Nadal da Washington: "Se avessi avuto scelta non avrei mai saltato Wimbledon e Olimpiadi"

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Nadal da Washington: “Se avessi avuto scelta non avrei mai saltato Wimbledon e Olimpiadi”

Pronto a tornare in campo a Washington, Nadal ha parlato anche del potenziale Grande Slam di Djokovic: “Non sarà facile, ma sarà sicuramente il grande favorito dello US Open”

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Rafael Nadal - ATP Washington 2021 (via Twitter, @CitiOpen)

C’è tanta curiosità per il ritorno in campo di Rafa Nadal all’ATP 500 di Washington: l’ultimo match del maiorchino risale infatti alla semifinale del Roland Garros persa contro Djokovic al termine di un quarto set giocato in precarie condizioni fisiche. Nelle settimane successive, il 20 volte campione Slam ha rinunciato sia a Wimbledon che alle Olimpiadi, decidendo di tornare solo per lo swing nord-americano, ma durante la conferenza stampa pre-torneo ha voluto tranquillizzare sulle proprie condizioni: “Mi sento bene. Ho avuto qualche piccolo problema dopo il Roland Garros e quindi ho dovuto saltare due eventi a cui tengo molto, Wimbledon e le Olimpiadi, ma ora eccoci qua“.

LA CONVALESCENZA E IL RITORNO IN CAMPO

La decisione di saltare quei due tornei è stata estremamente sofferta, ma necessaria, come ha spiegato Rafa raccontando i postumi della stagione sul rosso: “Il mio corpo ha preso la decisione. Se avessi potuto scegliere non avrei mai saltato né Wimbledon né le Olimpiadi, ma purtroppo non ero in grado di competere dopo la stagione su terra. Ho avuto qualche problema al piede e non ho toccato la racchetta per 20 giorni. Poi ho iniziato ad allenarmi in maniera leggera, mezz’oretta alla volta, e ho continuato ad aumentare il carico. Il mio obiettivo era di essere pronto per questo torneo. Giocare qui allungherà la mia stagione sul cemento americano di una settimana, ma dopo aver saltato Wimbledon credo che fosse la cosa giusta da fare“.

Nadal difende 1000 punti in Canada (anche se è sicuro di tenerne almeno la metà in virtù delle modifiche al ranking) e 2000 allo US Open (stavolta senza paracadute, visto che lo Slam newyorchese si è disputato anche nel 2020), e quindi sa di dover essere al meglio: “Ovviamente mi sono preparato bene a casa, ma mi servono degli allenamenti più competitivi. Nei prossimi due giorni continuerò ad allenarmi con i giocatori presenti qui, giocare dei set con dei professionisti è ciò di cui ho bisogno in questo momento. Non so quanto mi ci vorrà per tornare al 100 percento, ma posso garantirvi che darò sempre il meglio, in ogni momento, e spero che questi ultimi giorni mi preparino al meglio per l’esordio. […] Spero di raggiungere il livello di cui ho bisogno questa settimana, o al massimo entro la fine della prossima“.

 

Uno dei suoi sparring d’eccellenza è stato Sebastian Korda, sul quale ha speso delle belle parole (e meno male, visto che è il giocatore preferito del Next Gen): “Seb è giovane, ha un bel fisico, serve bene e ha due buoni fondamentali da fondo; è un gran bravo ragazzo e un giocatore completo. Credo che nei prossimi anni farà grandi cose per il nostro sport, ho sempre pensato che avesse le carte in regola per diventare uno dei migliori al mondo. Vedremo cosa succederà, non è facile continuare a migliorare, ma penso che diventerà un top player“.

L’ESORDIO A WASHINGTON

L’altro grande motivo di interesse legato al comeback di Nadal è che abbia scelto un torneo dove non aveva mai giocato in carriera, a suo dire uno stimolo in più: “Sono elettrizzato all’idea di giocare il torneo di Washington per la prima volta, è un evento con tanta storia. […] Non gioco in America da oltre un anno [quasi due in realtà, nel 2020 ha giocato solo il torneo messicano di Acapulco, ndr], sono felice di poterlo fare in uno stadio pieno, non siamo più abituati a farlo. […] L’organizzazione del torneo è fantastica, non potrò mai ringraziare abbastanza il proprietario dell’evento perché ha sempre mostrato grande interesse nel vedermi giocare qui a Washington“.

A quanto pare, però, Rafa non è rimasto impressionato solo dal torneo in sé: “Giocare un torneo per la prima volta è sempre bello, questo lavoro mi dà la possibilità di visitare le città più importanti del mondo. Washington è davvero una bellissima città, ho avuto modo di visitarla un pochino negli ultimi due giorni e sono davvero impressionato, spero di poter continuare a vederla nel prosieguo della settimana, è molto più verde e con molti meno grattacieli rispetto alle altre grandi città americane“.

IL GRANDE SLAM DI DJOKOVIC

Non poteva infine mancare una domanda sul tema che ha dominato il 2021 dell’ATP Tour: riuscirà Novak Djokovic a fare il Grande Slam (e al contempo a superare Federer e Nadal conquistando lo Slam N.21)? Nadal sembra dargli grandi possibilità, e sarebbe strano il contrario: “Beh, ne ha già vinti tre, quindi chiaramente ne può vincere quattro! Giocherà sulla sua superficie preferita, quindi perché non dovrebbe farcela? Certamente non sarà facile, saranno in tanti a volersi aggiudicare l’ultimo Slam della stagione, ma di sicuro sarà uno dei grandi favoriti, anzi, probabilmente il favorito principale. Ciò che ha fatto quest’anno è straordinario, e credo possa riuscire a fare il Grande Slam“.

Qui il tabellone aggiornato di Washington

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WTA Ostrava: Swiatek e Kvitova in semifinale

Le prime due teste di serie non hanno problemi contro Rybakina e Teichmann. Avanti anche Sakkari, Kontaveit elimina Bencic

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Nella città natale di Ivan Lendl, prosegue il bel WTA 500 partito con due top ten e cinque top venti. Cade la terza testa di serie, mentre le prime due e la quarta del seeding non deludono e raggiungono le semifinali, superando le avversarie in due set.

Partiamo dalla metà bassa del tabellone, dove un’ottima versione di Petra Kvitova si impone con un doppio 6-4 su Jil Teichmann,, n. 42 del ranking, anch’ella mancina e per nulla rassegnata al ruolo di spalla in un incontro ricco di colpi e scambi godibilissimi. Differente cilindrata tra le due e ci mette un po’ a carburare, Petra, che concede qualche errore di troppo e nel quarto gioco deve affidarsi alla prima di servizio per risalire da 15-40 e salvare due vantaggi esterni. Le due offrono un buono spettacolo per otto giochi, finché un dritto ceco in corsa che trova un angolo strettissimo dà il la all’accelerazione di Kvitova; anche Teichmann piazza un paio di bei dritti per tentare di contrastare l’improvviso innalzamento del livello, ma il colpo di Petra fa i buchi per terra lasciando la svizzera ad ammirare malvolentieri e il 6-4 è inevitabile. Ripartenza ancora complicata per la numero 10 del mondo e questa volta Jil entra nello scambio e strappa il servizio con un vincente in corsa. La 182 cm di Bilovec è però centrata in risposta, rintuzza immediatamente il tentativo di fuga e sorpassa con una rasoiata di rovescio a ribattere quella già eccellente di Teichmann. Non esce dal match, la talentuosa svizzera, ma non riesce a sfruttare due occasioni per rientrare a sua volta. Kvitova arriva allora a servire sul 5-4 dopo un’ora e mezza: esordisce con una deliziosa volée smorzata e prosegue piazzando altri due vincenti senza strafare; un doppio fallo indolore, poi la prima a chiudere. In semifinale sfida Anett Kontaveit protagonista di una grande vittoria in due set su Belinda Bencic, N. 3 del seeding. 6-4 6-3 il punteggio senza appello a favore della giocatrice estone

Nella parte alta del draw, la prima favorita e n. 6 del mondo Iga Swiatek si impone 7-6 6-2 su Elena Rybakina. Scambio di break nella prima parte della partita di apertura che si conclude al tie-break: Swiatek opera il sorpasso definitivo con due prime che non tornano indietro, poi Rybakina manda appena largo il lungolinea bimane dopo essersi aperta il campo nel lungo scambio ben condotto. Nel secondo set, Iga mette subito la testa avanti, grazie a qualche errore macroscopico dell’avversaria che consegna il turno di battuta con un doppio fallo, e chiude 6-2 dopo un’ora e quarantuno minuti. In semifinale troverà Maria Sakkari, vincitrice di Tereza Martincova. La n. 61 WTA ha dovuto inseguire dall’inizio del primo set, riuscendo ad agganciare l’avversaria in extremis al decimo game. La rincorsa viene pagata nel gioco successivo e la ventiseienne di Atene incamera il 7-5. Nessun problema per il successivo 6-3, ottenuto da Sakkari piazzando 22 vincenti contro gli 8 di Martincova.

 

Il tabellone di Ostrava

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L’evento di prevenzione Tennis and Friends sbarca a Torino, la città delle ATP Finals

Dopo essere stato agli Internazionali di Roma, Tennis&Friends diventa l’official charity delle ATP Finals

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Foto fornita gentilmente dall'ufficio stampa di Tennis and Friends
(credit to ufficio stampa di Tennis &Friends)

Prima volta a Torino per la official charity delle ATP Finals Tennis & Friends, che dopo il grande successo degli Internazionali d’Italia ha deciso di replicare l’evento dedicato alla prevenzione sanitaria anche nella città che ospiterà le prime ATP Finals italiane della storia del tennis.

La mission di Tennis & Friends è diffondere la cultura sanitaria, sensibilizzando i cittadini ai giusti comportamenti e ad uno stile di vita equilibrato. L’appuntamento per il pubblico è per sabato 25 e domenica 26 settembre, dalle ore 10:00 fino alle ore 18:00, nella prestigiosa cornice del “Circolo della Stampa Sporting”, in Corso Giovanni Agnelli 67/A, location che è stata teatro di storici incontri del tennis nazionale e internazionale.

Alle ore 11:00 del 25 settembre è previsto un incontro tra la stampa e le massime cariche istituzionali: politica, sanità, industria e noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Tra i tanti, saranno presenti il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la Sindaca di Torino Chiara Appendino, il Presidente della FIT Angelo Binaghi e il Presidente del Comitato d’Onore delle Nitto ATP Finals di Torino, Gianni Ocleppo. L’evento ha il patrocinio del Comune di Torino, della Regione Piemonte e della ASL città di Torino; sono state allestite 42 aree all’interno del Circolo della Stampa Sporting dedicate alla prevenzione, 25 delle quali suddivise in altrettante branche specialistiche nelle quali verranno effettuati screening e check-up gratuiti, con il patrocinio delle più grandi eccellenze mediche del territorio piemontese.

 

Il percorso di prevenzione comprende:

  • un’area Ginecologica e Senologica dedicata alla salute della donna
  • un’area dedicata alla salute del bambino che comprende: Pediatria, Psicologia Pediatrica, Otorinolaringoiatria pediatrica, Audiometria pediatrica, Riabilitazione e Rieducazione funzionale pediatrica
  • un’area dedicata alle Malattie dell’apparato digerente, Malattie metaboliche, Pneumologia, Otorinolaringoiatria, Endocrinologia, Nutrizione clinica, Cardiologia, Dermatologia, Fisioterapia
  • un’area dedicata alle Vaccinazioni Covid-19 e alle Malattie Respiratorie Post Covid-19

L’ingresso per gli eventi di questo weekend, in cui sarà disponibile anche il simulatore di volo delle Forze Armate, sarà libero fino ad esaurimento posti. Per iscriversi preventivamente all’evento, per il quale è necessario possedere il green pass, basta andare sulla pagina dell’evento, cliccare su questo link e compilare il form. L’utente iscritto riceverà poi una e-mail da presentare all’ingresso. Per chi non dovesse essere in possesso di Green Pass, il Circolo della Stampa Sporting sarà a disposizione per effettuare i test rapidi all’ingresso.

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Jeremy Chardy ha detto che non giocherà più nel 2021 a causa di una reazione avversa al vaccino

Il tennista francese non specifica quale reazione lo abbia colpito, ma in un’intervista ha spiegato di essersi pentito di aver fatto il vaccino e di non essere più in grado di allenarsi

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Pessimo momento dal punto di vista fisico per Jeremy Chardy. Il tennista francese ha dichiarato oggi in un’intervista all’AFP che potrebbe non giocare per tutto il resto del 2022 a causa di una reazione avversa al vaccino contro il COVID-19. Chardy si era sottoposto alla vaccinazione tra i Giochi Olimpici di Tokyo e lo US Open, periodo in cui ha iniziato ad avere problemi. “Da quando ho fatto il vaccino ho un problema, mi sento in difficoltà fisica. Quindi non posso allenarmi, non posso giocare”.

Il 34enne ha spiegato come all’inizio non avesse chiara la provenienza dei sintomi. “Ora sono andato da due medici, ho fatto degli esami, quindi so quello che ho e la cosa più importante è prendermi cura di me stesso”. Nell’intervista, però, Chardy non specifica di cosa si tratti e occorre ricordare che le reazioni avverse al vaccino si sono manifestate in una quota estremamente minoritaria degli oltre due miliardi e mezzo di abitanti del pianeta che hanno completato il ciclo vaccinale.

“Preferisco anche prendermi più tempo per curarmi ed essere sicuro che in futuro non avrò problemi, piuttosto che cercare di tornare in campo il più rapidamente possibile e avere ancora più problemi di salute” ha spiegato Jeremy. “Nella mia testa è difficile perché non so quanto durerà. Per il momento la mia stagione è ferma e non so quando riprenderò“.

 

Il tennista francese non nasconde la sua frustrazione per la situazione e si chiede quanto gli sia convenuto vaccinarsi; resta difficile valutare le sue dichiarazioni in assenza di maggiori dettagli sulla sua situazione clinica. “È frustrante perché ho iniziato l’anno molto bene, stavo giocando davvero bene (Chardy è numero 73 del mondo, ndr). E poi sono andato ai Giochi, dove mi sentivo anche molto bene. E ora la mia stagione è ferma e non so quando riprenderò. È frustrante, soprattutto perché non mi restano dieci anni per giocare […] Improvvisamente, ora mi pento di aver fatto il vaccino, ma non potevo saperlo”.

Questa pausa, a prescindere dalla causa che l’ha generata, rischia di mettere in discussione il prosieguo della carriera di Chardy, che ora sente il ritiro ancora più vicino a causa di questo problema. “Ho 35 anni a febbraio, quindi in questo momento potrei essere un po’ negativo, ma è la prima volta che penso che la prossima stagione potrebbe essere la mia ultima. Ci penso… È difficile perché mi stavo divertendo e volevo giocare più a lungo“. Chiusura con un pensiero sulla vaccinazione, che sembra avergli dato effetti molto più pesanti della media, anche per gli specialisti che Chardy stesso ha consultato. “Il problema è che non abbiamo il senno di poi sul vaccino (sic). Ci sono persone che hanno avuto cose simili, ma le durate sono state davvero diverse“.

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