Next Gen ATP Finals, Musetti vince al quinto la sfida dell'estro con Gaston

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Next Gen ATP Finals, Musetti vince al quinto la sfida dell’estro con Gaston

Nella sfida più lunga nella storia del torneo, l’azzurro spreca due match point nel quarto set ma riesce a spuntarla. Korda regola Baez e ha un piede in semifinale

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Lorenzo Musetti alle Intesa Sanpaolo Next Gen Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

[3] L. Musetti b. [8] H. Gaston 4-3(5) 4-3(6) 2-4 3-4(7) 4-2

Prima vittoria alle Intesa Sanpaolo Next Gen Finals per Lorenzo Musetti, che ha superato Hugo Gaston per 4-3(5) 4-3(6) 2-4 3-4(7) 4-2 in due ore e 33 minuti (l’incontro più lungo di sempre a Milano) al termine di una sfida che ha mantenuto le attese in termini di spettacolo fra due dei giocatori più estrosi del circuito, che si sono sfidati a colpi di smorzate, lob, passanti in corsa e demi-volée. Lorenzo non ha sfruttato due match point nel quarto set e mancato le prime 15 palle break dell’incontro, ma ha servito molto bene per larghi tratti e ritrovato vigore nel finale dopo aver lasciato l’iniziativa all’avversario per due set abbondanti.

Domani Musetti dovrà battere Sebastian Korda (vittorioso in tre set su Sebastian Baez) per essere sicuro di accedere alle semifinali, mentre in caso di sconfitta dipenderebbe proprio da Gaston, il quale dovrebbe battere Baez per dargli una chance. L’azzurro si è quindi preso la rivincita dopo la delusione della scorsa settimana, quando l’avversario di stasera l’aveva eliminato all’ultimo turno delle qualificazioni di Bercy per poi raggiungere i quarti di finale; è inoltre diventato solo il secondo azzurro dopo Jannik Sinner a vincere un incontro alla Allianz Cloud; Quinzi e Caruana avevano infatti concluso il torneo a mani vuote.

 

PRIMO SET – Musetti è sembrato centrato da subito, infilando due vincenti nei primi tre punti e salendo immediatamente 15-30. Purtroppo per lui, ha sprecato un bello scambio impostato dalla risposta profonda di dritto sbagliando una smorzata, e Gaston è così riuscito a tenere. Stasera si è però visto un Lorenzo trasformato, davvero brillante con il servizio. La chiave è stata infatti la sua bravura nel vincere qualche punto rapido in più: 12-7 negli scambi sotto i cinque colpi e un terzo di servizi vincenti. L’azzurro ha però continuato a dettare bene con il dritto (sei vincenti nel parziale), rispondendo molto più vicino al campo rispetto a ieri (non necessariamente una grande impresa) e leggendo bene le palle corte del maghetto transalpino: nel terzo game ne ha recuperata bene una per lo 0-30 e si è procurato il 15-40 con uno scambio molto vario fatto di accelerazioni di rovescio e chop di dritto. Gaston ha salvato la prima con una deliziosa demi-volée di dritto, mentre la seconda è svanita quando Musetti ha sbagliato la contro-smorzata, fallendo poi un dritto su una palla bassa dell’avversario e mancando così un’altra opportunità.

Invece che insistere, però, il padrone di casa ha iniziato a bloccare le risposte, permettendo a Gaston di diventare più assertivo con il primo colpo dopo il servizio, e in svantaggio 2-3 ha continuato a concedere campo per il 30-30, trovandosi al deuce che significava set point per l’avversario quando la sua veronica non è stata conclusiva, permettendo a Gaston di allungare lo scambio e portarlo all’errore. Musetti ha però messo a segno un ace e portato il set al tie-break. Gaston si è procurato il primo mini-break per il 2-1 in virtù di un brutto errore di volo dell’italiano, ma ha subito sbagliato un dritto in corsa su un robusto rovescio in cross del toscano. Hugo è però scappato di nuovo avanti, stavolta sul 4-2, con una palla corta sempre più efficace ed un preciso rovescio in diagonale. Musetti è stato un po’ fortunato quando Gaston ha sbagliato una volée sul suo recupero in allungo, ma è poi stato fantastico nelle reazioni a rete sui continui passanti in contropiede di Gaston, che ha finito per sbagliare un lob per il 4-4. A quel punto è stato il turno di Musetti di portarsi avanti di un mini-break su un errore di rovescio di Gaston, chiudendo il set con un servizio vincente ed un ace.

