Finals Coppa Davis 2022: 16 squadre e cinque sedi. Ancora ufficiosa la scelta di Abu Dhabi per la fase conclusiva

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Finals Coppa Davis 2022: 16 squadre e cinque sedi. Ancora ufficiosa la scelta di Abu Dhabi per la fase conclusiva

Quattro gruppi da quattro squadre, le prime due promosse alla fase a eliminazione diretta. Tutta la manifestazione sarà indoor. Voli charter per le squadre, ma i tifosi?

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Novak Djokovic - Finali Coppa Davis 2021 Madrid (Photo by Diego Souto / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Nonostante qualche disguido dell’ultimo minuto (la prevista conferenza stampa di domenica alle 11 in un hotel del centro di Madrid è stata annullata con meno di 48 ore di preavviso), la ITF e Kosmos hanno confermato ufficialmente il formato della Coppa Davis per il 2022.

Confermate in gran parte le anticipazioni che erano state diffuse da un giornale britannico la settimana scorsa: i Qualifiers di marzo ammetteranno 12 squadre alle Finali; a queste si aggiungeranno le due finaliste dell’edizione 2021 (Russia, o Federazione Tennis Russia che dir si voglia, e Croazia) e le due wild card assegnate dalla ITF a Serbia e Gran Bretagna.

Le 16 finaliste saranno quindi suddivise in quattro gironi da quattro squadre ed ogni girone si disputerà in una diversa città europea. Le prime due di ogni girone si qualificheranno per i quarti di finale e saranno trasportate verso la città sede delle finali con un volo charter la sera stessa del loro incontro conclusivo di round robin. Il nome della città sede delle finali non è ancora stato ufficializzato, ma la ITF ha confermato che è stata identificata una città preferenziale (che dovrebbe essere Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti) e l’ufficializzazione avverrà nelle prossime settimane.

 

Saranno concessi due giorni alle squadre per adattarsi al nuovo fuso orario e alle nuove condizioni, che saranno comunque simili a quelle dei gironi all’italiana. Anche le fasi finali si giocheranno dunque sul cemento indoor. “Un modello a cinque città ci consente di avere la flessibilità di programma necessaria per permettere ai fans di godersi un’esperienza della Coppa Davis davvero unica, e allo stesso tempo assicura la sostenibilità finanziaria e commerciale alla manifestazione”, ha affermato il Presidente ITF Dave Haggerty in una nota.

La competizione si allungherà di un giorno, passando da 11 a 12 giorni e si disputerà da martedì 22 novembre a sabato 3 dicembre. La conclusione nella giornata di sabato costituisce un indizio piuttosto forte che la città prescelta per le finali sarà Abu Dhabi, come trapelato nei giorni scorsi. Negli Emirati Arabi, infatti, come in tutti i Paesi islamici, il weekend si osserva solitamente il venerdì e il sabato, giustificando quindi la fine della competizione nella giornata di sabato.

Il 15 dicembre prossimo saranno lanciati i bandi per selezionare le quattro città per i gironi preliminari. L’attribuzione di una delle wild-card alla Gran Bretagna conferma l’intenzione manifestata la settimana scorsa dalla LTA (Lawn Tennis Association, la federazione tennis britannica) di ospitare uno dei gruppi. Lo stesso si può dire per l’Italia che dopo la positiva esperienza di Torino vorrà riproporsi anche per il 2022.

L’aumento da tre a quattro delle sedi dei gironi è totalmente giustificato – ha dichiarato il Presidente Haggerty alla BBC – in questo modo saremo in grado di avere quel pubblico rumoroso e appassionato che da sempre contraddistingue la Coppa Davis. Sarà grandioso”.

Rimangono le preoccupazioni per l’eventuale assegnazione delle finali a una località nella quale c’è scarsa cultura tennistica e scarso interesse da parte della popolazione residente. A questo proposito il Presidente Haggerty ha detto: “Dovremo assicurarci che ci sarà una considerevole base di fans disposta a viaggiare per andare alle finali. Faremo in modo che saranno messi a disposizione sussidi per i fans in modo tale che il viaggio sia alla portata delle loro tasche, dovunque sia la sede della finale”.

