 Ruse la rumena si incarta e Paolini prova a risalire la china. La rimonta si ferma sul 3-5, Ruse chiude con autorità il parziale nel nono gioco e porta la sfida al terzo.

Pausa fisiologica per entrambe ma alla ripresa la musica non cambia. Ruse sembra aver superato tutte le paure iniziali, Paolini non riesce più a trovare profondità nei suoi colpi e rema a metri di distanza dalla linea di fondo per fronteggiare i colpi della sua avversaria. Break in apertura della rumena che si ripete nel quinto gioco per il 4-1 “pesante”. Ormai è la rumena che fa la partita, Paolini prova a non mollare ma sembra in balia della Ruse. L’azzurra non ne approfitta nemmeno quando la rumena si incarta cedendo uno dei due break di vantaggio perdendo a zero la battuta nel sesto gioco, perché nel game successivo Ruse allunga di nuovo sul 5-2 e va a servire per il match. Paolini lotta fino all’ultimo, annulla un match point nell’ottavo gioco, strappa il servizio all’avversaria e poi tiene la battuta. Sul 5-4 Ruse serve di nuovo per il match ma stavolta non trema, tiene la battuta a 30 e consente alla Romania di sperare nella rimonta.

E. Cocciaretto b. M. Buzarnescu 7-5 7-6(5)

Rispetto al primo singolare di giornata stavolta le due capitane non cambiano le giocatrici, quindi scendono in campo Mihaela Buzarnescu e Elisabetta Cocciaretto. La rumena è stata n. 20 del ranking prima che si infortunasse a Montreal nel 2018 alla caviglia, infortunio dal quale non si è mai ripresa definitivamente. Oggi occupa la posizione 137 ma delle rumene in campo è quella che ha più esperienza. Elisabetta Cocciaretto invece, dopo la semifinale agli Australian Open juniores nel 2018, si è gradualmente affacciata al circuito maggiore. Occupa la posizione 111 del ranking, sua miglior classifica. Quest’anno ha centrato la semifinale a Guadalajara, sconfitta dalla canadese Bouchard.

Parte al servizio l’azzurra che tiene la battuta a zero, poi è il turno della rumena e arriva un game maratona. Si giocano la bellezza di 26 punti e al 7° tentativo arriva il break della tennista italiana. Il match è tecnicamente valido, le due tenniste se le danno di santa ragione da fondo campo. Cocciaretto non arretra di un millimetro, pronta a ribattere colpo su colpo alla più esperta avversaria. L’azzurra allunga 3-0 ma Buzarnescu si rifà sotto con il controbreak al quinto gioco. Arrivano ben cinque break consecutivi, sul 4-2 Cocciaretto si sono disputati sei giochi in 54 minuti. Il dato dà un’idea di quanto sia combattuto ogni game.  Buzarnescu corona il suo recupero nel decimo gioco sul 5-5. Il set sembra poter cambiare padrona  ma  Cocciaretto risponde alla grande, recupera dallo 0-30 sul suo servizio e poi strappa a 15 il gioco successivo convertendo il primo set point. 7-5 Italia dopo 80 minuti di autentica battaglia a velocità sostenuta. Cocciaretto chiude il parziale con 7 punti in più, 57 a 50. L’azzurra ha mostrato una determinazione ed una grinta di primissimo livello tenendo anche conto della posta in palio.

Si riprende dopo la pausa fisiologica della padrona di casa e stavolta si seguono i servizi senza particolari sussulti sino al 2-2. Buzarnescu chiama un medical time out per un problema alla coscia sinistra e come spesso accade alla ripresa è il giocatore che ha usufruito dell’intervento medico che trae i maggiori benefici dalla pausa. La rumena infatti breakka Cocciaretto e sale 3-2. Ma l’azzurra è un muro di gomma, non si arrende mai e ribatte colpo su colpo. Prima arriva l’immediato controbreak, poi annulla una palla break e rimette il naso avanti sul 4-3. L’azzurra potrebbe dare la mazzata finale alla sua avversaria nel gioco successivo quando si trova 0-40 sul servizio di Buzarnescu, ma la rumena si salva con gran coraggio, annulla anche una quarta palla break e tiene la battuta. Le due contendenti danno il massimo nella fase cruciale dell’incontro, si approda al tie break senza particolari sussulti. Subito minibreak Romania, ma Cocciaretto lo recupera subito e allunga sino al 4-1. Buzarnescu riaggancia l’avversaria sul 5-5 ma poi commette un gratuito di rovescio e manda la tennista italiana a servire per trasformare il match point. Altro scambio duro e ancora una volta lo vince l’azzurra, l’Italia del tennis femminile torna tra le grandi. Il prossimo febbraio disputerà il turno preliminare che decreterà le otto nazionali ammesse che si aggiungeranno alle semifinaliste dell’edizione 2021 per disputare le Finali di Budapest, in programma di aprile.

