Next Gen ATP Finals, Musetti vince al quinto la sfida dell'estro con Gaston

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Next Gen ATP Finals, Musetti vince al quinto la sfida dell’estro con Gaston

Nella sfida più lunga nella storia del torneo, l’azzurro spreca due match point nel quarto set ma riesce a spuntarla. Korda regola Baez e ha un piede in semifinale

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Lorenzo Musetti alle Intesa Sanpaolo Next Gen Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)
 
 

[3] L. Musetti b. [8] H. Gaston 4-3(5) 4-3(6) 2-4 3-4(7) 4-2

Prima vittoria alle Intesa Sanpaolo Next Gen Finals per Lorenzo Musetti, che ha superato Hugo Gaston per 4-3(5) 4-3(6) 2-4 3-4(7) 4-2 in due ore e 33 minuti (l’incontro più lungo di sempre a Milano) al termine di una sfida che ha mantenuto le attese in termini di spettacolo fra due dei giocatori più estrosi del circuito, che si sono sfidati a colpi di smorzate, lob, passanti in corsa e demi-volée. Lorenzo non ha sfruttato due match point nel quarto set e mancato le prime 15 palle break dell’incontro, ma ha servito molto bene per larghi tratti e ritrovato vigore nel finale dopo aver lasciato l’iniziativa all’avversario per due set abbondanti.

Domani Musetti dovrà battere Sebastian Korda (vittorioso in tre set su Sebastian Baez) per essere sicuro di accedere alle semifinali, mentre in caso di sconfitta dipenderebbe proprio da Gaston, il quale dovrebbe battere Baez per dargli una chance. L’azzurro si è quindi preso la rivincita dopo la delusione della scorsa settimana, quando l’avversario di stasera l’aveva eliminato all’ultimo turno delle qualificazioni di Bercy per poi raggiungere i quarti di finale; è inoltre diventato solo il secondo azzurro dopo Jannik Sinner a vincere un incontro alla Allianz Cloud; Quinzi e Caruana avevano infatti concluso il torneo a mani vuote.

 

PRIMO SET – Musetti è sembrato centrato da subito, infilando due vincenti nei primi tre punti e salendo immediatamente 15-30. Purtroppo per lui, ha sprecato un bello scambio impostato dalla risposta profonda di dritto sbagliando una smorzata, e Gaston è così riuscito a tenere. Stasera si è però visto un Lorenzo trasformato, davvero brillante con il servizio. La chiave è stata infatti la sua bravura nel vincere qualche punto rapido in più: 12-7 negli scambi sotto i cinque colpi e un terzo di servizi vincenti. L’azzurro ha però continuato a dettare bene con il dritto (sei vincenti nel parziale), rispondendo molto più vicino al campo rispetto a ieri (non necessariamente una grande impresa) e leggendo bene le palle corte del maghetto transalpino: nel terzo game ne ha recuperata bene una per lo 0-30 e si è procurato il 15-40 con uno scambio molto vario fatto di accelerazioni di rovescio e chop di dritto. Gaston ha salvato la prima con una deliziosa demi-volée di dritto, mentre la seconda è svanita quando Musetti ha sbagliato la contro-smorzata, fallendo poi un dritto su una palla bassa dell’avversario e mancando così un’altra opportunità.

Invece che insistere, però, il padrone di casa ha iniziato a bloccare le risposte, permettendo a Gaston di diventare più assertivo con il primo colpo dopo il servizio, e in svantaggio 2-3 ha continuato a concedere campo per il 30-30, trovandosi al deuce che significava set point per l’avversario quando la sua veronica non è stata conclusiva, permettendo a Gaston di allungare lo scambio e portarlo all’errore. Musetti ha però messo a segno un ace e portato il set al tie-break. Gaston si è procurato il primo mini-break per il 2-1 in virtù di un brutto errore di volo dell’italiano, ma ha subito sbagliato un dritto in corsa su un robusto rovescio in cross del toscano. Hugo è però scappato di nuovo avanti, stavolta sul 4-2, con una palla corta sempre più efficace ed un preciso rovescio in diagonale. Musetti è stato un po’ fortunato quando Gaston ha sbagliato una volée sul suo recupero in allungo, ma è poi stato fantastico nelle reazioni a rete sui continui passanti in contropiede di Gaston, che ha finito per sbagliare un lob per il 4-4. A quel punto è stato il turno di Musetti di portarsi avanti di un mini-break su un errore di rovescio di Gaston, chiudendo il set con un servizio vincente ed un ace.

