Gli outfit di Wimbledon 2021

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Gli outfit di Wimbledon 2021

Promossi e bocciati dell’unico Slam total white. Bene Federer e Serena (ma solo per pochi game), benissimo Andy Murray

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Ash Barty premiata da Kate Middleton - Wimbledon 2021 (credit to Credit_ AELTC_Ben Solomon)
 
 

La finale di Wimbledon tra Bjorn Borg e John McEnroe del 1980 è una delle partite più iconiche della storia del tennis. E, di conseguenza, altrettanto iconici sono i completi dei due tennisti durante quella partita. La polo Fila con il colletto blu scuro e le pinstripes di Borg è entrata talmente tanto nella cultura pop che nel celebre film di Wes Anderson “I Tenenbaum” è indossata dal personaggio con un passato da campione della racchetta. Ma anche la polo firmata Sergio Tacchini di McEnroe con le sue righe rosse e azzurre non era affatto da meno. Bene, oggi quelle polo sarebbero proibite ai Championships.

Negli ultimi vent’anni infatti si è passati dal predominantly white, che comunque lasciava spazio per creare variazioni interessanti sul tema, a un total white che soffoca ogni velleità creativa. Tanto che ormai i brand spesso non si impegnano più. Ad esempio, gli atleti uomini sponsorizzati Lacoste – a parte Djokovic – ormai da qualche anno si presentano con una semplicissima polo completamente bianca. Altri marchi si limitano a dare una spruzzata di bianco alla collezione più recente. Quest’anno è stato il caso di Nike che ha presentato gli stessi capi già visti al Roland Garros ma con una diversa colorazione.

In attesa che qualcuno all’All England Club ascolti il nostro appello per qualche concessione cromatica in più, noi ci riserviamo di commentare solo creazioni sufficientemente originali.

 

Novak Djokovic – Lacoste

Novak Djokovic – Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Djokovic vince ancora, e ancora una volta Lacoste sceglie per lui il più classico dei completi. Certo a Wimbledon non si può giocare sui colori, ma il marchio del coccodrillo decide di non cambiare nemmeno lo stile e così il numero uno del mondo si presente a Londra con una semplice polo candida, impreziosita da un piccolo inserto dello stesso colore dell’erba sacra di Church Road. Lacoste dunque si ripete e allora noi facciamo lo stesso, come già scritto al termine del Roland Garros, infatti, pensiamo sia arrivato il momento di rischiare un tocco di originalità nella collaborazione tra Nole e Lacoste, senza perdere certo l’eleganza. (Chiara Gheza)

Roger Federer – Uniqlo

Roger Federer – Wimbledon 2021 (credit AELTC/Simon Bruty)

Anche il brand giapponese Uniqlo – che veste Roger Federer ormai dal 2018 (collaborazione inaugurata proprio sui campi di Church Road) – si attiene ovviamente al total white ma, per quanto riguarda il Maestro svizzero, lo sappiamo, c’è sempre un tocco di originalità e classe in più. Prova ne sia l’inserto sul bordo del colletto della polo, di colore verde smeraldo come i prati dell’All England Club. Della stessa tinta è anche il celebre logo “RF”, di nuovo immancabile sugli outfit di Roger. Ma non solo. Il tocco di originalità sta soprattutto nel quadrettato accennato sulla parte anteriore della polo, che ricorda inevitabilmente la rete del campo da tennis. Un’idea carina che, ancora una volta, conferma i gusti raffinati del campione elvetico. (Laura Guidobaldi)

Matteo Berrettini – Lotto

Matteo Berrettini – Wimbledon 2021 (credit to AELTC_David Gray)

Questo completo di Berrettini supera a malapena la soglia di fantasia fissata nell’introduzione. Ma si può non parlare di un outfit che entrerà nella storia del nostro tennis? Non si può appunto. Ed è già bello che a realizzarlo sia un marchio Made in Italy come Lotto, a cui va dato il merito negli anni di aver mantenuto una presenza costante nel grande tennis negli anni, riuscendosi a non facendoci schiacciare dai giganti dell’abbigliamento sportivo come Nike e Adidas. Un risultato raggiunto grazie all’attenzione per la qualità dei propri prodotti e alla scelta di testimonial che con dedizione sono riusciti a superare le aspettative di tutti. Come Matteo ma anche David Ferrer e Kevin Anderson nel passato recente.