Raggiante Elisabetta Cocciaretto a fine match: “Ero un po’ tesa dall’inizio e lo sono stata anche durante il match. Lei se ne è resa conto e ha cercato di approfittarne. Ho dato tutto quello che avevo come le mie compagne, siamo contentissime, ci meritiamo questa vittoria e l’anno prossimo faremo di tutto per arrivare alle Finals. Siamo un gruppo bellissimo e molto affiatato.

Non meno contenta la capitana Tathiana Garbin: “Elisabetta è giovanissima ma è stata molto brava nel mettere in pratica quello che avevamo preparato. Sono orgoglioso di questo gruppo, di queste ragazze che non mollano mai, che danno l’anima in campo. Jasmine forse poteva stare più avanti nel secondo e terzo set, invece ha perso campo. Comunque è stata bravissima anche lei”.

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Billie Jean King Cup, il capitano svizzero: “Vero infortunio o hanno imbrogliato?”

Neanche a Belinda Bencic è andata giù la sostituzione tardiva di Pavlyuchenkova con Samsonova: “Meritavano noi”

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La squadra russa si è aggiudicata sul campo la finale di Billie Jean King Cup contro la Svizzera: Daria Kasatkina ha vinto facile contro Jil Teichmann, mentre Ludmila Samsonova è uscita vittoriosa dal match tirato con una Belinda Bencic sempre agguerritissima, dopo l’oro di Tokyo, quando indossa la maglia della nazionale. Al termine di quest’ultimo incontro, tuttavia, la stretta di mano no-look di Belinda a Ludmila ha suggerito che ci fosse qualcosa oltre la mera delusione per la sconfitta. In realtà, non c’era bisogno di un grande intuito per capire che quel qualcosa aveva a che fare con quanto successo nei minuti precedenti l’orario di inizio della finale, le 16 CET di sabato 6 ottobre.

Come da regolamento, (non più tardi di) un’ora prima dell’orario previsto per il tie, i capitani presentano le formazioni indicando i nomi delle due singolariste e delle doppiste, le prime in “ordine di merito”, vale a dire che quella con la classifica WTA più alta sarà la numero uno e l’altra la numero due; esse vengono accoppiate rispettivamente con la numero uno e le due numero due della formazione avversaria, come normalmente succede a qualsiasi livello per gli incontri a squadre. Nel caso di sabato, Teichmann (n. 39) contro Kasatkina (n. 28) e Bencic (n. 17) contro Pavlyuchenkova (12). Alle 15.39, però, il capitano russo cambia la formazione, cosa possibile dopo la scadenza del termine in caso (tra l’altro) di infortunio; salvo che il problema fisico sia evidente, la giocatrice sostituita dovrà sottoporsi alla visita da parte del Medico Indipendente che compilerà l’apposito modulo dando l’eventuale via libera alla sostituzione.

La giocatrice scelta è Samsonova, che è n. 40 WTA e perciò sarebbe stata “numero due” se originariamente schierata, ma a quel punto l’ordine è già fissato e Ludmila giocherà da numero uno. Ricordiamo che Bencic è avanti 5-2 nei precedenti con Nastia, l’ultima alle Olimpiadi, mentre con Ludmila ha perso i due confronti diretti, entrambi giocati quest’anno. Insomma, l’infortunio di Pavlyuchenkova si risolve in un colpo di fortuna per la squadra russa.

