Billie Jean King Cup, Finals: la prima semifinale sarà Russia-USA

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Billie Jean King Cup, Finals: la prima semifinale sarà Russia-USA

Le russe vincono il gruppo A battendo anche la Francia, le americane superano la Spagna e vincono il gruppo C per il quoziente set

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USA Team - Billie Jean King Cup Finals Prague 2021 (foto Twitter @BJKCup)

Il terzo giorno di gare della Billie Jean King Cup alla O2 Arena di Praga prevedeva un programma ridotto rispetto alle prime due giornate.

Un solo match la mattina, una sola sfida il pomeriggio, in campo Russia-Francia per il gruppo A e USA-Spagna per il gruppo C, match entrambi decisivi per designare le prime due semifinaliste della competizione con il nuovo format. Semifinaliste che si affronteranno nel match del programma diurno di venerdì 5 novembre.

Vediamo come sono andati i due incontri

 

GRUPPO A

Russia-Francia 2-1

C. Burel b. E. Alexandrova 3-6 6-4 6-3
A. Pavlyuchenkova b. A. Cornet 5-7 6-4 6-2
V. Kudermetova/L. Samsonova b. C. Burel/A. Cornet 6-2 6-1

Dopo la vittoria netta di ieri sul Canada per 3-0 alle russe bastava conquistare un solo punto nella sfida odierna contro la Francia per guadagnarsi il primo posto nel Gruppo A e di conseguenza la qualificazione alle semifinali. Di contro alle francesi sarebbe servito un rotondo 3-0 per finire prime nel girone (vista la sconfitta davvero inopinata contro il Canada nel primo match del raggruppamento).

Alla fine dei due singolari quanto mai equilibrati e lottati allo spasimo è stata decisiva la vittoria di Anastasia Pavlyuchenkova contro Alize Cornet per consentire alle russe di raggiungere l’obiettivo agognato.

Ma andiamo con ordine. Prime a scendere in campo Clara Burel per le francesi (che rimpiazzava la deludente Fiona Ferro della prima sfida) e Ekaterina Alexandrova per le russe (anche lei in sostituzione, un po’ a sorpresa, di Daria Kasatkina). Dopo aver conquistato il primo set con il punteggio di 6-3 (la russa saliva fino al 4-1 “pesante” prima di una serie di break consecutivi da una parte e dall’altra nel finale) Alexandrova subiva il ritorno della sua coriacea avversaria che partiva meglio nel secondo parziale (3-1), veniva riagguantata nel sesto gioco (3-3), centrava un altro break immediatamente recuperato (4-4) fino all’allungo finale che pareggiava i conti sul 6-4 al quinto set point. L’importanza della posta in palio si sentiva, le due tenniste erano molto fallose e regalavano poco allo spettacolo ma a sorpresa chi usciva meglio da questa situazione era la meno quotata delle due contendenti in campo e cioé Clara Burel, che partiva a spron battuto (4-0)nel set decisivo e nonostante qualche pausa di troppo piegava definitivamente con un 6-3 la Alexandrova che era capace di mantenere solo una volta il servizio.

Le speranze francesi per l’impresa prendevano quota, anche perché nel secondo singolare la tenace Alize Cornet partiva con il piede giusto contro Anastasia Pavlyuchenkova nella sfida tra le due numero 1 dei rispettivi team. Molto equilibrato il primo set tra le due esperte tenniste. Cornet centrava un break nel sesto gioco ma Pavlyuchenkova ritornava subito in partita sul 4-4. Il parziale si decideva al 12° gioco quando oramai il tie break sembrava scontato. Break a 15 della tennista francese che trasformava il primo set point a disposizione e chiudeva 7-5

Pavlyuchenkova, che attualmente è nr.12 del ranking e che quest’anno ha raggiunto la prima finale slam della sua carriera al Roland Garros (sconfitta dalla Krejcikova) e ha vinto l’oro olimpico nel doppio misto a Tokyo in coppia con Andrey Rublev, ripartiva decisa nel secondo set, saliva sul 4-1 e servizio e si aggiudicava il set 6-4. Dopo quasi due ore di battaglia la Cornet sembrava alquanto stanca e cedeva di schianto nel terzo set che Pavlyuchenkova chiudeva tranquillamente 6-2 dando la matematica certezza alle sue connazionali di aver conquistato la semifinale.

