Mondo Futures: finalmente Alexander Weis

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Mondo Futures: finalmente Alexander Weis

Il bolzanino si aggiudica il primo titolo in carriera dopo tre finali perse nel 2021

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M15 GIRONA (SPA, terra rossa) – VINCITORE: Alexander Weis

È arrivata al quarto tentativo la prima vittoria in carriera di Alexander Weis (n.494 ATP), che sembrava vivere una stagione stregata: ricordiamo infatti le tre finali perse precedentemente, tutte a cavallo di poche settimane nella scorsa estate, di cui una, la più dolorosa di tutte, nella sua Bolzano contro Matteo Arnaldi. Evidentemente il fato aveva in serbo per lui una vittoria più gustosa, visto che per trionfare nella bellissima Girona, Alexander ha dovuto superare avversari di tutto rispetto, come il semifinalista Carlos Sanchez Jover (n.482 ATP), vincitore sette giorni fa, o il finalista Pol Toledo Bague (n.550 ATP), plurivincitore a livello Futures. Per il 24enne è una vittoria che sa di riscatto, in un’annata che potrebbe rappresentare la svolta per lui: dopo diverse stagioni vissute sottotono, Alexander con l’arrivo dell’estate ha innalzato il livello del suo tennis come mai prima d’allora, e sebbene non sia riuscito a cogliere tutte le occasioni, Girona potrebbe essere per lui un ottimo punto di partenza. In tabellone anche Francesco Passaro, eliminato a sorpresa al secondo turno dal qualificato Lucas Bouquet, e Matteo Donati, sconfitto all’esordio da Sanchez Jover.

M15 VERO BEACH (USA, terra rossa) – VINCITORE: Juncheng Shang

La vera notizia della settimana è però quella del trionfo a Vero Beach di Juncheng Shang (n.721 ATP): la promessa cinese compie un altro grande balzo in classifica e la sensazione è che più prima che poi lo rivedremo nelle posizioni di rilievo del ranking. Terzo titolo portato a casa in poco più di un mese, non male per un ragazzino che fino a due settimane fa non rientrava nella Top-1000 mondiale: aggiornato anche il record che lo vede vincitore di tre tornei su soli cinque totali disputati (che diventano sei se consideriamo il suo esordio nel tabellone di qualificazione all’ATP 1000 di Miami); non dovesse perdersi per strada, “Jerry” potrebbe far davvero divertire i milioni di tifosi cinesi, e non solo. In quella che probabilmente è stata già una delle ultime volte in cui lo abbiamo ammirato nel circuito ITF, Shang ha eliminato quattro tds nel suo cammino vincente, tra cui il finalista Ricardo Rodriguez Pace (n.607 ATP). Gli italiani Tommaso Carnevale-Miino e Federico Bertuccioli perdono all’esordio.

M25 QUINTA DO LAGO (POR, cemento) – VINCITORE: Arthur Cazaux

A proposito di talenti precoci, eccoci di nuovo a parlare di Arthur Cazaux (n.298 ATP), che a Quinta Do Lago vince il suo secondo torneo dell’anno, il terzo in totale: a prima vista potrebbero non sembrare numeri impressionanti, da predestinato come più volte è stato etichettato, ma se consideriamo che il fresco 19enne ha frequentato più il circuito Challenger (non disdegnando apparizioni Slam o in tornei ATP comunque importanti) che quello ITF allora il discorso cambia. Il francese è bravo a non perdersi d’animo in semifinale, e superare in rimonta un altro giovane molto interessante come Paul Jubb (n.358 ATP); la finale a quel punto diventa poco più di una formalità contro Naoki Nakagawa, regolato in scioltezza in due set. Nessun italiano al via.

