Goran Ivanisevic, l'ingresso nella International Tennis Hall of Fame vent'anni dopo il trionfo a Wimbledon

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Goran Ivanisevic, l’ingresso nella International Tennis Hall of Fame vent’anni dopo il trionfo a Wimbledon

Sabato, a Newport, Goran è stato il primo croato ad entrare nella Hall of Fame. Con lui anche Conchita Martinez e le Original Nine di Billie Jean King

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Vent’anni dopo il suo storico e inaspettato trionfo a Wimbledon da n. 125 del mondo e con una wild card, questo sabato, a Newport, Goran Ivanisevic è stato insignito del riconoscimento più prestigioso per un ex campione di tennis, l’ingresso nella International Tennis Hall of Fame.

2001 e 2021, due anni magici per l’ex n. 2 del mondo croato. Nel 2001, Ivanisevic compie una delle imprese più straordinarie e inaspettate del tennis e dello sport vincendo il torneo di Wimbledon essendo fuori dall top 100 e in un momento alquanto buio della sua carriera. Goran realizza così un sogno accarezzato già più volte, poiché si era issato in finale in altre tre precedenti circostanze a Church Road (nel 1992, sconfitto da Agassi; nel 1994 e 1998, battuto da Sampras). Nel 2001, dopo aver superato Carlos Moyà, Andy Roddick, Greg Rusedski, Marat Safin e Tim Henman, all’ultimo round sconfigge al quinto set Pat Rafter (6-3 3-6 6-3 2-6 9-7 lo score) rovesciando tutti i pronostici e scrivendo così una grande pagina del tennis croato e mondiale.

Oggi, nel 2021, Goran è il primo croato ad entrare nella rosa dei grandi a Newport. Lo ottiene da “big coach”, visto che, dopo aver guidato Marin Cilic al suo primo e unico successo Slam (US Open 2014), ora Ivanisevic si siede nel box del n. 1 del mondo, del tennista più forte e pressoché invincibile di questa prima parte di stagione, quel Novak Djokovic reduce dal trionfo a Wimbledon – dopo aver conquistato l’Australian Open e il Roland Garros – con cui ha eguagliato gli altri due fenomeni con 20 Slam. Ora Djokovic punta al Golden Slam (Grande Slam più oro olimpico), e infatti parteciperà ai Giochi di Tokyo per poi prepararsi all’ultimo Major dell’anno, lo US Open.

Ricordiamo che oltre alla vittoria di Wimbledon 2001, Ivanisevic vanta in tutto 22 titoli e una semifinale allo US Open (1996).

Vorrei ringraziare il comitato di Wimbledon per avermi offerto la wild card“, ha detto Ivanisevic durante la cerimonia, “non so se abbiano fatto bene o no, o se forse ora lo rimpiangano, ma grazie a voi, perché se non me l’aveste data, ora non sarei qui. Penso sia stata una decisione giusta“.

Il campione nativo di Spalato ha poi speso bellissime parole per ringraziare i suoi genitori, Gorana e Sredjan: “Mamma e papà, non ci sono sufficienti ringraziamenti, non bastano le parole per tutto quello che avete fatto per me. Se dovessi rifare questo viaggio, vi sceglierei di nuovo come mamma e papà e lo rifaremmo insieme. Vi voglio bene e grazie di tutto“.

Insieme ad Ivanisevic, hanno ricevuto l’Induction nella International Tennis Hall of Fame anche Conchita Martinez, The Original Nine, e il celebre coach di origine sudafricana Dennis van Der Meer, deceduto nel 2019 (titolo postumo).

Martinez, attuale allenatrice di Garbiñe Muguruza, ha trionfato a Church Road nel 1994, vittoriosa contro Martina Navratilova. Ha inoltre raggiunto altre due finali Slam, all’Australian Open (1998) e al Roland Garros (2000). The Original Nine è un gruppo di nove donne coraggiose che hanno lottato contro le diseguaglianze tra atleti, uomini e donne, e per l’affermazione dei pari diritti per le tenniste donne, dando vita al tennis femminile professionista il 23 settembre 1970. A Newport, erano presenti sette delle magnifiche nove: Billie Jean King, Rosie Casals, Peaches Bartkowicz, Kristy Pigeon, Kerry Melville Reid, Julie Heldman e Valerie Ziegenfuss. Le altre due ex atlete sono Judy Tegart Dalton e Nancy Richey.

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