Griekspoor fa un altro passo nella storia vincendo l’ottavo titolo Challenger in stagione

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Griekspoor fa un altro passo nella storia vincendo l’ottavo titolo Challenger in stagione

A Bratislava il venticinquenne olandese conferma il suo momento di grazia e lascia un’impronta indelebile nel mondo Challenger prima dell’inevitabile salto nel circuito maggiore

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Tallon Griekspoor - Rotterdam 2019 (via Twitter, @abnamrowtt)
 
 

Al Challenger 90 di Bratislava (cemento indoor), Tallon Griekspoor riscrive la storia e vince il suo ottavo titolo in stagione (decimo in carriera), migliorando il record che aveva stabilito solo la settimana scorsa a Tenerife. Per lui sono cinque tornei consecutivi e 25 partite senza sconfitta. Per il venticinquenne olandese in realtà la parola sconfitta ha quasi perso di significato mentre i successi, a forza di accumularsi, lo hanno avvolto in una bolla di autentica invincibilità.

Quasi inevitabile che la finale contro l’ungherese Zsombos Piros, la vera sorpresa del torneo, sia stata una pura formalità: un rapido 6-3 6-2 in poco più di un’ora di gioco in cui il magiaro non ha avuto la capacità tecnica e forse nemmeno l’energia mentale per opporsi all’avversario. C’è anche da dire che l’ungherese, partito dalle qualificazioni, era probabilmente già soddisfatto del proprio torneo, che ha toccato l’apice in semifinale quando ha eliminato il nostro Stefano Travaglia.

L’azzurro sul 5-4 del primo set ha avuto due set point che però il ventiduenne ungherese ha annullato con bravura per poi riuscire ad arrivare al tie-break, chiuso con un ace al primo set point. Nel secondo parziale l’ascolano è stato costretto al ritiro per un problema alla spalla mentre era sotto 3-2. Peccato, perché Travaglia nei quarti era apparso molto tonico nello sbarazzarsi 7-6(1) 6-1 di un combattivo Maximilian Marterer, campione uscente del torneo.

 

Comunque l’obiettivo di classifica del marchigiano di questo autunno dedicato ai Challenger è stato centrato in pieno con la risalita in classifica al N.78 ATP, tornando quindi a navigare in acque tranquille in vista della prossima stagione. A proposito di classifiche, Tallon Griekspoor migliora ulteriormente il suo best e raggiunge la posizione N.65, come fa anche Piros, dopo una settimana da incorniciare, che sale al N.282 ATP.

Nella finale del Challenger 80 di Ortisei (cemento indoor), Oscar Otte ha superato 7-6(5) 6-4 lo statunitense di origine francese Maxime Cressy (N.128 ATP). Partita combattuta ma mai realmente in discussione tanto che Otte non ha mai perso il servizio (annullando le otto occasioni avute dall’avversario), anzi per essere precisi non ha mai ceduto il servizio in tutto il torneo, evento in realtà rarissimo. Al ventottenne tedesco è stato allora sufficiente ottenere un break nel secondo set, dopo che nel primo parziale aveva giocato un tie-break in pieno controllo. Per lui è il quarto titolo Challenger in carriera, il secondo in questa stagione (il precedente a Ismaning due settimane fa), che gli regala anche il nuovo best ranking alla posizione N.116. Cressy forse si consolerà migliorando a sua volta il proprio record e salendo al N.124 ATP.

Delusione invece per Federico Gaio, che nei quarti viene eliminato 6-7(6) 7-6(5) 6-2 dal teenager inglese Jack Draper (N.278 ATP) al termine di una bella partita durata oltre due ore. Il faentino era stato molto bravo nel tie-break del primo set ad annullare due set point (dopo che ne aveva già annullati quattro sul 4-5). Anche nel secondo parziale l’azzurro si è trovato subito ad inseguire, ma con grinta e determinazione riusciva a rifugiarsi nuovamente nel tie-break che purtroppo questa volta gli diceva male, prima di un terzo set senza storia. È la terza volta consecutiva che Gaio saluta il torneo gardenese ai quarti di finale, in quello che sembra diventato una specie di tabù.

Al Challenger 100 di Roanne (cemento indoor), finale in tono minore tra il padrone di casa Hugo Grenier e il giapponese Hiroki Moriya (N.346 ATP). Facile vittoria per il venticinquenne francese che prevale 6-2 6-3 in un’ora e venti minuti di gioco e in un colpo solo vince il primo titolo Challenger e migliora il proprio best salendo al N.150. Purtroppo il nostro Andrea Arnaboldi conferma che quest’anno i quarti di finale sono per lui colonne d’Ercole invalicabili. Questa volta è toccato al francese Manuel Guinard (N.247 ATP) fermare la sua corsa in maniera molto brusca col punteggio di 6-2 6-3 in meno di un’ora di gioco.

Al Challenger 80 di Montevideo (terra battuta) si è giocata la finale meno combattuta della storia del tennis, forse dai tempi di McEnroe-Connors (Wimbledon 1984, punteggio 6-1 6-1 6-2). Il boliviano Hugo Dellien ha battuto 6-0 6-1 l’argentino Juan Ignacio Londero, portandosi a casa il settimo titolo in carriera, secondo in stagione. Il numeroso pubblico, assiepato sugli spalti del bel centrale del ‘Carrasco Lawn Tennis Club’, non ha fatto in tempo a sedersi che era già ora di tornare a casa. Ci piace piuttosto ricordare che l’italo-argentino Luciano Darderi è arrivato in finale nel torneo di doppio, in coppia con l’uruguaiano (di origine argentina) Ignacio Carou, in cui è stato sconfitto dalla coppia brasiliana Rafael Matos/Felipe Meligeni con un doppio 6-4. Il diciannovenne nativo di Villa Gesell aveva superato anche le qualificazioni del singolare per poi essere eliminato, dopo aspra battaglia, da Camilo Ugo Carabelli per 3-6 6-3 6-4.

Al Challenger 80 di Knoxville (Tennessee, cemento indoor), il padrone di casa Christopher Eubanks (N.178 ATP) ha battuto, un po’ a sorpresa, il tedesco Daniel Altmaier (N.105 ATP e seconda testa di serie). Ma non ci si stupisce più se si guardano le statistiche che vedono l’americano ottenere il 92% di punti con la prima di servizio senza concedere nemmeno una palla break all’avversario che, dopo un’ottima estate, ha accusato un netto calo nella seconda parte della stagione.

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Challenger Vicenza, cinque italiani nei quarti. Arnaldi fa fuori Cobolli

I giocatori azzurri monopolizzano il torneo veneto mentre non è fortunata la trasferta tedesca di Thomas Fabbiano

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Matteo Arnaldi – ATP Challenger Francavilla 2022 (foto via Facebook @ CT Francavilla Al Mare SP)

I tanti derby in programma nel secondo turno del Challenger 80 di Vicenza (CT Palladio 98, terra battuta) hanno emesso i loro verdetti, tutto sommato secondo pronostico, delineando il quadro dei quarti di finale. La prima testa di serie, il sanremese Gianluca Mager, ha avuto la meglio su Riccardo Bonadio per 7-5 6-2 in un match in cui il tennista friulano ha scontato la colpa di non aver trasformato nessuna delle cinque palle break avute sulla racchetta, mentre il suo avversario lo ha brekkato tre volte. Mager, uscito dalla top 100 dopo un inizio di stagione non particolarmente brillante, si troverà a dover gestire un altro derby contro Andrea Pellegrino che, pur avendo dato forse troppa confidenza a Giovanni Fonio, rischiando di perdere il primo set, ha poi portato a casa abbastanza tranquillamente il match 7-6(8) 6-3.

La sorpresa della giornata, se così possiamo definirla, la confeziona l’altro sanremese, il 21enne Matteo Arnaldi che ferma in modo autorevole (6-4 4-6 6-4) Flavio Cobolli che, pur sembrando ormai pronto per altri palcoscenici, non perde il vizietto di mettere talvolta il piede in fallo. Così, dopo la bella vittoria al primo turno contro Francesco Passaro, si fa eliminare un po’ a sorpresa. E con questo non vogliamo certo togliere meriti ad Arnaldi che sta vivendo un momento straordinario della propria carriera, come dimostrano la recentissima vittoria al Challenger di Francavilla al Mare e la sua classifica che migliora ininterrottamente e che al momento dovrebbe vederlo al n.227 ATP, suo ennesimo best ranking. Nei quarti lo aspetta il 33enne brasiliano Daniel Dutra da Silva (n.273 ATP) che non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile.

Se vogliamo possiamo considerare una sorpresa anche l’eliminazione di Francesco Maestrelli ad opera di Andrea Arnaboldi. Ma il 6-3 6-2 con cui il brianzolo ha eliminato il 19enne pisano, fresco finalista a Francavilla, può stupire solo un osservatore superficiale. Perché se è vero che Maestrelli cavalcava l’onda di uno straordinario momento, è vero anche che Arnaboldi è un ragazzo di 34 anni che gioca divinamente a tennis. Purtroppo non ha avuto risultati pari al suo grande talento, ma siamo convinti che non sia mai troppo tardi per festeggiare il suo primo successo Challenger. Noi glielo auguriamo di cuore.

 

Nei quarti intanto darà vita all’ennesimo derby di questo torneo vicentino con Matteo Gigante che, confermando il suo buon momento di forma, elimina la testa di serie n.6, l’argentino Renzo Olivo col punteggio di 6-3 7-6(5). Molto bravo il 20enne azzurro, soprattutto nei passaggi delicati dell’incontro come conferma il 100% di trasformazione delle palle break (sei su sei). Così al termine delle due ore dell’incontro è lui ad alzare le braccia al cielo e a salire al nuovo best che dovrebbe essere alla posizione n.453.

Questa settimana si gioca anche in Germania, per la precisione a Troisdorf (Renania Westfalia, terra battuta) dove si disputa un Challenger 80 cui era iscritto, unico italiano, il nostro Thomas Fabbiano. Il tennista pugliese ha confermato il suo recente percorso tutto alti e bassi. Infatti ha eliminato all’esordio il talentuoso polacco Kacper Zuk (n.269 ATP) con un secco 6-3 6-2 per poi alzare bandiera bianca contro il sicuramente meno dotato tedesco Henri Squire (n.342 ATP) che lo ha battuto 6-4 6-3.

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A Francavilla Matteo Arnaldi alza il suo primo trofeo Challenger

Il 21enne sanremese prevale nel derby maratona contro Francesco Maestrelli e ottiene la sua prima importante vittoria. A Tunisi vince Carballes Baena mentre a Shymkent tocca a Sergey Fomin

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Matteo Arnaldi – ATP Challenger Francavilla 2022 (foto via Facebook @ CT Francavilla Al Mare SP)

Al Challenger 50 di Francavilla al Mare (terra battuta) è il momento di Matteo Arnaldi che batte 6-3 6-7(7) 6-4 un indomito Francesco Maestrelli al termine di un match durissimo che ha tenuto in campo i giocatori per tre interminabili ore. Una partita più emozionante che bella perché entrambi hanno sentito l’importanza della posta in palio.

Il 19enne pisano è partito, come quasi sempre gli è successo questa settimana, di rincorsa, cedendo il primo set ad Arnaldi. Nel secondo parziale una lunga sequenza di break e contro-break ha tenuto il numeroso pubblico col fiato sospeso, senza lasciar intuire in che direzione si sarebbe orientata la partita. Anche se quando il 21enne sanremese è andato a battere sul 5-3 sembrava tutto chiaro. Non si erano però fatti i conti con la resilienza di Maestrelli che in questi giorni ha più volte dimostrato di saper gestire con maturità i momenti difficili. Così è stato anche oggi perché non solo è riuscito a portare il set al tie-break, ma nemmeno si è spaventato quando si è trovato a dover fronteggiare due match-point, il primo dei quali senza l’aiuto del servizio. Bravo lui, un po’ timido invece Arnaldi che sul primo ha passivamente aspettato l’errore dell’avversario, errore che non è arrivato.

Turni di servizio sempre in bilico anche nel set decisivo (alla fine conteremo ben 13 break) con i due giocatori che arrivano in parità fino al 4-4. Qui l’ennesimo break subito dal pisano (alla quarta palla utile) è quello decisivo, questa volta non ci sarà recupero. Grande gioia ovviamente per Arnaldi, molta delusione per Maestrelli che fa prima volare il cappellino e poi la racchetta, prima di sciogliersi in un bell’abbraccio col vincitore. Siamo assolutamente convinti che Maestrelli, sbollita la delusione, realizzerà di aver compiuto una vera impresa, certificata tra l’altro dal nuovo best ranking alla posizione n.403 ATP.

 

Dovrà lavorare su alcuni aspetti tecnici, il servizio soprattutto, ma il suo livello, quello mentale in primo luogo, è già di prima fascia. Molto contento deve ovviamente essere anche Arnaldi che, dopo i guai fisici del 2020 e inizio 2021, ha giocato un torneo in modalità ‘rullo compressore’ e non solo vince il suo primo Challenger ma si issa al n.239 ATP. Questo significa, tra le altre cose, che tra un mese alle qualificazioni di Wimbledon ci sarà anche lui.

Al Challenger 80 di Tunisi (terra battuta) la vittoria va a quella vecchia volpe di Roberto Carballes Baena che in finale non ha praticamente lasciato giocare l’olandese Gijs Brouwer (n.231 ATP) che in meno di un’ora era già a rete stringere la mano all’avversario che, da parte sua, mette in bacheca il nono titolo Challenger in carriera.

Più combattuta la finale del Challenger 80 di Shymkent (Kazakistan, terra battuta) che ha visto l’uzbeko Sergey Fomin prevalere 7-6(4) 6-3 sul vecchio leone Robin Haase che a 35 anni è precipitato al n.265, ma nel lontano 2012 fu n.33 ATP. Per Fomin è il primo successo nel circuito Challenger che lo lancia al n.404 ATP, ovviamente suo nuovo best ranking. Solo il tempo ci dirà se per il 21enne sia l’inizio di una bella carriera o solo un fuoco di paglia.

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Al Challenger di Francavilla, Maestrelli e Arnaldi ci regalano una finale tutta italiana

Incredibile prestazione dei due giovani azzurri che dominano
le semifinali e si apprestano a giocare un inaspettato derby
nella finale di domani

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Francesco Maestrelli - Challenger di Torino (foto Sergio Errigo)

Al Challenger 50 di Francavilla al Mare il primo a scendere in campo è stato un Matteo Arnaldi che, col vento sempre più in poppa, approda quasi senza colpo ferire alla sua prima finale Challenger, superando l’argentino Hernan Casanova (n.307 ATP) che è stato costretto al ritiro quando aveva appena perso 6-3 il primo set. Quella del 21enne sanremese è stata finora una marcia devastante: nessun set lasciato per strada e solo 11 giochi persi in quattro incontri. Il suo stato di forma è impressionante, l’unico problema è che nella finale di domani incontrerà un altro che potremmo come minimo definire in trance agonistica. Francesco Maestrelli oggi è partito a razzo (6-0), contrariamente alle sue recenti abitudini, e poi ha contenuto il rientro di Alexis Galarneau (n.309 ATP) che nel secondo set ha giocato tutti i suoi assi. In realtà il 19enne pisano sembrava aver già messo il risultato in cassaforte quando è andato a servire per il match sul 5-4 del secondo set. Ma qui è subentrato un momento di tensione, giusto a ricordarci che il ragazzo fino a poche settimane fa i Challenger li guardava in streaming. Ora li gioca da protagonista, come ha confermato nel tie-break che ha dominato con una superiore consapevolezza. Domani finale dal pronostico molto incerto che in ogni caso regalerà a un giovane italiano la prima vittoria Challenger e ad entrambi il nuovo best ranking. Già al momento la classifica live ci dice di un Arnaldi 259, già dentro alle prossime qualificazioni Slam, e di un Maestrelli 403. Possiamo solo applaudire.

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