ATP Parigi-Bercy: a Murray non bastano sette MP, passa Koepfer

ATP

ATP Parigi-Bercy: a Murray non bastano sette MP, passa Koepfer

Andy beffato dopo la rimonta, Karatsev cade per mano di Korda. Avanzano Norrie e Carreño Busta

Pubblicato

il

Andy Murray (sinistra) e Dominic Koepfer (destra) - Bercy 2021 (foto Twitter @RolexPMasters)

SETTE NON BASTANO – Dall’altra parte della rete rispetto a Andy Murray non c’è Jenson Brooksby bensì Dominik Koepfer, al quale hanno donato un biglietto last minute per il Centrale del Rolex Paris Masters. Beffato da Musetti nell’urna dei lucky loser per sostituire Berrettini ma poi ripescato (terza volta quest’anno), Koepfer la vince, la perde e la vince davvero contro un Murray brutto, forse stanco, certo poco lucido per un set e mezzo, ma che poi è entrato in partita e ha seriamente rischiato di farla sua. Un rischio corso sette volte, tanti sono stati i match point non sfruttati da Andy che alla fine si è arreso: 6-4 5-7 7-6(9) il punteggio a favore del tedesco.

Nel primo set, poche, pochissime prime di servizio per l’ex n. 1 del mondo gli fanno subire l’aggressività del n. 58 ATP che colpisce una palla su quattro con i piedi dentro al campo; lo scozzese è invece al’8%. Andy recupera in extremis uno dei due break subiti, ma non evita il 6-4 Germania. Sembra che fatichi anche a leggere le direzioni del mancino di Furtwangen, Andy, che si ritrova presto sotto 0-2. Murray entra timidamente in partita, mentre Dominik annulla molto bene un paio di occasioni del rientro al sesto gioco ricomponendosi dopo aver smecciato fuori con il manico della racchetta. Ma non è finita perché, al momento di chiudere con la battuta, Koepfer incassa subito un vincente al termine di uno scambio alla Murray. La pressione sale e contribuisce in modo decisivo ai due errori grossolani con cui il tedesco cede a zero. Inerzia completamente girata e Murray si prende il set 7-5 con un parziale di 14 punti a 4 sull’ennesimo colpo comodo fallito dall’altro.

Nel terzo, Koepfer ritrova serenità (nel senso di solida cattiveria agonistica) e il punteggio segue l’ordine di battuta, con Murray che ricaccia indietro i titoli di coda risalendo da 0-40 nel settimo gioco. Sul 4 pari, l’uomo di Dunblane mette a segno il punto della sfida e sarebbe un peccato a quel… punto, non accaparrarsi anche la sfida stessa. Già, “sarebbe”…

 

Ci va vicino con il 15-40 che significa doppio match point, ma Koepfer è freddo a chiudere palle obiettivamente troppo comode offertegli da sir Andy. Altri due match point consecutivi se ne vanno al tie-break, sul quinto Dominik fa un numero bimane in recupero sulla smorzata, sesto, settimo, niente da fare. Come nella più crudele delle sceneggiature, il primo match point per Koepfer è quello buono. È finita.

Peccato per Murray che ha saputo ritrovarsi in una serata partita stortissima; tuttavia, anche in caso di vittoria in epica rimonta, non avremmo potuto non sottolineare come non si possa soffrire tanto a ogni match, soprattutto con un lucky loser, se l’intenzione è di ricominciare ad andare in fondo ai tornei.