Insomma, materiale tecnico di sostanza per giocatori di sostanza. La t-shirt che ha portato in finale Berrettini a Wimbledon è un manifesto di questa solidità estetica: taglio aderente ma non troppo, perfetto per far risaltare i muscoli del nostro atleta, fantasia fiammata, e logo in verde. Tutto molto pulito. Un po’ troppo come al solito. Ma rientra nella filosofia del brand e anche in quella del nostro n.1. (Valerio Vignoli)

Ashleigh Barty – Fila

Ashleigh Barty a Wimbledon 2021 (Credit: AELTC/Ben Solomon)

Con il trionfo a Church Road, Ashleigh Barty ha scritto un’altra pagina di storia del tennis austrialiano, sollevando il trofeo cinquant’anni dopo la prima vittoria a Londra della connazionale Evonne Goolagong. Infatti, la n. 1 del mondo ha voluto rendere omaggio alla Goolagong presentandosi con un completo che ricordava quello indossato dall’ex campionessa quando ha vinto a Wimbledon, in particolare per quanto riguarda i leggeri ricami in sangallo sulla parte laterale del gonnellino e sulla parte posteriore della canotta. Un outfit Fila estremamente semplice quello di ‘Ash’, ma ricco di significati. In quei delicati ricami viene rievocata una parte di storia del tennis ‘Aussie’ ma soprattutto il grande esempio di Evonne, diventata una maestra di sport e di vita per la Barty e un’icona per tutti i giovani indigeni australiani. (Laura Guidobaldi)

Serena Williams – Nike

Serena Williams – Wimbledon 2021 (via Twitter, @usta)

Serena Williams vive una sfortunata edizione di Wimbledon, compromessa da un infortunio al primo turno che la costringe al ritiro dopo soli sei game, ma la sua apparizione, seppur breve, resterà ben impressa nella memoria proprio grazie all’outfit con il quale decide di fare il suo ingresso in campo. Serena si presenta con un completo monospalla che è ormai un suo marchio di fabbrica, ma a far parlare in questo 2021 è la gonna asimmetrica che sfoggia sopra il vestitino. La campionessa statunitense varca la soglia di Wimbledon con i lunghi capelli raccolti in una coda di cavallo, la felpa bianca e questo strascico candido che accarezza l’erba dietro di lei. Eccessivo forse, ma assolutamente nello stile di Serena. Rispetto ad altre occasione nelle quali dall’eccesso al trash il passo sembrava davvero breve, questa volta, seppur particolare e sopra le righe, l’outfit è elegante. Il completino indossato poi per giocare, appunto con monospalla e gonnellina svolazzante, è promosso a pieni voti. Peccato che una volta che Serena azzecca lo stile, la si sia potuta ammirare solamente per pochi minuti. (Chiara Gheza)

Andy Murray – Castore

Andy Murray – Wimbledon 2021 (via Twitter, @wimbledon)

Della collaborazione tra Andy Murray e Castore, forse il brand emergente più interessante nel mondo dell’abbigliamento sportivo, avevamo già parlato in toni entusiastici già l’anno scorso. Una joint venture tutta all’insegna della ricerca nei materiali e dello stile British. Il completo indossato da Sir Murray in questi Championships incarna la perfetta combinazione di queste due linee guida. Polo e pantaloncini, così come il resto dell’abbigliamento di questa nuova Andy Murray Collection, sono fatti con un tecnologico tessuto in lana merino elaborato in collaborazione con Woolmark, che trasmette freschezza solo a vederlo. Il tocco classy è dato da quell’ effetto knitted tipico della lana, il colletto a polo senza bottoni e l’utilizzo di un bianco non troppo bianco, quasi panna, accostato a delle finiture in un arancione scuro.

