Challenger: Gaio, Arnaboldi e Travaglia approdano ai quarti

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Challenger: Gaio, Arnaboldi e Travaglia approdano ai quarti

I tre azzurri avanzano rispettivamente ad Ortisei, Roanne e Bratislava, compensando così i tanti connazionali eliminati al primo turno

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Federico Gaio - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)
 

Al Challenger 80 di Ortisei (cemento indoor) ci pensa un grande Federico Gaio a tenere alto un tricolore altrimenti un po’ sbiadito. Batte con un doppio tie-break Dominic Stricker (n.243 ATP e vincitore l’anno scorso del Roland Garros junior), facendo valere la maggiore esperienza nei momenti cruciali del match. Il faentino parte male e il 19enne svizzero nel terzo game gli strappa il servizio, conquistando un vantaggio che sembra decisivo visto che gli consente di andare a servire per il set sul 5-3. A questo punto però Gaio mostra grande freddezza e (complice Stricker che commette doppio fallo sulla seconda delle tre palle break) riesce a raggiungere il tie-break che vince 7-5. Nel secondo parziale Gaio vorrebbe tentare la fuga ma ora è il turno dello svizzero a dare dimostrazione di resilienza e a raggiungere il 5-5, senza particolari sussulti. Qui Stricker ha due palle break che potrebbero ribaltare l’inerzia dell’incontro, ma l’azzurro è bravo ad annullarle entrambe e a rifugiarsi nel tie-break. Che gli sarà di nuovo favorevole, lasciando l’avversario a due soli punti.

Raggiunto al telefono Federico ci ha detto: “Sono molto soddisfatto del mio match perché Stricker gioca molto bene e soprattutto ha dei picchi di rendimento veramente alti, durante i quali devi rimanere molto concentrato per non perdere la scia. Adesso nei quarti trovo Jack Draper, anche lui mancino, che non conosco molto, ma che, a soli 19 anni, ha già fatto vedere cose molto interessanti. Sono però fiducioso nei miei mezzi”.

Eliminati all’esordio tutti gli altri italiani, a cominciare da Roberto Marcora che contro il tedesco Oscar Otte (n.125 ATP e prima testa di serie) gioca pure lui due tie-break, che però lo vedono soccombere nettamente. Stessa sorte per Jimbo Moroni che cede allo svizzero Marc-Andrea Huesler 6-4 7-6(1), confermando di essere arrivato in fondo a questa lunga stagione con tutte le spie della riserva lampeggianti. Nonostante la sconfitta, il romano riesce a ritoccare il proprio best ranking che da lunedì dovrebbe vederlo al n.198 ATP. Alessandro Giannessi nel tie-break del primo set annulla tre set point a Nerman Fatic e con cinque punti consecutivi si aggiudica il set. Ma dopo 2 ore e 25 minuti finisce per perdere 6-7(6) 6-3 7-5. Peccato perché lo spezzino a Ortisei aveva un buon precedente quando nel 2016 raggiunse la finale battendo, tra gli altri, Alexander Bublik e Lorenzo Sonego.

Arrendevole Luca Nardi che cede (6-4 6-3) al francese Quentin Halys (n.150 ATP) senza mai avere una chance. Lotta con coraggio invece il padrone di casa Alexander Weis ma deve cedere 6-4 7-6(5) all’esperto Marius Copil (n.283 ATP). L’altoatesino non riesce a confermare a livello Challenger gli ottimi risultati che hanno contraddistinto la sua stagione nel circuito Future, ma migliora comunque il proprio ranking, salendo alla posizione n.478. Fuori subito anche Matteo Viola che perde 6-4 3-6 7-5 contro Dominic Stricker, pur avendo avuto una grande occasione quando nel terzo set è andato a servire sul 5-4, commettendo purtroppo due doppi falli che sono risultati fatali.

Per ultimo abbiamo tenuto Matteo Arnaldi che, pur condividendo il destino dei suoi connazionali, ha impressionato, per l’ennesima volta, per l’aggressività del suo gioco che ha lungamente messo in difficoltà l’austriaco Lucas Miedler (n.297 ATP). Soprattutto in un drammatico primo set in cui si arriva al tie-break senza che nessuno dei due giocatori abbia concesso una sola palla break. Il sanremese si procura ben quattro set point, di cui due sul proprio servizio, che purtroppo non riesce a sfruttare. Il crollo nel secondo set era prevedibile, ma il 7-6(9) 6-0 finale non incide minimamente sul giudizio complessivo che rimane ampliamente positivo.

Al Challenger 100 di Roanne (cemento indoor) Andrea Arnaboldi supera brillantemente l’esame di francese e raggiunge i quarti, eliminando prima il qualificato Calvin Hemery e poi Thomas Fabbiano 3-6 6-2 6-4. Il tennista pugliese ha recitato ancora una volta un copione che in questa stagione ormai ha imparato fin troppo bene: vince il primo set e poi cala alla distanza. Supponiamo più per problemi psicologici che fisici, ma, comunque sia, Arnaboldi è stato ben lieto di approfittarne e di approdare ai quarti di finale per la quinta volta quest’anno. Speriamo che contro Manuel Guinard (n.247 ATP) riesca finalmente a superare questo scoglio e a riscuotere i dividendi di quel suo gioco che, come forse saprete, noi amiamo particolarmente.

Andrea Pellegrino è entrato invece nell’album dei record (purtroppo dalla parte sbagliata), facendosi battere (4-6 6-2 6-3) dal nemmeno 16enne (compleanno il 21 dicembre) Gabriel Debru. Il francesino diventa così il terzo più giovane tennista di ogni epoca a vincere un incontro professionistico dopo Auger-Aliassime (a 14 anni e 11 mesi a Granby 2015) e Rafa Nadal (15 anni e 3 mesi a Siviglia 2001). Vedremo se la cosa gli porterà fortuna, intanto possiamo dire che il ragazzo è sicuramente in buona compagnia. A sorpresa ha giocato anche Luca Vanni, il nuovo allenatore di Pellegrino, che ha superato le qualificazioni (come lucky loser), per poi fermarsi al primo turno contro il rumeno Radu Albot (n.134 ATP). Non male per uno che si è appena ritirato dalle competizioni. Alla nostra domanda si è schermito: “Sai, ero qui per accompagnare Pellegrino e mi ero portato le racchette per fare qualche palleggio. Poi ho visto che con la mia classifica sarei entrato nelle qualificazioni… e allora perché no?”. Eliminato subito Lorenzo Giustino che si arrende 6-4 6-3 a Richard Gasquet.

Al Challenger 90 di Bratislava (cemento indoor) Stefano Travaglia era l’unico italiano in tabellone, ma ha pienamente onorato la sua testa di serie n.1 ed è approdato senza alcun problema ai quarti di finale, eliminando il ceco Zdenek Kolar (n.139 ATP) e il turco Cem Ilkel (n.145 ATP e fresco finalista a Bergamo). Adesso lo aspetta il tedesco Marterer (n.198 ATP), giocatore di buon talento che però non sta attraversando un grande momento di forma.

 

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Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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Al Challenger di Tenerife fa festa il russo Alexander Shevchenko

In Thailandia il francese Arthur Cazaux non ottiene il bis per colpa del sorprendente Shimabukuro, mentre in Brasile è Collarini ad alzare il trofeo

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Alexander Shevchenko - Foto Daniele Combi