 

Non la pensa in questo modo Heinz Günthardt, il capitano rossocrociato, che in conferenza stampa si è così espresso: “Non voglio dubitarne e qualcuno può pensare che sia stata una mossa brillante, ma questo è impossibile perché o lei si è davvero infortunata – e ciò sarebbe spiacevole – oppure lo hanno fatto apposta – e sarebbe imbrogliare. Ma non può essere brillante solo perché non vieni beccato”. Dopo aver chiarito di essere disposto a credere alla squadra avversaria se gli assicurano seriamente che Pavlyuchenkova si è infortunata venti minuti prima di scendere in campo, Günthardt pensa, “è anche possibile che ci sia altro”. Gli fa eco Belinda che rimarca come abbiano dato il cuore, che lo rifaranno il prossimo anno e che “meritavamo di vincere; è così che siamo come persone, come squadra e come giocatrici. Credo che lo sport ti restituisca… insomma, il karma”.

Dall’altra parte della storia, ci sono le ragazze russe raggianti per il successo, prima fra tutte Samsonova che ha vinto tutti i suoi match (due singolari e tre doppi) durante questa settimana. Quando in conferenza stampa viene loro riportato quanto poc’anzi detto da Günthardt, il capitano Igor Andreev spiega sereno che Anastasia aveva giocato tre incontri duri nelle giornate precedenti (al terzo set in tutte le occasioni), ma “durante il riscaldamento sentiva che non avrebbe potuto dare il 100% e a quel punto abbiamo deciso di cambiare la formazione”. Interviene Pavlyuchenkova, chiarendo che da tempo ha quel problema al ginocchio, per poi specificare di aver compreso la sera precedente che l’avrebbe troppo limitata, ma ha voluto comunque “provare questa mattina nel warm-up, pensavo ancora di farcela ma non riuscivo a servire, così c’è stata la decisione”.

Un giornalista svizzero è ben deciso a capire definitivamente il momento dell’infortunio e della conseguente sostituzione, vale a dire il punto cruciale della vicenda: la domanda implicita è se hanno schierato Anastasia già sapendo che l’avrebbero sostituita. Sottolineando le difficoltà nell’esprimersi in una lingua straniera, le mascherine e tutto quanto, Matt Roberts di The Tennis Podcast racconta che Andreev non stava davvero rispondendo quando, silente fino a quel momento, Kudermetova ha sentito il bisogno di interloquire dicendo che l’infortunio si è verificato nel riscaldamento durante l’ormai famigerata ora precedente l’inizio delle ostilità. Lo stesso Roberts fa però notare che, stando al programma degli allenamenti e sempre che questo fosse corretto e sia stato rispettato, le russe non erano in campo ad allenarsi tra le 15 e le 16 di sabato.

Lasciamo sospesa la vicenda concedendo ovviamente il beneficio del dubbio a Nastia che, come qualsiasi atleta alla vigilia di un appuntamento importante per la propria squadra, vorrebbe giocare nonostante fisicamente non al massimo finché, anche all’ultimo momento, la ragione prevale sul cuore. Quello che innanzitutto stupisce è la regola per cui possa essere capovolto l’ordine di classifica – regola ereditata dalla formula originaria della Fed Cup e assolutamente valida per i tie che si svolgono su due giorni, quando promuovere a numero uno la singolarista numero due nella giornata del sabato significherebbe replicare il rubber del venerdì. L’altra criticità è molto simile a quella del MTO tattico, quando il giocatore può (nel senso che è in grado di articolare la richiesta) chiedere l’intervento del fisio per un infortunio addirittura inesistente: una situazione che si presta troppo facilmente a manipolazioni.

Alla fine, come detto all’inizio, la Russian Tennis Federation ha vinto sul campo e la Russia può quindi (?) vantare la quinta vittoria nella storica manifestazione a squadre per nazioni. Chiudiamo però con le parole del capitano svizzero, aggiunte subito dopo le infuocate dichiarazioni iniziali, che rendono merito alle avversarie: “Devo dire che hanno giocato davvero, davvero bene e sono assolutamente state la squadra migliore”.