SECONDO SET – Hugo ha cercato di essere molto più propositivo nel secondo set, prendendo più spesso la via della rete (ben 16 volte), osando anche diversi chip-and-charge, ma Musetti ha continuato a servire benissimo e ha tenuto a bada le sortite del rivale mentre Tartarini si raccomandava di pensare un punto alla volta. Avanti 2-1, ha infilato un bel passante di rovescio lungolinea e beneficiato di un brutto errore di dritto di Gaston per lo 0-40. Sulla prima palla break ha messo un dritto lungo di metri, mentre sulla seconda ha cercato un complicato lob in controbalzo sul serve-and-volley del transalpino e sulla terza ha fallito un dritto in corsa. Per fortuna con il punto secco le palle break sono quattro, ma Musetti ha sprecato anche questa cercando un avventato rovescio lungolinea, permettendo al francese di impattare sul 2-2.

A quel punto Gaston ha sfruttato l’inerzia, portandosi 0-30 con uno schiaffo di rovescio in salto, ma Musetti non ama certo lasciare gli highlights all’avversario, pareggiando con una serica demi-volée. A quel punto però ha osato un po’ troppo con il dritto, trovandosi sul 30-40. Come nel primo set, però, Musetti è stato freddissimo sotto pressione, infilando un altro ace e vincendo il punto successivo con una dolcissima volée dopo un contropiede un po’ incerto che aveva rimesso il francese nello scambio.

Gaston ha recuperato lo 0-30 nel game successivo, continuando a prendere la rete spesso e volentieri, ma Musetti ha trovato un maestoso vincente di rovescio in cross, arrivando al 40-40 che significava set point. Il piccolo mancino ha però messo una volée sulla riga, portando il parziale ad un altro tie-break. Inizialmente l’unico equilibrio a incrinarsi è stato quello del povero Hugo, ruzzolato al suolo sul 2-1 in suo favore, ma sul 3-2 Musetti ha letto bene una palla corta e obbligato il rivale ad un lob difficile e sbagliato; il toscano ha allora trovato un gran passante di rovescio per aprirsi il campo, trovando il doppio mini-break con un vincente di dritto. Gaston ha accorciato sul 3-5 con un bel dritto corto, e ha recuperato un altro punto con un pallonetto vincente che ha visto Musetti finire a terra a sua volta. Altro serve-and-volley di Hugo, ma stavolta l’italiano era pronto con il passante, obbligandolo a sbagliare la demi-volée per il doppio set point. Gaston ha salvato il primo rapidamente, mentre il successivo si è trasformato in un duello di improvvisazione che ha mandato in visibilio il pubblico milanese. Musetti si è comunque guadagnato un altro set point con il servizio, e stavolta è riuscito ad allungare e chiudere il set anticipando l’ennesimo drop shot di Gaston. Qui la fine del punto vinto dal transalpino:

TERZO SET – Lo spettacolo è continuato nel terzo, con i due giocatori felici di poter illuminare l’Allianz Cloud con le loro abilità prestidigitative. Nel secondo game Gaston è stato un po’ sfortunato, mettendo appena largo un rovescio che l’avrebbe portato al 30-40, ma Musetti si è comunque guadagnato il game con un passante pesante di dritto. La partita è proseguita fra ulteriori magheggi, ma sul 2-2 Musetti ha trovato lo sbocco potenzialmente decisivo: due passanti di rovescio gli hanno dato lo 0-30, prima che un errore di dritto dell’avversario lo portasse a 30-40. Gaston ha pareggiato con il servizio, e ha tenuto con un bel contropiede chiuso a rete con nonchalance.

Il transalpino ha allora avuto un’altra grossa chance in risposta, ma ha sbagliato una volée in avanzamento che l’avrebbe portato a triplo set point (deciding incluso). Ciononostante è comunque arrivato a set point sul 40-40 al termine di un altro simposio sui tagli, e ha allungato la partita con un potente dritto inside-in per il suo primo (e unico) break di giornata. Solo due vincenti nel parziale per Musetti contro gli otto dell’avversario, con 14 discese e il 100% di punti vinti sulla seconda.