 

M25 NUR-SULTAN (KAZ, cemento – indoor) – VINCITORE: Filip Peliwo

Al solito un Challenger mascherato da ITF, il torneo di Nur-Sultan si contraddistingue per il suo parterre invidiabile: ai nastri di partenza spicca la tds numero 1 Andrey Kuznetsov (n.281 ATP), che poco prima di cadere nel vortice degli infortuni era uno stabile Top-50. Dall’alto degli otto Challenger conquistati in carriera, e non dimenticando che l’anno scorso di questi tempi passava anche un turno agli US Open, il russo partiva coi favori del pronostico; dopo essersi conquistato abbastanza agevolmente la finale però, a Kuznetsov è mancata la ciliegina sulla torta e si è fatto sorprendere nell’ultimo atto da Filip Peliwo (n.422 ATP), un altro che sugli infortuni e promesse mancate potrebbe scriverci un libro. Dominatore nel lontano 2012 della stagione juniores, durante la quale raggiunse la finale in tutti e quattro gli Slam (vincendo gli ultimi due in calendario), per l’ormai 27enne si interrompe un digiuno di tornei durato quattro anni: la bacheca adesso conta dodici titoli in tutto, compreso un Challenger (in ordine cronologico proprio l’ultimo trofeo conquistato dal canadese).

M25 TOULOUSE (FRA, cemento – indoor) – VINCITORE: Joris De Loore

Sulla stessa scia di Peliwo, anche Joris De Loore (n.696 ATP); il robusto belga non ha avuto la stessa carriera da junior del collega canadese, ma lasciava intravedere ugualmente cose interessanti da ragazzo. Vincitore di tre tornei ITF nel 2016, ed autore di prestazioni convincenti anche a livello Challenger, dove lo ricordiamo sconfitto in finale sempre nello stesso anno da un certo Daniil Medvedev, è da quel momento sprofondato in classifica fino a perdere totalmente i punti conquistati: sono più le operazioni chirurgiche alle quali è stato costretto (ben sette solo negli ultimi anni) che i titoli vinti in carriera. Per sua fortuna Joris è un ragazzo coriaceo, ed è ripartito solo pochi mesi fa con rinnovato entusiasmo, che sarà rafforzato dalla sua vittoria a Toulouse in finale su un ragazzo molto promettente come Luca Van Assche (n.603 ATP): per il 28enne nativo di Bruges si interrompe quindi un digiuno durato oltre cinque anni e si riaccende la speranza di tornare competitivo nella stagione 2022 (ricordiamo a questo proposito il suo best-ranking di 174). L’azzurro Mattia Bellucci disputa un buon torneo, finendo eliminato ai quarti per mano di Li Tu.

Per concludere la nostra rassegna settimanale, segnaliamo la prima vittoria dell’anno per Daniel Michalski (n.431 ATP), che si impone ad Antalya; stesso discorso per il più esperto Matias Franco Descotte (n.497 ATP), che torna alla vittoria dopo due anni e mezzo a Cancun (ultimo successo sempre in Messico, al Challenger di Morelos nel 2019) e prova a rilanciarsi in classifica. Il sorprendente libanese Hady Habib (n.599 ATP), invece, raddoppia nel 2021 e conquista il torneo di Sharm El Sheikh, mentre a Monastir sbuca dal nulla il qualificato Moerani Bouzige (n.978 ATP) e fa il colpaccio. I due 18enni Pedro Boscardin Dias (n.710 ATP) e Hanwen Li (n.777 ATP) si tolgono la prima soddisfazione della carriera, vincendo rispettivamente a Rio do Sul e Doha; così come lo svizzero Jakub Paul (n.461 ATP), trionfante ad Amburgo.

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Coppa Davis

Sonego, esordio in Coppa Davis da sogno. E prima ci aveva confessato: “Sensazione indescrivibile”

SPONSORIZZATO – Così il 25enne torinese raccontava le sue emozioni poco prima di entrare in campo: ecco come si prefigurava il match contro Opelka

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Lorenzo Sonego - Finale Coppa Davis Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

L’esordio in Davis nella propria città, a due passi dal proprio circolo, coronato con la vittoria: di certo il 26 novembre 2021 resterà una data indimenticabile per Lorenzo Sonego. Nel suo match vinto con Reily Opelka aveva dovuto annullare un’unica palla break nel settimo gioco, sul 3 pari. Scampato quel pericolo è stato lui a brekkare l’americano nel game successivo. Ha giocata una partita perfetta e sembrava quasi che avesse previsto quel che poteva succedere. Grazie alla collaborazione dello sponsor Mizuno, abbiamo raccolto le sue sensazioni a pochi minuti dall’ingresso in campo al PalaAlpitour di Torino, leggerle a posteriori rende ancora più l’idea di quello che ha rappresentato per Lorenzo la sua prima partita in Coppa Davis.

QUI LA COLLEZIONE UOMO PER IL TENNIS DI MIZUNO

Quali sono le sensazioni in avvicinamento al match in cui rappresenterai la tua nazione nella tua città?

 

“È una sensazione indescrivibile, un sogno che s’avvera. Man mano che si avvicina la partita mi sento sempre più carico e non vedo l’ora di giocare davanti al mio pubblico, che riesce a tirarmi fuori tutto quello che ho dentro”.


Sul piano mentale, come sei solito avvicinare partite così importanti? Ci sono concetti che ti ripeti,
“riti” del pre-partita?


“Per me ogni partita è uguale. Cerco di dare il massimo in ogni partita, ogni game, ogni punto. Prima del match mi rilasso con un po’ di musica insieme al mio team e faccio un breve riscaldamento subito prima della partita”.


Quanto è importante l’aiuto del tuo mental coach? In cosa consiste il lavoro che fate insieme?

“Più lavoro con Lorenzo Beltrame e più mi accorgo di quanto sia importante parlare delle proprie sensazioni e delle proprie emozioni. Spesso si hanno delle percezioni sbagliate, e un occhio esterno può aiutarti a vederti in modo più obiettivo e vero. E questo ti fa crescere più rapidamente”.


Immagine di essere 0-40 sul 4-3 per un gran battitore come Opelka, perdere il servizio può costarti il match. Come gestiresti mentalmente una situazione simile? E a parti invertite?


“(Sorriso) Mi è già capitato più di una volta. Un giocatore in crescita, come sono io, non ha ancora degli schemi prestabiliti per determinati punteggi. Questo, a volte, può crearmi qualche problema e qualche dubbio ma, mi rende comunque imprevedibile. Credo che l’importante sia essere convinti che il match non è mai finito: anche se vai sotto 5-2 al terzo puoi ancora vincere. Stessa cosa per il punteggio inverso. L’avversario, a volte, nella disperazione rischia il tutto per tutto e ti ritrovi in parità senza poter recriminare niente”.


Come riesci a unire la grande combattività che esprimi con la serenità che emani verso chi ti
guarda?


“La chiave sta nella mia grande competitività e l’amore che ho per la battaglia. Più difficile e lunga è la battaglia più trovo energie e mi esalto. La serenità viene anche dal fatto che sono felice al di fuori del campo e so di lavorare sodo e di essere preparato e in crescita”.


Cosa ti aspetti dagli incontri contro gli Stati Uniti e Colombia? Quali sono gli avversari e le difficoltà
che ti aspetti?


“Entrambi gli incontri non saranno facili. Io cercherò di essere molto reattivo soprattutto alla risposta, che su questi campi è importantissima, e di comandare il gioco”.

Sonego ha giocato da protagonista a Torino pochi giorni dopo aver preso parte nel centro della città a un evento organizzato da Mizuno, il brand multisport che ha la sede italiana proprio a Torino. L’uomo-Davis dell’Italia ha palleggiato insieme ai suoi tifosi e all’altro tennista torinese Andrea Vavassori in un campo temporaneo allestito davanti al Mizuno Store di via Soleri. Mizuno accompagna Sonego fin dagli albori della sua carriera, avendo creduto nelle sue potenzialità in tempi non sospetti. Potenzialità che, è il sogno di Lorenzo e anche di Mizuno, in futuro potranno spingere Sonego sempre più in alto, magari fino a giocare le ATP Finals nella sua città.

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Coppa Davis

Coppa Davis: la Spagna passa soffrendo con l’Ecuador, si giocherà tutto con la Russia

La Spagna rischia grosso nel secondo singolare e nel doppio ma si prende un 3-0 importantissimo in ottica qualificazione

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Spain - Davis Cup 2021 (Twitter - @DavisCup)

Rispetta il pronostico la Spagna, che guidata da Carreno-Busta supera l’Ecuador per 3-0 e fa un passo importante verso la qualificazione nel girone A, lo stesso della favorita Russia. Ad assicurare il primo punto della giornata ci ha pensato il veterano Feliciano Lopez. Schierato nel posto che probabilmente sarebbe stato occupato da Carlos Alcaraz, Lopez non ha deluso le attese, battendo con un doppio 6-3 l’ecuadoregno Roberto Quiroz, numero 291 della classifica ATP. Il tennista spagnolo non ha avuto problemi nella sfida contro il suo peggio classificato avversario; Lopez che ha dovuto soffrire soltanto nel primo game, dove ha concesso quattro palle break a Quiroz. Da quel momento in poi ha concesso solo una palla break, chiudendo con quattordici ace e sei doppi falli. Feliciano bene anche in risposta, con Quiroz costretto a cedere il servizio nel quarto game e dominato nel secondo set, breakkando l’ecuadoregno nel quinto e nel nono game, il che ha regalato il primo punto del tie alla sua nazionale.

Ha dovuto soffrire molto di più Pablo Carreno-Busta. La medaglia di bronzo a Tokyo 2020 ha avuto bisogno di tre set per superare l’ecuadoregno Emilio Gomez, numero 149 del mondo e giocatore sicuramente più abituato alla terra rossa. Il figlio di Andres, vincitore del Roland Garros 1990, ha sorpreso il suo più quotato avversario, reggendo bene il ritmo da fondo di Carreno e trovando il break nel sesto game. Il break subito ha scosso il tennista spagnolo, che ha trovato subito il controbreak. La pressione però ha fatto brutti scherzi a Carreno, che nel game per mandare il set al tie-break ha commesso troppi errori e Gomez si è preso un primo set clamoroso per il pronostico.

Con l’aiuto del pubblico di casa Carreno-Busta si è scosso ed ha alzato il suo livello nel secondo set, dove lo spagnolo ha trovato due break nel finale. Molto meglio anche la prestazione al servizio, Pablo ha dovuto affrontare solo una palla break, merito anche dell’aggressività maggiore nel colpo di inizio gioco, dovuta anche alla lontananza dalla riga di fondo di Gomez in risposta. Lo stesso spartito tattico si ripropone nel terzo, che è sembrato andare in discesa con il break di Carreno nel quarto game. Il numero 20 del mondo si è guadagnato anche due match point nell’ottavo game. La reazione di Gomez è stata inaspettata ma quanto mai puntuale, e sfruttando un pessimo game di Carreno l’ecuadoregno ha pareggiato il conto dei break trascinando la partita al parziale decisivo.

 

Sulla spinta emotiva del finale di set Gomez è riuscito anche a ribaltare il minibreak in avvio dello spagnolo, ma l’ex semifinalista dello US Open ha fatto valere tutta la sua esperienza e con una discesa a rete ha chiuso partita e tie, evitando un clamoroso pareggio dell’Ecuador.

Tiratissimo anche il doppio finale, in cui Marcel Granollers e Carreno-Busta hanno rischiato grosso contro Diego Hidalgo e Gonzalo Escobar, rispettivamente numero 166 e 39 al mondo di doppio. La coppia spagnola si è trovata un set avanti e con quattro palle break a disposizione nel primo game, oltre che di un minibreak avanti nel tie-break. Tutte occasioni sprecate dagli spagnoli, che hanno perso il secondo set al tie-break e hanno visto l’Ecuador andare a servire per il match nel terzo set. Un doppio fallo e una buona risposta spagnola sono state abbastanza per trascinare la partita al tie-break, dove la coppia di casa ha dilagato assicurando un 3-0 molto più complicato del previsto. Un punto fondamentale in ottica delle migliori seconde, specialmente con la partita da sfavoriti con la Russia alle porte.