SECONDO SET – Hugo ha cercato di essere molto più propositivo nel secondo set, prendendo più spesso la via della rete (ben 16 volte), osando anche diversi chip-and-charge, ma Musetti ha continuato a servire benissimo e ha tenuto a bada le sortite del rivale mentre Tartarini si raccomandava di pensare un punto alla volta. Avanti 2-1, ha infilato un bel passante di rovescio lungolinea e beneficiato di un brutto errore di dritto di Gaston per lo 0-40. Sulla prima palla break ha messo un dritto lungo di metri, mentre sulla seconda ha cercato un complicato lob in controbalzo sul serve-and-volley del transalpino e sulla terza ha fallito un dritto in corsa. Per fortuna con il punto secco le palle break sono quattro, ma Musetti ha sprecato anche questa cercando un avventato rovescio lungolinea, permettendo al francese di impattare sul 2-2.

A quel punto Gaston ha sfruttato l’inerzia, portandosi 0-30 con uno schiaffo di rovescio in salto, ma Musetti non ama certo lasciare gli highlights all’avversario, pareggiando con una serica demi-volée. A quel punto però ha osato un po’ troppo con il dritto, trovandosi sul 30-40. Come nel primo set, però, Musetti è stato freddissimo sotto pressione, infilando un altro ace e vincendo il punto successivo con una dolcissima volée dopo un contropiede un po’ incerto che aveva rimesso il francese nello scambio.

Gaston ha recuperato lo 0-30 nel game successivo, continuando a prendere la rete spesso e volentieri, ma Musetti ha trovato un maestoso vincente di rovescio in cross, arrivando al 40-40 che significava set point. Il piccolo mancino ha però messo una volée sulla riga, portando il parziale ad un altro tie-break. Inizialmente l’unico equilibrio a incrinarsi è stato quello del povero Hugo, ruzzolato al suolo sul 2-1 in suo favore, ma sul 3-2 Musetti ha letto bene una palla corta e obbligato il rivale ad un lob difficile e sbagliato; il toscano ha allora trovato un gran passante di rovescio per aprirsi il campo, trovando il doppio mini-break con un vincente di dritto. Gaston ha accorciato sul 3-5 con un bel dritto corto, e ha recuperato un altro punto con un pallonetto vincente che ha visto Musetti finire a terra a sua volta. Altro serve-and-volley di Hugo, ma stavolta l’italiano era pronto con il passante, obbligandolo a sbagliare la demi-volée per il doppio set point. Gaston ha salvato il primo rapidamente, mentre il successivo si è trasformato in un duello di improvvisazione che ha mandato in visibilio il pubblico milanese. Musetti si è comunque guadagnato un altro set point con il servizio, e stavolta è riuscito ad allungare e chiudere il set anticipando l’ennesimo drop shot di Gaston. Qui la fine del punto vinto dal transalpino:

TERZO SET – Lo spettacolo è continuato nel terzo, con i due giocatori felici di poter illuminare l’Allianz Cloud con le loro abilità prestidigitative. Nel secondo game Gaston è stato un po’ sfortunato, mettendo appena largo un rovescio che l’avrebbe portato al 30-40, ma Musetti si è comunque guadagnato il game con un passante pesante di dritto. La partita è proseguita fra ulteriori magheggi, ma sul 2-2 Musetti ha trovato lo sbocco potenzialmente decisivo: due passanti di rovescio gli hanno dato lo 0-30, prima che un errore di dritto dell’avversario lo portasse a 30-40. Gaston ha pareggiato con il servizio, e ha tenuto con un bel contropiede chiuso a rete con nonchalance.

Il transalpino ha allora avuto un’altra grossa chance in risposta, ma ha sbagliato una volée in avanzamento che l’avrebbe portato a triplo set point (deciding incluso). Ciononostante è comunque arrivato a set point sul 40-40 al termine di un altro simposio sui tagli, e ha allungato la partita con un potente dritto inside-in per il suo primo (e unico) break di giornata. Solo due vincenti nel parziale per Musetti contro gli otto dell’avversario, con 14 discese e il 100% di punti vinti sulla seconda.

QUARTO SET – Gaston ha preso a menare ancora di più con il dritto, trovando un paio di accelerazioni notevoli e sembrando più propositivo dell’azzurro. Sull’1-1, Musetti ha infilato un gran vincente di rovescio per lo 0-30, ma il francese ha ulteriormente alzato il livello, fra lob, drop shot sempre più letali e passanti in contropiede. Musetti ha avuto la bravura di rimanere solido con il servizio, ritrovando i punti rapidi che gli erano mancati nel set precedente (14-13 per lui, mentre Gaston ha prevalso in quelli lunghi per 14-10).

Nel quinto game, Musetti ha avuto l’ennesima mezza occasione, portandosi 0-30 su un errore di dritto del rivale e poi 15-40 con un bel lob che il tweener di Gaston non è riuscito a gestire. Il toscano ha fallito una risposta non impossibile sulla prima, mentre sulla seconda ha messo in campo una gran risposta tagliata lungolinea, solo per vedere il francese infilare un eccezionale rovescio in diagonale quasi ginocchioni prima di tenere con un punto chiuso a rete. L’azzurro ha continuato a patire l’aggressività e le maggiori certezze del transalpino (sempre più vocale ed espressivo) e si è trovato sullo 0-30, concedendo un doppio set point con un errore di dritto. Gaston ha sprecato il primo sparacchiando in rete una risposta di dritto, mentre sulla seconda Lorenzo si è affidato nuovamente al servizio, stavolta esterno, per il terzo tie-break di giornata.

Musetti ha ritrovato un po’ di iniziativa al momento giusto, vincendo uno scambio lungo in cui ha spinto su ogni palla prima di salire 2-1 con un vincente di dritto. A quel punto è arrivato il mini-break con un bel passante di dritto in corsa, prima che un errore di rovescio di Gaston sul passante gli regalasse l’allungo apparentemente decisivo. Hugo è riuscito a rimontare fino al 4-5 con un bel vincente di dritto dalle stringhe, ma Musetti è salito a doppio match point con un ace esterno. A quel punto il toscano ha commesso un doppio fallo esiziale, dando al rivale la possibilità di allungare ulteriormente l’incontro. Gaston ha manovrato bene con il dritto, e si è quindi portato a set point con un vincente dal centro. Sotto 6-7, l’azzurro ha scheggiato la riga con il dritto, mentre Hugo non è stato altrettanto fortunato; il classe 2000 ha però infilato uno splendido strettino di rovescio, e ha portato il match al quinto su un dritto appena largo di Lorenzo.

QUINTO SET – Musetti ha iniziato ad innervosirsi sempre di più, concedendo due palle break in apertura con un errore di rovescio. Fortunatamente per lui, ha trovato una gran botta al servizio, tenendo su un passante di rovescio di Gaston che è atterrato appena largo. Il transalpino non ha fatto una piega, e ha aperto il suo turno con un’altra pittorica stop volley, mettendo anche a segno un disinvolto contropiede bimane.

Con la rassicurante voce di Tartarini ad intimargli di non lamentarsi più, tuttavia, Musetti ha tenuto un turno facile, rialzando la temperatura nel turno di Hugo. In vantaggio 2-1, l’azzurro ha vinto un bel punto in difesa, procurandosi le palle break N.14 e 15 della serata su un errore di dritto del rivale, che però ha servito due volte a uscire da sinistra ottenendo un punto diretto e un altro bello schiaffo bimane. Nel quinto set, però, Musetti è sempre stato avanti nel punteggio, vincendo di nuovo punti diretti con la battuta e ritrovando pesantezza con il dritto. Nel momento in cui Gaston ha servito per rimanere nel match, quindi, Lorenzo ha alzato la pressione con una fantastica risposta di rovescio lungolinea condita dall’urlaccio, replicando poco dopo per trovare il 40-40 che voleva dire match point N.3 e palla break N.16. Finalmente, l’accelerazione di dritto di Gaston è finita lunga, dandogli la vittoria e un abbraccio davvero amichevole con l’avversario

[2] S. Korda b. [6] S. Baez 4-3(3) 4-2 4-2

Nel primo match della sessione serale, Sebastian Korda è riuscito a trovare la quadra contro Sebastian Baez, la sorpresa dei primi due giorni di torneo, recuperando un break di svantaggio nel primo set prima di regolarlo in 73 minuti. Benissimo al servizio il secondo seed del torneo meneghino, che ha vinto il 90 percento dei punti con la prima e dominato gli scambi sotto i cinque colpi per 46-20. “Ho sbagliato la tattica all’inizio, lui gestiva bene la velocità che gli stavo dando”, ha detto il vincitore. “Per fortuna sono riuscito a cambiare tattica, scendendo di più a rete e giocando qualche slice in più, e da lì sono riuscito a portare l’incontro dalla mia parte. Riesco sempre a fidarmi del mio corpo e del mio gioco”.