Il complesso è un outfit letteralmente memorabile. Candidato di certo ad essere uno dei migliori dell’intera stagione in campo maschile. Un completo che in tanti probabilmente vorrebbero sfoggiare nel proprio club. Qualcuno però potrebbe rimanere scoraggiato di fronte al costo proibitivo di questa polo: ben 100 euro, acquistabile sul sito di Castore. D’altronde, si sa, la qualità ha un prezzo. (Valerio Vignoli)

Collezione Adidas

Félix Auger-Aliassime a Wimbledon 2021 (Credit: AELTC/Simon Bruty)
Angelique Kerber – Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

United by sport” è il motto della collezione Adidas per questo Wimbledon 2021. Lo si può ritrovare anche in un insolito secondo logo circolare sui vari completi, accanto a quello del brand delle tre strisce. Due loghi si vedono di solito nelle magliette da calcio: quello della squadra e quello dello sponsor tecnico. E in effetti la collezione del gigante tedesco è ispirata proprio al football, come lo chiamano al di là della manica. Una scelta azzeccata considerando che gli Europei si sono giocati in contemporanea ai Championships.

Il richiamo al calcio è soprattutto nelle strisce verticali piuttosto ampie presenti in molti capi. Il tono su tono bianco le rende tuttavia poco evidenti. L’effetto risulta migliore in altre colorazioni degli stessi capi (rosse e blu), già viste ad esempio nei tornei di preparazioni sull’erba e che probabilmente rivedremo nei tornei americani. Ma comunque l’idea è abbastanza originale e per l’appunto molto appropriata considerata l’atmosfera “pallonara” che si respirava a Londra nelle ultime settimane. L’uso di un rosso molto vivo per le finiture, come quello di Liverpool e Manchester United, e di colletti a V stretti nelle maglietta di Auger Aliassime e nella canotta di Kerber amplifica l’effetto divisa. Peccato che nessuno degli atleti del team Adidas sia riuscito a sollevare il trofeo alla fine. (Valerio Vignoli)

Camila Giorgi – Giomila

Camila Giorgi a Wimbledon 2021 (Credit: AELTC/Ian Walton)

Le scelte di Camila Giorgi in fatto di moda in campo sono sempre vincenti. Ai Championships il suo completino ‘Giomila’ (la linea di completi da tennis e sportswear creata da Camila stessa e dalla mamma) è certamente uno dei più eleganti e vezzosi. Quest’anno la tennista azzurra ha scelto di indossare un outfit arricchito da pizzi delicati presenti sulla parte laterale della canotta – aderente e grintosa ma resa più “vaporosa” grazie al tessuto in stile macramé – e sulla parte inferiore del gonnellino, con un leggero e delicato volant. (Laura Guidobaldi)

Coco Gauff – New Balance

Coco Gauff – Wimbledon 2021 (via Twitter, @wimbledon)

New Balance si sposa perfettamente con la freschezza e la grinta della giovane Coco Gauff. Anche a Wimbledon infatti l’outfit pensato per la giovane atleta è perfetto: canotta super aderente in contrasto con una gonna leggera, quasi impalpabile. Una scelta originale e adatta all’atleta che la indossa. Il binomio Gauff/New Balance supera lo slam inglese a pieni voti e lascia ben sperare per un futuro di originalità e classe, laddove i colori potranno aiutare a osare diversamente. (Chiara Gheza)

Bonus Off-Court: Kate Middleton

Ash Barty premiata da Kate Middleton – Wimbledon 2021 (credit to Credit_ AELTC_Ben Solomon)

Tanti gli outfit riusciti durante questo Wimbledon, ma la regina di stile a Londra da qualche anno a questa parte è una e una soltanto: Kate Middleton. La moglie dell’erede al trono infatti non delude nemmeno nella due giorni di finali. Kate indossa, in occasione del match femminile, un abito verde brillante della stilista inglese Emilia Wickstead lungo fino alla metà del polpaccio, impreziosito da una classica scarpa Jimmy Choo. La duchessa di Cambridge raggiunge, però, l’apice dell’eleganza il giorno successivo in occasione della finale tra Matteo Berrettini e Novak Djokovic. Kate infatti è splendida in un abito leggero color rosa pastello stretto in vita da una cintura ton sur ton, disegnato anch’esso da un marchio d’Oltremanica: Beulah London, La scarpa ha un laccetto alla caviglia che taglierebbe la gambe a chiunque di noi comuni mortali, mentre su di lei sembra perfetta.

Domenica peraltro impegnativa per la duchessa che, dopo aver assistito al trionfo di Djokovic, deve precipitarsi a Wembley per la finale dell’Europeo tra Italia e Inghilterra. Nel mezzo non poteva mancare un cambio d’abito. Kate toglie l’elegante vestito adatto al tennis club più famoso del mondo, per indossare un pantalone casual con maglia e giacca bianche. Look azzeccato per uno stadio di calcio. Così come a Wimbledon anche a Wembley in fatto di stile è lei la vincitrice. (Chiara Gheza)

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ATP

ATP Montreal: Sinner si smarrisce di fronte a un Carreno Busta perfetto

Giornataccia di Jannik Sinner che cede nettamente contro Carreno Busta. “Non sono riuscito a trovare nessuna soluzione”

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Jannik Sinner - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

P. Carreno Busta b. [7] J. Sinner 6-2 6-4 (da Montreal il nostro inviato)

Le due precedenti sfide tra Sinner e Carreno Busta erano state due battaglie finite quasi al foto finish. Qui a Montreal, invece, nel fresco di quest’atipica settimana d’estate canadese, la partita quasi non c’è stata. “Davvero oggi non sono riuscito a trovare nessuna soluzione, un po’ come è successo a Madrid [contro Auger-Aliassime n.d.r.], ho giocato male, lui ha sbagliato poco e ha servito bene – ha detto Jannik dopo la partita – io non ho servito benissimo soprattutto nel primo set e ho sbagliato tante palle, soprattutto di diritto, cosa che non mi succede quasi mai. Sono andato completamente fuori ritmo e fuori tempo con qualsiasi colpo”.

Davvero una brutta partita e una delusione per Sinner e per i suoi tifosi, perché con il tabellone che c’era a livello di quarti di finale davvero si poteva fare un pensierino a un risultato di grande prestigio. E invece bisogna ripartire da capo e guardare al prossimo torneo. “C’è davvero poco da salvare di questa partita, a parte forse due belle volée che rimangono lì isolate” ha scherzato amaramente Sinner appena uscito dal campo.

 

IL MATCH – Nonostante la fine improvvisa della partita precedente tra Monfils e Draper, che da come si era messa avrebbe anche potuto durare ancora a lungo, i due protagonisti si sono fatti trovare prontissimi all’inizio del match. Sinner ha provato subito a far sentire la potenza del suo diritto, ma Carreno Busta non si è fatto per nulla scomporre e ha risposto per le rime con un paio di lungolinea di rovescio che hanno strappato qualche sussurro di meraviglia al pubblico rimasto molto numeroso in tribuna anche per l’ultima partita della giornata.

Ci sono voluti solo pochi game per capire che sulla “gara di pallate” da fondocampo era lo spagnolo quello a essere più centrato: pochi errori, maggiore controllo sulle diagonali, specialmente quella sinistra, e anche qualche conclusione a rete. Sinner ha ceduto il primo break con un paio di “steccate”, e poi continuando a fare a braccio di ferro con un avversario che sembrava non poter sbagliare, è arrivato a tentare anche un paio di improbabili palle corte che segnano il suo destino nel set.

Dopo 38 minuti quasi a senso unico, Sinner ha provato a cambiare qualcosa, inserendo qualche discesa a rete con volée dai risultati alterni che comunque gli hanno permesso di difendere i suoi turni di battuta ad inizio secondo set.

Tuttavia nel quinto game Sinner ha mancato una palla piuttosto semplice per andare 40-15 e si è inguaiato con due errori gratuiti, mettendo poi in rete il rovescio sulla seconda palla break. Il rumore delle sedie in metallo della “curva sud” nell’IGA Stadium di Montreal che si richiudevano mentre un bel numero di spettatori decideva di guadagnare il parcheggio era un’indicazione di come fosse un’opinione diffusa che il match si potesse dichiarare terminato.