L’aspettativa quindi è che gli sponsor della manifestazione sovvenzionino in qualche modo i pacchetti-viaggio per i tifosi disposti a seguire la propria squadra. Rimane comunque l’incognita temporale: nessuno può essere sicuro che la propria nazionale si qualificherà per le finali, quindi potrebbe essere particolarmente difficile, oltre che eccessivamente costoso, organizzare il viaggio verso le finali con solamente pochi giorni di preavviso. Da questo punto di vista lo sforzo dell’organizzazione Kosmos dovrà orientarsi verso la possibilità di fornire “opzioni” rimborsabili per chi volesse confermare la propria disponibilità a viaggiare solamente dopo la qualificazione della propria squadra. Anche se la necessità di flessibilità da parte dei tifosi potrebbe essere un ostacolo per molti: se un appassionato programma le proprie ferie per il periodo delle finali, potrebbe non avere la possibilità di cancellarle nel caso in cui la propria nazionale non riesca a qualificarsi.

Se, come sembra, le finali dovessero disputarsi ad Abu Dhabi, Kosmos dovrà lavorare molto bene sul territorio per attirare l’interesse delle grandi comunità di espatriati presenti negli Emirati. Circa l’80% della popolazione residente nei Paesi sul Golfo Persico è composta da stranieri espatriati che vivono e lavorano nelle tante aziende presenti tra Abu Dhabi, Dubai e dintorni, e questo potrebbe aiutare a riempire gli spalti dell’impianto che verrà approntato.

Intanto ITF e Kosmos si sono già assicurati che l’attuale n. 1 del mondo Novak Djokovic sarà in grado di partecipare alle finali nel caso in cui vorrà farlo, dal momento che alla sua Serbia è stata assegnata una delle wild-card che dispensa la nazionale balcanica dal dover vincere i Qualifiers di marzo. “È sicuramente la cosa giusta da fare, dal punto di vista sportivo” ha dichiarato il CEO di Kosmos Tennis Enric Rojas, il quale ha confermato come negli 11 giorni di queste Finali 2021 sono stati venduti 105.000 biglietti tra Torino e Madrid, mentre erano già stati acquistati 15.000 biglietti a Innsbruck prima della decisione del Governo austriaco di imporre la disputa a porte chiuse in quella sede.

Per il momento non è stato toccato l’aspetto più inviso ai Top Players di questa Coppa Davis, ovvero la collocazione in calendario. La fine delle Finali 2022 è prevista per il 3 dicembre, quindi solamente poche settimane prima della partenza prevista per l’Australia, negando di fatto la possibilità di avere una significativa off-season. Quest’anno Alexander Zverev, Felix Auger Aliassime e Denis Shapovalov hanno rinunciato a partecipare proprio per motivi di programmazione, mentre Rafael Nadal e Dominic Thiem sono stati assenti giustificati per infortunio.

Nelle intenzioni di Kosmos la collocazione ideale per le Finali di Davis sarebbe quella della di fine settembre, dove c’è già la settimana successiva allo US Open assegnata alla Davis, ma ciò implicherebbe la collaborazione di alcuni tornei ATP e soprattutto della Laver Cup per trovare la quadratura del cerchio, cosa che non sembra molto probabile almeno nel breve periodo.

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Australian Open, Kyrgios e Kokkinakis nella prima finale di doppio tutta australiana dal 1980

I due beniamini di casa abbinano lo spettacolo alla sostanza: battuti Granollers e Zeballos, tds N.3. Ora si giocano lo Slam contro Ebden e Purcell

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Nick Kyrgios/Thanasi Kokkinakis - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo la testa di serie N.1, la coppia guascona formata da Thanasi Kokkinakis e Nick Kyrgios elimina anche i favoriti N.3 Marcel Granollers e Horacio Zeballos. Nella notte italiana era proprio questo il match di maggiore rilievo a Melbourne, e la coppia di casa ha piazzato un altro risultato di prestigio vincendo 7-6(4) 6-4 in semifinale, raggiungendo così la prima finale in uno Slam della loro carriera (i due hanno vinto un solo titolo in carriera nella specialità di coppia, Brisbane 2017 per Kokkinakis e Lione 2018 per Kyrgios). Piccola soddisfazione per Granollers, che ha messo a segno uno dei colpi più belli del torneo:

Il pallonetto di dritto vincente di Kokkinakis al primo match point manda letteralmente in delirio il pubblico della Rod Laver Arena: i due beniamini locali proseguono il loro inaspettato percorso in quello che è solamente il sesto torneo ufficiale disputato assieme (più della metà sono stati all’Australian Open). Kyrgios e Kokkinakis si erano affrontati su questi campi nella finale Juniores nel 2013 (vinse Kyrgios, di un anno più anziano), mentre ora in coppia possono riscrivere la storia del torneo e anche la loro. Una piccola pagina è stata già scritta, perché era dal 1980 che non si incontravano quattro tennisti aussie all’appuntamento finale.