QUARTO SET – Gaston ha preso a menare ancora di più con il dritto, trovando un paio di accelerazioni notevoli e sembrando più propositivo dell’azzurro. Sull’1-1, Musetti ha infilato un gran vincente di rovescio per lo 0-30, ma il francese ha ulteriormente alzato il livello, fra lob, drop shot sempre più letali e passanti in contropiede. Musetti ha avuto la bravura di rimanere solido con il servizio, ritrovando i punti rapidi che gli erano mancati nel set precedente (14-13 per lui, mentre Gaston ha prevalso in quelli lunghi per 14-10).

Nel quinto game, Musetti ha avuto l’ennesima mezza occasione, portandosi 0-30 su un errore di dritto del rivale e poi 15-40 con un bel lob che il tweener di Gaston non è riuscito a gestire. Il toscano ha fallito una risposta non impossibile sulla prima, mentre sulla seconda ha messo in campo una gran risposta tagliata lungolinea, solo per vedere il francese infilare un eccezionale rovescio in diagonale quasi ginocchioni prima di tenere con un punto chiuso a rete. L’azzurro ha continuato a patire l’aggressività e le maggiori certezze del transalpino (sempre più vocale ed espressivo) e si è trovato sullo 0-30, concedendo un doppio set point con un errore di dritto. Gaston ha sprecato il primo sparacchiando in rete una risposta di dritto, mentre sulla seconda Lorenzo si è affidato nuovamente al servizio, stavolta esterno, per il terzo tie-break di giornata.

Musetti ha ritrovato un po’ di iniziativa al momento giusto, vincendo uno scambio lungo in cui ha spinto su ogni palla prima di salire 2-1 con un vincente di dritto. A quel punto è arrivato il mini-break con un bel passante di dritto in corsa, prima che un errore di rovescio di Gaston sul passante gli regalasse l’allungo apparentemente decisivo. Hugo è riuscito a rimontare fino al 4-5 con un bel vincente di dritto dalle stringhe, ma Musetti è salito a doppio match point con un ace esterno. A quel punto il toscano ha commesso un doppio fallo esiziale, dando al rivale la possibilità di allungare ulteriormente l’incontro. Gaston ha manovrato bene con il dritto, e si è quindi portato a set point con un vincente dal centro. Sotto 6-7, l’azzurro ha scheggiato la riga con il dritto, mentre Hugo non è stato altrettanto fortunato; il classe 2000 ha però infilato uno splendido strettino di rovescio, e ha portato il match al quinto su un dritto appena largo di Lorenzo.

QUINTO SET – Musetti ha iniziato ad innervosirsi sempre di più, concedendo due palle break in apertura con un errore di rovescio. Fortunatamente per lui, ha trovato una gran botta al servizio, tenendo su un passante di rovescio di Gaston che è atterrato appena largo. Il transalpino non ha fatto una piega, e ha aperto il suo turno con un’altra pittorica stop volley, mettendo anche a segno un disinvolto contropiede bimane.

Con la rassicurante voce di Tartarini ad intimargli di non lamentarsi più, tuttavia, Musetti ha tenuto un turno facile, rialzando la temperatura nel turno di Hugo. In vantaggio 2-1, l’azzurro ha vinto un bel punto in difesa, procurandosi le palle break N.14 e 15 della serata su un errore di dritto del rivale, che però ha servito due volte a uscire da sinistra ottenendo un punto diretto e un altro bello schiaffo bimane. Nel quinto set, però, Musetti è sempre stato avanti nel punteggio, vincendo di nuovo punti diretti con la battuta e ritrovando pesantezza con il dritto. Nel momento in cui Gaston ha servito per rimanere nel match, quindi, Lorenzo ha alzato la pressione con una fantastica risposta di rovescio lungolinea condita dall’urlaccio, replicando poco dopo per trovare il 40-40 che voleva dire match point N.3 e palla break N.16. Finalmente, l’accelerazione di dritto di Gaston è finita lunga, dandogli la vittoria e un abbraccio davvero amichevole con l’avversario

[2] S. Korda b. [6] S. Baez 4-3(3) 4-2 4-2

Nel primo match della sessione serale, Sebastian Korda è riuscito a trovare la quadra contro Sebastian Baez, la sorpresa dei primi due giorni di torneo, recuperando un break di svantaggio nel primo set prima di regolarlo in 73 minuti. Benissimo al servizio il secondo seed del torneo meneghino, che ha vinto il 90 percento dei punti con la prima e dominato gli scambi sotto i cinque colpi per 46-20. “Ho sbagliato la tattica all’inizio, lui gestiva bene la velocità che gli stavo dando”, ha detto il vincitore. “Per fortuna sono riuscito a cambiare tattica, scendendo di più a rete e giocando qualche slice in più, e da lì sono riuscito a portare l’incontro dalla mia parte. Riesco sempre a fidarmi del mio corpo e del mio gioco”.