Come detto, Baez è uscito meglio dai blocchi di partenza, allungando gli scambi e obbligando Korda a colpire spesso in corsa e a sbagliare qualcosina di troppo con il dritto. Avanti 2-1, si è portato 0-30 con un sapiente passante tagliato, guadagnando due palle break (tre includendo il potenziale deciding point) con una frenetica frullata di footwork che l’ha messo nella posizione giusta per il vincente inside-in. Sulla prima è stato un pochino sfortunato, mettendo largo un dritto lungolinea appena largo, ma sulla seconda è stato aggressivo sin dalla risposta, prendendosi il break a rete. Il sempre serafico Sebastian non si è tuttavia scomposto, e ha recuperato subito, vincendo facilmente il tie-break.

Da lì la partita si è messa in discesa per lo statunitense. Nel secondo ha salvato una palla break al deciding point in apertura, e da quel momento ha perso solo tre dei successivi 24 punti al servizio, breakkando nell’ultimo gioco. Nel terzo non ha perso proprio perso punti nei suoi turni, ma non è inizialmente riuscito a sfondare in quelli di Baez, sempre bravo a mettere i piedi in campo appena possibile e a far giocare un colpo in più all’avversario. Avanti 3-2, Korda ha però fatto valere la sua maggior facilità nel generare velocità da fondo, sfondando sulla diagonale di dritto per il deciding point/match point. Baez non è riuscito a reggere il ritmo, e ha messo largo uno slice sancendo così la fine dell’incontro.

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Gestaccio di Elias Ymer a Salisburgo: con una pallata rompe la telecamera

Ancora episodio di intemperanza nel circuito ATP, con protagonista il maggiore dei fratelli svedesi

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Elias Ymer - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Abbiamo tutti ancora negli occhi la partita di sabato tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, uno spettacolo dal punto di vista del gioco, una vergogna per quello che hanno combinato entrambi. Se ormai le multe e le intemperanze di Kyrgios sono all’ordine del giorno (già due multe in questo Wimbledon, la prima per lo sputo verso uno spettatore dopo il match con Jubb) aveva sorpreso l’improvvisa perdita della ragione di Tsitsipas. Il greco infatti, dopo aver perso il secondo set, ha scagliato una pallina in tribuna, e ciò gli è valso 10.000 dollari di multa.

Senza entrare nei meriti di chi abbia ragione tra i due, anche perché hanno più probabilmente entrambi torto, ieri c’è stato un altro episodio che con lo sport ha poco a che fare. Elias Ymer, il più grande dei due fratelli svedesi, ha avuto un accesso d’ira dopo un errore non forzato a fine primo set nella sua partita (poi persa 2-0), al Challenger di Salisburgo contro Corentin Moutet. Ancora una volta, preso dalla rabbia, si vede il giocatore scagliare violentemente la pallina verso le tribune… solo che in questo caso la corsa si è fermata prima. Ymer infatti riesce a colpire, e chiaramente anche a rompere, la videocamera di Challenger TV posta in alto, spargendo vetri sul campo e causando l’interruzione del match da parte dell’arbitro, per verificare la praticabilità.

Ora, chiaramente si può sindacare sulla volontà o meno di centrare proprio la telecamera da parte di Ymer, ma resta il gesto di scagliare una pallina con tanta forza e veemenza verso l’alto, alla cieca, e spesso anche verso il pubblico: celebre tra questi episodi poco edificanti per professionisti come questi, quello di Djokovic allo US Open 2020, che colpendo una giudice di linea con una violenta pallata, fu anche costretto a subire la squalifica dal torneo. Dunque, al di là del livello o del nome del giocatore, sempre meno raramente accade che gesti di rabbia per un errore o un punto perso generino reazioni di questo genere, che alla lunga possono essere pericolose. E, più che procedere con delle multe, il modo migliore per iniziare ad eliminare questo fastidioso vizio sarebbe passare direttamente alle squalifiche.

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

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John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

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