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Kasatkina e Samsonova riportano la Billie Jean King Cup in Russia

Battute rispettivamente Teichmann e Bencic. È il quinto titolo per la Russia

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Team RTF - Billie Jean King Cup Final 2021 Prague (foto Facebook BillieJeanKingCup)

Era uno dei team più completi presenti alla O2 Arena e alla fine si è laureato campione. Parliamo della Russia, che nella finale della Billie Jean King Cup ha superato 2-0 la coraggiosa Svizzera di Belinda Bencic e si è aggiudicata il quinto titolo della sua storia.

Premiate le coraggiose scelte del capitano russo Igor Andreev che aveva scelto inizialmente Kasatkina e Pavlyuchenkova per poi sostituire quest’ultima con la giovane ed esplosiva Samsonova che con una gara coraggiosa è stata in grado di rimontare Belinda Bencic, una delle tenniste più in forma di questo 2021, e quindi portare il punto del 2-0 che ha dato il titolo alla Russia.

Non c’era invece stata storia nel primo singolare, troppo decisa Kasatkina, troppo contratta Teichmann, facile e veloce la vittoria della tennista russa.

 

Russia-Svizzera 2-0

D.Kasatkina b. J. Teichmann 6-2 6-4

Igor Andreev, capitano della Russia, mischia un po’ le carte nella scelta delle singolariste. Ufficialmente Pavlyuchenkova lamenta un infortunio alla caviglia e il suo posto viene preso come numero 1 dalla Samsonova mentre la numero 2 diventa Daria Kasatkina che incontrerà nel match che apre la finale della Billie Jean King Cup Jil Teichmann.

A pensar male si fa peccato ma a volte si indovina e non vorremmo che influenzato dai precedenti tra le finaliste, Andreev abbia preferito evitare a Pavlyuchenkova la sfida con Bencic nettamente avanti nei precedenti (5-2) opponendole invece Samsonova che l’ha battuta due volte su due. C’è anche da dire che Pavlyuchenkova ieri aveva giocato quasi 3 ore con Collins ed essendo una giocatrice massiccia potrebbe aver accusato lo sforzo profuso dopo tre giorni di gare.

Non ci sono precedenti tra Kastkina e Teichmann, la russa parte a mille, la svizzera pare contratta. Kasatkina parte velocemente 5-0 disegnando precise traiettorie con il diritto che mandano al manicomio Teichmann che appare impotente. La numero 39 del mondo non riesce mai a prendere il comando delle operazioni perché alle prime accelerazioni sbaglia e non di poco. La tennista svizzera evita il cappotto centrando il break e mantenendo anche la battuta nel gioco successivo, ma Kasatkina decide che basta così e con un servizio vincente chiude 6-2 il primo set in 30 minuti.

Teichmann prova a reagire, cerca di caricarsi ad ogni cambio di campo sotto gli occhi vigili di Martina Hingis, protagonista insieme a Patty Schnider dell’unica finale giocata dalle elvetiche nella competizione nel 1998 dove furono sconfitte dalla Spagna. L’inizio del secondo set è all’insegna dell’equilibrio, si seguono i servizi senza particolari sussulti. Sul 3 pari Kasatkina riesce a strappare nuovamente il servizio alla sua avversaria, sale 40-15 nel gioco successivo ma commette un doppio fallo e si distrae e la svizzera torna in partita sul 4-4. Sembra che il match si possa riaprire ma la tennista russa strappa nuovamente il servizio a Teichmann e va a servire per il match. Stavolta il braccio di Kasatkina non trema e l’ennesimo diritto lungo della sua avversaria dà l’1-0 alla Russia.

L. Sasmonova b. B. Bencic 3-6 6-3 6-4

I precedenti sono due e li ha vinti entrambi Samsonova che quindi è l’avversaria sulla carta più difficile tra le russe per la splendida Belinda Bencic di queste Finals di Billie Jean King Cup. La russa ingaggia da subito una lotta senza confine da fondo campo con la medaglia olimpica di Tokyo. Break russo nel terzo gioco, immediato il controbreak svizzero, 2-2 e tutto da rifare. Bencic comunque appare più regolare e continua, se gli scambi sono veloci le due contendenti se ne dividono gli esiti, se invece si allungano è la tennista svizzera a vincerne 3 su 4. Questa maggiore continuità trova applicazione nell’ottavo gioco quando Bencic centra il break e con un ace chiude il primo set nel game successivo con il punteggio di 6-3.

