MET Gala 2021, quando il tennis si sposa col glamour: sul red carpet Raducanu, Sharapova, Berrettini e Serena

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MET Gala 2021, quando il tennis si sposa col glamour: sul red carpet Raducanu, Sharapova, Berrettini e Serena

Parata di stelle del tennis al celebre Met Gala di New York. Berrettini e fidanzata, Raducanu, le sorelle Williams, Sharapova e Osaka hanno sfoggiato le mise più disparate e sorprendenti

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A New York cala il sipario sugli US Open ma ecco che si alza quello del MET Gala, uno degli eventi legati alla moda e alla beneficenza più glamour e mondani del mondo, una soirée che brilla di arte, luci e star nella magnifica location del Metropolitan Museum. E allora, insieme alle stelle del cinema, della musica e della moda, non potevano mancare quelle dello sport e del tennis in particolare. Dopo aver calcato l’Arthur Ashe Stadium, i protagonisti del circuito per un attimo mettono da parte la racchetta e si rifanno il trucco, pronti a sfilare sul red carpet più celebre della Grande Mela, in tutto il loro splendore.

Da due giorni, c’è una nuova stella che brilla nel firmamento del tennis, la 18enne Emma Raducanu, deliziosa regina degli US Open che ha saputo scrivere come pochi finora la storia del tennis. Dopo aver preso parte alla trafila dei vari talk show americani (un rito ormai per i neocampioni degli US Open), eccola sfilare anche al Metropolitan, in abito Chanel, dalla fantasia bianca e nera, spezzato, un po’ in stile orientale, con top con spalline e gonna lunga. Il ventre, parzialmente scoperto, è impreziosito da un filo di perle con gioiello al centro. Completa il tutto una lunga stola, in pendant con il vestito. Emma, elegante e luminosa.

Presente anche l’altra grande rivelazione del torneo femminile, la finalista Leylah Fernandez. Anche per lei la scelta cade sul bianco e il nero. Ma la sua mise è molto più “classica” e punta sull’estrema semplicità: un abitino corto, con le spalline e leggermente svasato. Davvero graziosa.

Immancabile poi la “queen” del tennis, Serena Williams. È vero, le stelle del MET Gala di solito tendono a sbizzarrirsi con i look più strani e improbabili, ma quello della 23 volte campionessa slam è davvero sorprendente e alquanto… ingombrante. Assente nell’edizione 2021 dello slam americano, Serena ha voluto ben marcare la sua presenza sul red carpet del Metropolitan, presentandosi con una tutina argentata di pizzo (Gucci) ma, soprattutto, avvolta da un lungo e spesso mantello a strascico di piume, bianco nella parte attorno al collo e nero nella parte bassa, declinato al centro dalle sfumature del rosa, dalla tonalità più chiara fino al fucsia, la cui forma, visto di fronte, ricorda in effetti due ali d’angelo. Che dire? Se voleva distinguersi ci è riuscita a meraviglia, come sempre del resto. È così, quando si tratta di moda, spesso Serena vuole strafare e il buon gusto lascia un po’ a desiderare. Decisamente too much

Elegante e decisamente più classica invece la sorella Venus, davvero molto glamour nel suo abito rosso dallo strascico lungo e con un corpetto formato da un ampio e romantico volant, che le lascia scoperte le spalle. Sontuosa.

 
 
 
 
 
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Di rosso vestita anche una carismatica Sloane Stephens. La campionessa 2017 degli US Open si è presentata avvolta da un ampio abito rosso corallo, dalle maniche lunghe, a sbuffo, molto larghe. Elegante e seducente Sloane, con uno spacco vertiginoso laterale e il corpetto che, al centro, si apre in uno scollo leggermente audace. Romantico invece lo strascico laterale, dal lato opposto dello spacco.