Senza storia il doppio finale con Kudermetova e Samsonova che liquidavano velocemente le demotivate Cornet e Burel con un netto 6-2 6-1

Raggiante a fine sfida la Pavlyuchenkova: “Sono molto felice per il match giocato oggi. Credo che sia io che la Cornet abbiamo dato tutto in campo. Eravamo due tigri che non volevamo concedere niente all’altra. Credo di aver pensato troppo nel primo set, sul perché sbagliavo, su dove dovevo tirare la palla, su come dovevo giocare. Dal secondo set in poi mi sono lasciata andare e ho pensato solo a vincere. All’inizio del terzo mi sono detta “Voglio morire in campo ma devo vincere”.

Nessun rammarico oggi per il capitano francese Julien Benneteau: “Non posso dire niente alle mie ragazze. Oggi hanno dato tutto. Siamo dispisaciuti per aver mancato la semifinale ma contenti per come ci siamo giocati le nostre carte.”

CLASSIFICA FINALE GRUPPO A

Russia 2-0 5-1

Canada 1-1 2-4

Francia 0-2 2-4

GRUPPO B

USA-Spagna 2-1

S. Stephens b. N. Parrizas-Dias 6-4 6-4
D. Collins b. S. Sorribes-Tormo 6-1 6-0
A. Bolsova/R. Masarova b. C. Dolehide/K. Vandeweghe 6-3 6-4

La situazione prima della sfida tra spagnole e americane nel girone è la seguente. La Slovacchia, sconfitta dalla Spagna e vittoriosa ieri contro gli Usa è già fuori, in quanto pur potendo arrivare tutte e tre le squadre con un bilancio identico di una vittoria e una sconfitta e quoziente punti 3-3, ha un quoziente di game vinti inferiori al 50% mentre le altre due squadre matematicamente dopo l’ultima partita avrebbero una percentuale maggiore.

Se gli Usa vincono 3-0 sono in semifinale così come sono in semifinale se vincono 2-1 vincendo 4 set e la Spagna 2 oppure 5 set e la Spagna 2 o 3 set.

La Spagna va in semifinale se vince la sfida o se perde 2-1 ma vince 4 set al pari degli Stati Uniti.

Nel caso in cui gli Usa vincessero 2-1 conquistando 4 set e la Spagna 3 o 5 set e la Spagna 4 si andrebbe al quoziente game. Insomma un rompicapo di non poco conto.

Nel primo singolare le due capitane (Rinaldi e Medina Garrigues) cambiano singolariste rispetto alla prima sfida. La Spagna schiera la Parrizas-Diaz al posto della Suarez-Navarro probabilmente risparmiata per un ipotetico doppio decisivo, mentre gli Stati Uniti schierano Sloane Stephens al posto di Shelby Rogers. L’americana parte meglio e allunga subito sul 2-0, ma la spagnola non ha alcun timore reverenziale e recupera subito sul 2-2. Stephens si muove bene in campo e sugli scambi lunghi ha quasi sempre la meglio ma se accorcia un po’ lo scambio la sua avversaria mette i piedi in campo e piazza delle accelerazioni definitive. Sul 3-4 Parrizas-Diaz manca 4 palle per tenere la battuta e cede sulla seconda palla break il servizio. La tennista americana serve per il set ma subisce il controbreak. Poco male, perché la tennista spagnola perde ancora una volta la battuta e lascia il primo set alla Stephens.

Si ricomincia da dove si era finito, subito due break ad inizio secondo set poi è ancora Stephens che allunga una prima volta (3-1 e servizio), perde il break di vantaggio ma poi sembra dare lo strappo definitivo (5-2). Parrizas-Diaz mette in campo tutto quello che ha, risale sul 4-5, va 30-15 sul suo servizio ma poi commette due gratuiti di fila e alza bandiera bianca su un rovescio vincente diagonale della Stephens per l’1-0 americano.