La musica è la stessa anche nel secondo set, ma Samsonova inizia a salire di rendimento, mette alle corde Bencic e trova colpi e traiettorie incredibili. La russa allunga sul 3-1 e con autorità pareggia i conti con identico punteggio, 6-3.

Incredibili i progressi in questo 2021 di Samsonova, capace di issarsi dalla posizione nr.120 alla 40. La russa non si ferma nemmeno a inizio terzo set, break in apertura e il titolo si avvicina per il team capitanato da Igor Andreev. Bencic fa quel che può ma non riesce a recuperare il gap. Samsonova si procura 3 palle del 3-0 “pesante” ma la svizzera le annulla. Poi è Bencic che ha la palla del 2-2 ma niente da fare. L’occasione più ghiotta arriva però sul 3-2 Samsonova con una importantissima palla break svizzera che la tennista russa annulla con un quanto mai provvidenziale ace. Da quel momento in poi per la Bencic non ci saranno più opportunità e un suo gratuito di diritto consegna vittoria e titolo alla Russia nel decimo gioco. Quinto titolo per le ragazze russe dopo quelli nel 2004 e 2005 e quelli del 2007 e 2008.

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Billie Jean King Cup: la finale sarà tra Russia e Svizzera

Samsonova protagonista della vittoria sugli Usa al doppio decisivo. Bencic e Teichmann stendono le australiane. Alle 14 il sorteggio per i qualifiers 2022, alle 16 la finale

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Nazionale Svizzera femminile - Billie Jean King Cup 2021 (Twitter - @BJKCup)
Nazionale Svizzera femminile - Billie Jean King Cup 2021 (Twitter - @BJKCup)

Sarà tra Russia e Svizzera la finale della Billie Jean Cup 2021. Le russe hanno vinto al doppio una sfida avvincente ed equilibrata contro gli Stati Uniti trovando protagonista inattesa Liudmila Samsonova, capace di battere in rimonta Sloane Stephens e di vincere in coppia con Veronika Kudermetova il punto del 2-1 contro le americane Rogers e Vandeweghe.

Le svizzere invece hanno avuto vita facile contro la sorpresa Australia. Sanders & Co. avevano già realizzato un miracolo arrivando tra le prime 4, di fronte ad un avversario in gran forma e concentrato il team “aussie” si è sciolto come neve al sole non riuscendo ad opporre la minima resistenza.

La Russia proverà a vincere il suo quinto titolo. Guarda caso l’ultima finale giocata (e persa) dalle russe fu nel 2015 alla O2 Arena contro le padrone di casa ceche. Per la Svizzera invece si tratta della seconda finale della propria storia nella competizione. Nel 1998 Martina Hingis e Patty Schnider persero contro la Spagna nel doppio decisivo.

 

Ecco il dettaglio delle due semifinali

Russia-USA 2-1

Liudmila Samsonova b. S. Stephens 1-6 6-4 6-3
D. Collins b. A. Pavlyuchenkova 6-7(9) 7-6 6-2
V. Kudermetova/L. Samsonova b. C. Dolehide/C. Vandeweghe 6-3 6-3

Sfida avvincente ed equilibrata quella tra Russia e Stati Uniti. Soprattutto i due singolari sono state due belle battaglie conclusesi al terzo set con continui capovolgimenti di fronte e interessanti spunti tecnici.

Igor Andreev manda in campo come nr.2 del suo team Liudmila Samsonova mentre Kathy Rinaldi conferma Sloane Stephens scesa in campo anche ieri contro la Spagna. L’americana sembra infatti più pronta della sua avversaria e il primo set va via in un battibaleno, 6-1 Stephens senza colpo ferire. Samsonova prova a far sentire la sua presenza ma nel terzo gioco del secondo set non riesce a sfruttare due palle break. Nel sesto gioco tocca invece alla tennista russa annullare due palle break consecutive sul 15-40. Nella volata finale emerge però a sorpresa Samsonova che centra il break nel nono gioco e chiude tenendo la battuta per il 6-4 finale. Abbiamo una partita, si va al terzo. Samsonova trova subito il break ma la Stephens reagisce da par suo, 1-1, tutto da rifare. La russa annulla due palle importanti sull’1-2 e nel game seguente trova un altro break (3-2 e servizio). Stephens non riesce più a reagire, annulla una pericolosa palla break sul 2-4 ma non può fermare la marcia della Samsonova che trova un altro break nel nono game e chiude la contesa 6-3.

