Steve Flink: “All’inizio Djokovic è stato fortunato perché Berrettini era più nervoso di lui”

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Steve Flink: “All’inizio Djokovic è stato fortunato perché Berrettini era più nervoso di lui”

Impressioni su Wimbledon. Dai progressi di Matteo alle fragilità di Zverev. Barty si conferma la più forte. Federer potrà reggere altre sconfitte come quella con Hurkacz?

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Matteo Berrettini - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Il terzo Slam dell’anno si è concluso (a livello maschile) con il medesimo vincitore dei primi due, vale a dire un Novak Djokovic sempre più vicino al Grande Slam, mentre Ashleigh Barty ha conquistato il suo secondo Major in assoluto e il primo ai Championships. Di questo e di altro ancora hanno parlato il direttore Scanagatta e Steve Flink nella consueta chiacchierata virtuale di fine Slam. Di seguito il video:

I PUNTI SALIENTI

00:00 – Flink: “Entrambi pensavamo arrivasse Zverev in finale. Per Berrettini è stato un bene non giocare con Zverev e con Federer, ma piuttosto con Hurkacz. Berrettini ha servito molto bene e ha fatto un grande torneo. Chi non lo conosceva si è divertito molto a vederlo giocare nel match contro Djokovic”.

 

01:45 – Ubaldo: “Sono rimasto sorpreso dalla rimonta di Matteo nel primo set e dal nervosismo di Djokovic all’inizio del match, anche se poi è stato in grado di cambiare passo. Berrettini all’inizio ha commesso errori che non aveva commesso nei match precedenti e la sua percentuale di prime nei primi otto-dieci game è stata circa del 43%”. Flink: “Djokovic è stato fortunato all’inizio che il suo avversario fosse più nervoso di lui”. Ubaldo: “Nessuno si aspettava che Berrettini lottasse con Djokovic per tre ore e 25 minuti”. Flink: “Il punteggio non esprime quanto combattuto sia stato il match”.

06:35 – Ubaldo: “Se osserviamo i risultati di Zverev negli Slam, si nota che non ha mai battuto un Top 10. Questo mostra la sua fragilità, già emersa quando è andato a servire per il match contro Thiem allo scorso US Open”. Flink: “Io penso stia facendo dei progressi e penso che la sua reazione sia molto buona, perché quando un giocatore di quella caratura è arrabbiato per le sconfitte e non cerca scuse è un buon segno”.

08:25 – Su Korda. Ubaldo: “Gioca bene, è un giocatore solido, sono certo che otterrà buoni risultati in futuro, è di gran lunga il miglior americano”. Flink: “Mi aspetto che entro la fine dell’anno si spinga fino alla Top 20”.

10:45 – Su Shapovalov. Flink: “Penso che abbia giocato in maniera eccezionale contro Djokovic e che il risultato non gli rende giustizia”. Ubaldo: “La mia impressione è che abbia giocato molto bene quando non era sotto pressione, mentre perdeva qualcosa nei momenti decisivi. Il talento non si discute. Penso sia uno dei giocatori più interessanti. Preferisco vedere giocare lui rispetto ad Auger-Aliassime”. Flink: “Io li considero quasi allo stesso livello. Sono entrambi belli da vedere e saranno a lungo Top 10; forse si sfideranno per uno Slam in futuro”.

15:15 – Sulla sfida tra Hurkacz e Berrettini. Flink: “Hurkacz non ha servito come doveva e non aveva idea di come rispondere al servizio di Berrettini. È stato fortunato a vincere il terzo set”. Ubaldo: “Berrettini è stato bravo a breakkarlo immediatamente nel primo gioco del quarto”.

16:50 – I progressi di Berrettini. Ubaldo: “Non sono solo piacevolmente sorpreso dalla finale raggiunta, ma anche dai progressi fatti sul rovescio, che è il suo punto debole. Ha usato spesso lo slice. Ha colpito piatto in risposta e ha usato lo slice entrando nello scambio”. Flink: “Ha fatto molti progressi rispetto alla semifinale dello US Open del 2019 per diversi motivi: riesce a spingerlo, a rispondere e ad usare uno slice aggressivo”.

27:05 – Su Djokovic e le Olimpiadi. Ubaldo: “Ho l’impressione che lui non voglia andare per l’assenza di pubblico, anche se per lui può essere un torneo facile da vincere. Credo che alla fine non andrà”. Flink: “È un viaggio lungo. Ha bisogno di riposo visto che ha giocato due Major in poche settimane. Penso che prenderà una pausa e concentrerà tutte le sue energie a New York, perché quello è l’obiettivo storico che lui realmente vuole raggiungere”. Ubaldo: “Lui è molto patriottico e in Serbia spingono molto per la sua partecipazione, è difficile per lui dire di no ad una medaglia quasi certa per il suo paese”.

35:35 – Su Federer. Flink: “Sa di essere stato un po’ fortunato nel match con Mannarino, anche se penso avrebbe vinto. Ha avuto un buon tabellone fino al match con Hurkacz. La cosa sorprendente nel match perso è stato il calo a livello mentale. Per qualche ragione si è buttato giù, è sembrato scoraggiato”. Ubaldo: “Sono stato sorpreso nel vederlo sbagliare molti diritti, non so se sia a causa delle ginocchia. Per chi ha sempre avuto il diritto come punto di forza, sbagliarlo può buttare giù e far perdere la fiducia in sé stessi”. Flink: “Anche il servizio non è stato così devastante”.

41:40 – Flink:” Non penso che Federer tollererà molti match come quello sul Centrale. Spero che la gente intorno a lui sia onesta dicendo cosa pensano realmente dell’immediato futuro”. Ubaldo: “Deve ascoltare le persone di cui si fida perché l’agente spingerà per farlo giocare per sempre”.

45:30 – Il torneo femminile. Flink: “Barty ha meritato il successo, sa come giocare su questa superficie”. Ubaldo: “I primi tre games e mezzo in cui Pliskova non ha fatto un punto sono stati utili: il pubblico ha iniziato a tifare per lei perché voleva una finale combattuta. Se non fosse successo, il gioco di Barty (più bello da vedere) li avrebbe probabilmente convinti a supportare lei a discapito di Pliskova”.

52:30 – Su Gauff. Flink: “Coco sta ancora imparando, sta migliorando molto quest’anno ma Kerber è una giocatrice completamente diversa da quelle che ha incontrato quest’anno, mancina, serve molto bene ed è molto intelligente nel gioco. Coco imparerà da questo match e sarà una grande minaccia allo US Open”.

Transcript a cura di Giuseppe Di Paola

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Naomi Osaka compie 24 anni e vince un premio per il suo impegno sociale

La quattro volte campionessa Slam – ancora lontana dal circuito WTA – ha ricevuto il Wilma Rudolph Courage Award dalla Women’s Sports Foudation

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Naomi Osaka - US Open 2020 (via Twitter, @naomiosaka)

Mentre pendono ancora tanti interrogativi riguardo al suo rientro sui campi da gioco, Naomi Osaka compie oggi – 16 ottobre – 24 anni. La giapponese, quattro volte campionessa Slam, non disputa un torneo WTA da oltre un mese, avendo dichiarato durante lo US Open di avere intenzione di prendersi una pausa dal tennis, senza programmare una data di rientro (che però potrebbe avvenire prima di quanto si potesse pensare). È stato un anno difficile per Naomi, iniziato però con la vittoria all’Australian Open. Poi il primo stop: la sua decisione di non parlare alla stampa durante il Roland Garros genera malcontento, e così ciò che era nato per sensibilizzare il mondo dello sport sui problemi di salute mentale degli atleti finisce per colpire duramente la vita della stessa Osaka.

Il rientro in campo a Tokyo per i Giochi Olimpici dove ha anche avuto l’onore di essere ultima tedofora non hanno migliorato la situazione. A pochi giorni dal suo compleanno però Naomi ha ricevuto una notizia che deve aver fatto certamente bene al suo morale. La Women’s Sports Foundation le ha riservato il “Wilma Rudolph Courage Award”, per premiare il suo impegno nelle cause sociali (per esempio la sua forte presa di posizione dopo l’assassinio di George Floyd) e aver portato consapevolezza su temi come la salute mentale degli atleti. Olympians Allyson Felix e Jordan Larson sono state premiate come sportive dell’anno, mentre Kim Ng dei Miami Marlins, prima general manager donna nel baseball, ha ricevuto il “Billie Jean King Leadership Award”.

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Indian Wells, il programma di sabato 16 ottobre: semifinali maschili a partire dalle 22.30

Penultima giornata a Indian Wells, si assegnano i titoli di doppio a contorno delle semifinali maschili

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Indian Wells 2021 (via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Undicesima e penultima giornata del BNP Paribas Open, come di consueto dedicata alle semifinali maschili e alle finali di doppio. Lo spostamento del torneo all’autunno e il cambio dell’emittente titolare dei diritti da ESPN a Tennis Channel ha portato a qualche cambiamento di orario. Probabilmente per minimizzare la concorrenza televisiva del football NCAA è stato deciso di posticipare l’inizio delle due semifinali del singolare maschile alle 13.30 locali, le 16.30 sulla costa est degli USA e le 22.30 in Italia.