SEBI SU ASLAN – In un match che per andamento del punteggio e durata assomiglia molto alla sfida fognini-Fucsovics, Sebastian Korda prevale su Aslan Karatsev per 6-2 6-7(9) 7-6(5) confermando l’esito delle due precedenti sfide. La prima, all’ultimo turno di qualificazioni per il Roland Garros ottobrino, ci aveva inizialmente sorpreso: com’è possibile che “il feroce predatore” della terra estiva si sia arreso a un cognome? Invece, proprio in quel torneo, il figlio di Petr sarebbe definitivamente diventato Sebastian. Senza storia in quel di Miami con Aslan che pareva non reggersi in piedi (condizione davvero preoccupante visti i solidi polpacci). Grande battaglia invece nel lunedì parigino dopo un primo set piuttosto agevole per lo statunitense. Lo scambio di break nella fase centrale del secondo porta i due al gioco decisivo caratterizzato da un crescendo di emozioni, con due match point annullati da Karatsvev che poi fa suo il parziale dopo aver interpretato uno scambio non proprio alla sua maniera, rinunciando alla spinta a ogni costo, accettando lo scambio anche difensivo, alzando la traiettoria quando in difficoltà. Aslan è quello che rischia di più al servizio nella partita finale, ma anch’egli evita di farselo strappare. Nonostante un dritto made in Bradenton appena appena largo a chiudere quello che sarebbe stato lo scambio della giornata, il tie-break questa volta sorride a Korda che bagna con una vittoria la sua prima apparizione all’Accor Arena.

NON SOLO BATTAGLIE – Grande lotta anche tra Daniel Evans e Alexander Bublik, terminata con la vittoria di quest’ultimo per 2-6 7-5 7-5. Evans intoccabile al servizio fino all’undicesimo gioco del secondo parziale quando in pratica si auto-brekka permettendo all’avversario di chiudere il set con la battuta. Di nuovo in difficoltà nel finale di partita, Evo manda il kazako a servire per il secondo turno. Bublik si supera restituendo il break con sei doppi falli (compreso quello sul match point, ça va sans dire), ma si riprende subito il vantaggio e questa volta non fallisce chiudendo con l’ace numero 24. Lo aspetta Casper Ruud, che lo ha battuto nelle due precedenti occasioni.

Dusan Lajovic supera Mackenzie McDonald, vendicando la sconfitta di fine aprile sulla terra bavarese, e si prepara per una non facilissima sfida contro Sascha Zverev. Nessuna sorpresa per le vittorie in due set di Cameron Norrie su Federico Delbonis e di Ilya Ivashka che si fa bastare una palla break e un tie-break contro Albert Ramos-Viñolas

Quando l’uomo leggerino incontra l’uomo con il badile e lo batte, vuol dire che Nikoloz Basilashvili ci ha messo del suo per perdere contro Adrian Mannarino – al netto degli indubbi meriti del trentatreenne di Soisy-sous-Montmorency. 6 vincenti di cui 4 con il servizio sono pochini per il georgiano che ha commesso 32 unforced, tra i quali alcuni palle appoggiate, e pure malissimo, su punti determinanti del secondo set. Le stats ci svelano anche che è ormai guerrapiattismo a distanza tra Adrian e Norrie, con il rovescio francese che ha eguagliato quello britannico della finale di Indian Wells a 1080 giri al minuto. Palpitante l’ultimo game con Mannarino al servizio che da sinistra salva tre palle del 5 pari, la prima con un ace alla T (comportamento chiaramente scorretto per un mancino), la seconda optando invece per il taglio a uscire che sarebbe classico se non avesse precedentemente confuso l’incolpevole avversario, il quale sulla terza – essendo una seconda – risponde pure bene, ma ormai non sa più cosa deve fare, complice il pubblico che tifa come se in campo ci fosse un francese. Mannarino trasforma il match point numero due e tutti contenti che adesso tocca a Murray.

Il tabellone aggiornato con tutti i risultati

Continua a leggere
Commenti

ATP

Il torneo di Rotterdam si giocherà a porte chiuse anche nel 2022

Già lo scorso anno l’ATP 500 olandese si era disputato senza pubblico. Entry list di lusso con Sinner, Medvedev, Rublev e Tsitsipas

Pubblicato

il

Rotterdam (foto via Twitter, @abnamrowtt)

Ondata dopo ondata, il tennis ricomincia ad andare in sofferenza a causa di nuove chiusure, ed è scontato che siano i tornei indoor (naturalmente più portati a diffondere il virus) a pagare lo scotto maggiore. L’ABN AMRO World Tennis Tournament di Rotterdam, evento principale della stagione indoor europea di febbraio giunto all’edizione N.49, si disputerà infatti a porte chiuse per il secondo anno di fila, come ha comunicato il direttore del torneo Richard Krajicek nei giorni scorsi.