Da quel momento in poi il problema per l’altoatesino è diventata la risposta, che nella serata non è mai riuscita a creare problemi al servizio di Carreno Busta, quanto mai efficace sia con la prima sia con la seconda. Ma la soluzione, come già spiegato in precedenza, non è mai arrivata, e dopo un’ora e 24 minuti lo spagnolo ha potuto alzare le braccia al cielo e festeggiare il suo primo quarto di finale all’Open del Canada.

E dunque, un po’ come era capitato anche a Indian Wells nel 2020, i due migliori giocatori italiani sono stati eliminati uno dopo l’altro dallo stesso giocatore: allora fu Taylor Fritz, in questo caso ci è riuscito Pablo Carreno Busta, anche se in mezzo c’è stato un altro turno nel quale ha regolato Holger Rune. Peccato perché il duo italiano (cui poi si era aggiunto Fognini passando per le qualificazioni) si era presentato in Canada con qualche malcelata ambizione, e invece, complici probabilmente anche due giornate particolarmente storte, ci si è ritrovati a prendere l’aereo per Cincinnati prima del previsto.

Il tabellone completo dell’ATP di Montreal

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WTA Toronto: Andreescu non ne ha più e cede al terzo set con Zheng

Non basta una buona versione di Bianca Andreescu per superare la cinese Zheng, decisamente più brillante nel parziale decisivo

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Bianca Andreescu - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

Qinwen Zheng batte Canada 2-0. La 19enne cinese ha infatti eliminato in tre set e altrettante ore di gioco la beniamina di casa Bianca Andreescu negli ottavi di finale del WTA 1000 di Toronto, dopo aver sconfitto al primo turno l’altra canadese Rebecca Marino. È stato un match che ha vissuto di alti e bassi per quanto riguarda gli standard di gioco e in cui alla fine ha fatto la differenza la maggiore brillantezza fisica della numero 51 del mondo (da lunedì sarà come minimo alla 40esima posizione). Nei due turni precedenti Zheng, che ieri ha sfruttato il ritiro di Jabeur a inizio secondo set, aveva infatti speso molte meno energie rispetto ad Andreescu, rimasta in campo cinque ore per avere la meglio di Kasatkina e Cornet. Nei quarti di finale, la cinese affronterà Pliskova che ha dovuto ricorrere anche lei al terzo set (e a sei match point) per superare Sakkari.

Q. Zheng b. B. Andreescu 7-5 5-7 6-2

Sul centrale del National Bank Open by Rogers di Toronto si affrontano le numero 51 e 53 del mondo. La padrona di casa Andreescu (#53) riesce subito a brekkare Zheng approfittando delle difficoltà della cinese con la prima di servizio. Il match è comunque molto equilibrato, con scambi intensi e pochi errori gratuiti. Sul 2-1 in favore di Andreescu, la cinese ha la prima opportunità per recuperare lo svantaggio ma il rovescio la tradisce. Bianca va in affanno anche sul 3-2, dove è il suo di rovescio ad essere croce e delizia: con lo stesso colpo, infatti, realizza prima due splendidi vincenti che atterranno entrambi negli ultimi centimetri di campo alla destra dell’avversaria e poi due gratuiti che permettono alla cinese di agganciare l’avversaria sul 3-3.

 

Ma la beniamina del pubblico non si scompone: nel gioco successivo decide di aggredire Zheng con il dritto sin dalla risposta e si riporta avanti nel punteggio. Ancora una volta, però, Andreescu non trova continuità e in un amen regala quattro punti e quindi il controbreak alla 19enne cinese. Il livello del match è sicuramente inferiore rispetto ai primi game e infatti in questa fase i giochi scorrono molto più rapidamente. Nessun cambiamento, invece, sul fronte della rumorosità degli spettatori, più volte richiamati dalla giudice di sedia. Il pubblico canadese viene però gelato quando Zheng infila tre punti straordinari (tutti ottenuti comandando lo scambio ma concludendolo sempre in modo diverso) che le permettono di chiudere il set dopo più di un’ora di gioco senza ricorrere al tie-break che sembrava ormai inevitabile.