Tocca alle due numero 1, Anastasia Pavlyuchenkova e Danielle Collins. Un solo precedente, vinto nel 2019 dall’americana. Pavlyuchenkova vuol chiudere subito la contesa, break in apertura e poi due palle sprecate del 3-0 “pesante” con Collins che è molto fallosa al servizio. Nel quinto game Pavlyuchenkova allunga ancora, 4-1 e servizio. L’americana finalmente reagisce, recupera uno dei break e nell’ottavo gioco non sfrutta due palle per il 4 pari. La russa serve per il set sul 5-3, commette un doppio fallo sul primo set point e non trasforma gli altri due che si procura. Alla fine arriva il break americano. Ristabilita la parità le due contendenti arrivano senza il minimo sussulto al tie break. Pavlyuchenkova va subito sul 2-0 ma Collins recupera immediatamente. Tutto regolare fino quasi alla fine del tie break. Pavlyuchenkova serve sul 6-5, sul 7-6 e sul 8-7 ma non capitalizza le opportunità. Allora è la Collins che sul 9-8 prova a dare una sterzata al match in suo favore ma anche l’americana non sfrutta l’occasione. Arrivano 3 punti consecutivi di Pavlyuchenkova per l’11-9 e il primo set in tasca.

A suon di botte da centrocampo la sfida continua senza limiti, in avvio di secondo set break Collins ma Pavlyuchenkova rientra in partita sul 2-2 e anzi mette il naso avanti nel gioco successivo. L’americana salva due pericolose palle break nel sesto gioco e alla fine tiene la battuta. Sul 5 pari due palle break per Collins ma l’americana non le sfrutta e alla fine si va di nuovo al tie break. Collins va subito sul 2-0, poi allunga sul 7-2 e chiude il parziale, un set pari.

Ad inizio terzo set Pavlyuchenkova ha subito una palla break ma Collins rimedia. Anzi, l’americana trova l’allungo che sarà decisivo, 4-1 e poi subito dopo il 6-2 per il pareggio nella sfida. Risolverà il doppio.

Kathy Rinaldi va sull’usato sicuro con la coppia Rogers/Vandeweghe, Andreev risponde con la coppia Kudermetova/Samsonova. Equilibrio sino al 2-2 poi arriva il break russo che è determinante ai fini del 6-3 per il primo set alla coppia russa. Nel secondo set la musica non cambia, le russe picchiano forte e sembrano anche più convinte che a inizio match. Kudermetova e Samsonova brekkano subito in apertura la coppia avversaria ed in un amen si trovano sul 4-1. La coppia russa manca una palla del 5-1, poi salva tre palle break sul 4-2 e altre tre sul 5-3 prima di chiudere definitivamente questo match e certificare l’approdo della Russia in finale.

SVIZZERA-AUSTRALIA 2-0

J. Teichmann b. S. Sanders 6-0 6-3
B. Bencic b. A. Tomljanovic 6-3 6-2

Belinda Bencic è in forma smagliante e la Svizzera ne approfitta per surclassare le malcapitate australiane e approdare nella finale di Billie Jean Cup dopo più di 20 anni.

Troppo netta la differenza tra le singolariste delle due squadre per immaginare una sfida equilibrata. Oltretutto le australiane erano già reduci dall’impresa di essersi qualificate a spese del Belgio e i miracoli, sportivamente parlando, riescono di solito una volta sola.

Inizia la contesa con la sfida tra Storm Sanders e la nr.3 svizzera Jil Teichmann. Teichmann, carica a molla dopo l’ottimo doppio giocato in coppia con Bencic nella semifinale contro la Repubblica Ceca mette subito il turbo e distrugge psicologicamente l’avversaria che sente l’importanza della posta in palio e sparisce dai radar. La tennista svizzera vola in un amen 6-0 e ci mette 63 minuti per chiudere la pratica con un bel 6-3.

