Billie Jean King Cup, Finals: la Svizzera sfiderà l'Australia in semifinale

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Billie Jean King Cup, Finals: la Svizzera sfiderà l’Australia in semifinale

Bencic trascina le sue compagne alla vittoria sulla Repubblica Ceca. Sanders e Tomljanovic liquidano la pratica Bielorussia

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Belinda Bencic - Billie Jean King Cup 2021 (via Twitter, @BJKCup)
 
 

Russia-USA e Australia-Svizzera saranno le due semifinali della Billie Jean King Cup edizione 2021. La prima semifinale già la conoscevamo, la seconda è maturata grazie alla vittoria delle australiane su una Bielorussia alquanto spuntata e delle terribili svizzere sulle padrone di casa della Repubblica Ceca. Vediamo le due sfide nei dettagli.

GRUPPO B

Australia-Bielorussia 2-1
S. Sanders b. Y. Hatouka 6-3 6-3
A. Tomljanovic b. A. Sasnovich 4-6 6-2 6-3
L. Marozava/A. Sasnovich b. O. Gadecki/O. Perez 6-4 6-4

L’Australia dopo l’impresa contro il Belgio cerca la seconda vittoria nel raggruppamento per accedere alle semifinali per la seconda edizione consecutiva (nel 2019 fu finalista sconfitta dalla Francia), la Bielorussia deve vincere 3-0 o lasciare solo 2 set alle australiane per sperare nella miracolosa qualificazione da prima del girone.

 

Si inizia con il singolare tra Storm Sanders e Youlia Hatouka. La differenza di classifica tra le due contendenti è abbastanza evidente (133 Sanders, 192 la tennista bielorussa) e l’australiana recita da subito il ruolo da favorita. Break “aussie” nel terzo gioco replicato sul 5-3 per la chiusura del primo set. Hatouka fa quel che può ma appare abbastanza limitata tecnicamente, Sanders parte meglio anche nel secondo parziale, 3-0 che diventa ancora 6-3 (senza aver concesso nemmeno una palla break) per l’1-0 australiano.

Assente nella prima giornata stavolta Ajla Tomljanovic recita il ruolo di numero 1 australiana affrontando Aliaksandra Sasnovich. L’incontro è molto equilibrato e tecnicamente valido. Sasnovich parte molto bene mentre Tomljanovic appare un po’ arrugginita. La bielorussa va subito 4-0 poi rischia il clamoroso ritorno dell’avversaria aggiudicandosi il set con il risicato punteggio di 6-4. Tomljanovic inizia a sciogliersi e far pesare i suoi colpi. Dal 2-2 nel secondo set piazza 4 giochi consecutivi e manda il match al terzo. Con questo set conquistato dalle australiane le bielorusse sono matematicamente fuori anche in caso di vittoria odierna. Nel terzo set il break decisivo arriva nel quarto game da parte di Tomljanovic che non concede opportunità alla sua avversaria e chiude 6-4 per la vittoria australiana che vuol dire semifinale per le “aussie”.

Ininfluente il doppio dove le bielorusse Sasnovich e Marozava battono in due set Gadecki e Perez (6-4 6-4).

CLASSIFICA FINALE GRUPPO B
Australia 2-0 4-2
Belgio 1-1 3-3
Bielorussia 0-2 2-4

GRUPPO D

Si chiude con il botto, la sfida tra le padrone di casa della Repubblica Ceca e le svizzere è un vero e proprio spareggio. Avendo battuto nelle prime due giornate la Germania, chi vince questo match raggiunge le semifinali.

Si inizia con la sfida tra Marketa Vondrousova e Viktoria Golubic. La tennista svizzera parte con il piede giusto, subito break per il 2-0 iniziale. Controbreak Vondrousova e nuovo break svizzero, 3-1 Golubic. La nr.2 elvetica tiene la battuta e si procura 4 palle per il 5-1 che Vondrousova abilmente annulla. Qui nella sostanza gira la partita. Passata la grande paura la tennista di casa ingrana la quinta, piazza un parziale di 16 punti a 1 e porta a casa il primo set con un insperato 6-4. La strada per Vondrousova si fa in discesa, Golubic accusa il colpo e va sotto 4-0 nel secondo set. La partita oramai è andata, finisce 6-4 6-2, 1-0 Repubblica Ceca.