Al Challenger 100 di Tenerife (cemento outdoor), il primo dei tre della serie, il russo Alexander Shevchenko, partendo con la quinta testa di serie, firma la sorpresa mentre quella si credeva l’invincibile armata tricolore (cinque atleti nei quarti di finale) deve alzare un po’ mestamente bandiera bianca. Col contributo del vincitore che nei quarti ha battuto Lorenzo Giustino e in semifinale ha fermato la corsa di un Francesco Maestrelli che stava già assaporando sogni di gloria. La finale contro l’austriaco Sebastian Ofner (n.193 ATP) si è risolta col punteggio di 7-5 6-2 in poco meno di due ore, al termine di un match in cui i servizi sono andati spesso in sofferenza con sette break in totale, cinque dei quali ai danni dell’austriaco, alfiere nel nostro campionato del CT Scaligero. Per Schevchenko è la seconda vittoria Challenger dopo che nel giugno 2022 aveva rotto il ghiaccio in quel di Bratislava. Con questo successo il 22enne russo sale alla posizione n.116 ATP, di gran lunga il suo best, e si candida ad ulteriori e importanti progressi, anche se in realtà noi non abbiamo mai riscontrato in lui le stimmate del predestinato. Anzi dobbiamo confessare che non andiamo mai volentieri ad una sua partita perché la maggior parte delle volte tende ad annoiarci. Ma forse il suo segreto è proprio questo, visto che quasi sempre riesce a far giocare male chi sta dall’altra parte della rete, qualità non eccitante ma comunque non trascurabile.

Un altro che frantuma il proprio best è il francese Arthur Cazoux che sale al n.229 ATP, nonostante la sconfitta nella finale del Challenger 50 di Nonthaburi (cemento outdoor). A impedirgli il bis, dopo il successo della scorsa settimana, il sorprendente giapponese Sho Shimabukuro, un signor nessuno che all’età di 25 ha deciso all’improvviso di uscire dall’anonimato e di vincere il suo primo titolo Challenger. Non crediamo che questo successo, pur regalandogli il nuovo best al n.232, cambierà la sua carriera, ma sicuramente gli offrirà materiale per i futuri racconti ai nipotini. Quanto allo sconfitto di giornata, se riuscirà anche altrove ad avere un rendimento paragonabile a quello che mette sempre in mostra a Bangkok, potrà togliersi non poche soddisfazioni. Un’ultima citazione per il nostro splendido Giovanni Fonio che si è fermato solo in semifinale, inchinandosi 7-5 6-3 proprio a Cazaux.

Il terzo vincitore della settimana è stato l’argentino Andrea Collarini che sulla terra battuta brasiliana di Piracicaba (Challenger 75) ha battuto in finale il cileno Tomas Barrios Vera (n.229 ATP) col punteggio di 6-2 7-6(1) in poco meno di due ore. Per Collarini è il secondo successo Challenger dopo la lontana giornata di gloria all’Aquila risalente all’agosto 2019.

 

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Passaro, Maestrelli &co: molto bene gli azzurri al Challenger di Tenerife organizzato da MEF di Marcello Marchesini

Ma la vera impresa è quella di Giovanni Fonio che in Thailandia conquista un’insperata quanto meritata semifinale

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Maestrelli Francesco - Foto Daniele Combi (1)

Nell’isola di Tenerife, sul bellissimo campo centrale della  Abama Tennis Academy, va in scena il primo dei tre Challenger che compongono il trittico organizzato da MEF di Marcello Marchesini (gli altri a fine gennaio e inizio febbraio). L’organizzatore umbro si conferma al top ed è riuscito nella non facile impresa di esportare il tennis in Spagna, nell’unica zona ancora vergine. E per fare questo ha sostenuto spese e disagi, non ultimo l’essersi dovuto trasferire per alcuni mesi l’anno sull’isola perché è fondamentale essere sul posto per intessere rapporti e relazioni. Poi sono d’accordo con voi che esistano anche dei sacrifici peggiori. Un’entry list d’eccellenza, con quasi tutti i nostri migliori giovani, ha premiato gli sforzi di Marchesini per questo suo Challenger 100 (cemento outdoor) che ha appena definito il quadro dei quarti di finale. Vi approdano ben cinque italiani: Francesco Passaro, Riccardo Bonadio, Francesco Maestrelli, Matteo Gigante e Lorenzo Giustino.

Il perugino Passaro ha battuto, senza particolari problemi, due avversari insidiosi come Nikolas Sanchez Izquierdo (6-1 6-4) e Kaichi Uchida (6-3 6-1). Adesso gli toccherà il solido ungherese Mate Valkusz (n.278 ATP) e se la giocherà da favorito. Bonadio, dopo aver avuto la meglio sulla testa di serie n.4, il francese Manuel Guinard (n.150 ATP), ha battuto (6-2 6-4) Gianluca Mager che proprio sembra non riuscire ad interrompere la sua spirale negativa. Nei quarti troverà il tedesco Sebastian Ofner (n.193 ATP), tesserato a Verona per CT Scaligero, che nel primo turno ha sorprendentemente eliminato il nostro Luca Nardi. Abbiamo poi Maestrelli che, dopo il passo falso australiano, riprende con sicurezza il cammino che in pochi mesi l’ha portato non lontano dalla top 100. Nel secondo turno ha dovuto faticare nel derby con Flavio Cobolli prima di prevalere 6-3 7-5. Soprattutto in un secondo set dove il tennista romano sembrava in pieno controllo quando è andato a servire sul 5-3, non sfruttando però due set point. Proprio come nel game successivo in cui ha sprecato altre due occasioni per andare al terzo. Al termine il tennista pisano ha commentato: “Flavio è un amico con cui condivo molte esperienze e quindi era per entrambi un match molto difficile. Quest’anno vorrei provare a giocare senza pensarci troppo su, con l’obiettivo di scendere in campo dando il massimo e sapendo di avere la tranquillità per rendere al mio meglio”.

Maestrelli nei quarti troverà, in un altro crudelissimo derby, Matteo Gigante che ha battuto un indomito Nicolas Moreno De Alboran (n.218 ATP) col punteggio di 7-6(4) 7-5. Completa il quadro un recuperato Lorenzo Giustino che ha avuto la meglio con un doppio 6-3 sul belga Kimmer Coppejans (n.220 ATP) che, pur non essendo riuscito a mantenere le promesse di quando da junior vinse il Roland Garros, rimane avversario da non sottovalutare. Come da non sottovalutare sarà il suo prossimo avversario, il 22enne russo Alexander Shevchenko (n.157 ATP).

 

Forse meno eccitante il campo dei partecipanti al Challenger Nonthaburi 3 (categoria 50, cemento outdoor), che ormai ha esaurito la sua funzione di palestra d’allenamento per gli AO. Brilla però fortissima la stella di Giovanni Fonio che, ripescato come lucky loser, conquista un’insperata quanto meritata semifinale. Battuti il kazako Denis Yevseyev (n.305 ATP) col punteggio di 6-2 7-5, il libanese Benjamin Hassan (n.298 ATP) 6-7(4) 6-4 6-2, fino a completare il suo capolavoro con la vittoria sul francese Antoine Escoffier (n.192 ATP e terza testa di serie) che all’esordio aveva eliminato Stefano Travaglia 6-1 7-6(4). Un match combattutissimo che è terminato col ritiro di Escoffier quando Fonio era avanti 7-5 6-7(5) 2-1. Da notare che nel secondo set il tennista novarese aveva avuto ben sei match point, due sul servizio e quattro in risposta. Adesso gli tocca un altro francese, quell’Arthur Cazaux che qui a Nonthaburi è di casa tanto da apparire quasi ingiocabile. Ma in questo caso è d’obbligo il ‘mai dire mai’.

Eliminati nelle qualificazioni Giovanni Oradini, uno spento Andrea Arnaboldi e un sempre più malinconico Federico Gaio.

Si giocava anche in Brasile, al Challenger 75 (terra battuta outdoor) nella città collinare di Piracicaba (400.000 abitanti nello stato di San Paolo) dove a difendere i colori azzurri c’erano Alessandro Giannessi ed Edoardo Lavagno. Subito fuori lo spezzino che, opposto alla seconda testa di serie l’argentino Camilo Ugo Carabelli non conferma il suo ottimo stato di forma e si deve arrendere 6-4 3-6 6-1 dopo oltre due ore di battaglia. Molto bene invece Edoardo Lavagno che, passato indenne il consueto campo minato delle qualificazioni, supera all’esordio in tabellone il padrone di casa Daniel Dutra da Silva con un secco 6-3 6-1. Per il 24enne torinese la fine corsa viene decretata dall’argentino Hernan Casanova (il miglior amico nel circuito del nostro Agamenone) col punteggio di 6-4 4-6 7-6(5), in un match dove al nostro non sono mancate le occasioni.

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