Presente al Met Gala anche Naomi Osaka. La giapponese sta attraversando un momento complicato dal punto di vista agonistico ed emotivo. Uscita al terzo turno da Flushing Meadows, tuttavia Naomi era al rendez-vous per il celebre evento glamour, lei che ora sembra trovarsi molto più a suo agio sui red carpet o in uno shooting pubblicitario piuttosto che su un campo da tennis. La mise di Naomi? Un abito Louis Vuitton dai forti contrasti. Uno pseudo kimono sgargiante e colorato, stretto in vita da una larga fascia rossa, a cui viene abbinato un lungo mantello nero a balze che le lascia scoperte le spalle. Le due cose c’entrano poco insieme. A coronare il tutto, l’acconciatura: una sorta di “scultura” futuristica. Parte della bella chioma di Naomi è annodata quasi a ricordare un po’ un “bretzel“, il celebre snack salato. Mentre dai lati, si stendono orizzontalmente due larghe ciocche che sembrano ali “elettrizzate”. In fatto di look Naomi ama osare, non c’è dubbio. L’originalità è assicurata. L’eleganza, un po’ meno.

Invece l’Italian style non delude mai. Semplice ma molto affascinante Matteo Berrettini, accompagnato dalla fidanzata Ajla Tomljanovic. Il fresco n. 7 del mondo – da lunedì – si è fatto notare per lo charme, reso ancora più evidente dall’elegantissimo smoking blu notte. Perfetto. Così com’è splendida Ajla Tomljanovic, in un abito semilungo di paillettes che simboleggia lo skyline di New York illuminato di notte. Impeccabile anche uno dei semifinalisti dello US Open, Félix Auger-Aliassime. Al contrario di Matteo, Félix indossa un completo con giacca bianca, papillon nero e pantaloni anch’essi neri, un po’ in stile “James Bond”. Molto classy. Carinissima anche la fidanzata del canadese – nonché cugina di Tomljanovic – Nina Ghaibi, in un delizioso abito lungo dorato, classico e raffinato.

Maria Sharapova passa da un red carpet all’altro. Dopo aver deliziato gli appassionati di cinema con la sua presenza alla Mostra di Venezia, eccola puntuale anche sul tappeto rosso della Grande Mela, passando per gli spalti di Flushing Meadows dove ha assistito alla finale maschile. Masha indossa un regale abito in raso color giallo senape. Certo, molto chic. La forma del vestito è interessante e la sua sinuosità fa risaltare la linea statuaria di Maria. Però quelle ampie mezze maniche ricordano un po’ la mantellina di un vescovo… Ma si sa, Maria può permettersi questo ed altro in fatto di look.

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WTA Lussemburgo: Samsonova travolge Bencic, sfiderà Ostapenko in semifinale

La tennista lettone continua nella difesa del titolo superando Cornet, ma troverà sulla sua strada una lanciatissima Ljudmila Samsonova

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Poche sorprese nelle prime due partite di oggi al torneo WTA 250 di Lussemburgo. Il match di più alto profilo della prima parte della giornata è stato sicuramente quello tra la campionessa in carica Jelena Ostapenko (che ha vinto l’edizione 2019, mentre nel 2020 non si è giocato) e la francese Alize Cornet, rispettivamente numero 3 e numero 8 del tabellone. Ad avere la meglio è stata Ostapenko, che ha superato Cornet in due set. Estremamente equilibrato il primo parziale, in cui Ostapenko si è trovata due volte sotto di un break. Cornet ha avuto anche la possibilità di servire per il set sul 5-4, ma la tennista lettone è stata brava a non concedere alla francese neanche un set point.

Un mini-break a testa anche nel gioco decisivo, con Cornet che questa volta ha potuto giocarsi il primo set point della partita. Resterà l’unico: Ostapenko salva e trova il break decisivo che fissa il punteggio del tie-break sull’8-6 in suo favore Più facile il secondo set, la tennista francese perde il servizio già nel terzo game e lascia scorrere via la partita. Per Ostapenko in semifinale ci sarà la (relativamente) sorprendente Ljudmila Samsonova, che non ha mai perso il servizio (due palle break salvate su due) contro una delle giocatrici più in forma del momento, l’oro olimpico Belinda Bencic. Capace di vincere un titolo quest’anno, sull’erba di Berlino, la giocatrice russa ha dato la sensazione di aver ritrovato quello stato di forma in corrispondenza del quale tutto le riesce semplice ed è in grado di travolgere le avversarie, sebbene al turno precedente avesse faticato molto di più contro, Oceane Dodin, decisamente più abbordabile.