Scendono così in campo le due numero 1, Barbora Krejcikova e Belinda Bencic, che oltretutto si sono trovate di fronte nella finale olimpica del doppio femminile a Tokyo. Buon inizio della nr.1 svizzera che breakka subito l’avversaria e ha anche 3 palle del 4-0. Krejcikova riesce a rimediare, tiene finalmente la battuta ma sul 2-5 sembra spacciata. La campionessa del Roland Garros è invece bravissima a rientrare in partita, strappa il servizio a Bencic nel nono gioco, annulla un set point nel game seguente e riagguanta l’avversaria sul 5-5. Ultimi due game del set senza sussulti, si arriva al tie break. Bencic è determinata, altra partenza al fulmicotone, 5-0 e tie break ipotecato. Krejcikova prova il recupero sul 2-5 ma alla fine Bencic capitalizza il vantaggio e chiude 7-2.

Krejcikova fatica a trovare continuità, ancora break svizzero in apertura di secondo set ma arriva immediato il controbreak. La tennista di casa salva 3 palle break sul 2 pari e non ne sfrutta una sul 3-2 in suo favore. Nel settimo game arriva il break di Bencic che va sul 4-3 e nel turno di battuta successivo salva il servizio dallo 0-40. La campionessa olimpica del singolare femminile non corre più pericoli e porta a casa il set con il punteggio di 6-4 per l’agognato 1-1svizzero. La sfida si decide con il doppio.

Da una parte Siniakova e Hradecka, dall’altra la scatenata Bencic e Jill Teichmann, Il pubblico prova a spingere le padrone di casa ma la coppia svizzera pare indiavolata. Sia Teichmann che Bencic sono molto aggressive in risposta e sotto rete si muovono benissimo, Siniakova e Hradecka appaiono in certi frangenti impotenti. Hradecka perde subito il servizio in apertura e spiana la strada per la corsa di testa delle svizzere che con un altro break nel nono gioco vincono il primo set 6-3.

Si riparte per il secondo set, la partita non cambia di una virgola. Svizzere aggressive, spietate sotto rete e palle molto profonde da fondo campo. Stavolta il set scorre via alquanto regolare ma la coppia elvetica pare pronta a cogliere l’occasione al balzo. Occasione che arriva nell’ottavo gioco del match. Sul 5-3 va a servire la Bencic che mette 3 prime perfette che permettono alla Teichmann sotto rete di fare uno show di volée. Sul 40-0 arriva un passante di poco lungo della Siniakova. Svizzere in semifinale contro l’Australia.

CLASSIFICA FINALE GRUPPO D
Svizzera 2-0 5-1
Repubblica Ceca 1-1 3-3
Germania 0-0 1-5

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BJK Cup: sfuma la rimonta ucraina, USA vince il doppio. Canada a valanga sulla Lettonia

L’Ucraina guidata da Yastremska rimonta lo 0-2 delle prima giornata, ma cede nel doppio decisivo. Leylah Fernandez fa cantare i tifosi canadesi

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Team USA contro Team Ucraina - BJK Cup 2022 (foto Susan Mullane)

STATI UNITI – UCRAINA 3-2

Con gli altri risultati europei arrivati nel corso della giornata di ieri – tra cui spicca la sconfitta della Germania e la netta vittoria dell’Italia sulla Francia – mancavano i match nord-americani per concludere il quadro delle squadre che parteciperanno alle Finals della Bilie Jean King Cup, in programma a novembre in sede da definire. Il match probabilmente più coinvolgente sotto l’aspetto emotivo era quello tra Ucraina e Stati Uniti. La squadra a stelle e strisce dopo la prima giornata al Harrah’s Cherokee Center, di Asheville, Carolina del Nord, era avanti 2-0 ma le tenniste ucraine hanno rimesso il tie in equilibrio grazie a due vittorie in singolare. Sia la 21enne Dayana Yastremska che la 22enne Katarina Zavatska hanno vinto i loro match in due set, con grande sorpresa delle statunitensi.