È una grossa delusione“, sono state le parole del vincitore di Wimbledon ’96. “Per i giocatori, per noi, ma soprattutto per gli appassionati. Per il secondo anno di fila avremo un gruppo fantastico di giocatori ma nessuno sugli spalti per via delle misure attualmente in vigore. La consolazione, seppur piccola, è che il torneo può comunque essere seguito attraverso Ziggo Sport e NOS nei Paesi Bassi e su Tennis TV e altre piattaforme nel resto del mondo“. Chi ha comprato i biglietti li potrà automaticamente riutilizzare nel 2023.

Secondo il comunicato stampa del torneo, la decisione scaturisce da due fattori: da un lato le misure anti-Covid vigenti nel Paese; dall’altro il poco tempo a disposizione degli organizzatori per preparare soluzioni alternative per quello che è il più grande evento sportivo al chiuso organizzato nei Paesi Bassi. Jolanda Jansen, CEO della Rotterdam Ahoy (il complesso dove si svolge il 500) ha infatti detto: “Anche qualora ci fosse accordata una piccola percentuale di pubblico all’ultimo minuto, non saremmo in grado di offrire il tipo di evento a cui i nostri visitatori sono abituati. Non è realistico pensare di organizzare un VIP Village o altre attività pensate per gli avventori in così poco tempo. L’ABN AMRO World Tennis Tournament è molto più che un torneo, è un’esperienza completa che assorbe i tifosi per tutta la giornata“.

 

QUASI UN MASTERS 1000

E come ha detto Krajicek, il dispiacere è doppio perché una corte dei miracoli era (ed è) attesa al via del torneo. Fra gli iscritti figurano infatti Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, il campione uscente Andrey Rublev, Jannik Sinner, Hubert Hurkacz, Felix Auger-Aliassime, Denis Shapovalov e Gael Monfils, vincitore delle ultime due edizioni con il pubblico nel 2019 e 2020. Ben cinque Top 10 e undici Top 20 per un torneo sempre ben frequentato.

Continua a leggere

ATP

ATP Adelaide 2, prima gioia in carriera per Kokkinakis: battuto Rinderknech

Il tennista di casa conquista il primo titolo della carriera in singolare sconfiggendo in rimonta il francese dopo oltre due ore e mezza di partita

Pubblicato

il

Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)
Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

Thanasi Kokkinakis si consacra re nel 250 di Adelaide 2. Lo fa nella sua città natale, conquistando il tanto desiderato primo titolo nel circuito maggiore, nella finale delle sorprese. Dall’altra parte della rete Arthur Rinderknech (N.58 ATP), battuto dal tennista di casa in rimonta 6-7(6) 7-6(5) 6-3. Una battaglia durata 2h e 38 min e dominata dai servizi: alla fine del match si conteranno 15 ace per il francese contro i 18 di Kokkinakis. E proprio il rendimento alla battuta è stata una delle chiavi della vittoria per il classe 1996, che ha conquistato il 90% dei punti con la prima in campo (contro il comunque alto 81% dell’avversario).

Il primo set è proceduto on-serve senza che nessuno dei due giocatori concedesse neanche una palla break all’altro. Arrivati all’inevitabile tie-break, Kokkinakis ha avuto anche un set point sul 6-5, annullato da Rinderknech (neanche a dirlo) grazie ad un’ottima prima al centro. Alla fine è il francese a spuntarla 8-6 approfittando del dritto finito sotto il nastro dell’australiano. Nuovo set, stessa storia. I due tennisti non concedono nulla e Kokkinakis arriva anche mettere 29/36 prime palle in campo. Ma la storia cambia nel tie-break quando, dopo una serie di mini-break il N. 145 del ranking si aggiudica il parziale al terzo set point. 1-1 e partita nuovamente in parità.

L’equilibrio si spezza nel terzo e decisivo set quando Rinderknech inizia a concedere qualcosa di troppo. Il transalpino offre nel game di apertura una palla break, la prima della partita, che Kokkinakis sfrutta per la gioia del pubblico di casa, che sin dai primi punti ha esultato a ogni suo colpo vincente. Il secondo break ottenuto sul 5-3 è quello decisivo: Thanasi quasi non ci crede ma il suo sorriso è eloquente, è lui il campione. Una grande gioia per il tennista di casa che conquista così il primo titolo in carriera nel circuito maggiore, alla seconda finale dopo quella del 2017 a Los Cabos persa contro Querrey.

 

Non avrei voluto vincere il mio primo titolo altrove” – ha detto Kokkinakis al termine della partita – “Per la mia famiglia, i miei amici e lo staff, che viaggio che è stato. Mi avete visto ai miei minimi termini e ora al punto più alto. Adesso sono così felice. Ho giocato e mi sono allenato su questo campo da quando avevo otto o nove anni, venendo qui prima di scuola ogni giorno. Amo così tanto questo campo“.

Questa vittoria conferma l’ottimo stato di forma di Kokkinakis, che già aveva raggiunto la semifinale nel primo torneo giocato ad Adelaide perdendo dal futuro campione Monfils. Il venticinquenne è adesso atteso dall’appuntamento più importante per proseguire l’eccellente periodo sui campi di casa: l’Australian Open (qui il tabellone maschile). Kokkinakis ha ottenuto una wild card per l’accesso al main draw e se la vedrà al primo turno contro Yannick Hanfmann, N. 126 del ranking che ha battuto nelle qualificazioni l’azzurro Giannessi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI ADELAIDE 2

Continua a leggere

ATP

Si ritira Sergiy Stakhovsky: 4 titoli ATP e quell’indimenticabile vittoria su Federer

A 36 anni ha deciso di chiudere la sua carriera il giocatore che eliminò a Wimbledon Federer al secondo turno. Lascia con 4 titoli e best ranking al n. 31

Pubblicato

il

Con un post su Twitter ha comunicato il suo addio al tennis professionistico Sergiy Stakhovsky. Il giocatore nativo di Kiev gravita attorno alla 200esima posizione del ranking ATP e ha faticato tanto a trovare continuità nelle ultime due stagioni. I migliori risultati tra 2020 e 2021 sono state due semifinali ai tornei Challenger di Pau e Porto nel corso della scorsa stagione. Stakhovskiy aveva iniziato il 2022 giocando le qualificazioni all’Australian Open, dove ha perso al primo turno contro lo statunitense J.J. Wolf 6-3 6-4. Probabilmente la decisione di appendere la racchetta al chiodo era stata già presa, ma il giocatore ucraino ha voluto comunque provare a qualificarsi per l’Open d’Australia prima di dare l’annuncio del forfait.

“Grazie tennis. È stata una raffica di emozioni. Vorrei ringraziare i due brand che mi hanno supportato in tutti questi anni, Lotto e Head Tennis”. Queste le poche parole con cui ha voluto salutare. Stakhovsky ha pubblicato anche qualche foto che lo ritrae nei momenti più belli della sua avventura nel circuito maschile, iniziata a livello professionistico quasi 20 anni fa, nel lontano 2003. L’ucraino ha messo in bacheca 4 titoli in singolare, conquistati in altrettante finali disputate. Il primo a Zagabria nel 2008: batté il numero 1 del torneo Ivan Ljubicic. Poi conquistò un secondo titolo sul cemento di San Pietroburgo nel 2009, al termine di una finale tiratissima contro Zeballos. Infine i suoi ultimi due trofei risalgono alla stagione 2010, anno in cui conquistò anche il best ranking al numero 31. Vinse a ‘s-Hertogenbosch e New Heaven.

 

Stakhovsky ha dimostrato negli anni di essere anche un ottimo giocatore di volo, adatto all’erba. La sua vittoria nel secondo turno di Wimbledon 2013 contro Roger Federer ne è la massima prova. Si tratta di una partita che resterà per sempre impressa nella memoria degli appassionati, anche perché quel giorno Stakhovsky (allora numero 116 del mondo) fermò una striscia di 36 quarti di finale consecutivi negli Slam da parte di Federer. Vinse 6-7 7-6 7-5 7-6 spingendosi continuamente a rete, anche dietro il servizio, esaltando il Campo Centrale che di solito non si permette di fare il tifo contro Re Roger. Purtroppo Sergiy non ha mai migliorato il terzo turno (che raggiunse quell’anno) come migliore risultato nella sua carriera Slam. E pur non essendo tutto, quella vittoria su Federer lo terrà a lungo nella memoria degli appassionati sportivi.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement