Pagelle: Nole ci spa-venti, Matteo stai sereno

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Pagelle: Nole ci spa-venti, Matteo stai sereno

Djokovic tirannizza il tennis e vede il Grande Slam ad un passo. Berrettini fa sognare l’Italia e avrà altre chance. Il trionfo di Barty, il tramonto di Federer

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E alla fine di una domenica di luglio che resterà indimenticabile per tutti, l’Italia ha finalmente scoperto che su un campo di erba si può giocare anche a qualcosa di diverso del pallone.
Oramai siamo un popolo di tennisti, al bar non si fa più colazione ma un “break”, a poker con gli amici si cala l’ace e quando il nostro amico arriva in ritardo gli indichiamo l’orologio dicendogli “Time!”.
Quello che ci porteremo dietro con più soddisfazione di queste due settimane, sono i messaggi degli amici poco avvezzi al tennis che ci chiedevano info su Berrettini e le telefonate delle vecchie zie che ci interrogavano sui misteri del punteggio del tennis.

Certo, non si può ancora pretendere che Berrettini venga chiamato Matteo, ma insomma Luca, Matteo, sempre di evangelisti si parla, siamo lì.
Intanto il tennis è sulle prime pagine, Matteo Berrettini (9,5) ha la faccia pulita, il ragazzo dalla porta accanto (eh lo so, piacerebbe a tante amiche appassionate ma per adesso c’è Alja, 7 al suo torneo) e soprattutto è arrivato ad un livello inimmaginabile.

Poi, vabbè, nelle finali slam siamo ancora “costretti” ad avere a che fare con quei tre signori che hanno vinto 60 slam in tre e bisogna per forza inchinarsi.
Novak Djokovic (10) è il padrone del mondo, non ci sarà record che resisterà al suo impeto, il suo impero non avrà fine: a New York si completeranno le sacre scritture (occhio agli italiani però, dopo lo scherzetto di Roberta Vinci a Serena) e la speranza, per Berrettini e tutti gli altri, è che un po’ del furore serbo trovi pace con il riconoscimento universale della sua impareggiabile grandezza e lasci, piano piano, spazio agli altri.

 

In un mondo ideale i tre grandi dovrebbero prendere un aereo di sola andata per la Polinesia in questo momento: 20 slam a testa, nessuno ci raggiungerà e passiamo le giornate a pescare, bere birra e far crescere i bambini. I tifosi, inizialmente intristiti, alla fine ringrazierebbero i propri beniamini e  tornerebbero a godersi un tennis imprevedibile, magari meno competitivo, ma con più sorprese all’orizzonte. Vabbè, non sarà così, ma prima o poi (lo si dice da 10 anni), qualcosa succederà.

È stata una domenica amarissima per gli inglesi, che oltre a doversi inchinare a Donnarumma e alla banda di Mancini, devono ingoiare il rimpianto per il rifiuto di Nole alle “avance” di Draper (papà del suo avversario di primo turno) che provó invano a far abbracciare a Nole la bandiera della regina: potevano avere 20 slam in saccoccia e anni di dominio sui prati ad urlare “It’s coming home” e invece, se non fosse stato per un impavido scozzese, sarebbero a mani vuote da un secolo. Intanto, proveranno a consolarsi con la favola di Raducanu (7,5).

Ma si, fateci prendere un po’ in giro i sudditi della regina, che praticamente non hanno voluto gli inviati da tutto il mondo per paura del covid e poi hanno consentito a 100.000 tifosi si ammassarsi ovunque senza alcun controllo: indennità di capre…

È stato un Wimbledon indimenticabile anche per altri motivi.
Intanto Ashleigh Barty (10) ha riportato il talento a trionfare sul suolo più appropriato a ciò, respingendo ancora una volta i sogni di gloria di Karolina Pliskova (9): se pensiamo che una settimana prima dei Championship’s Camila Giorgi (6) aveva battuto la ceca e Sabalenka (7,5 come alla rediviva Kerber) i rimpianti per il solo secondo turno dell’azzurra sono enormi.

Ma purtroppo questa edizione del torneo potrà passare agli archivi per essere l’ultima del padrone di casa Roger Federer (7), grande ad issarsi fino ai quarti (anche se senza la scivolata di Mannarino chissà…e a proposito di scivolate, povera Serena) alle soglie degli “anta”, dopo un anno e mezzo ai box e dopo essere andato ripetutamente sotto i ferri, ma malinconico nell’uscita di scena fragorosa contro Hurkacz (8). Conoscendo l’orgoglio dello svizzero quel bagel finale gli è rimasto sullo stomaco e dunque un’ultima apparizione sui sacri prati non è da escludere. Il tempo dei miracoli però sembra oramai alle spalle, Mirka e i gemelli richiedono sempre più spazio, insomma per i tifosi di Roger sarà il caso di cominciare a concentrarsi su qualche nuovo talento.

Denis Shapovalov (8) è sempre più vicino allo status che compete al suo talento: quando imparerà che i game sul 5-5 non valgono quanto quelli sul 2-2, l’ultimo gradino sarà scalato.
Tsitsipas (4) invece continua a non digerire l’erba e, a meno che Nole non gli dia qualche consiglio “dietetico” sarà il caso che impari.

Anche i nostri giovani rampolli sono stati respinti all’esordio sui prati: se per Lorenzo Musetti (SV)  giustamente occupato con la maturità, lo stop con Hurkacz è del tutto fisiologico (e vediamo dove è arrivato il polacco), lo stop di Jannik Sinner (5) con l’ottimo Fucsovics (7,5) seppure nell’ordine delle cose, ha fatto storcere il naso ai più, complice il periodo non proprio felice del nostro talento. Nulla di preoccupante, sono “febbri di crescita” anche se stride un po’ il rifiuto di un giovane appetito alle Olimpiadi: poco male, sarà Lorenzo a godersi l’esperienza olimpica.

Fabio Fognini (6,5) ha giocato un buon terzo turno e soprattutto ha fatto passo avanti dall’ultima apparizione da queste parti: dalle bombe invocate su “sto circolo di m…” siamo passati al “Ritornato alla casa del tennis”: come il vino buono, con l’età si migliora, e intanto la prole cresce. Qualche rimpianto per Lorenzo Sonego (7,5) visto il Roger di due giorni dopo…

L’oscar della settimana va in ogni caso a Oscar…Otte che vince la sua partita 13-12 ma che…non sapeva che il  tiebreak fosse a 7 punti: probabilmente Oscar è l’unico a non aver visto la finale 2019, o magari come tanti l’ha rimossa, o più probabilmente ha pensato che il tiebreak fosse a Otte.

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Il tabellone dell’ATP 250 di San Diego: in gara Fognini, Sonego e due top 10

Partecipazione di alto livello negli States. Oltre ai due azzurri saranno in campo Rublev, Ruud, Shapovalov e Aliassime. Supersfida al primo turno tra Murray e Nishikori

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Fabio Fognini - US Open 2021 (ph. Pete Staples/USTA)

È quasi un ATP 500 mascherato da ATP 250 quello che si giocherà sui campi di San Diego dal prossimo lunedì. Il torneo di avvicinamento al Masters 1000 di Indian Wells presenta infatti un parterre straordinario, che include ben 6 dei primi 15 giocatori del mondo, di cui due sono nei primi dieci del ranking ATP. Nonostante i punti in palio siano pochi rispetto ad alcuni dei prossimi appuntamenti in calendario (Indian Wells, Parigi Bercy, Vienna), sono presenti diversi giocatori ancora in lotta per la qualificazione alle ATP Finals.

Andrey Rublev e Casper Ruud sono le prime due teste di serie, che usufruiranno di un bye al primo turno, così come Auger-Aliassime e Shapovalov (terza e quarta). I primi quattro giocatori del seeding avranno quindi tutto il tempo per viaggiare da Boston (dove si sta disputando la Laver Cup) a San Diego e riposare prima di iniziare il torneo. Non sarà così invece per Hurkacz e Schwartzman. Mentre l’argentino si trova a Boston assieme al ‘Team World’, Hurkacz è in semifinale a Metz e dovrà volare subito negli Stati Uniti per affrontare un qualificato al primo turno. Non mancano, a tal proposito, sfide molto intriganti al primo round, come quella tra Andy Murray e Kei Nishikori, che non si scontrano da ben 4 anni. L’ultima volta vinse Andy al Roland Garros, nei quarti di finale: lo scozzese conduce anche negli head to head, 9-2. Il vincente dell’incontro affronterà la seconda testa di serie Casper Ruud. Da non perdere anche Dimitrov-Fucsovics e Karatsev-Delbonis.

Gli italiani nel tabellone principale sono due: Fabio Fognini e Lorenzo Sonego. Il ligure affronterà il giovane americano Brandon Nakashima e in caso di vittoria andrebbe ad affrontare il numero 1 del seeding Rublev nel secondo turno. Anche Sonego è atteso da un debutto insidioso, poiché incrocerà la racchetta con il britannico Cameron Norrie.

