Mondo Futures: Darderi raddoppia a Monastir

Flash

Mondo Futures: Darderi raddoppia a Monastir

Il giovane azzurro bissa il successo di due mesi fa nel resort tunisino

Pubblicato

il

Luciano Darderi - Trofeo Bonfiglio 2019 (foto Francesco Panunzio)
 

M15 MONASTIR (TUN, cemento) – VINCITORE: Luciano Darderi

Il 19enne Luciano Darderi (n.581 ATP) conquista il torneo di Monastir per la seconda volta in due mesi e guadagna altre 40 posizioni in classifica, aggiornando il suo best-ranking. Il positivo rendimento sul veloce è una gradita sorpresa anche per il romano d’adozione, cresciuto sui campi in mattone tritato con la guida di suo padre Gino. Per il classe 2002, che si appresta ad avere una classifica interessante nei prossimi mesi, è stato un torneo abbastanza agevole, se escludiamo la semifinale vinta per un soffio contro lo statunitense Kyle Seelig: emblematico il doppio 6-2 con il quale ha sconfitto in finale il qualificato Duarte Vale, giovane portoghese al momento fuori dai primi 1000 del ranking. Altrettanto significativo il match contro l’altro italiano in tabellone, Gabriele Bosio, che ai quarti raccoglie un solo gioco.

M15 WARMBAD-VILLACH (AUT, terra rossa) – VINCITORE: Peter Heller

Per un italiano che vince, ce n’è un altro che si rammarica, ed è Alexander Weis (n.560 ATP): il bolzanino sta sicuramente giocando il miglior tennis in carriera, come testimoniano i risultati recenti ed il costante ritocco verso l’alto del best-ranking, eppure l’acuto tarda ad arrivare. Anche in questa occasione il 24enne si ferma sul più bello, cedendo il passo in finale al giocatore di casa Peter Heller (n.377 ATP), che così vince il suo titolo numero 14. Per Weis resta comunque la terza finale raggiunta negli ultimi quattro tornei, e la sensazione che in questa annata riuscirà finalmente a mettere un trofeo in bacheca. Matteo Donati dimostra di non avere del tutto risolto i problemi fisici, ritirandosi prima della semifinale contro il connazionale Weis, mentre Luigi Sorrentino e Daniele Capecchi escono sconfitti al secondo turno; perdono all’esordio Rottoli, Vatteroni e Guerrieri.

M15 PESCARA (ITA, terra rossa) – VINCITORE: Alexis Gautier

Affare tutto alla francese in finale a Pescara, dove a contendersi la vittoria sono Alexis Gautier (n.471 ATP) ed Arthur Raymond (n.602 ATP): la spunta la tds numero 1 del torneo, il 22enne Gautier, che si porta a casa il secondo titolo dell’anno. Nulla da fare per i due semifinalisti italiani, Emiliano Maggioli e Riccardo Balzerani, che avrebbero reso più interessante la finale per i tifosi abruzzesi. In un tabellone dedicato quasi esclusivamente agli atleti di casa, risalta la prestazione del giovane Giorgio Tabacco, che raggiunge per la prima volta i quarti in un torneo professionistico.

 

M15 OLDENZAAL (NED, terra rossa) – VINCITORE: Damien Wenger

Lo svizzero Damien Wenger (n.567 ATP) conferma la buona forma che lo accompagna da diversi mesi e conquista il torneo olandese di Oldenzaal; partito con i favori del pronostico, l’elvetico è bravo a confermarli partita dopo partita, approfittando anche dell’uscita prematura del seeding numero 1 Mats Rosenkranz. Il 21enne dimostra ancora una volta di programmare bene il suo calendario, visto che si rende quasi sempre protagonista delle fasi finali dei tornei a cui prende parte. Bravo anche il nostro Lorenzo Bocchi, che si spinge fino alla semifinale poi persa contro la tds numero 6 Luke Johnson, mentre per Bellucci e Roncalli arriva la sconfitta all’esordio.

M25 PROSTEJOV (CZE, terra rossa) – VINCITORE: Nikolas Sanchez Izquierdo

È Nikolas Sanchez Izquierdo (n.348 ATP) ad aggiudicarsi il torneo più ambito della settimana, vista la qualità dei giocatori ai nastri di partenza. Il catalano si rifà della sconfitta in finale a La Nucia di qualche mese fa e si porta a casa il primo titolo del 2021, il suo quinto totale; battuto nettamente Facundo Diaz Acosta (n.404 ATP) nell’ultimo atto, con l’argentino che forse aveva già la testa alle qualificazioni del Challenger di Praga in programma in questi giorni. Un vero peccato, considerata la bella vittoria contro Dalibor Svrcina (n.329 ATP e vincitore del Challenger di Praga settimana scorsa) in semifinale, a cui non ha saputo dare seguito. Nessun italiano al via.

Per completare la nostra rassegna, riportiamo la vittoria ad Ueberlingen di Ergi Kirkin (n.344 ATP), che sale a quota tre titoli stagionali; a sorpresa, nella città di Bacau, la finale se la aggiudica il giovane Yshai Oliel (n.388 ATP), contro il quotatissimo Arthur Cazaux. A Muttenz vince il padrone di casa Jakub Paul (n.564 ATP), così come Maciej Rajski (n.822 ATP) a Lodz: non si può dire lo stesso di Joris De Loore, sconfitto a Koksijde da Mathieu Perchicot (n.456 ATP). Infine, Mate Valkusz (n.505 ATP) vince per ritiro dell’avversario il torneo di Bratislava, in un tabellone dominato dai tennisti magiari.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Coppa Davis, Barazzutti: “Italia con le carte in regola per vincere, ma la formula non mi piace”

L’ex capitano azzurro in un’intervista al Corriere dello Sport evidenzia il rammarico per l’occasione non sfruttata pur manifestando ottimismo per il futuro: “: “È lecito avere un piccolo rimpianto, ma credo che ci prenderemo grandi soddisfazioni”

Pubblicato

il

Corrado Barazzutti - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

L’amarezza per come è finita l’avventura in Coppa Davis della nazionale italiana è molto alta. Il successo da sfavoriti con gli Stati Uniti avevano fatto sognare gli appassionati italiani, poi la sconfitta con il Canada al doppio decisivo ha lasciato il rammarico per un’occasione che poteva essere d’oro, visto l’esito della finale tra i nordamericani e l’Australia.

Non vi sono tuttavia solo lati negativi, ma anche solide basi per pensare che la nazionale italiana possa essere competitiva appieno per conquistare nuovamente la prestigiosa insalatiera dopo l’unica vinta nel lontano 1976 in Cile.

Tra coloro che trionfarono a Santiago del Cile vi era Corrado Barazzutti, ex capitano della nazionale italiana, che in un’intervista al Corriere dello Sport ribadisce come la spedizione Italiana non sia stato un fallimento e che il futuro del tennis del bel paese è roseo.

 

Un percorso nella Final Eight di Malaga che l’Italia ha dovuto affrontare con un roster non al completo ma con Sonego rientrato dalle Maldive che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. “L’Italia si è presentata a Malaga senza i due giocatori di punta, ma ha ritrovato un Sonego in grande spolvero” ha dichiarato l’ex capitano della nazionale, che non ha nascosto il suo pensiero: “Andando a vedere il bicchiere mezzo vuoto è lecito avere un piccolo rimpianto.”

Rimpianto che deriva dal fatto dall’infortunio di Bolelli ma anche dal fatto che in terra spagnola molte squadre si erano presentate con delle importanti assenze: “Simone Bolelli è stato messo fuori causa sul più bello da una lesione al polpaccio, ma alcune delle concorrenti, come la stessa Italia, non potevano contare su tutti gli effettivi e la Russia è stata esclusa dalla competizione per le note vicende. Si è aperta una finestra in cui l’Italia poteva intrufolarsi e magari sfruttare l’occasione

Sulla scelta di schierare Berrettini in doppio che tante polemiche ha sollevato, sebbene il capitano Volandri avesse le idee chiare sin dall’inizio, anche Barazzutti si dimostra dubbioso: “Non so se Berrettini fosse la scelta migliore per sostituire Bolelli. Matteo è stato generoso ed è evidente che abbia fatto tutto il possibile nonostante non fosse al top. Con Fognini avrei visto meglio un giocatore in salute e in fiducia come Sonego, anche se poi nessuno può sapere come sarebbe andata a finire.”

Se quest’anno a trionfare è stato il Canada, Barazzutti è certo che il futuro può essere roseo per l’Italia: “Abbiamo tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonisti perché siamo la squadra più attrezzata in assoluto. Se negli anni a venire le altre nazioni non produrranno un gruppo assortito di giocatori così forti e al contempo giovani, credo ci prenderemo grandi soddisfazioni”.

Sulle possibile avversarie per l’Italia negli anni a venire le idee sono chiare: “Il Canada continuerà ad essere un’antagonista, così come la Spagna con Alcaraz. Tuttavia senza Rafa Nadal perdono tanto”.

Sul format della competizione, giudicato positivamente da ITF e Kosmos (come dichiarato dal CEO Rojas al Direttore Scanagatta), Barazzutti è lapidario: “Non mi piace. È come se prendessimo uno Slam e lo modificassimo in un torneo da dieci giorni. Una volta la Coppa Davis era considerata il quinto slam, mentre adesso l’hanno ridimensionata”.

Critiche che riguardano non solo il formato in sede unica : “Si gioca al meglio dei tre set, gli incontri sono diventati tre, il doppio ha un’incidenza ben diversa e il fattore campo non esiste quasi più. Quando la vincemmo noi nel 1976 contro il Cile fu un’impresa gigantesca in un contesto difficile. Ormai questa è la nuova formula e bisogna accettarla così come è stata concepita”.

Continua a leggere

ATP

Ruud, la terza è quella buona. All’esibizione di Quito batte Nadal e pensa all’Australian Open

Dopo Quito il tour d’esibizione si sposterà prima a Bogotá, e poi sarà la volta di Ciudad da Messico.

Pubblicato

il

Casper Ruud - Nitto ATP Finals Torino 2022 (foto Twitter @atptour)

Continua il tour di esibizioni in Sudamerica di Nadal e Ruud: dopo le due sconfitte a Buenos Aires e Belo Horizonte, Casper centra la prima vittoria contro Rafa nel match di esibizione a Quito, con il punteggio di 6-4 6-4. Davanti a circa 12.000 spettatori che hanno praticamente riempito il Coliseo Rumiñahui, Nadal e Ruud hanno offerto uno spettacolo degno della loro classifica ATP.

Le condizioni del campo in sintetico erano piuttosto veloci, favorendo così il tennis propositivo del norvegese. Con questi presupposti Ruud ha saputo sfruttare i suoi potenti servizi e ha vinto molti punti con il suo diritto mettendo Rafa più volte in difficoltà. Certo non sono mancati anche i momenti piacevoli: ad esempio quando Nadal ha portato fuori dal pubblico un bambino per disputare un punto contro Ruud. Il norvegese alla fine ha portato a casa l’agognata vittoria senza essere mai breakkato. A proposito della nuova stagione imminente il norvegese ha dichiarato: “In questa stagione non sono stato in grado di giocare l’Australian Open; quindi, per me sarà come una rivincita e spero vivamente di poter fare bene. Non vedo l’ora di andare in Australia, sperando di ottenere buoni risultati. Non vedo l’ora di iniziare una nuova stagione e di poter tornare a giocare i cinque set. Sono affamato per ottenere un buon risultato anche lì e sono curioso di vedere come andranno le cose il prossimo anno.

Il tour d’esibizione di Nadal proseguirà attraverso l’America Latina che lo ha già portato nei giorni scorsi a Buenos Aires, Santiago del Cile e Belo Horizonte. Adesso dopo Quito toccherà a Bogotá e Città del Messico.

 

Continua a leggere

Coppa Davis

Félix Auger-Aliassime: “Avrei preferito affrontare Berrettini al top della forma. Io e lui siamo amici”

“Nei prossimi anni l’Italia sarà tra le contendenti per la Coppa Davis. Sinner può vincere Slam in futuro” – così Auger-Aliassime alla Gazzetta dello Sport

Pubblicato

il

Felix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Felix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Domenica scorsa il Canada ha riscritto la storia del suo paese, conquistando la prima Coppa Davis della sua storia grazie a Denis Shapovalov e Félix Auger-Aliassime, che nel 2015 avevano portato a casa anche la Davis Cup junior. Mattatore assoluto della settimana a Malaga è proprio stato il numero 6 del mondo, che ha mostrato ancora una volta i suoi incredibili miglioramenti in un 2022 da favola e nei 4 match disputati non ha mai perso il servizio.

“Penso che mi sognerò per anni quell’ultimo colpo. Ho solo pensato ‘tira più forte che puoi‘, e quando ho capito che la palla di De Minaur sarebbe uscita è come se avessi perso i sensi: le gambe mi hanno abbandonato, sono crollato a terra e ricordo solo tutti che mi venivano addosso. Mi piace ricordare il successo nella Coppa Davis Junior, è come se io e Denis avessimo chiuso un cerchio. La speranza è che questa generazione possa andare ancora molto lontano”.

In un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Auger-Aliassime è tornato sulla sfida all’Italia, esprimendo un po’ di rammarico sulle condizioni del suo amico Matteo Berrettini, che avrebbe voluto affrontare al top della forma. I due si sono già scontrati cinque volte nel circuito ATP, con quattro vittorie dell’azzurro (due sull’erba e due alla Laver Cup). L’unico successo del canadese è arrivato l’anno scorso a Cincinnati.

 

“Io e Matteo ci siamo incrociati prima di affrontarci in campo – prosegue FAA – peccato che lui non fosse ancora in piena forma, sarebbe stato una gran bella sfida se tutti fossimo stati al 100%. Sono certo però che il peggio per lui sia passato: in Australia sarà tra gli avversari da battere. Anche l’Italia, insieme a noi e agli Stati Uniti, nei prossimi anni sarà tra le contendenti alla Coppa Davis“.

Come detto in precedenza, Auger-Aliassime ha chiuso la stagione da numero 6 del ranking, in un 2022 che ha dato ampio spazio a risultati straordinari dei giovani. Oltre a lui, impossibile non menzionare il n°1 del mondo Carlos Alcaraz, vincitore di uno Slam e di due Masters1000, così come anche Holger Rune, che se non fosse stato per una manciata di punti persi per un Challenger giocato lo scorso anno avrebbe chiuso l’anno in top10.

“Ho già battuto Carlos, è un giocatore davvero forte. Ha enormi grandi potenzialità ed è impressionante pensare che a 19 anni sia già il numero 1 ATP abbia vinto uno Slam. C’è poi anche Holger, che ha fatto un exploit incredibile: sarà bello sfidarsi per i trofei più importanti. I miei obiettivi da qui in avanti sono chiari, ovvero vincere i Masters 1000 e gli Slam. Gli italiani? La forza e la potenza di Matteo Berrettini sono impressionanti, poi è una bella persona: siamo amici ed è una rivalità positiva. Sinner sta ancora crescendo, ma penso che sia uno dei candidati a vincere Slam nel futuro. Musetti è il più giovane, sta anche lui facendo molti progressi e il suo tennis è davvero spettacolare“.

Per il 22enne di Montréal, che rispetto ai due 19enni citati in precedenza si sente già un “veterano”, non è però stato sempre tutto facile. Prima di questa stagione, infatti, non aveva mai vinto nemmeno un titolo ATP, vedendosi sempre più spesso attribuita l’etichetta di eterno secondo. Delle otto finali disputate prima del 2022, infatti, non era mai riuscito ad imporsi. Certo non è facile accettare la sconfitta, ma il canadese non si è mai dato per vinto:

“Quando giochi una finale è sempre meglio vincere. Però bisogna anche vedere il lato positivo: arrivare a giocarsi il titolo è comunque già un buon risultato. In alcune occasioni non ho giocato abbastanza bene da meritare la vittoria, ma non mi sono mai abbattuto. Penso che la resilienza sia una delle mie qualità più grandi”.

C’è poi un aspetto molto importante di cui forse pochi sono a conoscenza, ovvero la grande generosità di Auger-Aliassime. Anche senza farne proclami, il giovane canadese è sempre impegnato in un importante progetto benefico legato al tennis:

Per ogni punto che faccio dono 10 dollari per progetti legati all’istruzione e alla sanità in Togo (il paese originario del padre, ndr). Questa stagione devo dire che è andata piuttosto bene, per me questo progetto è una spinta ulteriore per dare tutto quello che ho sul campo“.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement