Boris Becker a Eurosport: "Non è giusto che Djokovic sia considerato il cattivo dei Big 3"

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Boris Becker a Eurosport: “Non è giusto che Djokovic sia considerato il cattivo dei Big 3”

Dopo la sconfitta di Nole in finale a New York, Becker ha affermato che il suo ex allievo “non doveva giocare a Tokyo. Spero che venga trattato meglio”

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È ancora fresco il ricordo di quanto accaduto domenica 12 settembre sull’Arthur Ashe di Flushing Meadows, dove Daniil Medvedev ha mandato in frantumi i sogni di Grande Slam di Nole Djokovic conquistando il suo primo Major. Non è stata però la sconfitta del serbo ad avere tanto risalto mediatico. Si è parlato più del suo crollo nervoso. La sua estrema solidità mentale, il suo più grande punto di forza, è venuta meno solo di fronte all’obiettivo più grande che un giocatore di tennis può sperare di raggiungere. L’ha capito molto bene Boris Becker, che ha allenato il numero 1 del mondo e nel podcast di Eurosport Germania Das Gelbe vom Ball (Il giallo della palla) ha provato ad analizzare quanto accaduto: “Non ho mai visto Novak piangere sul campo da tennis. Deve aver raggiunto o superato il proprio limite emotivo. Gli avranno sicuramente chiesto, ogni giorno dopo Wimbledon, se fosse in grado di vincere il Grande Slam o se fosse in grado di diventare il detentore del record di Majors”.

“Questo l’ha sicuramente influenzato” continua Boris, “e il suo discorso a fine match è stato ancora più sorprendente. Aveva gli occhi lucidi mentre diceva ‘Oggi è il giorno più bello della mia vita, perché ho finalmente sentito di essere rispettato e amato’. Tutto questo nel giorno in cui non è riuscito a sfruttare quella chance si presenta una volta sola nella vita: vincere tutti gli Slam in un anno. È stata una situazione incredibile, un momento assurdo“.

Non ci sono solo le difficoltà emotive del torneo in sé alla base della sconfitta, l’unica su 28 partite giocate negli Slam nel 2021. Secondo Becker, Djokovic avrebbe dovuto abbandonare i sogni di ‘Golden Slam’ (4 Major + Oro Olimpico) e non andare a Tokyo dopo Wimbledon: “A essere onesti, non credo che avesse il Golden Slam nei suoi piani. Credo che lui abbia pensato al Grande Slam per la prima volta dopo Parigi. Avrebbe preferito non andare a Tokyo 2020 per rigenerarsi, ma sappiamo che è un serbo orgoglioso e voleva rappresentare il suo Paese. Solo che anche lui è umano! Non si può vincere tutto sempre. Non esiste la perfezione e da Tokyo è tornato stremato. Forse avrebbe dovuto prendersi una pausa più lunga dopo Wimbledon, come ha sempre fatto, di tre o quattro settimane. Lo stress del viaggio, il villaggio olimpico, la cerimonia d’apertura… È stato tutto molto bello, ma al tempo stesso estremamente estenuante”.

 

Ancora non è il momento di fermarsi però. Nole avrà già dalla prossima stagione diverse chance per staccare Nadal e Federer, vincendo il 21esimo titolo Slam. Proprio sul confronto tra il serbo e i suoi due più grandi rivali Becker ha lasciato un commento: “Conosco Novak sia a livello privato che professionale ed è un bravo ragazzo: un giocatore che alle volte si comporta male sul campo, ma chi non lo fa? Pubblico e media inclusi devono abituarsi all’idea che non sono due, bensì tre giocatori che hanno grandi qualità non solo come giocatori ma anche come persone. Non è accettabile che Novak sia sempre rappresentato come il cattivo, mentre Roger e Rafa sono sempre rappresentati come i bravi ragazzi. Non è giusto. Spero che queste due settimane a New York, la finale, il suo successivo discorso e la reazione del pubblico di New York possano finalmente metterlo sotto una nuova luce. Medvedev ha detto che Djokovic è il più grande di sempre: non me l’aspettavo. Conosciamo Medvedev, non è uno che s’inventa o dice cose solo per arrivare a uno scopo, anzi. Credo che abbia causato forti reazioni nel circuito. Nadal e Federer avranno certo sentito la sua affermazione e certo che se Novak avesse vinto, il problema del GOAT non si sarebbe più posto più. L’opinione di Medvedev andrebbe rispettata“.