Anche gli orari delle finali di domenica sono stati modificati, con ogni probabilità per non cozzare con la NFL. La finale femminile verrà disputata a partire dalle 13 locali (le 22 in Italia), e di seguito ci sarà la finale maschile che però non inizierà prima delle ore 16 (le 01 in Italia).

Questo l’orario completo per sabato:

 

Stadium 1 – a partire dalle 11 (le 20 in Italia)

Finale doppio femminile
V. Kudermetova/E. Rybakina vs [2] S.W. Hsieh/E. Mertens

Non prima delle 13.30 (le 22.30 in Italia)
Semifinali maschili
[23] G. Dimitrov vs [21] C. Norrie
[31] T. Fritz vs [29] N. Basilashvili

Non prima delle 17.30 (le 2.30 in Italia)

Finale doppio maschile
[7] J. Peers/F. Polasek vs A. Karatsev/A. Rublev

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Andrea Gaudenzi: “Il nuovo piano strategico dell’ATP è stato approvato al 70%”

La grande riforma tuttavia potrebbe non scattare nel 2023 come inizialmente previsto

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La grande riforma procede a passi spediti, ma occorrerà cautela nell’affrontare quelli decisivi. Il capo di ATP Andrea Gaudenzi ha dichiarato a Sports Business Journal che il piano strategico è approvato al 70%, ma anche che ogni aspetto in esso previsto necessiterà di un accordo totale all’interno del board. “Make-or-break“, ha detto il manager romagnolo. Tutti sulla stessa linea, pena il decadimento dei punti su cui non c’è completa intesa tra le parti. “Vogliamo tutti che il processo si concluda nel più breve tempo possibile” ha detto Gaudenzi, “ma non possiamo e non vogliamo fare le cose a metà, né forzare la mano laddove dovessero nascere problematicità“. Un approccio ragionato e concertativo che nondimeno potrebbe imporre qualche fisiologico rallentamento.

Frutto di due anni di lavoro e concretizzatosi nel corso di una manciata di meeting durante l’Open degli Stati Uniti, il piano strategico per traghettare il Tour maschile verso una nuova dimensione stilistica ed economica è ambizioso alquanto. Prize money maggiorato per i Masters 1000; ampliamento della base di giocatori avente diritto al bonus derivato dai Masters 1000 medesimi; un grande piano per la trasparenza dei dati finanziari dei tornei, che verranno verificati anche da revisori indipendenti. E soprattutto l’enorme rivoluzione del calendario: altre cinque kermesse di dodici giorni sul modello Indian Wells-Miami, e un ulteriore Masters da aggiungere al menù per portare la categoria a dieci eventi complessivi. Venti giorni all’anno di gioco in più nel contesto Mille e 305 nuovi posti di lavoro pronti a essere assegnati.

Com’è ovvio, prima che il bisonte entri nella stanza occorre sistemare con cura la cristalleria. Determinare il posizionamento nel nuovo calendario dei tornei 250 potrebbe non essere né semplice, né scontato. Così come uno dei nuovissimi obiettivi del mandato Gaudenzi, l’istituzione di una governance atta a tenere costantemente sotto controllo i conflitti d’interesse endemici del mondo della pallina, potrebbe richiedere tempo per essere calibrata a modo.

 

Il boss di ATP confidava nel fatto che, una volta approvata, la riforma potesse divenire effettiva in coincidenza con l’inizio della stagione tennistica 2023, ma il dirigente ha confidato alla testata che “quella possibilità è ora quantomeno improbabile“. Ascoltando i sussurri che filtrano dall’ambiente, in molti preferirebbero affrontare una piena stagione all’antica senza le controindicazioni imposte dalla pandemia, prima di gettarsi nella nuova avventura. Il prossimo snodo cruciale, forse utile a dipanare in qualche modo la matassa, potrebbe essere il meeting dei rappresentanti dei tornei programmato in concomitanza con le NextGen Finals di Milano, prima riunione “in presenza” dei maggiorenti ATP da diciotto mesi a questa parte. Lì ci potrebbe essere l’accelerata decisiva, forsanche l’approvazione finale della riforma. Per vederla messa in pratica, a quanto sembra, potremmo dover aspettare un po’ più del previsto.

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