 

Il tabellone aggiornato

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Laver Cup, la soddisfazione di Berrettini. E Borg: “Giù il cappello per Matteo”

Il tennista azzurro dopo la vittoria contro Auger-Aliassime: “Vittoria speciale contro un amico. Il super tie-break? Non lo porterei sul circuito ATP”

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Matteo Berrettini con Bjorn Borg - Laver Cup 2021 (foto Facebook Laver Cup)

Mi tolgo il cappello davanti a Matteo”. Per Berrettini dev’essere stata una piccola-grande soddisfazione sentire queste parole da parte di Bjorn Borg, il suo capitano alla Laver Cup. L’investitura del leggendario svedese è arrivata nella conferenza stampa dopo la vittoria dell’azzurro su Felix Auger-Aliassime, al termine del match più lungo della storia della competizione. Matteo, che in seguito ha perso in doppio con Zverev, conferma la sua buona condizione e si candida a un finale di stagione da assoluto protagonista. Prima, però, c’è da aiutare il Team Europe a vincere il trofeo.

“È stata una grande battaglia contro un buon amico, una vittoria speciale – ha detto Matteo, rimarcando il suo rapporto con FAA -. Lui gioca davvero bene e forse ogni tanto ci si dimentica di quanto sia giovane perché è sul circuito da tre-quattro anni. Ci alleniamo spesso insieme e chiacchierando in palestra dopo la partita abbiamo concordato sul fatto che giocare match così combattuti è una cosa che ci fa migliorare davvero molto”.

Al fianco di Berrettini, Borg ha raccontato come ha vissuto il match, spiegando come riesca a mantenere il suo consueto aplomb anche nei momenti con più pathos.Ero nervoso perché voglio assolutamente vincere il trofeo, ma allo stesso tempo mi divertivo a vedere questi due giocare – ha detto Bjorn -. Stiamo vedendo da vicino ragazzi che sono il futuro del tennis e già solo questo mi fa piacere. Io e John McEnroe siamo diversi, certo. Lui parla un sacco, io sto più in silenzio perché penso di essere alla guida di giocatori che sostanzialmente sanno quel che devono fare in campo, essendosi affrontati in diverse occasioni. Io, dunque, penso più che altro a dare energia e motivazioni”.

 

Berrettini ha chiuso parlando della formula con il super-tie break, da lui vinto 10-8 dopo esser stato sotto 5-7. “Fortuna che c’è questo regolamento, altrimenti a quest’ora io e Felix eravamo ancora lì a giocare – è stata la sua battuta -. Giocare per tre ore indoor sul cemento è l’ultima cosa che mi aspettavo. Questa è una formula molto particolare, e penso che sia perfetta per questo tipo di torneo. Ma non la utilizzerei anche sul circuito ATP”.  

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Laver Cup, il programma di sabato 25 settembre: è il turno di Kyrgios, Medvedev e Tsitsipas

Seconda giornata di sfide tra Europa e Resto del Mondo (europei in vantaggio 3-1). Iniziano Kyrgios e Tsitsi, avversari anche in doppio. Ogni vittoria vale 2 punti

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Laver Cup 2021 (via Twitter, @LaverCup)

Con il Team Europe in vantaggio per 3-1, parte la seconda giornata della Laver Cup 2021. I vincitori delle tre edizioni sinora disputate hanno costruito un vantaggio significativo grazie alle vittorie di Ruud su Opelka, Berrettini su Auger-Aliassime (10-8 al super tie-break) e Rublev su Schwartzman. Attenzione però. La formula del torneo lascia spazio a repentini ribaltamenti nel punteggio complessivo e il Team World potrà tentare il sorpasso già nella sessione diurna del sabato. Infatti a differenza del venerdì, ogni vittoria ottenuta varrà due punti (tre invece per i match della domenica).

Ancora tre singoli e un doppio formeranno il programma di sabato 25 settembre. Alle 19 italiane (le 13 a Boston) toccherà a Stefanos Tsitsipas e Nick Kyrgios rompere il ghiaccio, due personalità molto diverse del Tour che potrebbero dare vita a uno spettacolo straordinario. A seguire si sfideranno Sascha Zverev e John Isner: hanno giocato l’uno contro l’altro nelle ultime due edizioni del torneo. Nel 2019 vinse Isner al terzo, mentre nel 2018 la vittoria andò a Zverev. Il match che aprirà la sessione serale sarà quello tra Daniil Medvedev e Denis Shapovalov, con il russo che parte nettamente favorito, forte del primo trionfo Slam collezionato a Flushing Meadows. Il doppio chiuderà la seconda giornata. Rublev/Tsitsipas sfideranno Isner e Kyrgios.

Il programma

 

Sessione diurna – ore 19 italiane
S. Tsitsipas vs N. Kyrgios
A. Zverev vs J. Isner
Sessione serale – ore 1 italiane
D. Medvedev vs D. Shapovalov
A. Rublev/S. Tsitsipas vs N. Kyrgios/J. Isner

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