Nasce "I Tennis Campus", una academy totalmente gratuita. Emilio Sanchez sarà la guida tecnica

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Nasce “I Tennis Campus”, una academy totalmente gratuita. Emilio Sanchez sarà la guida tecnica

Il progetto della I Tennis Foundation offre borse di studio di 4 anni per i ragazzi meno abbienti. scuola più tennis. Sonego e Ljubicic tra i testimonial. Corsi estivi a Torino e Santa Margherita di Pula

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La possibilità di inseguire il sogno di diventare tennista, per i ragazzini di giovane età, è molto spesso subordinata alle possibilità della famiglia di appartenenza di supportare le relative spese economiche. È con il preciso fine di appianare questo tipo di differenze e favorire l’accesso alla carriera tennistica anche ai ragazzi meno abbienti che I Tennis Foundation, organizzazione benefica italiana con sede a Torino, ha lanciato I Tennis Campus, un progetto no-profit che si pone l’obiettivo di offrire una possibilità di riscatto sociale e sportivo a giovani talenti provenienti da contesti geo politici, economici e sociali svantaggiati, mediante la formazione scolastica e tennistica.

Il presidente e fondatore di I Tennis Foundation è l’avvocato torinese Simone Bongiovanni: insieme al suo direttivo ha ideato un programma di borse di studio che prevede non solo la formazione tennistica sotto la direzione di un nome di alto livello come Emilio Sanchez, campione da giocatore e fuoriclasse da coach, ma anche un percorso scolastico internazionale di quattro anni. Ci vuole tanto coraggio per varare una iniziativa del genereha detto Sanchez – Quando mi hanno parlato per la prima volta di questo progetto, pensavo fosse una pazzia. Invece Simone Bongiovanni mi ha contagiato con la sua passione e la sua motivazione e ha concretizzato questo suo sogno. Non potevo dire di no all’idea di aiutare ragazzi svantaggiati a crescere sia come tennisti che come persone. Per il modo in cui è stato organizzato, questo è un progetto senza precedenti e spero che con la mia Academy io possa fare la mia parte“. Si prevede la presenza di Sanchez per diversi stage nel corso dell’anno, mentre sarà costante la partecipazione di coach della sua accademia.

Il progetto prevede il coinvolgimento di ragazzi provenienti da altri stati, specialmente quelli provenienti da Stati economicamente più arretrati. Ma la pandemia ha costretto l’organizzazione a rinviare l’allargamento all’estero della selezione al 2022, anno in cui prenderà il via la vera e propria borsa di studio quadriennale ribattezzata “Little Tennis Champions”.

 

Intanto, quest’anno verrà inaugurata l’academy I Tennis Campus in Italia attraverso il Master Estivo che partirà da Torino il prossimo 30 giugno e proseguirà dal 3 al 25 luglio in Sardegna, al Forte Village di Santa Margherita di Pula. Potranno candidarsi tutti i ragazzi e le ragazze italiani nati nel 2008 con tessera FIT agonistica in corso di validità. Per partecipare alle selezioni occorrerà registrarsi entro il 10 giugno sul sito www.itennisfoundation.com e inviare la propria candidatura. Al termine delle selezioni (i cui criteri sono spiegati con dovizia di particolari sul sito della fondazione), i migliori 10 ragazzi e le migliori 10 ragazze otterranno l’accesso gratuito al Master Estivo, che sarà diretto sempre da Emilio Sanchez. I migliori 4, determinati da un torneo finale, saranno premiati nel periodo delle ATP Finals 2021 da I Tennis Foundation e dai suoi sponsor e otterranno l’accesso alle selezioni finali per la borsa di studio 2022-2026.

A patrocinare l’evento c’è anche la Federazione Italiana Tennis, con la vice-presidente Chiara Appendino che, da sindaca di Torino, ha fatto gli onori di casa durante la presentazione del progetto: “La Città di Torino ha accolto con grande favore l’iniziativa dell’associazione – ha detto la prima cittadina del capoluogo piemontese – poiché assolutamente in linea con il nostro impegno finalizzato a promuovere il tennis tra i più giovani, offrendo l’occasione di conoscere e praticare uno sport bellissimo e dando loro anche l’opportunità di aspirare ad affermarsi come futuri talenti della racchetta”.