Come detto, Baez è uscito meglio dai blocchi di partenza, allungando gli scambi e obbligando Korda a colpire spesso in corsa e a sbagliare qualcosina di troppo con il dritto. Avanti 2-1, si è portato 0-30 con un sapiente passante tagliato, guadagnando due palle break (tre includendo il potenziale deciding point) con una frenetica frullata di footwork che l’ha messo nella posizione giusta per il vincente inside-in. Sulla prima è stato un pochino sfortunato, mettendo largo un dritto lungolinea appena largo, ma sulla seconda è stato aggressivo sin dalla risposta, prendendosi il break a rete. Il sempre serafico Sebastian non si è tuttavia scomposto, e ha recuperato subito, vincendo facilmente il tie-break.

Da lì la partita si è messa in discesa per lo statunitense. Nel secondo ha salvato una palla break al deciding point in apertura, e da quel momento ha perso solo tre dei successivi 24 punti al servizio, breakkando nell’ultimo gioco. Nel terzo non ha perso proprio perso punti nei suoi turni, ma non è inizialmente riuscito a sfondare in quelli di Baez, sempre bravo a mettere i piedi in campo appena possibile e a far giocare un colpo in più all’avversario. Avanti 3-2, Korda ha però fatto valere la sua maggior facilità nel generare velocità da fondo, sfondando sulla diagonale di dritto per il deciding point/match point. Baez non è riuscito a reggere il ritmo, e ha messo largo uno slice sancendo così la fine dell’incontro.

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Australian Open, tabù Slam per Zverev: Shapovalov passa in tre set, ora Nadal

Sorpresa a Melbourne: il tedesco vittima dei suoi demoni, il canadese conferma di essere pronto per puntare in alto

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Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

[14] D. Shapovalov b. [3] A. Zverev 6-3 7-6 6-3

Clamorosa sorpresa all’Australian Open, che saluta uno dei principali favoriti. Alexander Zverev cade fragorosamente agli ottavi di finale per mano di un Denis Shapovalov che appare ormai maturo per puntare a qualcosa di importante. Sulla Margaret Court Arena passa il canadese in tre set (6-3 7-6 6-3) al termine di una partita che ha visto il tedesco rimanere vittima dei suoi demoni: qualcosa non va negli Slam per Sascha, che era accreditato come uno dei pretendenti al trono di Melbourne dopo quanto accaduto a Novak Djokovic. Dall’altra parte, Shapovalov si è fatto forza dei dubbi dell’avversario, gestendo bene i suoi momenti complicati e rimanendo lucido anche quando, nel terzo set, Zverev è apparso faticare più del dovuto dal punto di vista fisico.

IL MATCH – E dire che Sascha aveva avuto due palle break subito, nel primo game dell’incontro. Denis però le ha salvate e ha finito per togliere il servizio all’avversario nel quarto game (3-1). Il canadese è stato bravo a portare fino in fondo il break, senza concedere l’opportunità del contro-break: la saetta col servizio mancino slice ha messo spesso in difficoltà Zverev, che è finito ben presto in preda alla frustrazione. Il secondo set è proseguito sulla scia del primo, con il canadese che ha strappato al primo gioco il servizio a Zverev (molto deludente il rendimento del tedesco col suo punto migliore: a fine partita avrà solo il 69% di punti vinti con la prima e addirittura solo il 29% di punti vinti con la seconda). Dopo il break subito, il tedesco ha mostrato chiari segni di cedimento nervoso sfasciando malamente la racchetta. Poi però Denis ha accusato un calo, subendo prima il contro-break (2-2) e poi il break all’ottavo gioco (5-3). Ma Zverev è incappato in un game negativo quando è andato a servire per il secondo set permettendo a Shapo di agganciarlo sul 5-5. Il tiebreak è stato vissuto come sulle montagne russe. Il canadese si è portato sul 5-1, Zverev ha accorciato le distanze sul 5-4, Shapovalov ha commesso un doppio fallo sul primo set point sul 6-4, ma ha concretizzato il secondo il punto successivo grazie a una clamorosa stecca di diritto del tedesco e si è portato in vantaggio due set a zero. A quel punto l’inerzia del match era tutta dalla sua parte. Uno Zverev in rottura prolungata ha ceduto il servizio alla prima palla break del terzo set (2-0) e solo nel sesto gioco è riuscito ad arrivare a parità sul servizio di Shapovalov, che però è riuscito a tenere il servizio e poi a chiudere al secondo match point.