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L’outfit di Sonego allo US Open: ecco la Collezione uomo per il tennis di Mizuno

SPONSORIZZATO – Traspirabilità ed elasticità dei tessuti, scarpe appropriate per qualsiasi livello di gioco e qualsiasi superficie: così Mizuno veste i suoi tennisti

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Lorenzo Sonego è stato uno degli uomini di punta del tennis italiano nell’anno 2021: la semifinale a Roma, il titolo a Cagliari, la finale a Eastbourne e gli ottavi a Wimbledon sono stati i suoi risultati migliori, risultati che hanno fatto di lui il terzo miglior singolarista italiano dopo i top ten Matteo Berrettini e Jannik Sinner. Sonego è da tantissimo tempo uomo Mizuno: il brand multisport, la cui sede italiana è a Torino nella centralissima via Soleri (dove è stato organizzato pochi giorni fa un bell’evento con protagonisti l’uomo-Davis dell’Italia e l’altro tennista torinese Andrea Vavassori), veste il tennista torinese e ne ha accompagnato fin dagli albori della sua carriera la crescita sportiva, una crescita che può avere margini ulteriori, tutti da esplorare nella stagione 2022. Nella settimana che dovrebbe vedere l’esordio di Lorenzo in Coppa Davis con i colori della nazionale italiana, Mizuno ci propone un approfondimento sull’outfit che Lorenzo Sonego ha vestito durante l’ultimo US Open.

La Collezione uomo parte dalla maglietta, denominata Shadow Polo. Bianca con due bande blu e arancioni sfumate, dal punto di vista dei materiali è composta all’87% da poliestere e al 13% da Elastane. I benefit consistono nella leggerezza e nell’estensibilità del tessuto, nonché nella sua notevole traspirabilità che facilitano la termoregolazione del corpo. Da notare il colletto a polo per i due bottoncini, ma il taglio è moderno e performante. I colori disponibili sono White (come nella foto), Harbour Blue e Violet Blue, le taglie S e XXL. Il prezzo al pubblico della maglietta è di 50 euro.

Il pantaloncino, denominato “8 in Flex Short”, è quasi identico come composizione (86% poliestere, 14% Elastane) ed è caratterizzato da traspirabilità e libertà di movimento. Ha due tasche aperte e una coulisse interna per una migliore vestibilità durante l’attività sportiva. La lunghezza interno gamba è di 20,3 cm. I colori disponibili sono Harbour Blue (come nella foto), White e Black, le taglie S e XXL. Il prezzo al pubblico è 40 euro.

 


La bandana, disponibile, nei colori bianco (con logo blu) e nero (con logo bianco) è in 100% poliestere e propone una taglia unica. Il prezzo al pubblico è 10 euro. I polsini sono fatti al 77% di nylon e al 23% di gomma; i colori sono gli stessi della bandana e il prezzo è sempre 10 euro l’uno.


Last but not least, la scarpa: La Wave Exceed Tour 4 garantisce massima leggerezza e velocità con tecnologia D-flex Groove integrata nel mesopiede che permette ai giocatori cambi di direzione alla massima velocità con la massima potenza. La tomaia a diamante flessibile offre una calzata confortevole ma stabile. Il peso è di 340 grammi, la calzatura è adatta a giocatori di livello avanzato ed è disponibile in due versioni: con suola All Court (adatta a tutte le superfici) e quella Clay Court (perfetta per le superfici in terra rossa). I colori disponibili sono Harbour Blue (come nella foto), White e Firecracker. Il prezzo al pubblico è 145 euro

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