L’iniziativa conta sulla partecipazione di alcuni testimonial d’eccezione come il torinese Lorenzo Sonego. “Questo progetto è magnifico e fatto da persone che vogliono il bene degli altri – ha detto il semifinalista degli ultimi Internazionali d’Italia -. Da qui può davvero uscire un grande tennista. Nel mondo ci sono tanti giovani che hanno talento ma non hanno i mezzi. Dare a questi ragazzi un’opportunità è una cosa bellissima e da prendere come esempio”.

Lorenzo Sonego – ATP Roma 2021 (ph. Giampiero Sposito)

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto era presente Gipo Arbino, da sempre coach dell’azzurro. È annunciata la presenza dei due torinesi quest’estate al Forte Village, così quella di come altri testimonial come Elena Rybakina e il suo coach Stefano Vukov ma anche Margarita Gasparyan. “Questo progetto è da applausi scroscianti – ha detto l’allenatore – perché non succede praticamente mai che una iniziativa del genere sia fatta da persone che vogliono il bene degli altri e non inseguono il profitto. Dare un’opportunità ai ragazzi meno abbienti è fantastico e del resto la storia dello stesso Lorenzo è di incoraggiamento per tutti. Lui, da giovane, per il suo fisico esile era poco considerato e non ha mai colto successi nei tornei giovanili più importanti. Il primo punto ATP, pensate, è arrivato a 19 anni di età. Questo dimostra che chi insegue un sogno può raggiungerlo se ha voglia di mettersi in gioco e di fare le cose per bene”.

Altri testimonial di lusso del progetto I Tennis Foundation sono Corrado Barazzutti e Ivan Ljubicic. L’ex numero 3 del mondo e coach attuale di Roger Federer ha ricordato i tempi in cui, scappando dalla guerra nei Balcani, fu accolto da una famiglia di Moncalieri che lo aiutò ad avviare la sua carriera professionistica. “Mi rivedo molto nei ragazzi che potranno approfittare della possibilità offerta loro da questo progetto – ha detto il croato -. So quello che vivranno. E sarò felice di dare il mio contributo alla loro crescita“. Ivan ha promesso di presenziare anch’egli al Forte Village nel Master di quest’estate, compatibilmente agli impegni al seguito di Federer.

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Piatti: “Sinner tiene moltissimo alla maglia azzurra. Alle 3 di notte era a giocare il doppio”

Sul Messaggero il coach di Jannik parla della stagione e del futuro: “Durante il lockdown gli ho fatto vedere i filmati dei Big 3 per imparare a gestire ogni fase del match”

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Jannik Sinner - Finale Coppa Davis Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

La stagione dei tennisti italiani si è purtroppo conclusa. Diciamo “purtroppo” perché la Davis Cup by Rakuten è ancora in corso, ma la selezione azzurra si è fermata ai quarti di finale, sconfitta dalla Croazia di Cilic e del miglior doppio del mondo Mektic/Pavic. Inizia dunque leggermente in anticipo l’off season e con essa il tempo dei bilanci. Vincenzo Martucci ha intervistato Riccardo Piatti, coach di Jannik Sinner, per il Messaggero, cercando di fare il punto sulla stagione dell’italiano a partire proprio dall’ultimo appuntamento, quello della Coppa Davis, nella quale Jannik ha vinto tre singolari e perso due doppi, incluso quello decisivo contro i croati nei quarti.

Sinner, solitamente molto pacato e quasi algido in campo, si è lasciato coinvolgere dal clima Davis e ha spesso chiamato il sostegno del pubblico di casa. La cosa però non ha sorpreso Piatti, che conosce bene il proprio pupillo. “Lui è proprio così: un ragazzo che ama questo sport e si diverte a giocarlo. Quando è all’Accademia di Bordighera si ferma a giocare coi più giovani, con mio figlio Rocco e gli altri ragazzi anche a calcio e a basket. Gli viene spontaneo.”

Il coach stronca subito anche ogni polemica riguardo alla scelta di Sinner di non prendere parte alle Olimpiadi di Tokyo. “È ridicolo pensare che Jannik non sia italiano al 100%: tiene moltissimo alla bandiera e alla maglia azzurra, a Torino s’è visto come comunichi col pubblico e ami coinvolgerlo. È stato onesto come sempre: prima non si sentiva pronto, era stanco, ha fatto quello che ha ritenuto giusto. Infatti, eccolo giocare alle tre di notte per provare il doppio insieme a Fognini. Ecco lo Jannik di Torino.”

 

Contro Cilic, Sinner ha dimostrato ancora una volta di saper emergere dalle difficoltà e di poter ribaltare match nei quali le cose non funzionano sempre nel modo migliore. Questo è uno degli aspetti su cui coach Piatti ha lavorato di più con Jannik, perché come si sa il tennis non è solo questione di saper tirare dritto o rovescio. “Durante il lockdown gli ho fatto vedere tanti filmati di Federer, Nadal e Djokovic nelle finali importanti, ma non nelle fasi in cui hanno giocato bene e hanno vinto con tre vincenti uno dietro l’altro, ma quelle in cui giocavano male. Così Jannik sa che anche a una campione può succedere: fa parte del gioco, del mentale, del tennis. A lui non deve succedere. All’ingresso del Piatti Tennis center c’è scritto: “Non siamo qui per risolvere i problemi ma per crearveli”. Non è lui la mosca bianca, sono gli altri gli anormali, quelli che non arrivano al100 del mondo e ne avrebbero le possibilità: si sono creati un sacco di problemi, mentre in realtà basta essere semplici, riflettere sulle sconfitte, chiedersi perché e come si può migliorare. Anche quella contro Tiafoe rimarrà impressa a Jannik, come la Davis: ha vissuto l’esperienza per la sua nazione, per la squadra.”

Riguardo all’esperienza del doppio, Piatti è piuttosto soddisfatto e continuerà a consigliare (se non a obbligare) Jannik di giocarlo per poter migliorare sotto rete. “È stata una delle cose che ha fatto meglio quest’anno: con Hurkacz, Bolelli, Feliciano Lopez, Opelka col quale ha vinto Atlanta, Korda, ancora Hurkacz. Voglio che provi con compagnia diversi, che giochi tanti servizio-volée, che impari a venire avanti a giocare la volée bassa.” Ora però è tempo per il meritato riposo, tanto per Jannik quanto per Piatti e il suo entourage, così da potersi concentrare al meglio sulla stagione 2022. “Per dieci giorni riposa e noi dello staff non lo vogliamo vedere: ci porta via tanta energia, vuole giocare, vuole sempre fare qualcosa… Poi preparazione a Montecarlo e il 27 si parte per l’Australia.”

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ATP Cup 2022, arrivano le prime rinunce: out Nadal e Alcaraz

Importanti le assenze per gli spagnoli che, secondo quanto annunciato da “Marca” dovranno fare a meno anche di Marcel Granollers

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Rafael Nadal - ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

Il 2021 tennistico è alle sue battute conclusive. Le fasi finali della Coppa Davis che si giocheranno a partire da oggi e per i prossimi giorni, sono nella sostanza il match point di una stagione intensa e complicata ma che ha rivisto i primi segni di normalità dopo il buio del 2020. È tempo di guardare avanti e puntare lo sguardo a ciò che arriverà e a quella che sarà la stagione 2022, già alle porte, e che avrà il proprio punto di partenza con la ATP Cup, competizione per nazioni che punta a minare le certezze storiche della Davis, messe negli ultimi anni in discussione da una formula che divide le opinioni di chi gravita intorno al mondo del tennis.

Ed è proprio in riferimento all’ATP Cup che si segnalano, per il team spagnolo, le prime grandi rinunce. Il presente ed il futuro del tennis iberico, declinati nelle figure di Rafael Nadal e Carlos Alcaraz, hanno annunciato il proprio forfait e non parteciperanno al torneo che avrà luogo a Sydney nei primi nove giorni del nuovo anno. La notizia è stata data dal quotidiano spagnolo “Marca” che ha anche annunciato la non partecipazione del miglior doppista spagnolo, Marcel Granollers. Le sorti del team saranno dunque affidate a Pablo Carreno Busta, Roberto Bautista Agut e, probabilmente, a quel Feliciano Lopez che ha quasi da solo battuto la federazione russa in Davis, guadagnandosi con merito le luci di una ribalta che continuerebbe a meritare anche all’ATP Cup.

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Mondo Futures: i giovani britannici sugli scudi

Sconfitte in finale per due azzurri: Acquaroli e Brugnerotto

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ITF World Tennis Tour logo (foto via Twitter, @ITF_Tennis)

M15 CAIRO (EGY, terra rossa) – VINCITORE: Felix Gill

È Felix Gill (n.614 ATP) il vincitore del torneo del Cairo: il mancino da Birmingham, 19 anni, può finalmente brindare al primo successo tra i pro dopo due finali per lui infauste, l’ultima delle quali appena un mese fa ad Antalya. Ex Top-30 tra gli juniores, Gill ha all’attivo anche qualche apparizione Challenger e soprattutto una partita vinta alle scorse qualificazioni di Wimbledon: bravo a superare in semifinale la tds numero 5 Simone Roncalli e soprattutto in finale l’altro azzurro Gianluca Acquaroli, che a 27 anni compiuti si regala una settimana da sogno e, partendo dalle qualificazioni, arriva a giocarsi la prima finale della carriera. Purtroppo per lui, gli manca l’acuto finale e deve cedere 7-6(4) 6-2.

