Dylan Alcott e Diede de Groot hanno completato il Golden Slam allo US Open (nel giro di poche ore)

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Dylan Alcott e Diede de Groot hanno completato il Golden Slam allo US Open (nel giro di poche ore)

I due campioni del tennis in carrozzina hanno ripetuto l’impresa di Steffi Graf (nel 1988). Per Alcott, volto noto nel Tour, non è da escludere un ritiro dalle gare

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Dylan Alcott con il trofeo - US Open 2021 (via Twitter, @usopen)
 

Nella stagione in cui Novak Djokovic è arrivato a una sola vittoria dal completare uno storico Grande Slam nel singolare maschile, c’è chi – nel mondo della racchetta – invece ci è riuscito. I nomi dei due campioni non sono soliti finire sulle prime pagine dei giornali e dei siti d’informazione. Parliamo di Dylan Alcott e Diede De Groot, le due brillanti stelle del tennis in carrozzina. Entrambi non solo hanno messo in bacheca tutti e quattro i titoli Major della stagione 2021, ma hanno anche trionfato alle Paralimpiadi di Tokyo, centrando due Golden Slam.

L’unico essere umano capace di centrare questo traguardo, prima di qualche giorno, fa rispondeva al nome di Steffi Graf – che nel 1988 vinse i quattro Slam e poi si impose anche ai Giochi di Seoul. Son serviti 33 anni per festeggiare il secondo Golden Slam – ha scritto Victor Mather per il New York Times domenica 13 settembre. Poi è bastata solo qualche altra ora per assistere al terzo. Due frasi che raccontano al meglio ciò che è successo sui campi di Flushing Meadows.

Diede De Groot, 24 anni e originaria di Woerden in Olanda, sabato 12 settembre ha superato 6-3 6-2 Yui Kamiji – numero 2 del mondo – nella finale del torneo femminile di weelchair tennis (categoria Open) allo US Open. Contro Kamiji iniziò la sua cavalcata verso il Golden Slam in febbraio: vinse 7-6 al terzo set la finale dell’Open d’Australia, mettendo le basi per lo straordinario traguardo tagliato poi sui campi di New York.

Diede De Groot con il trofeo – US Open 2021

Son bastate poche ore però per vedere un altro atleta riuscirci. L’australiano Dylan Alcott, che compete nella disciplina del quad, ha trionfato sul Louis Armstrong di Flushing Meadows, realizzando il sogno della sua carriera tennistica. Era andato vicino al Grande Slam nel 2019, ma dopo aver vinto a Melbourne, Parigi e Londra, giocò una pessima finale a New York contro Andy Lapthorne, che si aggiudicò il trofeo col punteggio di 6-1 6-0. Stavolta si è ritrovato di fronte il 18enne Niels Vink, olandese come De Groot. Alcott ha vinto 6-2 7-5, sollevando il suo 15esimo titolo dello Slam.

Nonostante le due vittorie di Alcott e De Groot rientrino – semplicisticamente – nella categoria “tennis in carrozzina”, in realtà sono arrivate in due specialità diverse. De Groot gareggia nella classe ‘Open’, che racchiude tutti gli atleti che non hanno mobilità in una o entrambe le gambe. Alcott invece gareggia nella classe ‘Quad’, riservata agli atleti con paralisi agli arti inferiori e mobilità limitata negli arti superiori (difficoltà quindi nel spostare la carrozzina e impugnare la racchetta).

“Tutti mi chiedevano ‘Stai pensando al Golden Slam?” ha detto Alcott dopo la vittoria. “E io rispondevo ‘No, davvero non mi importa’. Così per tutto l’anno. Ma certo che mi importava. È bello non dover fingere più”. L’australiano è un volto piuttosto noto all’interno del panorama sportivo. La sue presenze in TV e nelle radio sono aumentate ogni anno di più. Oltre al suo talento in campo e agli straordinari risultati raggiunti, il carisma e la positività di Alcott sono ben noti agli sportivi. In conferenza stampa, dopo il trionfo allo US Open, si è detto orgoglioso della sua disabilità e ha specificato che non gli interessa ‘andare là fuori con Djokovic e Medvedev’, ma che vuole essere semplicemente Dylan Alcott. Se queste parole non sono sufficienti a trasmettere la personalità di questo ragazzo, ecco un video in cui beve una birra dal trofeo dello US Open appena conquistato.

Tuttavia la sua carriera – a 30 anni – potrebbe essere già conclusa dopo questo incredibile traguardo: “Sarò onesto con voi” si è rivolto al pubblico dello US Open. “Non so se tornerò a giocare qui. Grazie per aver accolto così questo giovane, grasso ragazzo disabile con un brutto taglio di capelli”.

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