Le svizzere sanno che con questa Bencic la finale è cosa fatta, e così è. Perché nemmeno la menomata Ajla Tomljanovic (vistosa la fasciatura sulla gamba sinistra) riesce ad opporre chissà quale resistenza nel secondo singolare. Rispetto al primo la durata è maggiore di 5 minuti ma la musica non cambia, Bencic lascia 5 game alla sua rivale (6-3 6-2) e può festeggiare con il suo capitano il raggiungimento della finale.

PREVIEW RUSSIA-SVIZZERA

Russia e Svizzera si sfideranno per la quarta volta nella competizione, conduce nei precedenti la Russia 2-1, si è sempre giocato in campo neutro e le due nazionali non si incontrano dal 1996. La finale si disputerà alle ore 16 alla O2 Arena di Praga.

Per la Russia sarebbe la quinta vittoria nella competizione, per la Svizzera invece sarebbe la prima volta e quindi diventerebbe la 12° nazione a iscrivere il suo nome nell’albo d’oro.

PRECEDENTI TRA LE GIOCATRICI

Pavlyuchenkova-Bencic 2-5

Pavlyuchenkova-Teichmann 0-1

Pavlyuchenkova-Voegele 1-0

Kudermetova-Bencic 3-3

Kudermetova-Teichmann 2-0

Kudermetova-Golubic 0-1

Kudermetova-Voegele 1-1

Kasatkina-Bencic 3-2

Samsonova-Bencic 2-0

Samsonova-Teichmann 0-2

Samsonova-Golubic 0-1

Alexandrova-Bencic 2-2

Alexandrova-Teichmann 2-2

Alexandrova-Golubic 1-0

Alexandrova-Voegele 3-0

PRONOSTICO

Il livello qualitativo delle due squadre è di primo livello. Le 5 convocate della Russia sono tutte tra le prime 40 del ranking, le prime tre svizzere tra le prime 45 (solo la Voegele è oltre la 100° posizione). I precedenti elencati di sopra ci dicono che Bencic è una bella bestia nera per Pavlyuchenkova così come Teichmann è ostica per qualunque numero due russa venga messa in campo.

La sfida ci appare molto equilibrata, difficile dire chi seppur di poco possa essere favorita. Anche ipotizzando il doppio decisivo le coppie Kudermetova/Vesnina e Bencic/Teichmann sembrano equivalersi.

L’impressione è che sia decisiva la sfida tra le due numero 1. Bencic e Pavlyuchenkova si sono incontrate l’ultima volta a Tokyo nel torneo olimpico nei quarti di finale e vinse la svizzera in tre set.

Diamo una leggera preferenza alle svizzere, vedremo se sarà l’anno d’oro della Bencic.

Svizzera 55% – Russia 45%

SORTEGGIO QUALIFIERS 2022

Alle ore 14 sarà effettuato il sorteggio per le qualificazioni alle Finals 2022 dove Russia e Svizzera sono già ammesse di diritto in quanto finaliste di questa edizione. E’ un sorteggio che ci riguarda da vicino perché ci sarà anche l’Italia capitanata da Tathiana Garbin.

Le teste di serie saranno: Australia, Francia, Usa, Repubblica Ceca, Bielorussia, Germania, Canada, Spagna, Romania. Chiaramente queste squadre saranno tutte potenziali avversarie dell’Italia che insieme a Belgio, Gran Bretagna, Kazakistan, Lettonia, Olanda, Polonia, Ucraina e Slovacchia fa parte delle restanti nazionali che saranno sorteggiate.

Questo il fattore campo dell’Italia con le potenziali avversarie: Australia (casa), Francia (casa), Usa (fuori), Repubblica Ceca (casa), Bielorussia (sorteggio), Germania (sorteggio), Canada (fuori), Spagna (fuori), Romania (casa).

Da evitare sicuramente la trasferta americana e quella spagnola, forse la Germania in casa potrebbe essere l’accoppiamento più intrigante e anche fattibile. Dipenderà naturalmente anche da quali giocatrici onoreranno tra le nostre future avversarie l’impegno che si giocherà nel weekend 15/16 aprile 2022.

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