Australian Open 2022: confini australiani chiusi, ma Tiley rifiuta l'ipotesi trasloco

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Australian Open 2022: confini australiani chiusi, ma Tiley rifiuta l’ipotesi trasloco

L’Australia aprirà i confini solo a metà 2022. Tennis Australia rimane determinata a organizzare l’Australian Open a Melbourne: il rischio di perdere lo status di Slam è reale?

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Melbourne Park - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Dopo le indiscrezioni della settimana scorsa, è arrivata la doccia fredda in forma ufficiale quando il Governo Federale australiano ha comunicato i primi dati sul budget per il 2022: l’ipotesi di base è che i confini australiani rimarranno chiusi fino alla seconda metà dell’anno prossimo, mettendo quindi un grande punto interrogativo allo svolgimento dell’Austalian Open 2022.

In occasione dell’edizione 2021, già rimandata di tre settimane rispetto al calendario tradizionale, era stato necessario organizzare voli privati, alberghi requisiti e due settimane di quarantena per tutti gli individui coinvolti nella disputa del primo Slam dell’anno. Si sperava sarebbe stata l’ultima volta, ma con ogni probabilità non sarà così.

La televisione australiana ABC ha fatto sapere che sarebbero già in corso trattative per potenzialmente spostare l’Australian Open a Doha oppure a Dubai, dove quest’anno si sono disputate le qualificazioni dello Slam australe. Questo sarebbe per evitare di sottoporre giocatori e staff alla stessa trafila dello scorso anno, e per migliorare un po’ i conti di Tennis Australia che lo scorso anno hanno preso una batosta non indifferente.

 

Infatti più di un tennista, alla fine dell’ultima stagione australiana, ha dichiarato che le condizioni imposte dal Governo Australiano erano troppo dure e che, col senno di poi, avrebbero scelto di non andare in Australia. Ed è verosimile che altri tennisti si aggiungeranno al coro il prossimo gennaio se la situazione dovesse rimanere quella dello scorso inverno.

Poi bisogna considerare che l’Austalian Open rappresenta per Tennis Australia la più sostanziosa fonte di entrate, come gli Internazionali BNL d’Italia lo sono per la FIT e come il Roland Garros lo è per la Federazione Francese. Per l’edizione 2021 il torneo ha registrato un passivo di 78 milioni di dollari australiani (circa 50 milioni di euro), lasciando un solco profondo nei conti della federazione australiana che ha dovuto ridimensionare parecchi dei suoi programmi e rivedere i programmi a medio termine. Sicuramente il direttore del torneo Craig Tiley, che è anche il CEO di Tennis Australia, punta ad un risultato economico migliore per l’edizione 2022, ma sembra che il trasloco del torneo sia fuori discussione: “Il torneo si svolgerà qui a Melbourne, e si svolgerà in gennaio” ha detto il ministro dello sport per lo stato di Victoria Martin Pakula, che era a fianco di Tiley nel corso della conferenza SportNXT lunedì scorso a Melbourne e che ha supportato il n.1 della federazione australiana nello smentire voci di un temporaneo trasloco in Medio Oriente.

Ho detto al mio team qualche giorno fa che siamo riusciti a scalare l’Everest, e ora ci ritroviamo di nuovo qui al campo base” ha commentato Tiley, facendo capire che la situazione ben difficilmente sarà normalizzata il prossimo gennaio e che quindi sarà necessario mettere in atto misure restrittive anche per l’edizione 2022.

La speranza è quella di avere delle norme modificate che consentano di portare a termine tutti i tornei dell’estate australiana, da Brisbane fino all’Australian Open. Perché la “scalata dell’Everest” dello scorso febbraio, così come il totale rifiuto di scenari alternativi a quello di un torneo sul suolo australiano per il 2022, sono contingenti al fatto che la minaccia di perdere lo status di Slam è reale. Shanghai, Madrid e Indian Wells hanno ambizioni e denaro in abbondanza, e soprattutto sono tornei che i giocatori amano giocare. Anche l’Australian Open era in quella lista, ma l’ultima stagione ha dato una bella picconata al loro status di “Happy Slam”.

Per essere uno Slam è necessario essere in grado di raccogliere l’interesse degli sponsor e delle televisioni di tutto il mondo, ma soprattutto è necessario riuscire a far venire i giocatori”. E questa è la grande scommessa di Tiley per l’edizione 2022.

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Sorpresa all’ATP di Mosca: Rublev eliminato da Mannarino. Avanza Karatsev

Il francese (sconfitto nella finale 2019) si prende una dolce rivincita sul numero 5 della Race ATP, salvando anche un match point

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Andrey Rublev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

È una vera e propria storia d’amore (ma mai a lieto fine, sinora) quella che intercorre tra Adrian Mannarino e l’ATP di Mosca. Il francese ha raggiunto la finale per ben due volte nell’evento, nel 2019 e nel 2018 e un anno prima si è fermato solo in semifinale. Ancora non sa se riuscirà ad arrivare in fondo quest’anno, ma è comunque riuscito a conquistare un risultato di altissimo livello. Nel secondo turno ha infatti estromesso dal torneo la testa di serie numero 1 Andrey Rublev, salvando anche un match point sul 5-6 del secondo parziale. I due si erano affrontati nella sopra citata finale del 2019 a Mosca, quando Rublev si impose nettamente (6-4 6-0), alzando il trofeo di fronte alla sua gente.

Rublev conduceva 5-2 il primo parziale, ma ha rischiato di subire una clamorosa rimonta: sul 5-5 ha salvato un break point e ha chiuso il set nel dodicesimo gioco. Le difficoltà palesate sul finale del primo parziale sono state però un campanello d’allarme per Rublev. Nel secondo set ha ceduto per due volte il servizio e Mannarino sul 5-4 ha avuto sulla racchetta due set point. Il russo ha reagito e, come accaduto un’oretta prima, si è portato a un punto dalla conquista del set. Un rovescio in rete sul match point gli ha negato l’opportunità di archiviare una partita molto complessa con un doppio 7-5 e Mannarino ha forzato la partita al terzo set nel tie-break. Rublev è apparso affaticato nel finale, incapace di reagire al break subìto nel quinto game. “Siamo entrambi migliorati rispetto alla finale di due anni fa” ha detto il 33enne francese. Andrey è migliorato molto più di me, ma anche se un giocatore ti è superiore, tutto può succedere. Oggi sono stato un po’ fortunato, sono comunque contento della mia performance”. Lo attende Berankis nei quarti di finale, un match totalmente alla sua portata.

Il primo favorito del torneo è diventato dunque Aslan Karatsev che ha aperto il suo torneo (dopo il bye al primo round) contro Egor Gerasimov. Non ha impiegato molto più tempo del necessario a disfarsi del suo avversario, nemmeno 90 minuti ad essere precisi. Ha chiuso 6-4 6-3 e attende ora il vincente dell’incontro tra Simon e McDonald.

 

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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WTA Mosca: avanti tutte le favorite

Halep elimina Kudermetova in due set e troverà Maria Sakkari, che ha beneficiato del ritiro di Kalinskaya a inizio secondo set

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Maria Sakkari - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

Giornata priva di sorprese nel torneo femminile di Mosca. Tutti gli incontri si sono conclusi infatti con la vittoria della giocatrice che partiva coi favori del pronostico. In apertura di programma, Kontaveit ha rifilato un netto 6-1 6-4 ad Andrea Petkovic, sfiorando addirittura il bagel nel primo set e recuperano un iniziale svantaggio di 0-2 nel secondo. Ai quarti troverà Garbine Muguruza. Tutto facile anche per Marketa Vondrousova che si è imposta con un doppio 6-3 su Lesia Tsurenko e al prossimo turno sfiderà Anastasia Pavlyuchenkova.

È durato appena nove giochi il secondo match tra Maria Sakkari e Anna Kalinskaya. La greca ha vinto agevolmente il primo set 6-2 e si è presa un break di vantaggio nel secondo, prima di beneficiare del ritiro della russa. L’avversaria nei quarti di finale di Sakkari sarà Simona Halep, l’unica testa di serie ad aver sofferto un pochino nella giornata odierna. Nel primo set la romena ha passeggiato, grazie anche al dritto a dir poco ballerino di Veronika Kudermetova. Sotto 6-1 2-0, la russa però ha cominciato a trovare un po’ di continuità, mentre Halep ha iniziato a sbagliare qualcosina in più. Kudermetova ha recuperato due volte un break di svantaggio e impatta sul 3-3. Al tiebreak, Halep ha tentato due volte la fuga, ma è stata subito ripresa (anche con la complicità del nastro). Sul 4-4 la rumena è poi riuscita a trovare l’allungo decisivo.

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Campionati AGIT: più di 100 giornalisti! Vincono Gibi Olivero, Alessandro Baschieri, Orazio Carabini e Erika Calvani

Sui campi del Foro Italico è andata in scena la sessantesima edizione dei Campionati Giornalisti italiani

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I campi del Foro Italico, una finale da incorniciare come quella andata in scena tra i due terza categoria Gibì Olivero e Riccardo Ceccagnoli, il sole delle ottobrate romane e tanta voglia di tennis dopo l’anno di stop imposto dal Covid, che ha portato nella capitale quasi cento giornalisti-tennisti. C’erano tutti gli ingredienti necessari a far sì che la sessantesima edizione dei campionati assoluti dell’Agit andasse in porto a gonfie vele. Il titolo del singolare maschile è andato a Olivero della Gazzetta dello Sport (classifica Fit 3/1) che si è imposto su Riccardo Ceccagnoli del Tg 5 (3/2) in un match che ha regalato colpi spettacolari e grandi emozioni soprattutto nel primo set, deciso dal tie break. In semifinale sono arrivati Miska Ruggeri (Tg2) e Salvatore Raggio (free lance). Olivero, in coppia con la moglie e collega della Gazzetta, Fabiana Della Valle si è portato a casa anche lo scudetto del doppio misto, in finale su Ceccagnoli e Antonella Piperno (Agi e Rai). Medaglia di bronzo per le coppie Calvani-Calabrò e Pesci-Valentini. Nel singolare over 50 ha trionfato Alessandro Baschieri del Corriere della Sera, in finale contro Ugo Peretti del Tirreno; semifinalisti Guglielmo Nappi del Messaggero e Stefano Mosca della Stampa. Il titolo dell’over 65 è andato a Orazio Carabini (già Sole 24ore) che ha avuto la meglio su Roberto Stigliano(Il Messaggero).

Erika Calvani (SKY Sport() Foto Felice Calabrò

Si è visto un grande tennis anche nel singolare femminile con il ritorno all’Agit del volto Sky Erika Calvani (ex 3-1) vincitrice del titolo sulla free lance romana Rossella Pesci, new entry dell’associazione, dotata di un dritto corposo. Tra le nuove racchette anche la conduttrice di Supertennis Elena Ramognino, arrivata in semifinale insieme con Claudia Fusani. Il doppio libero è andato alla coppia Ceccagnoli-Gianluca Galeazzi (La 7)contro Baschieri-Mosca, con Olivero-Annovazzi(Repubblica) e Peretti-Ruggeri, semifinalisti. Il doppio veterani se lo sono aggiudicati Antonello Valentini e Delfino Giroldini contro Orazio Carabini e Bruno Costi; terzo posto per le coppie Antonio De Florio-Bata Janjic e Marco Francalanci-Massimo Mapelli.

Riccardo Ceccagnoli, a sinistra, Gibi Oliviero a destra
Riccardo Ceccagnoli, a sinistra, Gibi Oliviero a destra (Foto Felice Calabrò)

Non è riuscito a scendere in campo nel torneo ufficiale ma si è aggiudicato ugualmente un premio prestigioso Stefano Meloccaro di Sky, protagonista con i volti Rai Alessandro Fabretti, Francesco Giorgino e Marco Betello del doppio “special” organizzato dal main sponsor del torneo Ivsi (Istituto di valorizzazione dei salumi italiani) nella giornata dedicata al lancio del progetto triennale alimentar-salutista “Let’s eat” che, benedetto dalla Commissione europea, promuove il connubio tra i salumi italiani e la frutta greca del consorzio Asiac. A Meloccaro, premiato da Jimmy Ghione e Pierluigi Pardo, è andata la targa “Let’s eat” dedicata al giornalista più capace di coniugare l’impegno per la professione con quello salutista e sportivo. Gli altri sponsor del torneo che ha visto in campo, tra gli altri, il vicedirettore di Repubblica Dario Cresto-Dina e l’opinionista politica Mediaset Claudia Fusani, sono stati l’acqua Valmora e le cantine Mascarello e La Cedraia.

 

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