Secondo singolare, confermate le due numero 1, Danielle Collins da una parte, Sara Sorribes-Tormo dall’altra. Inizio regolare, poi dall’1-1 un uragano si abbatte sulla povera spagnola. La Collins è indemoniata, tira colpi da tutte le parti del campo con la Sorribes che non sa che pesci prendere. In 29 minuti arriva il 6-1 americano. Il secondo set è anche peggio per la tennista spagnola che non racimola nemmeno un gioco. Finisce 6-1 6-0 e i 4 set a zero sin qui raccolti dalle americane sanciscono anche la matematica qualificazione degli USA alle semifinali.

Ininfluente quindi il doppio finale dove le americane schierano Dolehide e Vandeweghe, mentre la Medina-Garrigues dà spazio alla coppia Masarova/Bolsova. La vittoria va alle spagnole in due set, 6-3 6-4.

CLASSIFICA FINALE GRUPPO B

USA 1-1 3-3*

SPAGNA 1-1 3-3

SLOVACCHIA 1-1 3-3

*Qualificata per il miglior quoziente set

Domani in campo Australia-Bielorussia per il Gruppo B e Repubblica Ceca-Svizzera per il Gruppo D.

L’Australia è padrona del proprio destino, se vince è in semifinale. In caso invece di sconfitta insieme a Bielorussia e Belgio si troverebbe con una vittoria e una sconfitta e allora bisognerebbe ricorrere al quoziente set o eventualmente anche a quello game.

Nel caso invece della sfida del gruppo D è un vero e proprio spareggio, chi vince va in semifinale.

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Billie Jean King Cup: Belinda Bencic premiata con l’Heart Award. Soldi devoluti ai canili

La tennista svizzera vince il premio dedicato a chi si è distinto di più durante la coppa per lo spirito di appartenenza alla sua nazionale

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La carrellata di premi di fine stagione continua con la Billie Jean King Cup, che ha annunciato oggi di aver premiato la tennista svizzera Belinda Bencic con l’Heart Award, il premio assegnato alla giocatrice che si è distinta nella BJK Cup per coraggio e passione per la propria nazionale. La tennista svizzera ha trionfato su una rosa di candidate che vedeva la statunitense Danielle Collins, la slovacca Viktoria Kuzmova, la russa Ljudmila Samsonova e l’australiana Storm Sanders. Bencic succede nell’albo d’oro ad Ashleigh Barty, vincitrice del premio nella Billie Jean King Cup 2019, l’ultima disputata visto che l’edizione 2020 non si è disputata causa COVID-19. Tra i meriti di Bencic citati nel comunicato del premio della BJK il passaggio del gruppo della Svizzera dal “girone della morte”, il girone D con Repubblica Ceca e Germania, con Bencic vincitrice sulla tedesca Kerber e la ceca Krejcikova, una delle rivelazioni della stagione. La Svizzera ha raggiunto la finale della coppa grazie alle prestazioni di Bencic, persa in finale contro la Russia di Kasatkina e Samsonova.

Bencic ha commentato così il premio ricevuto: “Sono davvero felice di aver ricevuto l’Heart Award della Billie Jean King Cup. Amo giocare per la mia nazionale e ricevere un premio di questo tipo per me è un onore. Donerò tutti questi soldi ai canili, anche perché il nostro cane Paula è stata presa lì.“. La tennista svizzera ha deciso di dividere i suoi 10.000 dollari di premio tra cinque canili vicini alla sua casa slovacca: Utulok Trnava, Utulok Trencin, SAOZ, Pes v Nudzi e Sloboda Zvierat, l’ultimo è il canile da cui Bencic ha adottato il suo cane Paula. Belinda Bencic è anche la prima tennista svizzera a vincere questo premio dalla sua creazione nel 2009, e corona così il suo ottimo bilancio nelle coppe a squadre. Dal 2015 la numero 23 del mondo ha accumulato un record di diciotto vittorie e otto sconfitte nei quindici tie a cui ha preso parte dalla sua prima convocazione, nel 2012.

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Billie Jean King Cup, il capitano svizzero: “Vero infortunio o hanno imbrogliato?”

Neanche a Belinda Bencic è andata giù la sostituzione tardiva di Pavlyuchenkova con Samsonova: “Meritavano noi”

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La squadra russa si è aggiudicata sul campo la finale di Billie Jean King Cup contro la Svizzera: Daria Kasatkina ha vinto facile contro Jil Teichmann, mentre Ludmila Samsonova è uscita vittoriosa dal match tirato con una Belinda Bencic sempre agguerritissima, dopo l’oro di Tokyo, quando indossa la maglia della nazionale. Al termine di quest’ultimo incontro, tuttavia, la stretta di mano no-look di Belinda a Ludmila ha suggerito che ci fosse qualcosa oltre la mera delusione per la sconfitta. In realtà, non c’era bisogno di un grande intuito per capire che quel qualcosa aveva a che fare con quanto successo nei minuti precedenti l’orario di inizio della finale, le 16 CET di sabato 6 ottobre.

Come da regolamento, (non più tardi di) un’ora prima dell’orario previsto per il tie, i capitani presentano le formazioni indicando i nomi delle due singolariste e delle doppiste, le prime in “ordine di merito”, vale a dire che quella con la classifica WTA più alta sarà la numero uno e l’altra la numero due; esse vengono accoppiate rispettivamente con la numero uno e le due numero due della formazione avversaria, come normalmente succede a qualsiasi livello per gli incontri a squadre. Nel caso di sabato, Teichmann (n. 39) contro Kasatkina (n. 28) e Bencic (n. 17) contro Pavlyuchenkova (12). Alle 15.39, però, il capitano russo cambia la formazione, cosa possibile dopo la scadenza del termine in caso (tra l’altro) di infortunio; salvo che il problema fisico sia evidente, la giocatrice sostituita dovrà sottoporsi alla visita da parte del Medico Indipendente che compilerà l’apposito modulo dando l’eventuale via libera alla sostituzione.

La giocatrice scelta è Samsonova, che è n. 40 WTA e perciò sarebbe stata “numero due” se originariamente schierata, ma a quel punto l’ordine è già fissato e Ludmila giocherà da numero uno. Ricordiamo che Bencic è avanti 5-2 nei precedenti con Nastia, l’ultima alle Olimpiadi, mentre con Ludmila ha perso i due confronti diretti, entrambi giocati quest’anno. Insomma, l’infortunio di Pavlyuchenkova si risolve in un colpo di fortuna per la squadra russa.

 

Non la pensa in questo modo Heinz Günthardt, il capitano rossocrociato, che in conferenza stampa si è così espresso: “Non voglio dubitarne e qualcuno può pensare che sia stata una mossa brillante, ma questo è impossibile perché o lei si è davvero infortunata – e ciò sarebbe spiacevole – oppure lo hanno fatto apposta – e sarebbe imbrogliare. Ma non può essere brillante solo perché non vieni beccato”. Dopo aver chiarito di essere disposto a credere alla squadra avversaria se gli assicurano seriamente che Pavlyuchenkova si è infortunata venti minuti prima di scendere in campo, Günthardt pensa, “è anche possibile che ci sia altro”. Gli fa eco Belinda che rimarca come abbiano dato il cuore, che lo rifaranno il prossimo anno e che “meritavamo di vincere; è così che siamo come persone, come squadra e come giocatrici. Credo che lo sport ti restituisca… insomma, il karma”.

Dall’altra parte della storia, ci sono le ragazze russe raggianti per il successo, prima fra tutte Samsonova che ha vinto tutti i suoi match (due singolari e tre doppi) durante questa settimana. Quando in conferenza stampa viene loro riportato quanto poc’anzi detto da Günthardt, il capitano Igor Andreev spiega sereno che Anastasia aveva giocato tre incontri duri nelle giornate precedenti (al terzo set in tutte le occasioni), ma “durante il riscaldamento sentiva che non avrebbe potuto dare il 100% e a quel punto abbiamo deciso di cambiare la formazione”. Interviene Pavlyuchenkova, chiarendo che da tempo ha quel problema al ginocchio, per poi specificare di aver compreso la sera precedente che l’avrebbe troppo limitata, ma ha voluto comunque “provare questa mattina nel warm-up, pensavo ancora di farcela ma non riuscivo a servire, così c’è stata la decisione”.