Si è rivelata invece più semplice del previsto la pratica per la 18enne Clara Tauson, che aggiunge un altro tassello importante a una stagione già ottima lasciando solo cinque game alla molto più esperta Bouzkova. In semifinale troverà la vincente di un altro big match di giornata, quello tra Elise Mertens e Marketa Vondrousova che chiuderà il programma.

 

[3] J. Ostapenko b. [8] A. Cornet 7-6(8) 6-2
C. Tauson b. M. Bouzkova 6-3 6-2
[7] L. Samsonova b. [1] B. Bencic 6-1 6-4
[5] M. Vondrousova vs [2] E. Mertens 7-5 6-2

Il tabellone completo di Lussemburgo

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WTA Portorose: Bronzetti si arrende a Putintseva, Paolini giocherà la sua prima semifinale

Jasmine Paolini supera Cirstea e si prende un posto in semifinale per la prima volta in un torneo del circuito maggiore. Bronzetti si ferma al cospetto di Putintseva: niente derby azzurro

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Ancora una giornata di buone notizie per i colori italiani al WTA 250 di Portorose. Sul cemento sloveno continua la marcia di Jasmine Paolini, che dopo la buona prestazione allo US Open contro Azarenka sembra aver trovato un po’ di continuità. La tennista italiana ha avuto la meglio della rumena Sorana Cirstea in tre set molto equilibrati e ricchi di break; proprio in apertura Paolini salva due palle break, per poi essere la prima a strappare il servizio all’avversaria già nel secondo game. Cirstea però non molla e in un lunghissimi quinto game si riprende il break di svantaggio. A quel punto le prestazioni al servizio di entrambe migliorano nettamente e si arriva addirittura a tre game consecutivi senza punti vinti dalla giocatrice in risposta.

A spezzare nuovamente l’equilibrio è Paolini, che con Cirstea spalle al muro – stava servendo per restare nel set – approfitta delle incertezze della tennista rumena e si prende il primo set. La partita sembra mettersi bene anche nel secondo. Cirstea cede il servizio come successo nel primo set, al secondo game, ma anche qui è brava a rimettersi in carreggiata nel quinto game, curiosamente lo stesso del primo set. Lo schema scopiazzato dal prima parziale prende però una piega differente, perché Paolini è molto meno fredda e il set finisce nelle mani di Cirstea.

Nel terzo set la tennista italiana è ancora una volta la prima a breakkare e di nuovo strappa il servizio a Cirstea nel secondo game, ma questa volta la tennista rumena non oppone più resistenza e Paolini veleggia verso un posto in semifinale – la prima in carriera un torneo WTA e la terza complessiva di questa stagione, in cui due volte si è spinta in finale in tornei di categoria 125K (Saint-Melo e Bol, perdendo la prima e vincendo la seconda). Sfiderà per un posto in finale Yulia Putintseva, che rovina il sogno di un derby in semifinale lasciando soli cinque game a Lucia Bronzetti, autrice comunque di un ottimo torneo; è la seconda volta che raggiunge i quarti quest’anno, dopo il torneo di Palermo.

 

Qualche rimpianto per la tennista italiana, che si era trovata avanti 3-0 e con doppio break nel primo set. Passa senza giocare la testa di serie numero 5 Tamara Zidansek, che beneficia del ritiro di Kalinina in uno degli ottavi di finale rimasti da giocare ed evita così il doppio turno a cui invece si è vista costretta la sua avversaria, Kaja Juvan, che ha dovuto battere in due set Krunic. In semifinale alla fine ci va Juvan, che nonostante il doppio turno trova le forze necessarie per battere la semifinalista del Roland Garros.

I tabelloni aggiornati

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Challenger

Challenger: Sandgren imita Djokovic, Murray perde presto, gli italiani steccano

Nessun azzurro supera il secondo turno nella settimana Challenger, Tennys Sandgren nemmeno il primo, perché colpisce un giudice di linea e viene squalificato

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Tennys Sandgren - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Al Challenger di 80 di Cary (North Carolina, cemento) Salvatore Caruso (testa di serie n.3) viene eliminato 6-2 6-4 al secondo turno dal 25enne australiano di origine serba Aleksandar Vukic (n.233 ATP). Il palmares molto modesto di Vukic (un solo Future in bacheca) autorizzava a pensare che l’azzurro non dovesse avere troppi problemi a proseguire nel suo cammino. Non avevamo però fatto i conti con l’annata storta di Caruso che purtroppo vede allontanarsi sempre più la top 100. Adesso è n.125 e ai prossimi AO, salvo miracoli, dovrà passare dalle forche caudine delle qualificazioni.

Ancora più in fretta se l’è sbrigata quella testa matta di Tennys Sandgren (n.103 ATP e prima testa di serie) che a Cary, invece di farsi notare per le sue dichiarazioni che lo allineano al pensiero del ‘suprematismo bianco’, ha pensato bene di colpire un giudice di linea. Dinamica rocambolesca: nel secondo game dell’incontro di primo turno contro Chris Eubanks, un raccattapalle lo colpisce per sbaglio con la pallina al bassoventre e Sandgren, accecato dalla rabbia, scaglia la pallina stessa lontana, neanche tanto lontana in realtà, giusto quel che basta per colpire il giudice. Ovviamente squalifica immediata e adesso il ragazzo del Tennessee può finalmente dire di condividere qualcosa con Djokovic.

Al Challenger 80 di Istanbul (cemento) i quattro italiani fanno davvero pochissima strada, a partire da Lorenzo Giustino che cede subito (7-5 6-1) alla testa di serie n.1 l’australiano James Duckworth (n.80 ATP); Andrea Arnaboldi continua la sua stagione di up and down e perde dal qualificato belga Christopher Heyman (n.400 ATP) che vince in rimonta 3-6 6-2 6-4. Anche Thomas Fabbiano, che sta vivendo una stagione decisamente negativa, è stato sconfitto subito. A punirlo questa volta è stato il veterano ucraino Illya Marchenko (n.155 ATP) che vince 7-5 6-2. Evidentemente il nuovo allenatore, l’australiano Jack Reader, non ha ancora portato grandi giovamenti, anche se siamo consapevoli che probabilmente serve più tempo. Eliminato anche Roberto Marcora, che cede in tre set (6-1 2-6 6-4) al 20enne cinese di Taipei Chun-Hsin Tseng (n.253 ATP).

Più o meno stessa musica al Challenger 125 di Stettino (Polonia, terra battuta) dove la pattuglia azzurra sembrava davvero competitiva, una previsione che purtroppo non ha retto alla prova dei fatti. Marco Cecchinato (testa di serie n.4) supera un turno per poi cedere in tre set al tedesco Yannick Hanfmann che prevale col punteggio di 6-3 4-6 7-6(2). Per carità il tedesco è un ottimo giocatore (n.132 ATP e sei Challenger in bacheca) ma se Ceck non vince queste partite sarà molto difficile per lui risalire in classifica. Nonostante qualche timido segnale di rinascita (si veda la finale raggiunta quest’anno a Parma), complessivamente da quando si è separato da coach Simone Vagnozzi (giugno 2019), ha avuto più problemi che gioie.

Stefano Travaglia perde inaspettatamente 7-6(3) 3-6 6-2 contro la wild card locale, il 27enne Pawel Cias (n.640 ATP e giocatore così anonimo da non essersi nemmeno guadagnato una foto sul sito ufficiale ATP). Per l’ascolano (anche lui orfano di coach Vagnozzi) l’unico ricordo positivo di questo 2021 rischia di rimanere l’ATP 250 giocato a febbraio in Australia, torneo in cui è stato sconfitto in finale da Sinner. Un po’ poco per i propositi con i quali aveva affrontato una stagione che ora rischia di vederlo uscire dalla top 100.

Fuori subito anche Andrea Pellegrino che si difende con coraggio contro il forte polacco Kamil Majchrzak (n.139 ATP) ma deve alla fine cedere 6-3 7-6(7). Da notare che nel tie-break decisivo il pugliese è riuscito a risalire da 1-5 fino a procurarsi due set point, che però il padrone di casa è stato bravo ad annullare.

Al Challenger 90 di Rennes (cemento indoor) l’unico italiano in gara Alessandro Bega riesce a superare le qualificazioni per poi perdere contro l’inglese Liam Broady 6-2 6-1. Si ferma al secondo turno anche la corsa di Andy Murray, che era entrato in tabellone con una wild card. Il russo Roman Safiullin (n.158 ATP) non ha usato riguardi verso il malandato ex numero 1 del mondo e lo battuto 6-2 4-6 6-1.

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