Gianluigi Quinzi si ritira: "Entrare in campo era diventato un dolore"

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Gianluigi Quinzi si ritira: “Entrare in campo era diventato un dolore”

“Sono convinto di aver fatto da apripista all’ondata tricolore che irrompe”. Il campione di Wimbledon juniores del 2013 sta studiando Scienze Motorie per diventare istruttore

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Gianluigi Quinzi - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)
 

Gianluigi Quinzi ha detto basta. Nonostante la smentita dello scorso marzo, il tennista marchigiano ha deciso di ritirarsi, come confermato in un post su Facebook. “Qualche volta nella vita siamo chiamati a prendere decisioni importanti e irreversibili. Oggi è il mio turno. Lascio il tennis giocato con la serenità di chi sa di aver dato sempre il massimo e la consapevolezza che giocare era diventato un peso più che un piacere“, ha scritto.

Ha poi proseguito: “So di aver dato tanto per questo sport ma di aver ricevuto in cambio anche belle soddisfazioni, soprattutto a livello giovanile. […] Il tennis italiano sta vivendo finalmente un momento magico al maschile dopo tanto e forse troppo tempo. Mi avrebbe fatto piacere farne parte. Tanti infortuni, un po’ di sfortuna, qualche scelta imperfetta e un carattere un po’ ansioso purtroppo non l’hanno permesso, spingendomi a questa decisione, coerentemente con gli obiettivi che mi ero promesso, oggi non più raggiungibili. Nel mio piccolo ho la convinzione di aver fatto un pò [sic] da apripista con la mia storia a questa ondata tricolore che irrompe, e questo mi rende sereno e felice. Per questo senza rimorsi o rancori rivolgo un grazie a tutti, certo che chiuso un capitolo importante, se ne apriranno altri con tante opportunità che proverò a saper cogliere“.

IL FUTURO – In un’intervista alla “Nuova Sardegna” ha detto: “Nel momento in cui mi sono reso conto di non riuscire a entrare nei primi 100 ho detto a me stesso che dovevo riflettere e capire che cosa fare. Avevo troppe aspettative, non riuscivo a gestire l’ansia, non riuscivo a resettare e a ricominciare con entusiasmo. Quando vinci tanto da giovane, perdere diventa una tragedia“. Quinzi sta però già tracciando un nuovo percorso: da due mesi e mezzo allena il junior Federico Vita, e intanto studia Scienze Motorie e vuole diventare un manager sportivo.

LA CARRIERA JUNIORES – Come sottolineato da lui stesso, il tennis maschile italiano è in ottima salute, ed è naturale che emergano dei paralleli, anche perché i punti di contatto sono diversi: è coetaneo di Matteo Berrettini e ha iniziato come sciatore di alto livello come Jannik Sinner – l’altoatesino lo batté peraltro nei quarti del Challenger di Bergamo 2019, suo primo grande exploit.

A differenza di quelli che sono al momento i primi due giocatori italiani, però, Quinzi ha sempre avuto i riflettori puntati addosso: a sette anni arriva in semifinale al Nike Junior Tour Under 10, poi vince il Little Mo, campionato Under 10 in Florida e riceve una borsa di studio per giocare a Bradenton da Bollettieri. Negli anni successivi conquista i campionati europei Under 14, sdoppiandosi fra la Florida e l’Europa, e i successi continuano fra i junior: nel 2012 vince il Bonfiglio e la Davis giovanile, e l’anno dopo conquista Wimbledon contro Hyeon Chung diventando numero uno al mondo di categoria.

LA CARRIERA PROFESSIONISTICA – La sua carriera si chiude con cinque match giocati a livello ATP (una vittoria), tutti nel 2017, quando raggiunse gli ottavi a Marrakech e giocò da wild card le Next Gen Finals di Milano a cui partecipava anche Berrettini (ritrovando il poi vincitore Chung nel girone); il best ranking è di N.142, raggiunto nell’aprile del 2019.

A livello Challenger ha raggiunto tre finali, tutte in Italia e tutte fra l’aprile e il luglio del 2018, quando vinse a Francavilla e Mestre (la prima contro Casper Ruud, oggi Top 15) e venne sconfitto all’ultimo atto a Perugia. Ha chiuso il 2020 con 18 vittorie e 10 sconfitte, tutte a livello Futures, mentre nel 2021 non è mai sceso in campo.

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