Coppa Davis, il Kazakistan batte il Canada e vola ai quarti di finale

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Coppa Davis, il Kazakistan batte il Canada e vola ai quarti di finale

Kukushkin trionfa dopo una battaglia di quasi tre ore contro Schnur. Bublik regola in due set Pospisil. Per i kazaki ai quarti una delle due migliori seconde.

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Mikhail Kukushkin - Finale Coppa Davis Madrid 2021 (Photo by Diego Souto / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Kazakistan – Canada 3-0

Alla Madrid Arena, il Kazakistan ha conquistato con sofferenza i due singolari e si è aggiudicato il tie che vale il primo posto nel Gruppo B e l’accesso ai quarti di finale della Coppa Davis contro una delle due migliori seconde classificate.

Dopo la pessima prestazione contro la Svezia, il capitano canadese Dancevic ha sostituito Diez con il ventiseienne Schnur mentre Schukin ha confermato Kukushkin, nonostante gli scarsi risultati del 2021 e la sconfitta con Elias Ymer.

 

M. Kukushkin b. B. Schnur 6-3 6-7(5) 7-5

Ottimo impatto con il match per Kukushkin, mentre inizio subito complicato per il canadese. Nel quarto game, Schnur ha dovuto fronteggiare la prima palla break. Il rovescio, più croce che delizia per il canadese, affondato a rete dal canadese ha regalato il 3-1 Kazakistan. Schnur ha avuto subito l’occasione di piazzare il controbreak ma una gran prima ad uscire del kazako ha annullato la palla break. Kukushkin non sembra soffrire le caratteristiche dell’avversario con Schnur che non sembra avere le armi per impensierire il kazako.

Kukushkin, in totale controllo, ha tenuto a zero per la terza volta il servizio e ha messo le mani su un primo parziale, chiuso con l’86% di punti vinti con la prima. 12 vincenti a fronte di soli 6 gratuiti per il kazako, saldo negativo (3 vincenti e 14 gratuiti) per il canadese.

Nel secondo parziale, Kukushkin ha iniziato tenendo un turno di battuta tutt’altro che agevole, ma Schnur non è stato bravo ad approfittarne del calo del kazako. Nel terzo game, un fallo di piede chiamato a Schnur ha fatto disunire il canadese, che con un doppio fallo ha offerto una palla break all’avversario. Il canadese è riuscito ad annullarla con un bel rovescio lungolinea. Il game di sofferenza è continuato per Schnur, che è riuscito a salvare altre due palle break, portando a casa il turno al servizio senza mai perdere la lucidità.

Schnur è salito di livello rispondo con maggiore continuità e aumentando la sua presenza a rete. Nel dodicesimo game Kukushkin ha l’occasione di mettere in cassaforte la sfida. Schnur si è salvato sulla prima palla break, ma il dritto a rete affondato dal canadese hanno offerto l’occasione a Kukushkin di servire per il match.

Da quel momento inizia lo psicodramma di Kukushkin. Due match point per il kazako, che però si irrigidisce. Spreca il primo con diritto out, poi una seconda morbidissima è diventata terreno fertile per Schnur che ha punito il kazako con un rovescio lungolinea. Kukushkin ha avuto una terza opportunità ma il dritto va ancora una volta lungo. Il rovescio di Schnur è salito di livello e con una risposta di rovescio ha piazzato il controbreak.

Kukushkin è in confusione. Schnur si è issato sul 6-3 conquistando tre palle set. Kukushkin ha annullato le due palle set ma alla terza ha affondato il dritto a rete sulla prima esterna di Schnur.

Si val terzo. Kukushkin si è trovato subito sotto 40-0. Ha annullato le tre palle break grazie al servizio e agli attacchi poco mirati di Schnur, ma il kazako ha continuato ad essere sempre più sfiduciato e un rovescio in manovra che finisce malamente largo ha regalato il break in apertura al Canada. Continuano le montagne russe in questo match, con il canadese che pasticcia al servizio regalando tre palle del contro break al kazako. Schnur ha annullato la prima ma con un doppio fallo ha regalato il gioco a Kukushkin.

Il canadese ha verticalizzato molto di più il gioco, situazione che il kazako non gli aveva permesso di sviluppare nel primo set. La stanchezza affiora e dopo i primi quattro game durati quasi trenta minuti, i game di servizio scorrono più velocemente. Si arriva al dodicesimo game con Schnur che non ha retto la pressione e con due errori ha regalato il match al kazako dopo due ore e 53 minuti.

A. Bublik b. V. Pospisil 6-2 7-6(6)

Inizio solido dei due giocatori al servizio. Pospisil va in difficoltà nel quinto game. Pospisil ha commesso due errori gravissimi a rete, prima una volée finita lungo e poi uno smash affondato a rete ed è break per il Kazakistan. Pospisil ha perso solidità ed è arrivata subito una palla del doppio break per Bublik grazie a una demi-volée non riuscita del canadese. Pospisil si è salvato affidandosi al servizio con un ottima prima a 201 km/h. Quando si entra nello scambio, Bublik ne ha di più. Pospisil affonda il diritto a rete e poco dopo un passante lungolinea di rovescio di Bublik è valso il 5-2 Kazakistan.

Un game con tre ace, di cui uno di seconda, e una seconda vincente hanno messo il sigillo sul set. 6-2 Kazakistan in ventisei minuti. Set chiuso con l’89% di punti con la prima per Bublik.