 

LE PAROLE – Shapovalov, dopo aver vinto la ATP Cup a inizio anno, arriva per la prima volta ai quarti a Melbourne e conferma che questo potrebbe essere l’anno della sua definitiva consacrazione come tennista di livello massimo: è il terzo canadese ad arrivare ai quarti di finale dell’Australian Open dopo Belkin (1968) e Raonic (2019). Potrebbe essere raggiunto da Auger-Aliassime, che domani sfiderà Cilic. “Adoro giocare in Australia, strafelice di aver vinto e giocato bene in una atmosfera fantastica come questa – ha detto Shapovalov nell’intervista post partita -. Non mi aspettavo di poter vincere in tre set. Ho giocato bene in tutte le zone del campo, colpito bene su entrambi i lati e sono stato intelligente. Ho gestito bene momenti complicati e sono riuscito a venirne fuori”. Ora per Shapovalov il quarto di finale contro Nadal: “Sarà un onore. Abbiamo giocato non troppo tempo fa ad Abu Dhabi, sarà ovviamente un’altra partita, sarà una grande battaglia, ma credo proprio che ci divertiremo”. Qui, invece, le dichiarazioni dei due giocatori in conferenza stampa.


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Australian Open 2022, un grande Nadal supera un buon Khachanov: 15° ottavo a Melbourne [VIDEO]

Vittoria in quattro set per il n. 5 del mondo: “Senza dubbio il mio miglior match quest’anno”. Ora per lui c’è Mannarino, che ha sconfitto Karatsev

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Rafael Nadal all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

[6] R. Nadal b. [28] K. Khachanov 6-3 6-2 3-6 1-6

Nel match di chiusura della sessione serale della Rod Laver Arena, Rafael Nadal supera Karen Khachanov per 6-3 6-2 3-6 6- 1in 2 ore e 50 minuti con una prestazione decisamente in crescita rispetto ai match disputati finora in questo torneo. La lontananza dal circuito nella parte finale del 2021 per il 35enne spagnolo non è stata una pausa particolarmente debilitante e ora a Melbourne sta continuando ad ingranare sempre di più. Di solito un’assenza prolungata di quasi 6 mesi può lasciare strascichi nel momento del ritorno alle competizioni di alto livello ma non se disponi dell’esperienza di Rafa, che con questa vittoria si è qualificato per la quindicesima volta alla seconda settimana dell’Australian Open; ricordiamo che in una situazione simile, proprio cinque anni fa e alla stessa età, Roger Federer tornò in campo e trionfò agli Australian Open.

Nadal per il momento ha superato l’ostacolo Khachanov – battuto 9 volte su 9 in carriera – con una prestazione a dir poco brillante per larghi tratti dell’incontro, di tutt’altra pasta rispetto a quella vista contro Hanfmann nel turno precedente. Del resto lo spagnolo non perde in questa fase di torneo dal suo debutto nel 2004 contro Lleyton Hewitt, e ora agli ottavi di finale trova Adrien Mannarino. Il n. 30 del mondo Khachanov invece, che aveva raggiunto i quarti di finale a Wimbledon nel 2021, arriva a quattro sconfitte consecutive nel terzo turno degli Australian Open senza aver mai superato questa fase a Melbourne.

 

IL MATCH – Blackout iniziale di Khachanov, con grande contributo dello spagnolo, che perde i primi sette punti del match e, nonostante le prime di servizio, si ritrova subito sotto di un break. Nadal non ci mette molto a saper sfruttare i momenti di incertezza dell’avversario e non toglie il piede dall’acceleratore facendo leva su angoli improponibili trovati sia col dritto che col rovescio. Magari l’uncino non avrà la stessa rotazione di un tempo ma l’efficacia non è scemata. Inizio di partita davvero travolgente per la testa di serie n. 6 che perde il primo punto alla battuta addirittura sul 5-3 nel momento di servire per il primo set. Con percentuali che sfiorano la perfezione, Nadal continua a pungere col dritto e poi una risposta lunga sancisce la fine del primo set per 6-3 dopo un monologo di 36 minuti.

La lotta e l’equilibrio del secondo set si condensa tutta nel primo game durato più di 10 minuti con il russo alla battuta. Khachanov prova a spingere portandosi quasi al limite delle sue abilità ma le potenti accelerazioni tornano indietro troppo spesso e alla fine il break in apertura è inevitabile. Poco più tardi c’è un altro game lottato dall’elevato tasso adrenalinico in cui Karen conquista la prima palla break della sua partita, occasione in cui ovviamente Nadal trova il modo per salvarsi con la battuta mantenendo il vantaggio, e conseguentemente il set per 6-2.

Sotto di due set Khachanov ha il grande merito di non abbandonare la partita anzitempo, anzi, inizia a sfoderare le sue potenti bordate di dritto con ancor maggiore convinzione; affinché l’andamento di un match si ribalti però ci vuole la complicità di entrambi i tennisti e dunque è anche Nadal ad avere un evidente calo di prestazione nel terzo set e anche un evidente arretramento nella posizione in risposta. Il maiorchino perde la battuta dopo esser stato sopra 40-0 e, nonostante le chance immediate di contro-break, Khachanov trova sempre il modo di salvarsi galvanizzandosi col passare del tempo. Il pubblico apprezza decisamente questo ravvivamento dell’incontro e in 57 minuti Karen vince il set per 6-3.

Nel quarto parziale Nadal torna ad indossare i panni del cannibale e neanche la bottiglietta meticolosamente poggiata a terra che cade e rovescia tutta l’acqua può distrarlo. Il calo registrato nel set precedente viene rapidamente smaltito e, continuando ad adottare una posizione in campo estremamente difensiva, il suo gioco mostra tutt’altri connotati; a suon di passanti vincenti arriva il break di Rafa già al secondo game. Il n. 5 del mondo è una roccia e di lì a poco arriva un altro allungo che permette a Nadal, dopo 2 ore e 50 minuti, di chiudere 6-1 con un servizio vincente al primo match point.

LE PAROLE A CALDO“Ho giocato contro un gran giocatore e un mio amico. Senza dubbio è il mio miglior match da quando ho ripreso a giocare quest’anno e colgo l’occasione per augurare Karen buona fortuna per il resto della stagione – ha iniziato Rafa nell’intervista in campo a fine partita -. Giocare una partita del genere significa avere dentro grande energia e voglio ringraziare il mio team e la mia famiglia perché abbiamo fatto un grande lavoro”.

A. Mannarino b. [18] A. Karatsev 7-6 6-7 7-5 6-4

L’avversario di Nadal negli ottavi a sorpresa sarà Adrien Mannarino, che nei pressi delle 02:30 australiane ha sconfitto dopo una battaglia di quattro ore e 39 minuti (un’infinità di tempo per soli quattro set) la testa di serie numero 18 Aslan Karatsev, che a Melbourne Park difendeva la semifinale del 2021. Karatsev, probabilmente provato dal fatto che aveva giocato già per cinque ore al primo turno contro Munar e altre due ore e mezza al secondo turno con McDonald, si è arreso ai colpi piatti e filanti del francese, che a 33 anni si è tolto la soddisfazione di arrivare per la prima volta al quarto turno dell’Australian Open. Il russo quest’oggi non è apparso certo nella sua miglior versione: particolarmente impressionante il numero degli errori non forzati (86).


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Australian Open, Medvedev piega il solito spettacolare Kyrgios. Daniel manda a casa Murray [VIDEO]

Nick, spinto da pubblico della Rod Laver Arena, fa il massimo, ma perde in 4 set. Sconfitta in 3 invece per Murray da un ottimo Daniel. Si ritira Gasquet

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Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)
Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Altro resoconto dei match maschili del Day 4 all’Australian Open 2022, quelli della tarda mattinata (qui per leggere cosa è accaduto nella notte, qui per la cronaca dei match della prima mattinata).