In avvio di secondo parziale, Andreescu prova a ritrovare l’energia mostrata nelle battute iniziali del match e forse anche grazie alla spinta dei suoi tifosi riesce a non subire un break che avrebbe potuto rappresentare una mazzata più dal punto di vista piscologico che a livello di punteggio. In realtà, oltre all’aiuto del pubblico, risultano decisivi, su due palle break in favore di Zheng, soprattutto quello del net che rende imprendibile un colpo difensivo della canadese e quello della stessa cinese che commette un gratuito nello scambio. Nel quinto gioco è Bianca ad avere un’occasione per strappare il servizio all’avversaria: la canadese se la guadagna con una grande difesa e prova a replicare nel punto successivo ma Zheng è brava a non andare fuori giri. Entrambe, comunque, concedono molto poco nei loro turni di battuta a differenza di quanto successo nel primo set.

La giovane cinese sale così sul 5-4 e Andreescu deve servire per restare nel match. Qui la campionessa dello US Open 2019 gioca uno dei migliori game della sua partita: è il trampolino di lancio ideale per provare poi a brekkare l’avversaria. E infatti il break arriva puntuale con Zheng che, mostrando di sentire la tensione del momento, mette in campo solo una prima ed è imprecisa da fondo campo. Nel gioco successivo, invece, Bianca serve bene ed è attenta a non forzare. Per la gioia del pubblico si va quindi al terzo set dopo oltre due ore di grande lotta.

L’inerzia del match sembrerebbe dalla parte della giocatrice di casa, ma la cinese rientra subito mentalmente nel match e anzi è la prima ad andare vicina ad operare un allungo nel terzo set. Nel secondo game si guadagna infatti un break point con uno splendido rovescio lungo linea quasi in controbalzo, ma poi non regge la spinta dell’avversaria sulla diagonale di dritto. Zheng sembra comunque averne di più e infatti nel quarto gioco vince il punto più lungo (e bello) del match spingendo con il dritto sul rovescio della canadese: ritorna quindi ad avere palla break e questa volta la concretizza, ancora facendo male con il dritto.

Sembra la svolta dell’incontro: per qualche minuto, infatti, la cinese è ingiocabile ma basta un doppio fallo per interrompere il magic moment e far tornare in partita Andreescu che controbrekka. L’impressione che le sorti del match siano però nella racchetta della classe 2002 è confermata dal gioco successivo in cui è Zheng a fare tutto, tra errori e vincenti. Sono questi ultimi a prevalere – sempre più nettamente con il passare dei minuti – tanto che la numero 51 del mondo vince 10 degli ultimi 12 punti della partita aggiudicandosi l’incontro dopo 3 ore esatte. Per la cinese è il secondo quarto di finale a livello WTA, il primo in un WTA 1000.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

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ATP

ATP Montreal: il piede di Monfils fa di nuovo crac. Draper ai quarti [VIDEO]

Gael Monfils si infortuna ancora al piede malandato e deve abbandonare l’ottavo di finale contro Jack Draper. Il britannico alle porte della Top 50

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Gael Monfils - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

[Q] J. Draper b. G. Monfils 6-2 0-2 rit. (da Montreal il nostro inviato)

Il primo ottavo di finale della sessione serale all’Omnium Banque Nationale di Montreal è purtroppo terminato in maniera molto repentina. Gael Monfils, al rientro dopo tre mesi di stop a causa di una crescita calcarea nel tallone che gli dà noia da molto tempo, si è dovuto ritirare dal match all’inizio del secondo set quando, durante il ritorno da uno spostamento laterale verso destra, ha sentito un dolore sotto la pianta del piede destro, quello già infortunato, che lo ha costretto a rotolarsi a terra per il dolore.

Incapace di camminare per diversi minuti e accompagnato al suo “angolo” dai medici dell’ATP intervenuti sul campo centrale, ha prima provato a farsi fasciare la zona interessata e poi, dopo aver provato a riprendere il gioco ed essersi consultato con il suo team, ha deciso di abbandonare il match senza giocare più un altro punto, lasciando quindi via libera al qualificato Jack Draper che accede così ai quarti di finale.

Con questo risultato Draper arriverà almeno al n. 55 del ranking mondiale, guadagnando ben 27 posizioni dal suo attuale ranking e migliore posizione in carriera di n. 81. Al prossimo turno affronterà il vincitore dell’ultima partita serale tra Jannik Sinner e Pablo Carreno Busta.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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