Raggiunto al telefono l’empolese ci ha detto: “Purtroppo avevo già giocato sei incontri in una settimana e sono arrivato alla finale molto stanco. Così ero poco reattivo e soprattutto non lucido nelle scelte, ma nonostante questo il primo set si poteva anche portare a casa. Poi nel secondo il mio avversario è salito di livello e per me non c’è stato scampo“. Sfortunato il seeding numero 1 Duck-hee Lee (n.390 ATP), costretto al ritiro ai quarti mentre era in pieno controllo del suo match contro Jonathan Gray. Bene Edoardo Zanada, fermato da Acquaroli ai quarti, mentre Roggero, Speziali e Tomasetto sono sconfitti all’esordio.

M15 HERAKLION (GRE, cemento) – VINCITORE: Jack Pinnington Jones

Il secondo giovanotto britannico alla ribalta della settimana è Jack Pinnington Jones (n.658 ATP): del 18enne proveniente dalla contea del Surrey in verità ne abbiamo già parlato in precedenza, in occasione del suo primo successo ad Antalya poco più di un mese fa. Non è una novità ormai trovarlo nelle fasi finali dei tornei, mentre impressiona la capacità di vincere su più superfici; in particolare ad Heraklion, l’ex numero 6 tra gli juniores ha lasciato un solo set per strada, segno di grande duttilità. Di certo Andy Murray sa scegliersi bene i protetti, visti i risultati della nuova generazione di tennisti Made in UK; a proposito di giovani promettenti, l’avversario in finale di Jones è Nicholas David Ionel (n.435 ATP), vincitore di ben quattro tornei due anni fa, all’età di 17 anni, che per una volta sembra aver ritrovato lo smalto dei suoi giorni migliori.  Nessun italiano al via.

M15 GUATEMALA (GUA, cemento) – VINCITORE: Colin Sinclair

A fare compagnia ad Acquaroli nella poco invidiabile statistica di finali perse è l’altro italiano Marco Brugnerotto (n.805 ATP), che torna dopo poche settimane a giocarsi una vittoria finale ma la sfiora soltanto, contro il rappresentante delle Isole Marianne Colin Sinclair (n.682 ATP). Nativo della bellissima Saipan e proveniente da un Paese non di certo usuale per il mondo del tennis, il classe ’94 torna alla vittoria a distanza di quasi tre anni, una sensazione che però è solito provare in Coppa Davis, dove vanta un record di 17 vittorie su 18 incontri totali, dato abbastanza prevedibile visto il livello non eccelso della divisione pacifica. Nulla da fare dunque per Marco Brugnerotto, che ci ha abituato a vederlo protagonista nei tabelloni più esotici del circuito ITF: il mancino di Varese siamo sicuri proverà ancora a trovare la gloria personale quest’anno. A sorpresa, non è stato però l’unico ad essersi sobbarcato la trasferta in Guatemala, in quanto la pattuglia azzurra era piuttosto nutrita al via: Filippo Moroni è sconfitto al secondo turno dalla tds numero 1 Ricardo Rodriguez, mentre Claverie e Carnevale-Miino perdono all’esordio.

 

In chiusura, riportiamo le vittorie di Daniel Michalski (n.419 ATP), che ad Antalya ha trovato una seconda casa e vince il suo secondo torneo in due settimane, il terzo nel giro di un mese; il 19enne Guy Den Ouden (n.587 ATP) si conferma in grande crescita ed a Monastir vince il suo trofeo numero quattro del 2021. Suo coetaneo, Alibek Kachmazov (n.490 ATP) vince nella sua Kazan, mentre Zsombor Velcz (n.833 ATP) ed un altro giovane promettente, Andrew Paulson (n.667 ATP) mettono la firma per la prima volta quest’anno rispettivamente a Gurugram ed Ostrava. Infine, Nam Hoang Ly (n.638 ATP) raddoppia a Cancun.

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