ATP Mosca: a Karatsev il derby russo, Cilic a caccia del ventesimo titolo

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ATP Mosca: a Karatsev il derby russo, Cilic a caccia del ventesimo titolo

Khachanov dura un set contro il connazionale. Acuto di fine stagione per il trentatreenne croato, che elimina Berankis

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Aslan Karatsev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

La folta presenza di tennisti russi nel torneo ATP 250 di Mosca ha trovato in Aslan Karatsev il più valido rappresentante per conquistarsi un posto in finale. Il ventottenne infatti ieri ha sconfitto 7-6(7) 6-1 il connazionale Karen Khachanov in un incontro tanto equilibrato ed incerto nel primo set quanto rapido e a senso unico nel secondo. Nel tie-break che ha deciso la prima frazione Karatsev su è trovato sotto 6 punti a 3 e in totale è stato in grado di annullare 4 set point. “Ho cercato di non pensare al punteggio nel tie-break e di giocare un punto alla volta”, ha detto Karatsev nell’intervista in campo a fine partita. Sul 5-6 ho messo a segno una grande risposta e lui si è innervosito, ed è così che sono riuscito a vincere. Per me significa tantissimo raggiungere la finale; sono stato a questo torneo molte volte, quindi la finale di domani sarà speciale per me”.

Esploso in Australia quest’anno – dove al primo Slam giocato in carriera ha raggiunto la semifinale – Karatsev ha dimostrato ampiamente che non si trattava di un episodio isolato, ma bensì semplicemente un processo di maturazione avvenuto ad un’età particolarmente avanzata per uno sportivo. Attualmente è N.22 del mondo e addirittura matematicamente sarebbe ancora in corsa per un posto alle ATP Finals di Torino, occupando la posizione N.13 della Race (con 2.180 punti), 775 punti dietro Hurkacz l’ultimo giocatore qualificato. Al momento tutto questo discorso passa in secondo piano, tuttavia, perché per Aslan c’è qualcosa di più importante: alle 15 di domenica 24 ottobre giocherà la sua terza finale ATP – ovviamente raggiunte tutte in questa stagione – e l’obiettivo è portare a casa il secondo trofeo dopo quello di Dubai a marzo.

Piccola curiosità statistica su Karatsev: il russo è il primo tennista dal 1992 a disputare nella stessa stagione almeno due finali di singolare, doppio e doppio misto. L’ultimo a riuscirsi era stato 29 anni fa l’australiano Mark Woodforde, vincitore in carriera di 17 prove Slam tra doppio e doppio misto, e 4 titoli ATP di singolare. Karatsev invece quest’anno ha raggiunto la finale in doppio sempre al fianco del connazionale Andrej Rublev nell’ATP 250 di Doha perdendo, e più recentemente al Masters di Indian Wells portando a casa il titolo. Per quel che riguarda il doppio misto invece in entrambe le occasioni era al fianco di Elena Vesnina ma i due hanno perso sia al Roland Garros che alle Olimpiadi di Tokyo.

 

Ad opporsi al gioco d’anticipo del russo nella finale dell’ATP 250 di Mosca ci sarà il veterano Marin Cilic. Nonostante il trentatreenne croato abbia ormai abbandonato da un po’ di tempo i piani alti del tennis, il suo gioco potente gli permette ancora di togliersi tante soddisfazioni, e così in semifinale è arrivata la vittoria 6-3 6-4 sul lucky loser lituano Ricardas Berankis. Quest’anno Cilic, nonostante le prestazione opache negli Slam, è riuscito a togliersi qualche soddisfazione, tra cui il titolo vinto sull’erba di Stoccarda; se dovesse accaparrarsi anche il trofeo di Mosca arriverebbe al ragguardevole traguardo di 20 titoli in carriera su 35 finali disputate. Ricordiamo che in passato ha già vinto otto tornei sul cemento indoor, a dimostrazione di quanto il suo gioco sia adattabile ad ogni condizione e superficie.

In una notevole prestazione al servizio contro Berankis, Cilic ha messo a segno 10 ace e ha vinto l’83% (33/40) di punti con la sua prima di servizio per concludere l’incontro dopo un’ora e 31 minuti. “È stata una partita difficile, Ricardas ha giocato bene”, ha detto Cilic a fine gara. “Il primo set è stato fantastico da parte mia, ho servito alla grande, ma poi Ricardas ha iniziato a trovare il suo ritmo e ha giocato molto meglio nel secondo. Si è trattato di un incontro ostico e mentalmente difficile, ma sono riuscito a giocare il mio miglior tennis al momento giusto”. Oggi il croato scenderà in campo per la terza volta in carriera nell’atto conclusivo del torneo di Mosca, dove ha già trionfato due volte nel biennio 2014-15 battendo in entrambi i casi Bautista Agut. L’unico precedente tra Cilic e Karatsev è avvenuto ad agosto di quest’anno sul cemento di Cincinnati al primo turno, dove a vincere è stato Cilic per 7-5 6-3.

Qui il tabellone completo dell’ATP di Mosca e degli altri tornei della settimana

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Tsitsipas si è operato al gomito: “In campo tra due settimane”

Il greco si è sottoposto all’intervento in una clinica svizzera a causa dell’infortunio che lo ha costretto al forfait alle ATP Finals

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Stefanos Tsitsipas (GRE) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).

Stefanos Tsitsipas si è sottoposto ad un intervento chirurgico per risolvere il problema al gomito che lo ha afflitto nelle ultime settimane, costringendolo anche a dare forfait dopo il primo incontro alle Nitto ATP Finals. L’operazione si è svolta in una clinica in Svizzera e il tennista greco ha informato i propri fan solo a cose fatte, con un post su FB che lo ritrae a letto sorridente e col gomito fasciato. I tempi di recupero si prospettano comunque piuttosto brevi, come ha annunciato lo stesso Tsitsipas nella didascalia al suddetto post. Il greco dovrebbe ricominciare ad allenarsi a Dubai già tra un paio di settimane per poi fare rotta verso l’Australia.

Queste le parole di Stefanos in calce alla foto:

Le cose spesso diventano più difficili prima di diventare più facili, ma con ogni lotta abbiamo l’opportunità di creare la nostra storia unica. Alcuni giorni la vita è tutta incentrata sui tuoi sogni, speranze e visioni per il futuro. Ci sono anche giorni in cui la vita consiste solo nel mettere un piede davanti all’altro e anche questo va bene. A tutti i fan, grazie per il vostro continuo supporto e incoraggiamento. Sono concentrato su un futuro più sano e più felice. Prossima tappa: preseason a Dubai tra due settimane e poi non vedo l’ora di andare in Australia.”

 

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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