 

Infatti a rendere ancora più favolistico questo torneo di doppio maschile è il fatto che i due tennisti australiani si giocheranno il titolo con due loro connazionali. Anche Matthew Ebden e Max Purcell infatti hanno piazzato il colpaccio superando le tds N.2 Rajeev Ram e Joe Salisbury per 6-3 7-6(9) annullando anche quattro set point nel secondo parziale; si sono in questo modo presi la rivincita dopo l’epico match giocato nei quarti di finale allo US Open 2021, terminato con tre tie-break.

Viene così eliminata la seconda testa di serie, che ieri piuttosto rapidamente si era sbarazzata di Bolelli/Fognini. Per il ventiquattrenne Purcell sarà la seconda finale Slam delle carriera (dopo l’Australian Open 2020 quando perso proprio contro Ram/Salisbury affianco al connazionale Seville); il trentaquattrenne Ebden, invece, eccezion fatta per una vittoria nel doppio misto datata 2013 a Melbourne con l’australiana Jarmila Gajdošová, è al suo miglior risultato in carriera nella specialità e non solo.

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Australian Open, il programma di venerdì 28 gennaio: Berrettini-Nadal alle 4:30 italiane

Sveglia presto per la prima semifinale di un italiano a Melbourne. Medvedev-Tsitsipas alle 9:30

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2022 AUSTRALIAN OPEN, Matteo Berrettini (ITA), Photo © Ray Giubilo

L’appuntamento è di quelli storici, ormai lo sappiamo: Matteo Berrettini si giocherà l’accesso alla finale dell’Australian Open 2022 contro Rafa Nadal, lo stesso avversario contro cui perse la sua prima semifinale Major a Flushing Meadows nel 2019. La partita è in programma alle 4:30 del mattino italiano, orario che in occasioni meno importanti potrebbe risultare proibitivo per gli spettatori azzurri – ma non stavolta, ne siamo sicuri.

Reduci da match durissimi contro Gael Monfils e Denis Shapovalov, rispettivamente, i due hanno avuto un giorno di riposo in più in virtù delle modifiche al calendario del torneo, con la prima semifinale maschile spostata dal giovedì sera al venerdì pomeriggio di Melbourne. Dovrebbero perciò essere al massimo della condizione, e potrebbero dare vita all’ennesimo grande match di queste due settimane.

La seconda semifinale sarà la rivincita di quella dello scorso anno fra Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, e si giocherà alle 9:30 italiane (al netto di eventuali maratone nella prima, ça va sans dire). Quella volta l’ellenico era reduce da una maratona con Nadal e non oppose grande resistenza, mentre domani la situazione sarà per certi versi ribaltata: Tsitsi ha vinto molto facilmente con Jannik Sinner, giocando di gran lunga il suo miglior match degli ultimi sei mesi, mentre Daniil ha patito per quasi cinque ore contro Felix Auger-Aliassime salvando anche un match point – vedremo se pagherà lo sforzo.

 

Riassumiamo qui per chiarezza:

  • Berrettini-Nadal, ore 4:30
  • Medvedev-Tsitsipas, ore 9:30

Di seguito gli orari completi (NOTA: basta scorrere il file per vedere tutti i match con l’orario locale, ricordando che Melbourne è 10 ore avanti rispetto all’Italia, quindi “11:00 AM” significa le 01 della notte italiana, “7:00 PM” significa 09 di mattina e così via):

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Australian Open

[VIDEO] Il punto del direttore Scanagatta: “Con Sinner ci vorrebbe più pazienza”

Ubaldo parla dei quarti di finale: “Ricordiamo che Jannik ha solo 20 anni, è serio e umile. Berrettini può giocarsela con Nadal”

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Jannik Sinner all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Nella quotidiana pillola realizzata per il canale Instagram di Ubitennis (se ancora non ci seguite lo trovate a questo link), il direttore Ubaldo Scanagatta parla della sconfitta di Jannik Sinner contro Stefanos Tsitsipas, sottolineando la grande giornata di quest’ultimo e ricordando la precocità dell’azzurro, che a 20 anni è decisamente più avanti nella tabella di marcia rispetto a campioni come Medvedev – Jannik ha tanto tempo per raggiungere i migliori, e conoscendolo non si farà abbattere dal risultato odierno. Di seguito il video:

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