In particolare la netta superiorità di Yastremska è evidenziata dai 16 vincenti messi a segno contro i 3 di Pegula. “Oggi ero più rilassata”, ha detto la giocatrice ucraina. “Stavo solo lottando. Ho sentito un po’ di pressione perché è stata una vittoria importante, quindi ho dato il massimo. Sono sempre stato orgogliosa del mio Paese e sono sempre stato orgogliosa di essere ucraina, e mi piace sempre rappresentare il mio Paese, ma ora, in questo momento, è difficile descriverlo. Il mio cuore è a casa e ho tanta voglia di tornarci, ma la mia mente è qui e devo giocare. Ho una responsabilità su mia sorella. È semplicemente bellissimo essere in un posto sicuro qui e giocare davanti una folla straordinaria con grande supporto. È bello vedere le bandiere ucraine ovunque“.

Alla fine però è stata la squadra di casa a festeggiare la vittoria decisiva: come la Repubblica Ceca sulla Gran Bretagna, anche gli USA hanno chiuso con l’incontro di doppio. Il personaggio copertina di questo ultimo e decisivo match è la 31enne Asia Muhammad, n. 36 di doppio al suo esordio assoluto nella competizione. “Non dimenticherò mai questo momento”, ha detto la debuttante Muhammad dopo la partita. “[La mia convocazione alla squadra] è stata davvero, davvero all’ultimo minuto. Ero così nervosa nel primo set. Non mi aspettavo davvero di giocare oggi, ma sono felice che siamo riusciti a conquistare la vittoria. Il supporto del nostro team è stato fantastico ed essere in grado di guardarli e sentirli esultare ogni singolo punto con noi ha aiutato molto”.

 

D. Yasrtemska b. J. Pegula 6-3 6-4
K. Zavatska b. S. Rogers 6-3 6-4
A. Muhammad/J. Pegula b. D. Yastremska/L. Kichenok 7-6(5) 6-3

CANADA – LETTONIA 4-0

Mai in discussione invece il successo del team canadese contro la Lettonia. Anche oggi ha dare un apporto cospicuo al suo team è la n. 21 del mondo Leylah Fernandez che ha passato appena 62 minuti in campo contro la 21enne n. 267 del mondo Daniela Vismane. “Penso che il mio momento preferito di oggi sia stato ascoltare tutti”, ha detto Fernandez dopo la partita. “Sentire l’incitamento del pubblico che dice “Go, Canada, Go!” e “Go Leylah!”. Questa è la mia parte preferita. L’atmosfera e l’energia che la gente mi ha dato”.

L. Fernandez b. D. Vismane 6-2 6-1
G. Dabrowski/C. Zhao b. D. Semenistaja/D. Vismane 6-1 6-3

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BJK Cup: la Rep.Ceca vince 3-2 sulla Gran Bretagna al doppio. Staccato il pass per le Finals

Grandi emozioni nella giornata di Praga, con il match risolto solo dal doppio decisivo per le padrone di casa

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Marketa Vondrousova - BJK Cup Praga 2022 (foto ITF Martin Sidorjak)

Una sfida che alla fine ha dato forse ben più del previsto quella di Praga, dove la Gran Bretagna, su una superficie dove non certo insegna, ha saputo portare le favorite padrone di casa a un intenso doppio decisivo, in un clima caldo e incerto fino all’ultimo, che alla fine ha premiato la Nazione più continua e con la giocatrice più in forma, cioè Marketa Vondrousova, ingiocabile da fondo e troppo dolce a rete per chiunque, la vera autrice di questo approdo tra le migliori 12 nazioni al mondo. E curiosamente, proprio la partita tra lei e Raducanu(le due numero 1), in teoria la più interessante, è quella che ha dato di meno, come andiamo ora a vedere.