Un giornalista svizzero è ben deciso a capire definitivamente il momento dell’infortunio e della conseguente sostituzione, vale a dire il punto cruciale della vicenda: la domanda implicita è se hanno schierato Anastasia già sapendo che l’avrebbero sostituita. Sottolineando le difficoltà nell’esprimersi in una lingua straniera, le mascherine e tutto quanto, Matt Roberts di The Tennis Podcast racconta che Andreev non stava davvero rispondendo quando, silente fino a quel momento, Kudermetova ha sentito il bisogno di interloquire dicendo che l’infortunio si è verificato nel riscaldamento durante l’ormai famigerata ora precedente l’inizio delle ostilità. Lo stesso Roberts fa però notare che, stando al programma degli allenamenti e sempre che questo fosse corretto e sia stato rispettato, le russe non erano in campo ad allenarsi tra le 15 e le 16 di sabato.

Lasciamo sospesa la vicenda concedendo ovviamente il beneficio del dubbio a Nastia che, come qualsiasi atleta alla vigilia di un appuntamento importante per la propria squadra, vorrebbe giocare nonostante fisicamente non al massimo finché, anche all’ultimo momento, la ragione prevale sul cuore. Quello che innanzitutto stupisce è la regola per cui possa essere capovolto l’ordine di classifica – regola ereditata dalla formula originaria della Fed Cup e assolutamente valida per i tie che si svolgono su due giorni, quando promuovere a numero uno la singolarista numero due nella giornata del sabato significherebbe replicare il rubber del venerdì. L’altra criticità è molto simile a quella del MTO tattico, quando il giocatore può (nel senso che è in grado di articolare la richiesta) chiedere l’intervento del fisio per un infortunio addirittura inesistente: una situazione che si presta troppo facilmente a manipolazioni.

Alla fine, come detto all’inizio, la Russian Tennis Federation ha vinto sul campo e la Russia può quindi (?) vantare la quinta vittoria nella storica manifestazione a squadre per nazioni. Chiudiamo però con le parole del capitano svizzero, aggiunte subito dopo le infuocate dichiarazioni iniziali, che rendono merito alle avversarie: “Devo dire che hanno giocato davvero, davvero bene e sono assolutamente state la squadra migliore”.

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Kasatkina e Samsonova riportano la Billie Jean King Cup in Russia

Battute rispettivamente Teichmann e Bencic. È il quinto titolo per la Russia

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Team RTF - Billie Jean King Cup Final 2021 Prague (foto Facebook BillieJeanKingCup)

Era uno dei team più completi presenti alla O2 Arena e alla fine si è laureato campione. Parliamo della Russia, che nella finale della Billie Jean King Cup ha superato 2-0 la coraggiosa Svizzera di Belinda Bencic e si è aggiudicata il quinto titolo della sua storia.

Premiate le coraggiose scelte del capitano russo Igor Andreev che aveva scelto inizialmente Kasatkina e Pavlyuchenkova per poi sostituire quest’ultima con la giovane ed esplosiva Samsonova che con una gara coraggiosa è stata in grado di rimontare Belinda Bencic, una delle tenniste più in forma di questo 2021, e quindi portare il punto del 2-0 che ha dato il titolo alla Russia.

Non c’era invece stata storia nel primo singolare, troppo decisa Kasatkina, troppo contratta Teichmann, facile e veloce la vittoria della tennista russa.

 

Russia-Svizzera 2-0

D.Kasatkina b. J. Teichmann 6-2 6-4

Igor Andreev, capitano della Russia, mischia un po’ le carte nella scelta delle singolariste. Ufficialmente Pavlyuchenkova lamenta un infortunio alla caviglia e il suo posto viene preso come numero 1 dalla Samsonova mentre la numero 2 diventa Daria Kasatkina che incontrerà nel match che apre la finale della Billie Jean King Cup Jil Teichmann.