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ATP

ATP San Pietroburgo, avanzano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

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Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

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Oggi l’ultimo saluto ad Alessio Ceccarelli, il fisioterapista sorridente del tennis

Aveva frequentato il circuito per molti anni facendo parte anche dello staff medico delle nazionali

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Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)
Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)

Ha frequentato per anni il circuito maschile come fisioterapista di Aleksandr Dolgopolov jr, e quello femminile al seguito di Laura Siegemund e Andrea Petkovic. Non solo: fino al 2011 è stato membro dello staff medico delle nazionali maschili e femminili di tennis. Alessio Ceccarelli, il “fisioterapista sorridente”, è morto a soli 38 anni nella sua Pisa ed oggi è stato il giorno del suo funerale, al cimitero di Calci. A strapparlo all’affetto del padre Alfredo, della madre Daniela, del fratello Daniele e dell’amata Barbora è stato un tumore fulminante, che se l’è portato via nel giro di pochi mesi.

Ceccarelli era un giovane professionista qualificato e molto onesto che ha sempre portato il suo entusiasmo nelle players lounge in giro per il mondo. “Non ci posso credere. Sono profondamente triste nell’apprendere questa notizia – ha commentato Alexander Dolgopolov -. Era mio amico e mi ha sostenuto per molti anni della mia carriera. Alessio aveva un attitudine positiva ed è dura credere ci abbia lasciato”. A piangere Ceccarelli è anche la FIT, che sul suo sito ufficiale ha esternato le condoglianze della federazione e di tutto il movimento tennistico.

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Coppa Davis

Le convocazioni dell’Italia per la Coppa Davis: prima volta in azzurro per Sinner e Musetti

L’Italia esordirà a Torino il 26 novembre contro gli Stati Uniti, i quali hanno anch’esso reso noti i nomi dei tennisti convocati quest’oggi

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Jannik Sinner - Anversa 2021 - BELGA PHOTO LAURIE DIEFFEMBACQ

Jannik Sinner e Lorenzo Musetti per la prima volta in Nazionale. Il capitano Filippo Volandri ha diramato le convocazioni per la Coppa Davis, con la fase a gironi che per gli azzurri si disputerà al Pala Alpitour di Torino (le altre sedi sono Innsbruck e Madrid, sempre sul cemento indoor) dal 25 al 28 novembre contro Stati Uniti e Colombia nel Gruppo E. Volandri ha chiamato Matteo Berrettini (numero 7 ATP), Jannik Sinner (numero 11), Lorenzo Sonego (23), Fabio Fognini (36) e Lorenzo Musetti (67). Per Sinner e Musetti si tratta appunto della prima convocazione di sempre in maglia azzurra.

Gli incontri prevedono due singolari (si scontrano i numeri 2 e i numeri 1 delle nazioni fra loro) e il doppio. L’esordio dell’Italia è fissato per le 16 di venerdì 26 novembre contro gli Stati Uniti: il capitano a stelle e strisce, Mardy Fish, ha diramato anch’egli le convocazioni oggi, chiamando John Isner (oggi numero 26 ATP), Reilly Opelka (27), Taylor Fritz (28), Jack Sock (152) e Rajeev Ram (numero 4 ATP in doppio). L’ultimo incontro tra Italia e Stati Uniti in Coppa Davis risale all’ultima edizione disputata, quella del 2019, quando gli azzurri persero 2-1 con Berrettini sconfitto da Fritz e Fognini vincitore su Opelka (l’eliminazione fu sancita, per gli incroci del tabellone, prima del doppio, che vide Querrey e Sock battere Bolelli e Fognini).

Per quanto riguarda la Colombia del capitano Alejandro Falla, i nominativi sono i seguenti: Daniel Galan (attualmente numero 106 ATP), Nicolas Mejia (274) e i doppisti Robert Farah e Juan Sebastian Cabal (rispettivamente numeri 11 e 14 della classifica ATP di doppio). Il quinto nominativo sarà ufficializzato a ridosso della competizione, che vedrà i sudamericani esordire contro l’Italia il 27 novembre.

 

La vincente del Gruppo E affronterà nei quarti di finale, lunedì 29 novembre, sempre a Torino, la prima classificata del girone D – con Australia, Croazia e Ungheria – anch’esso ospitato al Pala Alpitour.

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