M.Vondrousova (CZE) b. 6-1 6-1 E.Raducanu (GBR)

Che la sfida tra le due numero 1 dei Paesi che apriva il sabato di Billie Jean King Cup a Praga avesse una netta favorita, per esperienza e attitudine e alla superficie, era chiaro. Ma che Marketa Vondrousova, finalista al Roland Garros 2019 e n.32 al mondo, potesse schiacciare in modo così netto la giovane Emma Raducanu, era più una speranza dei tifosi cechi che una solida aspettativa. Ma invece, come andremo a vedere, il gioco da fondo e di costruzione della britannica nulla ha potuto contro le variazioni e la sensibilità tipiche della scuola dell’Est.

 

Il match- arriva il break in apertura per la Repubblica Ceca, con Raducanu che annulla le prime due, ma cede alla terza con un errore non forzato, da subito un problema. E dopo la conferma del break continua il crollo dell’inglese: doppio break ceduto addirittura a 0, gravissimo con brutti errori, ma Vondrousova ha tutta un’altra marcia sulla terra rossa, com’era prevedibile, e la sta mostrando ampiamente contro una giocatrice anche abbastanza in crisi in questo periodo. Accusa un po’ di tensione nel quarto gioco la ceca e perde uno dei due break, anche a causa di un rientro di qualità da fondo di Raducanu, che sullo scambio può dire la sua, ma le variazioni della n.32 al mondo sono pericolose: qualche errore di troppo porta il game alla Gran Bretagna. Dura però poco la gioia per Raducanu, che subito riperde il servizio, anche a causa però della sensibilità, troppo superiore, di Vondruosova: la muove, accelera, smorza, un vero e proprio assolo della padrona di casa, per un altro break, a 15 stavolta. Altro game gestito con tranquillità da Vondrousova, sì a 30 ma mai in affanno, comandando col servizio e dando poco scampo da fondo, serve un miracolo a Raducanu. Chiude 6-1 in scioltezza un primo set dominato dall’inizio alla fine la n.32 del mondo, con altri errori dell’avversaria(non una novità quest’oggi), che non ha mai tenuto il servizio nel primo parziale. Non riesce però mai a prendere in mano il pallino del gioco la campionessa degli US Open, ancora troppo acerba sulla terra(ieri la prima vittoria da professionista sulla superficie) contro un’avversaria che invece ne è una maestra.

Inizia con il brivido il secondo parziale per Vondrousova, rimontando da 15-40 e infilando quattro punti di fila, un po’ con una mano di Raducanu, un po’ perché oggi è quasi ingiocabile in ogni fondamentale. Non si fa invece pregare la padrona di casa nel game successivo, che subito si porta avanti di un break anche nel secondo, chiudendo la terza palla break con una risposta vincente di rovescio, lato sul quale è deliziosa. Raducanu ha fatto vedere qualche sprazzo, ma ancora troppo timido, riceve però una grande mano da Vondrousova, con tre doppi falli e un errore, primo passaggio a vuoto del match che riapre il parziale. Continua però la spirale di servizi persi, con la Gran Bretagna che ha subito break in ogni game al servizio: riesce ad annullarne una in questo caso, ma l’ennesimo errore sul rovescio di oggi regala il break alla ceca, che stavolta conferma magistralmente ancora trattando Raducanu quasi come una sparring partner. Va poi a chiudere con un altro 6-1 il match Vondrousova, dominando anche il sesto game in risposta, ennesimo break subito da una Raducanu che non ha mai avuto neanche la chance di dire la sua contro una debordante avversaria, che sulla terra era pressoché un ostacolo insormontabile per la n.12 al mondo, solo alla seconda partita da professionista su questa superficie. Anche negli ultimi game però i tanti errori di Emma hanno guidato il punteggio, con la ceca che comunque sicuramente con la spinta e le sue qualità causava questi errori già prima del colpo, con il pensiero per la britannica di dover trovare sempre colpi decisivi(da segnalare però un delizioso lob di rovescio sulla palla break che ha scavato il solco decisivo da parte della ceca, una mano fatata). Si conferma dunque la propensione alla BJK Cup di Marketa Vondrousova, alla settima vittoria su otto match nella competizione.

H.Dart (GBR) b. L.Fruhvirtova(CZE) 6-0 5-7 6-2

Il match che dà il secondo punto alla Gran Bretagna, e forza quindi il doppio decisivo, va visto andando oltre il punteggio, che può trasmettere un senso di dominio contro una quasi completa impotenza, quando il match tra Harriet Dart e Linda Fruhvirtova(all’esordio nella competizione, ha sostituito Martincova) è stata una partita di nervi e cuore, ma anche di tennis puro e colpi pazzeschi. Tecnicamente ha probabilmente offerto anche di più del match precedente, che vedeva coinvolte due top 40, mentre entrambe le due giocatrici qui non rientrano tra le prime 100. Una cosa che, alla luce di cosa hanno dato in campo, appare decisamente inconsueta.

Il match- inizia in modo completamente diverso il secondo singolare di giornata, con i ruoli invertiti: è la Gran Bretagna a partire fortissimo, dando due break alla giovanissima Fruhvirtova, che in realtà sta giocando anche molto bene(ha avuto palla del contro break nel secondo gioco), ma l’inglese sta avendo la meglio attaccando tanto, trovando vincenti e anche giocate di fino non indifferenti. E continua la marcia impressionante di Dart, che tiene il servizio a 30 senza concedere nulla e comandando da fondo, in una partita intensa e molto interessante tecnicamente. Prosegue la condizione a dir poco straripante della n.103 al mondo, che sta letteralmente triturando la sua avversaria, trovando un altro break che sa tanto di primo set, conquistato con un punto meraviglioso: risposta miracolosa, e passante di dritto in corsa da incorniciare, un punto che descrive le condizioni che la stanno tenendo in alto. Porta a casa il primo set con l’ennesimo game dominato la britannica, chiudendolo con un’altra smorzata sensibilissima, oggi abbinata a una perfezione da fondo e al servizio che spiegano il 6-0 ampiamente.

Il secondo parziale si apre ancora all’insegna di Dart, una donna in missione in questo pomeriggio di Praga, che conquista il settimo game su sette giocati, disegnando il campo e chiudendo con un gran dritto vincente. E non accenna a terminare l’emorragia, con Fruhvritova che appare davvero in ko tecnico: doppio break subito a 0 nel terzo game, propiziato da una cifra di errori della ceca ben oltre la linea per rimanere in galleggiamento, ma anche grazie alla britannica che sta volando leggiadra come una farfalla e pungendo come un’ape sulla terra in questo pomeriggio. Avanti con due break e 40-0 la Gran Bretagna, partita ormai in archivio…salvo rientro insperato di Fruhvirtova, che recupera e addirittura trovando finalmente le sensazioni da fondo porta a casa anche il break, per rientrare un po’ nel match, che nel quinto game comandando e disegnando il campo conferma. Il sesto game poteva svoltare la partita, con una palla break per la padrona di casa per recuperare del tutto lo svantaggio, ma proprio lì Dart ritrova il gran tennis che sta mostrando da inizio match e si salva.

Nel game successivo l’ebbrezza della ceca si esaurisce, e ritorna sotto di due break: certo, qualche errore di troppo, ma il dritto stretto che gioca Dart sulla seconda palla break sarebbe da mostrare alle scuole tennis. Succede però l’imprevedibile, con Fruhvirtova che a un passo dal baratro inanella 4 game di fila e cambia del tutto l’inerzia del match, anche a livello di sensazioni. E l’impresa si compie davvero poi con la ceca che vince 7-5 il secondo set, annullando due match point, risalendo da 5-2 e combattendo un mare di occasioni avverse, che peseranno non poco sul morale di Dart, che dal disegnare il campo e mandare di là solo vincenti ormai neanche lo trova più il campo, passata lei in balia dell’avversaria. L’inerzia ora pende totalmente verso la padrona di casa, e dopo un’impresa del genere non potrebbe essere altrimenti.

Tutte le sensazioni che avrebbe potuto trasmettere il secondo set vengono subito cancellate da un inizio di terzo con Dart protagonista: break in apertura e pallina che torna a viaggiare bene e precisa. Conferma poi il vantaggio annullando tre occasioni di fila alla ceca, che aiuta con qualche errore di troppo, come per il primo e buona metà del secondo set. Il copione dei tre parziali sembra procedere uguale, con un altro doppio break da parte della britannica, sempre propositiva sin dalla risposta e brava a salire sulla palla o a prendere campo appena può. Certo, le mani della ceca ci sono, e pesano, ma comunque le giocate di Dart stanno dando tanta speranza ai colori di Sua Maestà. La partita, per quanto ci abbia abituato a non dare niente per scontato appare ormai irrimediabilmente segnata: sul 4-0 arriva il terzo break della Gran Bretagna, con Fruhvirtova che lo cede a 0, ed ha praticamente giocato solo per reazione d’orgoglio nella rimonta del secondo parziale, non riuscendo a rimanere costante e permettendo a Dart troppi vincenti in controllo, oltre a un errore in uscita per regalare il game.

Ma questa partita sembra non voler mai finire, e allora ecco che la n.103 al mondo ancora trema al servizio, e la classe 2005 si va a prendere di forza e chiudendo con lo smash il break. Si potrebbe scrivere un libro sugli umori di Dart e sulla tensione che la attanaglia se deve chiudere, e intanto la Repubblica Ceca arriva 5-2 caricando di pressione l’inglese ora che dovrebbe alzare il tono di voce. E alla fine, quasi un’ora dopo il primo match point, Harriet Dart riesce a portare a casa un match che dopo il secondo set sembrava compromesso, chiudendo 6-2 il terzo set, senza tremare. Nel complesso una buona prestazione della britannica, che a larghi tratti ha espresso un tennis che varrebbe ben altra classifica, ma che ovviamente non poteva durare a lungo, specie con un’avversaria fresca fisicamente e mai arresasi. Complimenti anche a Linda Fruhvirtova, che non ha per niente sfigurato ma non ha saputo avere la forza mentale di durare tutto il match.

K.Muchova e M.Vondrousova b. 6-1 7-5 H.Dart e K.Swann

La più giovane tra le 4, Katie Swann, subisce il break nel game di apertura, con qualche errore di troppo e soprattutto perché prova a scambiare da fondo con Vondrousova, dove ovviamente non può reggere. Il terzo game, con le ceche già sul 2-0, è un esempio del perché sarebbe sempre consigliabile far giocare il punto decisivo(che nella BJK Cup non è previsto) sulla parità, poiché si tratta di un gioco fiume da 18 punti. 6 palle game per Dart e Swann, sempre ricacciate da una Vondrousova in condizioni pazzesche, che praticamente sta giocando da sola, e va a sfruttare poi la prima palla break, che vale il 3-0 pesante. Primi sudori al servizio per la coppia ceca nel sesto game, con Vondrousova che concede qualcosina e le britanniche che osano un po’ di più, riuscendo anche ad issarsi a palla break, sprecata con una risposta messa larga, che ovviamente non ha seguito, con Muchova che entra di prepotenza e alza la saracinesca a rete. E da occasione sprecata a finalizzata è un attimo: le padrone di casa con il terzo break portano a casa 6-1 un primo set dominato dall’inizio alla fine, con la differenza fatta prima di tutto da Marketa Vondrousova, ingiocabile, ma anche per il dislivello tra le “seconde forze”, Muchova superiore a Swann.

Ci sono segnali di reazione da parte delle britanniche in avvio di secondo set, che tolgono il servizio a Muchova chiarendo come non siano disposte ad una facile resa, ma subito si fanno recuperare nel game successivo, con il solito braccio mancino di Marketa che va praticamente da solo. E non si limitano a ricucire lo strappo, ma lo forzano a loro volta, portandosi avanti di un break in un game in cui sia Muchova(con buona guardia a rete) sia Vondrousova(risposta vincente sulla palla break) sono protagoniste, tentando la prima fuga, che viene con grande freddezza mantenuta annullando due palle break nel game a seguire, dove in verità si distingue Swann per buone discese a rete e giuste chiusure. Non sembravano esserci particolari problemi, tutto secondo ordinaria amministrazione, con entrambi i servizi tenuti, ma sul 4-2, 30-30 ecco lo sconvolgimento delle carte: una gran entrata di Swann procura una palla break, finalizzata da un clamoroso errore sullo smash di Muchova, riaprendo il set. A testa alta rimangono a galla, con un game tenuto ai vantaggi senza dover però fronteggiare palle break, e Swann che ormai a rete è una sentenza, quasi in trance agonistica. A seguire il nono game è però tenuto in scioltezza dalla coppia ceca, a 15, amministrando in tranquillità, con buon rendimento al servizio di Muchova. Alla fine, dopo un secondo set di altissima godibilità e da tipiche doppiste, con molte più insidie di quanto fosse lecito attendersi, la coppia ceca strappa il break a 0 nel dodicesimo game, con i primi due punti portati da Muchova e gli ultimi due da Vondrousova. Dall’altro lato vanno fatti comunque complimenti alla Gran Bretagna, che fino al doppio ha giocato alla pari e ha rischiato di fare uno brutto scherzo contro una squadra storicamente propensa alla competizione a squadre per eccellenza. E così, dopo le nostre azzurre vincenti sulla Francia ad Alghero, anche la Repubblica Ceca raggiunge le già qualificate Kazakistan, Spagna e Polonia alle Finals di Billie Jean King Cup del prossimo novembre.

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BJK Cup: Swiatek porta la Polonia alle Finals. Germania eliminata dal Kazakhstan di Rybakina

La n. 1 al mondo vince in 45 minuti e regala alla Polonia la prima qualificazione della storia alle fasi finali. A Nur-Sultan affonda la Germania di Kerber

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Iga Swiatek a Radon, contro la Romania - BJK Cup 2022 (foto Adam Nurkiewicz)

Qui il successo dell’Italia 3-0 sulla Francia

POLONIA-ROMANIA 3-0 Tommaso Mangiapane

I. Swiatek b. A. Prisacariu 6-0 6-0

 

Al Radomskie Centrum Sportu di Radom (non lontano dalla capitale Varsavia) Iga Swiatek (n. 1 WTA) regala la gioia più grande al pubblico di casa accorso in massa per assistere al match decisivo della loro beniamina. Annientando la romena Andreea Prisacariu (n. 324) con un doppio 6-0 in 45 minuti, la n. 1 del mondo ha garantito il terzo punto alla sua Nazionale, dopo le altre due vittorie in singolare di ieri, portando la Polonia per la prima volta nella storia alle fasi finali della Billie Jean King Cup che si terranno il prossimo novembre.

Poco da dire sull’incontro, che avrebbe dovuto inizialmente vedere la Romania schierare Irina-Camelia Begu. Il punteggio parla chiaro e la netta differenza di classifica tra le due giocatrici basterebbe a giustificare la severa punizione, sportivamente parlando, a cui è andata incontro la ventiduenne romena che generalmente si confronta con il circuito ITF. Swiatek ha chiuso un primo set a dir poco a senso unico durato 20 minuti, in cui Prisacariu ha vinto solamente otto punti al servizio. Spingendo con il diritto e costringendo la romena a un lob difensivo terminato in corridoio, la ventenne di Varsavia ha chiuso la frazione con il primo dei due bagel.

Nel secondo parziale Swiatek si diverte ed è quasi irriverente nei confronti dell’avversaria, come sul punto per portarsi sul 2-0 in cui, con la romena ben oltre la linea di fondo, ha fintato lo smash al volo nei pressi della rete per poi cambiare all’ultimo secondo il verso del piatto corde e appoggiare comodamente la palla. Con il quinto ace della sua partita si procura il primo match point, annullato al pari del secondo a causa di due diritti imprecisi. La prima palla break dell’incontro per la romena arriva proprio nell’ultimo game con Swiatek al servizio, che sorprendentemente sembra avere qualche minima difficoltà nel chiudere la partita. La terza palla per il match è quella buona e la n. 1 del ranking chiude in 25 minuti il secondo set grazie a un diritto di poco lungo di Prisacariu.

Al termine dell’incontro, Swiatek ha dichiarato: “Sono molto fiera di noi, sento che è stato un grande viaggio. In questi ultimi anni è stato un processo nel tempo in cui abbiamo fatto sempre più progressi. Siamo un team forte e nelle Finals possiamo dimostrare ancora più miglioramenti e ottenere successi. Piani per il futuro? Vediamo cosa succederà dopo Wimbledon, anche se dovessi qualificarmi per le WTA Finals penso che giocherò le Finals della BJK Cup. Non parteciperò alla festa tradizionale polacca per celebrare la qualificazione perché andrò a Stoccarda dove giocherò il torneo“.

KAZAKHSTAN-GERMANIA 3-0 Antonio Ortu

E. Rybakina b. A. Kerber 4-6 6-3 7-5

Si è chiusa in quattro e quattr’otto anche un’altra sfida di qualificazione, quella tra Kazakhstan e Germania. Inaspettato il secco 3-0 che ha permesso alla compagine asiatica di staccare nel più facile dei modi il biglietto per la fase finale della Billie Jean King Cup. Dopo la deludente prima giornata, segnata dalla vittoria in rimonta di Putintseva su Kerber e il dominio assoluto di Rybakina contro Siegemund, sabato al National Tennis Centre di Nur-Sultan è andato in scena il match clou del confronto tra le due nazioni, quello tra Angie Kerber ed Elena Rybakina.

A vincere è stata la tennista kazaka in poco più di due ore di partita, rimontando un set di svantaggio alla bi-campionessa Slam, così come aveva fatto la sua connazionale 24 ore prima. Kerber è partita meglio, portando a casa la prima frazione grazie a un break conquistato sul 3-3. Non si è fatta attendere però la reazione della sua avversaria che a inizio seconda frazione ha subito alzato i giri del motore e grazie a un break nel secondo game ha condotto senza problemi il set fino al 6-3 conclusivo. Preoccupante per la Germania il livello di tennis sfoggiato dalla giovane Rybakina, che una volta chiuso il parziale sembrava la chiarissima favorita contro la 34enne Kerber.

Tuttavia il terzo set è stato comunque spettacolare, non tanto per la qualità degli scambi, quanto per l’agonismo messo in campo da entrambe all’interno di una discreta cornice di pubblico. Angie ha perso due volte la battuta, nel primo e nel quinto game della frazione. La tensione però in entrambi i casi ha frenato Rybakina che non è riuscita a scappare via nel punteggio. Molto merito va dato a Kerber che è rimasta aggrappata al match nonostante in diverse occasioni abbia dovuto abbassare la testa e lasciar sfilare i traccianti della kazaka. Ha risposto però colpo su colpo: molto significativo il game vinto sul 3-3 con due servizi vincenti al quale è seguito un inaspettato break. Rybakina qui non ha fatto una piega, ha mantenuto la calma e ha contro-brekkato a 15. Annullando una palla del 6-5 ha continuato a martellare da entrambi i lati e con una striscia di quattro giochi consecutivi ha portato per la prima volta il Kazakhstan alle Finali della competizione a squadre.

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