Wimbledon: Medvedev centra una rimonta incredibile contro Cilic e va agli ottavi

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Wimbledon: Medvedev centra una rimonta incredibile contro Cilic e va agli ottavi

Daniil Medvedev vince dopo essere stato sotto per due set a zero: non gli era mai successo in carriera. Cilic crolla alla distanza

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Daniil Medvedev - Wimbledon 2021 (credit to AELTC_Florian Eisele)

Se qualcuno (chi, poi?) nutriva dei dubbi sulla tenuta fisica di Daniil Medvedev sulla lunga distanza, alla luce del suo stile di gioco molto dispendioso basato su scambi lunghi e logoranti, la rimonta inflitta a Marin Cilic in cinque set al terzo turno di Wimbledon dovrebbe averli fugati tutti.

Le fasi iniziali del match, in particolar modo i primi due set vinti dal tennista croato, hanno visto un Medvedev incapace di assorbire l’urto dei colpi avversari, anche a causa di una percentuale di prime sotto il livello di guardia (nei primi due set, il russo ne ha tenuta in campo una su due). Per la verità il russo era riuscito a recuperare lo svantaggio nel primo set, trascinandolo al tie-break, ma la sua capacità ormai nota di far giocare male l’avversario quando conta non si è vista nel gioco decisivo, fagocitato dal croato con relativa facilità. Sull’onda dell’entusiasmo, e senza concedere palle break, Cilic ha vinto anche il secondo set mandando a sedere un avversario sconsolato e apparentemente inerme, nonostante la seconda testa di serie scritta sulle spalle.

Nel terzo set il bruco è diventato farfalla. Medvedev ha cominciato a risolvere i problemi che dipendevano da lui, aumentando la percentuale di prime palle in campo, per poi riuscire a risolvere anche i problemi collegati al gioco dell’avversario; la chiave è stata un’interpretazione decisamente migliore del servizio di Cilic, che ha consentito a Medvedev di portare sotto il 30% la percentuale di servizi senza risposta del suo avversario (nei primi due set, il croato viaggiava sopra il 40%). Spostando dalla sua parte il vantaggio nei colpi di inizio gioco, Medvedev ha ritrovato anche la fiducia necessaria per rimettersi a macinare il suo gioco fatto di traiettorie non necessariamente rapide ma sempre profonde. Costretto a cercare costantemente un’accelerazione in più per trovare il vincente, Cilic si è pericolosamente avvicinato alla sfera dell’errore: con il rovescio ne aveva commessi appena quattro nei primi due set, sono stati dodici nei due successivi. Anche il totale dei vincenti è crollato: 30 nei primi due set, 19 negli ultimi tre.

 

Dopo un duplice 6-3 di Medvedev, il quinto set è stato un assolo del russo fino al 5-0. Qui Cilic, sotto di tre break, ha tentato una disperata contro-rimonta annullando tre match point e sul 5-2 ha trovato un buon dritto per andare sul 30-30; a questo punto Medvedev ha capito di non poter più scherzare con il fuoco e con due punti consecutivi ha completato la prima rimonta della sua carriera da uno svantaggio di due set a zero, condizione in cui oggi si è ritrovato oggi per la dodicesima volta. Andrà agli ottavi – per la prima volta in questo torneo – a sfidare da favorito Hubert Hurkacz. ma attenzione al polacco: è l’unico giocatore che non ha ancora perso né set né il servizio nel corso del torneo (lo sa bene il nostro Musetti, che ci ha sbattuto la testa al primo turno).

A.S.

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Krajinovic: “Djokovic guiderà la Serbia in Davis. Non andrò all’Australian Open in caso di quarantena”

Il numero due serbo è pronto a mettere le mani sull’Insalatiera, ma non andrà in Australia se dovrà rimanere in isolamento per più di cinque giorni

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Filip Krajinovic a Sofia 2021 (Credit: Ivan Mrankov)

Ci sono pochi dubbi che la quarantena australiana di inizio 2021 non sia un’esperienza che i tennisti smaniano di ripetere, soprattutto gli sfortunati che sono capitati sullo stesso aereo di un collega risultato positivo al COVID-19 e costretti al completo isolamento per due settimane, ma anche coloro che potevano uscire solo per il tempo prefissato per gli allenamenti e poi dovevano tornare nelle loro stanze con le finestre sigillate. A peggiorare l’umore c’è stata l’evidente disparità con i privilegiati di Adelaide che, tra l’altro, potevano godere del balcone. Tra quelli sicuramente non disposti a sottostare di nuovo a due settimane di quarantena c’è Filip Krajinovic, appena eliminato dalla Kremlin Cup (è stato battuto da Pedro Martinez dopo il bye al primo turno), evento a cui pensava di rinunciare per riposarsi dopo il Indian Wells per poi giocare in seguito “a Vienna e Parigi, ma Medvedev si è ritirato da Mosca, sono entrato come quarta testa di serie, un bye al primo turno, quindi ho deciso di andare”, spiega a Sport Blic il ventinovenne di Sombor.

IPOTESI AUSTRALIANE – È notizia degli scorsi giorni che solo i tennisti con doppia dose riceveranno il visto per volare a Melbourne, dove, secondo Martin Pakula, ministro (anche) del Turismo, Sport e Grandi Eventi dello Stato della Victoria, essere vaccinati darà ai tennisti l’opportunità di giocare al meglio l’Australian Open, con le minori limitazioni possibili“. Limitazioni che, come anticipato, hanno un… limite per Krajinovic. “Sono molto rigorosi lì e onestamente, se devo stare in quarantena per quattordici giorni dopo l’arrivo a Melbourne, non andrò in Australia. Sono stato vaccinato, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per proteggere me stesso e le persone intorno a me, quindi non vedo davvero alcun motivo per sedermi lì per quattordici giorni in una stanza. Se dicono che dopo l’arrivo devo stare, diciamo, cinque giorni in isolamento, per me va bene, ma tutto ciò che va oltre è inaccettabile per me”. E ci sono anche i tempi piuttosto stretti, con la Coppa Davis che termina il 5 dicembre: “La stagione finisce tardi, avrò venti giorni per prepararmi e partire. Verranno ancora organizzati voli charter, l’ultimo dei quali è previsto per il 28 dicembre, l’ultima data utile per andare in Australia. Vedrò quale sarà la decisione finale di Melbourne, quindi deciderò la cosa migliore da fare”. In ogni caso, una decisione finale sulla durata di un’eventuale quarantena non è ancora stata presa da parte del governo locale.

IL RITORNO DI NOLE – Il numero 1 ATP ha dichiarato negli scorsi giorni che la sua programmazione di fine anno includerà Bercy, le Finals di Torino e la Davis. E proprio in quest’ultima manifestazione Krajinovic spera di ottenere un trionfo storico, con la compagine guidata da Djokovic in partenza il 25 novembre. “Avremo la formazione più forte perché vogliamo tentare di vincere l’Insalatiera come nel 2010”, rivela Filip, che userà i prossimi tre tornei per arrivare al meglio a Innsbruck (la Serbia è nel girone con Germania e Austria, prive rispettivamente di Zverev e Thiem) e a Madrid. Viaggiamo guidati da Novak e di certo non andremo lì per perdere. Eravamo già tutti d’accordo per giocare e provare a vincere”. In programma c’è una mini-preparazione a Belgrado prima di dirigersi verso l’Austria, “quattro o cinque giorni di allenamento insieme per rafforzare lo spirito di squadra, ma non so esattamente quando cominceremo perché dipende da chi gioca cosa da qui a fine stagione”.

 

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Race to Milano: Sinner vince il derby contro Musetti ad Anversa

SPONSORIZZATO – Le giovani stelle del tennis italiano si sono sfidate agli ottavi: è stato il campione uscente delle Next Gen ATP Finals a prevalere

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Riflettori puntati sullo European Open, dove agli ottavi di finale è andata in scena la sfida che gli appassionati italiani sperano possa ripetersi nella prossima decade su palcoscenici e in turni ben più prestigiosi, vale a dire quella fra il leader delle classifiche Next Gen Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, attualmente al sesto posto ma, ricordiamolo, più giovane di un anno. I due non si erano mai affrontati nel tour principale: la loro unica sfida risaliva infatti al 2019, quando si giocarono una wild card nelle prequalificazioni per gli Internazionali d’Italia al Foro Italico. Come allora, è stato Sinner ad aggiudicarsi la sfida, allungando in vetta alla Race to Milano e tenendo vive le speranze di qualificarsi per le ATP Finals di Torino.

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Sorpresa all’ATP di Mosca: Rublev eliminato da Mannarino. Avanza Karatsev

Il francese (sconfitto nella finale 2019) si prende una dolce rivincita sul numero 5 della Race ATP, salvando anche un match point

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Andrey Rublev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

È una vera e propria storia d’amore (ma mai a lieto fine, sinora) quella che intercorre tra Adrian Mannarino e l’ATP di Mosca. Il francese ha raggiunto la finale per ben due volte nell’evento, nel 2019 e nel 2018 e un anno prima si è fermato solo in semifinale. Ancora non sa se riuscirà ad arrivare in fondo quest’anno, ma è comunque riuscito a conquistare un risultato di altissimo livello. Nel secondo turno ha infatti estromesso dal torneo la testa di serie numero 1 Andrey Rublev, salvando anche un match point sul 5-6 del secondo parziale. I due si erano affrontati nella sopra citata finale del 2019 a Mosca, quando Rublev si impose nettamente (6-4 6-0), alzando il trofeo di fronte alla sua gente.

Rublev conduceva 5-2 il primo parziale, ma ha rischiato di subire una clamorosa rimonta: sul 5-5 ha salvato un break point e ha chiuso il set nel dodicesimo gioco. Le difficoltà palesate sul finale del primo parziale sono state però un campanello d’allarme per Rublev. Nel secondo set ha ceduto per due volte il servizio e Mannarino sul 5-4 ha avuto sulla racchetta due set point. Il russo ha reagito e, come accaduto un’oretta prima, si è portato a un punto dalla conquista del set. Un rovescio in rete sul match point gli ha negato l’opportunità di archiviare una partita molto complessa con un doppio 7-5 e Mannarino ha forzato la partita al terzo set nel tie-break. Rublev è apparso affaticato nel finale, incapace di reagire al break subìto nel quinto game. “Siamo entrambi migliorati rispetto alla finale di due anni fa” ha detto il 33enne francese. Andrey è migliorato molto più di me, ma anche se un giocatore ti è superiore, tutto può succedere. Oggi sono stato un po’ fortunato, sono comunque contento della mia performance”. Lo attende Berankis nei quarti di finale, un match totalmente alla sua portata.

Il primo favorito del torneo è diventato dunque Aslan Karatsev che ha aperto il suo torneo (dopo il bye al primo round) contro Egor Gerasimov. Non ha impiegato molto più tempo del necessario a disfarsi del suo avversario, nemmeno 90 minuti ad essere precisi. Ha chiuso 6-4 6-3 e attende ora il vincente dell’incontro tra Simon e McDonald.

 

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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