Nel secondo set, Pospisil ha concesso subito due palle break. A supporto del canadese è giunto il servizio, con due ace che tolgono le castagne dal fuoco. Il canadese offre altre due occasioni a Bublik per conquistare il break, ma il rovescio del kazako lo tradisce. Primo passaggio a vuoto sul suo servizio per Bublik, che ha offerto la possibilità a Pospisil di riaprire il match. La combinazione servizio dritto ha salvato il kazako. Il mix tra genio e sregolatezza che caratterizza Bublik lo si vede nell’ottavo game con il kazako che prova un servizio da sotto che non beffa Pospisil che punisce Bublik con la palla corta.

Il diritto ha abbondato Pospisil. Il colpo gli scappa via e ha regalato due palle break a Bublik. La prima è stata annullata a rete dal canadese, la seconda da un servizio potente. Il canadese ha aumentato il livello del suo servizio, tirando su un game pieno di difficoltà. L’equilibrio ha continuato a regnare fino al tie-break. Bublik si è portato avanti di un minibreak dopo la volée alta sbagliata da Pospisil. Il doppio fallo del kazako ha riaperto la contesa. Pospisil si è issato sino al 6-4 ma non è riuscito a concretizzare le due palle set. Prima vincente del kazako e una palla corta di Bublik hanno portato il tie-break nuovamente in equilibrio. Pospisil ha perso completamente la misura del campo col dritto e ha offerto la prima palla match a Bublik, che con un ace di seconda ha sigillato il match in cinquantanove minuti.

A. Golubev/ A. Nedovyesov b. B. Schnur/ P. Polansky 6-4 6-7 (6) 6-1

Dopo i due match di singolare,è andato in scena l’ininfluente doppio che ha visto di fronte la coppia kazaka Golubev/ Nedovyesov e quella canadese Schnur/Polansky. Il primo set ha visto i canadesi soffrire al servizio sin dal primo game, nel quale si sono trovati ad affrontare due palle break. Medesima situazione nel settimo game, ma i canadesi sono stati bravi ad annullarle in entrambi i casi. Nel nono game è arrivato finalmente il break decisivo per il Kazakistan che è valso il 6-4 finale. Un set in cui i kazaki hanno ceduto solo quattro punti sul loro servizio.

Il secondo set, con Schnur al servizio, ha visto il Canada fronteggiare altre tre palle break ma sono stati abili i canadesi ad uscirne indenni. Il Kazakistan ha cominciato a soffrire un po’ di più sul suo servizio, con la prima occasione per il break Canada fronteggiata da Golubev. I canadesi non hanno sfruttato l’occasione e Polansky, nel game successivo, ha ceduto il servizio. Sembrava essere chiusa per i kazaki ma Nedovyesov ha ceduto il servizio a zero. Si è arrivati al tiè-break chiuso da Schnur con le volée alta al secondo set point per l’8-6 finale

Il terzo set è stato un monologo kazako con i canadesi che non hanno mai tenuto il servizio, conquistando l’unico game del set breakkando Golubev.

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Finali di Coppa Davis ad Abu Dhabi: l’accordo da 200 milioni di dollari in 5 anni si avvicina

Esclusiva Telegraph Sport: gironi in Europa subito dopo lo US Open, fasi finali a novembre negli Emirati

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Per via del caso Djokovic e dell’Australian Open, da un po’ di tempo non si sentiva parlare delle nuove ombre che incombono sulla Coppa Davis. Un’esclusiva del Telegraph Sports, tuttavia, riporta ulteriori informazioni su quanto era trapelato per la prima volta durante lo scorso dicembre, ma mai confermato in maniera ufficiale: le finali di Davis sotto la gestione Kosmos sono pronte a traslocare ad Abu Dhabi dopo due edizioni disputate a Madrid. Il Telegraph Sports scrive che gli Emirati Arabi avrebbero offerto la cospicua somma di 40 milioni di dollari all’anno (ovvero 200 milioni per un contratto quinquennale).

Non finisce qui, però. Sembra confermata anche la volontà di dividere in due parti le Davis Cup Finals, in due periodi di calendario distinti. La fase a gironi (alla quale prenderebbero parte 16 nazioni) si giocherebbe in sedi europee nella settimana successiva allo US Open, a settembre. Le otto squadre che riusciranno a passare il round robin saranno poi impegnate nella fase a eliminazione diretta ad Abu Dhabi in novembre: come noto si tratta di una città con una relativa tradizione tennistica, dal momento che il torneo più conosciuto che si gioca da quelle parti è il Mubadala World Tennis Championship, esibizione che nemmeno fa parte del calendario del circuito.

 

La scelta che sta per essere confermata ha fatto e farà storcere il naso a molti. Chiaramente Kosmos non ha messo in primo piano i tifosi, da sempre il cuore pulsante della competizione a squadre: gestire una doppia trasferta non è affatto semplice per gli appassionati, europei e non, e al momento – riporta sempre Telegraph Sports – Kosmos sta provando a trovare una soluzione a questo problema, che probabilmente andava però risolto a monte. Lo scorso 5 dicembre era in programma a Madrid una conferenza stampa nella quale avrebbero annunciato tutti i dettagli del nuovo accordo. L’appuntamento è poi stato annullato, ma non è da escludere che nei prossimi giorni arrivi qualche notizia dai canali ufficiali, anche perché la decisione andrà ad avere un impatto non indifferente sul calendario.

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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