ATP Parma, Cecchinato supera l'ostacolo Munar e vola in finale

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ATP Parma, Cecchinato supera l’ostacolo Munar e vola in finale

Un avvio difficile e un po’ di nervosismo non fermano la corsa dell’azzurro: tra lui e il quarto titolo rimane Sebastian Korda

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[WC] M. Cecchinato b. J. Munar 7-6(2) 1-6 6-1

Marco Cecchinato raggiunge la sua quinta finale in carriera battendo in tre set il n. 80 ATP Jaume Munar dopo un’intensa lotta di due ore e quaranta minuti a dispetto del punteggio netto degli ultimi due parziali. Bravo Ceck a superare sia le difficoltà iniziali dovute soprattutto alle imprecisioni con il dritto, sia il nervosismo nel finale della seconda partita. A prescindere dal risultato di sabato, è una settimana che dà fiducia all’azzurro in vista del Roland Garros, dove è stato sorteggiato in un ottavo di tabellone piuttosto aperto, anche se chi vincerà i tre incontri troverà Djokovic. Anche Munar ha ritrovato a Parma un buon tennis, smarrito nelle ultime settimane dopo le due finali consecutive (perse) a Marbella, rispettivamente Challeneger e 250, e ne ha beneficiato la sfida tra due ottimi interpreti del gioco sulla terra battuta: palle molto cariche, smorzate (complessivamente meglio quelle spagnole), grandi corse, scambi duri, discese a rete soprattutto del nostro per approfittare delle aperture di campo.

IL MATCH – All’inizio meno efficace rispetto ad altre occasioni con la combinazione kick-dritto, Cecchinato rientra sul 3 pari ma torna sotto tra un inside-in non troppo incisivo e Munar che si esibisce in un recupero strepitoso su una smorzata ben giocata. Il turno di battuta perso a zero e la sola palla break trasformata su sei non bastano a far perdere certezze all’azzurro che accorcia lo svantaggio dopo aver annullato un set point e poi agguanta l’avversario. Ceck fa suo il set con un tie-break perfetto a partire dalla volée non scontata sul 2 pari e dal successivo punto chiuso con il dritto che ha cominciato a funzionare molto bene, mentre i colpi Munar diventano insicuri

Adesso tocca però al ventiquattrenne maiorchino far sentire che c’è ancora e la sua reazione si concretizza strappando il servizio al secondo gioco anche con la complicità di un paio di sbavature di Marco, che si riprende appena in tempo per evitare 0-4. Di nuovo in difficoltà al servizio, Cecchinato viene sanzionato da Bernardes con un warning per una violazione di tempo indiscutibile, eppure la discute – azione doppiamente insensata, sia perché si innervosisce, sia perché, non essendo una decisione controversa, non instilla nell’arbitro dubbi utili in vista di un prossimo episodio. Perde il game, scaraventa a terra la racchetta e Munar, protagonista del set, lo incamera per 6-1.

Il nervosismo pare dimenticato con l’avvio della partita finale. Ceck tiene vivo un secondo gioco in cui Jaume tira su anche le righe facendo suo uno scambio intensissimo; lo sforzo è ripagato con il 2-0, confermato non senza difficoltà, compreso l’azzardo del drop shot (questa volta perfetto) sulla palla break. Dopo il rapido intervento del fisio per incerottargli un dito, Munar sbaglia qualcosa cercando maggiore aggressività, ma si rimette a tenere e salva il quarto game in qualche modo, come si dice in questi casi. Il palermitano pare non farsi troppo condizionare dai rimpianti e, nonostante si faccia di nuovo riprendere sulla parità, non si lascia sfuggire il prezioso vantaggio. Era l’ultimo treno per Munar: un altro scambio durissimo conquistato dal nostro e due doppi falli spagnoli spianano la strada a Cecchinato che chiude 6-1. Sabato, non prima della 15.15, affronterà per la prima volta Sebastian Korda, uscito vincitore dal derby statunitense con Tommy Paul con un doppio 6-3. Poi, via verso Parigi.

IL DOPPIO – Le buone notizie sul versante azzurro non si limitano però al singolare. In doppio, Simone Bolelli raggiunge la quarta finale della stagione, la terza insieme a Maximo Gonzalez. Vittoriosi lo scorso marzo a Santiago, i due hanno lasciato cinque giochi a Jebavy/Nedovyesov e affronteranno la coppia “over 40” formata da Oliver Marach (ex n. 2 di specialità) e Aisam-Ul-Haq Qureshi.

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