A pensar male si fa peccato ma a volte si indovina e non vorremmo che influenzato dai precedenti tra le finaliste, Andreev abbia preferito evitare a Pavlyuchenkova la sfida con Bencic nettamente avanti nei precedenti (5-2) opponendole invece Samsonova che l’ha battuta due volte su due. C’è anche da dire che Pavlyuchenkova ieri aveva giocato quasi 3 ore con Collins ed essendo una giocatrice massiccia potrebbe aver accusato lo sforzo profuso dopo tre giorni di gare.

Non ci sono precedenti tra Kastkina e Teichmann, la russa parte a mille, la svizzera pare contratta. Kasatkina parte velocemente 5-0 disegnando precise traiettorie con il diritto che mandano al manicomio Teichmann che appare impotente. La numero 39 del mondo non riesce mai a prendere il comando delle operazioni perché alle prime accelerazioni sbaglia e non di poco. La tennista svizzera evita il cappotto centrando il break e mantenendo anche la battuta nel gioco successivo, ma Kasatkina decide che basta così e con un servizio vincente chiude 6-2 il primo set in 30 minuti.

Teichmann prova a reagire, cerca di caricarsi ad ogni cambio di campo sotto gli occhi vigili di Martina Hingis, protagonista insieme a Patty Schnider dell’unica finale giocata dalle elvetiche nella competizione nel 1998 dove furono sconfitte dalla Spagna. L’inizio del secondo set è all’insegna dell’equilibrio, si seguono i servizi senza particolari sussulti. Sul 3 pari Kasatkina riesce a strappare nuovamente il servizio alla sua avversaria, sale 40-15 nel gioco successivo ma commette un doppio fallo e si distrae e la svizzera torna in partita sul 4-4. Sembra che il match si possa riaprire ma la tennista russa strappa nuovamente il servizio a Teichmann e va a servire per il match. Stavolta il braccio di Kasatkina non trema e l’ennesimo diritto lungo della sua avversaria dà l’1-0 alla Russia.

L. Sasmonova b. B. Bencic 3-6 6-3 6-4

I precedenti sono due e li ha vinti entrambi Samsonova che quindi è l’avversaria sulla carta più difficile tra le russe per la splendida Belinda Bencic di queste Finals di Billie Jean King Cup. La russa ingaggia da subito una lotta senza confine da fondo campo con la medaglia olimpica di Tokyo. Break russo nel terzo gioco, immediato il controbreak svizzero, 2-2 e tutto da rifare. Bencic comunque appare più regolare e continua, se gli scambi sono veloci le due contendenti se ne dividono gli esiti, se invece si allungano è la tennista svizzera a vincerne 3 su 4. Questa maggiore continuità trova applicazione nell’ottavo gioco quando Bencic centra il break e con un ace chiude il primo set nel game successivo con il punteggio di 6-3.

La musica è la stessa anche nel secondo set, ma Samsonova inizia a salire di rendimento, mette alle corde Bencic e trova colpi e traiettorie incredibili. La russa allunga sul 3-1 e con autorità pareggia i conti con identico punteggio, 6-3.

Incredibili i progressi in questo 2021 di Samsonova, capace di issarsi dalla posizione nr.120 alla 40. La russa non si ferma nemmeno a inizio terzo set, break in apertura e il titolo si avvicina per il team capitanato da Igor Andreev. Bencic fa quel che può ma non riesce a recuperare il gap. Samsonova si procura 3 palle del 3-0 “pesante” ma la svizzera le annulla. Poi è Bencic che ha la palla del 2-2 ma niente da fare. L’occasione più ghiotta arriva però sul 3-2 Samsonova con una importantissima palla break svizzera che la tennista russa annulla con un quanto mai provvidenziale ace. Da quel momento in poi per la Bencic non ci saranno più opportunità e un suo gratuito di diritto consegna vittoria e titolo alla Russia nel decimo gioco. Quinto titolo per le ragazze russe dopo quelli nel 2004 e 2005 e quelli del 2007 e 2008.

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