[2] D. Medvedev b. N. Kyrgios 7-6(1) 6-4 4-6 6-2

Alla fine il match più atteso del day 4, quello tra il numero 2 Medvedev e lo showman Kyrgios, è andato come la maggior parte degli appassionati si aspettava. Il pubblico della Rod Laver Arena ha sospinto un Kyrgios ancora imperfetto fisicamente al massimo delle sue capacità, ma alla lunga la forza mentale e atletica di Medvedev ha annullato il tennis spettacolare dell’australiano, che ha comunque regalato un’emozionante sessione serale ai suoi sostenitori e un set vinto. L’unica nota negativa di un match che è stato godibilissimo per tutto l’arco delle tre ore di gioco, è il continuo ululare del pubblico australiano, che nell’imitare l’esultanza di Cristiano Ronaldo (urlando ‘Siu’) letteralmente dopo ogni punto, pareva che urlasse ‘buu’ ai giocatori in campo.

 

Per quanto riguarda l’andamento del match invece, i fuochi d’artificio sono iniziati già dalle prime fasi, quando Medvedev si è portato avanti di un break ed è poi stato riacciuffato da Kyrgios grazie a qualche sbavatura del russo e un paio di ottime soluzioni con il rovescio di Nick a infiammare il campo principale di Melbourne Park. A sostenere l’australiano non c’è stata solo la folla che riempie lo stadio per un… abbondante 50%, ma anche un servizio straordinario: per i primi tre parziali ha mantenuto la percentuale di prime in campo vicina – o spesso superiore – al 70%. La risposta del campione dello US Open è stata però impeccabile e lo dimostra il fatto che abbia chiuso con 31 ace contro i 17 di Kyrgios, quasi il doppio.

Non è solo la fase di contenimento che ha dato la vittoria a Medvedev: sono 24 i colpi vincenti messi a segno in un cruciale primo set vinto al tie-break, dove dall’1-0 per Nick ha infilato 7 punti consecutivi, 4 dei quali grazie a vincenti. C’è stata anche la non quotata polemica continua da parte dell’australiano, che ha spesso battibeccato con Carlos Bernardes (giudice di sedia), reo secondo Kyrgios di far partire lo shot clock troppo presto, così da non dargli tempo di raggiungere il box del suo asciugamano a bordo campo. Medvedev non si è fatto distrarre e nella seconda metà del secondo set ha aggredito la partita, riuscendo sul 5-4 a disinnescare il servizio avversario e forzare un break nel decimo game. Molto interessante la statistica sul numero dei colpi negli scambi: la superiorità di Medvedev negli scambi lunghi – fattore che ci si aspettava essere ben marcato nel match – non è riscontrata a livello generale nei primi due parziali, mentre c’è stata una tendenza del russo a vincere più punti sul servizio di Kyrgios (18-13) quando lo scambio superava i 5 tiri.

Il terzo set di Kyrgios andrebbe invece recuperato per intero se non si è avuto modo di seguirlo, soprattutto nella fase finale. Scriverne non rende giustizia all’atmosfera che i suoi colpi hanno creato in uno stadio pieno solo per metà. Il break è arrivato sul 3-3 con un susseguirsi di colpi estemporanei e anche di elevata qualità tecnica. Medvedev non ha potuto che accettare l’onda emotiva sulla quale Nick continuava a viaggiare e ha incassato un 6-4, rimandando tutto al quarto.

La sensazione che Medvedev ne avesse di più era chiara sin dall’inizio, ma ciò che è accaduto nel finale del terzo ha rischiato di compromettere il quarto e mettere in discussione una prevedibile vittoria finale del russo: Kyrgios ha trovato una risposta vincente nel primo game per arrivare a palla break, ma si è fatto ipnotizzare nel suo attacco. Passato il momento positivo, ha tenuto la battuta per due turni, ma anche lui ha avuto la sensazione che il break fosse imminente: “Gli sto tirando il lavandino ed è tutto quello che ho”, ha detto, citando una famosa frase di Andy Roddick. Le prime di servizio a 220 orari infatti non sono bastate. Medvedev ha trovato una risposta vincente di rovescio contro il serve&volley di Kyrgios per brekkare e lì il match si è concluso, dal momento che l’australiano non ne aveva davvero più. Medvedev ha superato lo scoglio più arduo della sua prima settimana e ora giocherà al terzo round contro van de Zansdschulp.

Nell’intervista post-match il numero 2 del mondo ha detto che “Stare calmi è l’unica cosa che si può fare quando il pubblico grida ‘buu’ tra prima e seconda di servizio“, non capendo che urlassero invece ‘Siu’, come Cristiano Ronaldo. Jim Courier ha provato a spiegarlo a Medvedev, mentre chi ancora era presente sulla Rod Laver Arena continuava a ululare. Il russo li ha rimproverati ancora “Non riesco a sentire Jim Courier, abbiate rispetto, ha vinto qui. Rispettate almeno lui, perché sta parlando”. Ricevuta la spiegazione ha ribadito che è comunque fastidioso, soprattutto mentre si serve. Ha comunque chiuso tra gli applausi del pubblico, nonostante la doverosa polemica.

[Q] T. Daniel b. [WC] A. Murray 6-4 6-4 6-4

È un Andy Murray molto frustrato quello che si è presentato in conferenza stampa dopo essere stato eliminato dall’Australian Open al secondo turno. Taro Daniel ha superato il cinque volte finalista di Melbourne con un triplo 6-4, al termine di una partita in cui Andy avrebbe potuto anche vincere un set, ma non ha mai dato la chiara impressione di poter far girare l’incontro in suo favore. Si pensava che le fatiche del primo turno contro Basilashvili (e anche del torneo di Sydney la settimana precedente) le avrebbe probabilmente pagate contro Jannik Sinner in un possibile terzo turno. Invece è stato Daniel a mandare a casa Murray.

Lo scozzese avrebbe dovuto vincere il primo parziale per poter gestire meglio le energie, invece dopo aver livellato il set con un contro-break sul 3-3, ha ceduto di nuovo il servizio commettendo un paio di errori non da Andy Murray. Saranno 16 i non forzati al termine del primo set, uniti alla grande difficoltà del britannico nel gestire l’aggressività in risposta di Daniel (4/13 con la seconda in campo). La partita potrebbe cambiare a inizio secondo set, quando Murray ha mancato quattro chance di portarsi 2-0 e servizio, guadagnate mentre comandava il gioco e riusciva a prendere la rete. Il giapponese ha però salvato il turno di battuta e nel game successivo ha sfoderato un game eccezionale, con due risposte di rovescio e un dritto vincenti per conquistare il break, decisivo per la vittoria finale del set.

Il break che doveva arrivare a inizio secondo parziale, il tre volte campione Slam se l’è preso nel terzo, ma l’ha subito restituito. A questo punto ha iniziato a credere sempre meno nella vittoria, consapevole anche che nel suo serbatoio forse non ci fosse benzina a sufficienza per una rimonta da due set di svantaggio. Ma non solo. Daniel ha giocato un match quasi perfetto in tutte le sue componenti, come conferma l’invidiabile bilancio vincenti-errori (46-21). Dall’altro lato Murray ha chiuso sfiorando quota 50 non forzati e con un brutto gesto che da lui non si vede spesso, la racchetta scagliata a terra dopo aver subito – sul 4-4 – il break che ha mandato Daniel al terzo turno Slam per la prima volta in carriera.

B. van de Zandschulp b. R. Gasquet 4-6 6-0 4-0 rit.

Nella sezione più bassa del tabellone, si è deciso l’avversario di Daniil Medvedev nel terzo round. Sarà Botic van de Zandschulp, protagonista di una grande cavalcata allo US Open dove si fermò proprio contro il russo nei quarti di finale del torneo. Van de Zandschulp fu l’unico a togliere un set al numero 2 del mondo in occasione dello Slam di Flushing Meadows, vinto poi dal russo in finale contro Djokovic. Il giocatore olandese sfidava nel secondo round Richard Gasquet, autore di una grande partita all’esordio contro il connazionale Ugo Humbert, battuto in quattro set. Il 35enne ha pagato tutti gli sforzi del primo round quando van de Zandschulp ha alzato l’intensità del match, finendo per infortunarsi e lasciare il campo senza completare la partita.

Il francese ha comunque vinto un bel primo set, grazie a un break nel terzo game conquistato con il suo magistrale rovescio. Dopo il 6-4 in tre quarti d’ora, Gasquet non ha vinto più nemmeno un game. Prima ha ceduto un secondo set lampo, 6-0, poi a inizio terzo parziale ha avuto sempre più difficolta a servire, non riuscendo a incidere nemmeno con i colpi da fondocampo: al momento non ha però comunicato la causa dell’infortunio, né la parte del corpo infortunata.


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