Sabalenka: "La terra rossa non mi fa più paura. Farò il possibile per vincere uno Slam"

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Sabalenka: “La terra rossa non mi fa più paura. Farò il possibile per vincere uno Slam”

Le parole di Sabalenka dopo il trionfo a Madrid: “Ora ho imparato a gestire meglio i match sulla terra. Onore al mio team per questa vittoria. Uno Slam? È molto difficile ma è quello che voglio”

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Aryna Sabalenka - WTA Madrid 2021 (ph. Mateo Villalba)

Aryna Sabalenka trionfa a Madrid sconfiggendo la n. 1 del mondo Ashleigh Barty, la stessa avversaria contro la quale aveva subito una dolorosa rimonta in finale a Stoccarda la settimana scorsa. Questa volta, però, dopo un inizio travolgente e la solita reazione di Barty nella seconda frazione, Sabalenka è riuscita a far girare di nuovo la partita dalla sua parte, vincendola con il punteggio di 6-0 3-6 6-4. La bielorussa, che da lunedì sarà n. 4 del mondo, sembra aver compiuto ancora un passo verso la vetta, dimostrando alle sue colleghe di essere ormai una delle tenniste da battere. Anche sulla terra battuta. Di seguito le sue parole in conferenza stampa dopo il successo madrileno.

Sono felicissima per questa vittoria” ha ammesso Sabalenka, “È stato un match pazzesco. Quello che è successo nel secondo set mostra ancora una volta il perché lei (Barty, ndr) sia n. 1 del mondo. Cerca sempre di trovare una soluzione e lo ha fatto molto bene nel secondo set. Ha usato di più lo slice, si muoveva meglio, è stata più aggressiva. Ma il livello è stato alto per tutto l’incontro e sono felice di aver vinto questa partita“.

Nelle ultime settimane, Aryna sta rivelando grandi doti anche sul rosso. La superficie di Madrid, grazie all’altura, si è forse rivelata ancora più adatta al suo gioco rispetto ai campi che troverà agli Internazionali d’Italia o al Roland GarrosNon so cosa accadrà a Roma o a Parigi. Ma sono sicura che sarò al 100%. Lotterò su ogni punto, questo ve lo posso garantire. Per quanto riguarda la terra, posso dire che prima ci pensavo troppo. Pensavo che non fosse una superficie adatta a me, che fosse davvero complicato giocarci e che gli scambi fossero troppo lunghi. Ci pensavo davvero troppo. Quest’anno mi sono rilassata, ho pensato a fare il mio gioco. Mi sono focalizzata sul movimento, sulla necessità di rimanere sempre aggressiva perché gli scambi sono più prolungati. Ho cambiato il mio atteggiamento nei confronti della terra, una superficie che non mi fa più paura (sorride, ndr)”.

 

Perché avvengano questi ‘clic’, spesso è necessario un contributo esterno. Ci ha pensato Anton Dubrov, ex sparring promosso ad allenatore qualche mese fa. “Me lo ha detto anche il mio coach. Mi ha spiegato che non dovevo cambiare il mio gioco, anche se certamente sarebbe stato utile variare un po’ di più le rotazioni dei colpi ma, soprattutto, mi ha fatto capire che dovevo avere la pazienza di giocare un maggior numero di palle, rimanendo aggressiva“.

Per Aryna Sabalenka si tratta del quarto titolo dopo la ripresa del tour la scorsa estate (da ottobre 2020 ha vinto a Ostrava, Linz, Abu Dhabi e Madrid), il decimo in carriera: “Sono molto orgogliosa del mio team, in particolare questa settimana, perché dopo Stoccarda ero infortunata e non potevo letteralmente muovermi. Non lo so, non potevo fare niente. Avevo davvero l’intenzione di ritirarmi da questo torneo per arrivare pronta al Roland Garros. In soli quattro giorni mi hanno preparato veramente bene. Hanno lavorato così bene che sono stata in grado di giocare e di vincere il titolo. Di questo sono davvero orgogliosa“.

Come è ovvio, dopo un traguardo così prestigioso, l’occhio va verso l’unica categoria di tornei in cui Sabalenka sinora non è riuscita a brillare: gli Slam, dove Aryna non ha mai superato gli ottavi (US Open 2018 e Australian Open quest’anno). Quanto si sente vicina a vincere uno Slam?Non lo so, è difficile da dire. Penso che tutte possano vincere uno Slam, ma bisogna trovare il livello al momento giusto. È una domanda difficile, potrebbe succedere ma anche no. Per quanto riguarda i Major, è un po’ diverso. Se riuscissi a mantenere questo livello, potrei forse anche vincere uno Slam. Naturalmente è quello che voglio e farò tutto il possibile per mantenere questo livello nei Major e competere al meglio, come sono riuscita a fare qui“.

La stagione di Aryna Sabalenka ripartirà dalla sfida contro una tra Sorribes Tormo e Camila Giorgi agli Internazionali d’Italia.

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Coppa Davis

[ESCLUSIVA] Santopadre: “Berrettini non ha lesioni agli addominali. Tornerà ad allenarsi tra 7-10 giorni”

Il Direttore Scanagatta ha parlato con il coach del numero uno italiano al termine di Italia-Colombia di Coppa Davis: “Sonego e Sinner sono stati bravi a crescere di livello”

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Matteo Berrettini - Vienna 2021 (Foto Felice Calabrò)

La squadra italiana si è presentata alla Davis Cup by Rakuten orfana del proprio numero uno Matteo Berrettini, dal cui campo arrivano però notizie confortanti; al termine della sfida fra vinta dall’Italia contro la Colombia sabato 27 novembre, infatti, il Direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato l’allenatore di Matteo, Vincenzo Santopadre, presente al Pala Alpitour: “Sono qui in molteplici vesti. Mi piacciono la Davis e le competizioni a squadre, conosco bene il capitano e il team, e mi faceva piacere venire qui a tifare, ho anche portato mio figlio. Inoltre domani ci sarà il simposio qui a Torino organizzato dalla Federtennis e avevo dato la mia adesione a partecipare“.

LE CONDIZIONI FISICHE DI BERRETTINI

Interpellato sul problema addominale occorso al suo protetto durante le Nitto ATP Finals ha commentato: “Sta meglio, per fortuna la lesione che temevamo non c’è. Penso che in tempi relativamente rapidi possa essere in campo e sicuramente lo rivedremo a gennaio. Tra una settimana, 10 giorni potrà riprendere ad allenarsi”.

Di sicuro però non è facile chiudere un anno fantastico in questo modo: “È stato un duro colpo, perché quando fai un anno come ha fatto lui e hai fatto tanti sacrifici nel corso della carriera vuoi arrivare ad assaporare la gioia quella ciliegina sulla torta che sono le ATP Finals e le finali di Coppa Davis. Conoscendo poi quanto è passionale e sentimentale Matteo è stato davvero un brutto colpo“.

 

Santopadre, tuttavia, si focalizza sui lati positivi: “Siamo abituati a vedere quanto di buono è stato fatto, quanto di buono c’è nel complesso e quanto ormai Matteo sia stabilmente un giocatore di livello altissimo, sicuramente avrà modo di giocare di nuovo la Coppa Davis e speriamo possa avere modo di giocare nuovamente le ATP Finals. Certo per lui l’attesa era stata tanta e ci teneva parecchio a far bene qui a Torino”.

Mentre il livello di gioco di Berrettini è più che una garanzia, la preoccupazione degli appassionati è legata ai suoi frequenti infortuni e la possibilità che siano legati all’esplosività dei colpi oltre che al fisico imponente. Secondo lui è però necessario valutare anche le circostanze di un problema come quello avuto contro Zverev: “Matteo è un giocatore possente, ha un ‘motore grosso’ essendo un giocatore molto potente, ma credo non sia solo questione di fisico, in questo specifico caso a Torino c’era anche una tensione particolare che ti fa giocare un pochino meno rilassato e quindi credo ci siano stati una molteplicità di fattori che hanno influito. Diciamo che abbiamo cercato di trarre ancora più insegnamento da questa esperienza; stiamo approfondendo per cercare di andare sempre di meno dal medico, puntando sulla prevenzione”.

UN COMMENTO SU SINNER E SONEGO

Vista la sua presenza a Torino, gli è stato chiesto un parere anche sulla sfida con la Colombia: ”Sono state due vittorie più sofferte di quelle che si potesse immaginare, perché contro gli Stati Uniti Lorenzo e Jannik hanno giocato due partite eccezionali contro avversari particolarmente scomodi”.

Santopadre ha evidenziato la capacità dei due italiani di recuperare, gestendo la pressione: “Oggi erano due partite completamene diverse, dove c’era assolutamente da vincere contro avversari più facili da affrontare dal punto di vista tecnico-tattico. Magari la pressione di dover vincere ha attanagliato i nostri nel primo set, perché sia Lorenzo sia Jannik hanno giocato un inizio di partita al di sotto del loro migliore tennis. Credo si tratti di situazioni possibili e normali, specialmente in Davis. Sono stati bravi entrambi a continuare a lottare a stare sul pezzo e a venirne a capo con un crescendo di livello”.

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Coppa Davis

Coppa Davis, sarà la Croazia l’avversaria dell’Italia nei quarti in programma lunedì 29 novembre alle ore 16

Nino Serdarusic dà il punto decisivo ai suoi battendo Fabian Marozsan in due set. Sarà uno fra lui o Gojo a sfidare Sonego, mentre il secondo singolare dovrebbe essere Sinner-Cilic

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Nino Serdarusic alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Jose Manuel Alvarez/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

CROAZIA-UNGHERIA 1-0
N. Serdarusic b. F. Marozsan 6-4 6-4

La Croazia ha ufficialmente vinto il gruppo D della Davis Cup by Rakuten, conquistando il punto necessario per avanzare al Pala Alpitour di Torino già nel primo singolare (la vittoria per 3-0 contro l’Australia la rende irraggiungibile per i magiari), vinto da Nino Serdarusic contro Fabian Maroszan in 71 minuti. sarà dunque la nazionale adriatica (l’ultima a vincere la competizione con il vecchio format nel 2018, urge ricordarlo) a sfidare l’Italia nei quarti di finale in programma lunedì 29 novembre alle ore 16, sempre a Torino.

PRIMO SINGOLARE – Sfida non esattamente di cartello fra Serdarusic (N.242 ATP) e Marozsan (N.359); il primo è stato schierato al posto di Borna Gojo, mentre il secondo è entrato in formazione a causa dell’infortunio alla caviglia di Marton Fucsovics che ha portato la grande sorpresa del tie con l’Australia, Zsombor Piros, a scalare a primo singolarista (il suo avversario sarà Marin Cilic).

 

Il primo set si è deciso fra l’ottavo e il nono game: indietro 3-4, Serdarusic è in qualche modo sopravvissuto ad un game da tre doppi falli (due dei quali al momento di chiudere), e scampato il pericolo è salito a doppia palla break grazie ad un errore di dritto del rivale; Marozsan ha salvato la prima con il servizio, ma sulla seconda il nastro ha fermato il suo rovescio in cross al termine di uno scambio prolungato, mandando Serdarusic a servire con successo per il set sul 5-4.

Nel secondo l’equilibrio ha regnato fino al 3-3, quando la sorte è nuovamente intervenuta: stavolta la pallina ha danzato sul nastro addirittura due volte prima di trasformare il dritto di Serdarusic in un imparabile vincente che ha significato la palla break, subito sfruttata da Team Croatia con un bel passante di dritto in diagonale. Conquistato il break, Nino ha tenuto gli ultimi due turni senza patemi, regalando la qualificazione alla sua nazionale.

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Pietrangeli: “Dwight Davis si sta rivoltando nella tomba, questa coppa mi fa schifo!”

Nicola Pietangeli senza peli sulla lingua sulla nuova Coppa Davis. Ma ha fiducia nell’Italia e stravede per Sinner

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Prima della sfida Italia-Colombia il Direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato Nicola Pietrangeli, capitano della vittoria in Davis nel 1976 e recordman di ogni epoca della manifestazione.

Cosa pensi di questa Coppa Davis?

“ A me fa proprio schifo, è vergognosa, il signor Dwight Davis si sta girando nella tomba. Veramente, è diventata la Coppa del nonno, più di così non posso dire.

 

Con il fattore campo era un’altra cosa?

“ Prima bastava guardare come altri componenti delle squadre accoglievano il compagno dopo le vittorie, facevano delle feste, ora non c’è più atmosfera, si gioca solo per i soldi”

Ieri però con Sonego c’è stata una bella festa?

“Era la prima Coppa Davis della sua vita, però, senza volergli togliere meriti, l’ha persa Opelka, non ho mai visto un americano giocare così male in Coppa Davis. Anche Isner che prende 6-2 6-0…”.

 Isner ha detto che nessuno gli ha mai risposto come Sinner e che è uno da primi 3 del mondo,  che ne pensi?

“ Io l’ho detto ad inizio anno che Sinner sarebbe arrivato trai primi 10 del mondo. L’anno prossimo non sarei sorpreso di trovarlo almeno trai primi cinque. E’ un fenomeno, ha ragione Isner. Non basta guardarlo Jannik, bisogna sentire il rumore che la palla fa sulla sua racchetta, è diverso da tutti gli altri. Questo ragazzo può battere chiunque, Djokovic compreso”.

E’ una Coppa Davis diversa ma l’Italia ha una squadra che non aveva negli ultimi 40 anni. Pensi che l’Italia possa vincerla nei prossimi anni?

“Secondo me l’Italia sulla carta è inferiore solo alla Russia. Può arrivare in finale e non dimentichiamo che con Medvedev Jannik ha avuto due match point alle Finals. Forse abbiamo un doppio incerto, ma non si sa mai”.

Secondo te Berrettini riuscirà a rimanere trai primi 10 del mondo o con quel rovescio un po’debole soffrirà per mantenere quella posizione?

“Deve sperare che il servizio vada bene perché dipende molto da quel colpo. Il pericolo è che se un giorno serve male, sono guai. Servendo così forte forse ha problemi anche fisici. Il rovescio non è male ma non è all’altezza del servizio e diritto”.

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