Il lungo addio di Luca Vanni

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Il lungo addio di Luca Vanni

Intervista esclusiva al trentaseienne tennista toscano, che a settembre ha annunciato il ritiro per dedicarsi alla carriera di allenatore…e a Giulia, la figlia che sarà il suo primo appuntamento del 2022

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Luca Vanni - ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Luca Vanni, classe 1985, è una figura leggendaria nel mondo di Ubitennis, visto che il suo nome è la sintesi della premiata ditta Luca Baldissera-Vanni Gibertini! Scherzi a parte, Luca (Vanni, a scanso di equivoci) ha recentemente deciso di ritirarsi dalle competizioni con all’attivo un best ranking di N.100 raggiunto nel maggio 2015. Nello stesso anno ha sfiorato un titolo ATP, venendo sconfitto da Pablo Cuevas solo al tie-break del terzo sulla terra indoor di Sao Paulo. Per lui anche sette finali Challenger con cinque titoli e quattro main draw Slam: Roland Garros e Wimbledon 2015, Australian Open 2017 e 2019.

Di seguito l’intervista che abbiamo realizzato con lui per parlare della sua carriera e di un futuro che si preannuncia pieno di impegni, sia dentro che soprattutto fuori dal campo.

Buongiorno Luca, a settembre hai annunciato il tuo ritiro dalle competizioni. È stata una decisione sofferta?

 

Puoi dirlo, è stata una decisione che mi fa stare male tuttora. Pensarmi come ex-giocatore non è facile per niente. Adesso ho appena finito di giocare il campionato a squadre in Francia (con i bretoni del Quimperlé che sono arrivati secondi battuti da Tolosa, ndr) e la serie A2 qui col Sinalunga che ha ottenuto una trionfale promozione. E quando scendo in campo sento ancora l’adrenalina, provo ancora sensazioni da giocatore.

Allora, se posso chiedertelo, chi te lo ha fatto fare?

Un po’ le ginocchia che continuano a farmi male [ricordiamo che tra il 2006 e il 2019 ha subito ben quattro interventi, ndr], un po’ i 36 anni e soprattutto il fatto che a metà gennaio la mia compagna Francesca partorisce Giulia e allora, come suol dirsi, dovevo mettere la testa a posto. Ormai s’imponevano una stabilità economica e una maggior presenza in famiglia.

Adesso di cosa ti stai occupando?

Ho iniziato a collaborare con ‘Unus Tennis Communitas’ che fa base al Circolo di Sinalunga e che si avvale di prestigiosi collaboratori come Giovanni Galuppo, Alessandro La Cognata, Sandra De Amelio e l’ex Top 200 argentino Diego Alvarez. Con questo gruppo di lavoro mi sono impegnato per 20 settimane l’anno durante le quali faccio anche da coach ad Andrea Pellegrino.

Per quanto riguarda le altre 32 settimane ormai mi hai bruciato la domanda. Immagino che cambierai i pannolini a Giulia.

Mi sa proprio che hai ragione [ride, ndr], anche perché con le restrizioni Covid i nonni avranno qualche problema a dare una mano.

A proposito di Pellegrino, ora il tuo pupillo è campione d’Italia a squadre con la New Tennis di Torre del Greco. È contento?

Sì, vincere è sempre bello. Soprattutto considerando che per lui quella del Palasport di Cesena era forse la superficie peggiore in assoluto. La settimana precedente ci eravamo allenati intensamente al Sinalunga, però su un campo un po’ più lento.

Così l’anno prossimo può succedere che vi affrontiate in serie A, sempre che tu continui a giocarla.

Alla grande che continuo [ride, ndr]. Ora che siamo tornati in A1 dopo un anno di purgatorio mica voglio perdermi il divertimento.

È stata una bella soddisfazione, vero?

Sì, eravamo una squadra davvero forte. Sarebbe stata una sorpresa se non ce l’avessimo fatta. Matteo Gigante e Marcello Serafini si esprimono già da Top 300 ATP, lo spagnolo Roca Batalla gioca ancora ad ottimi livelli (N.386 ATP) e Bracciali, con la mano che si ritrova, potrebbe continuare a giocare il doppio all’infinito. Poi io e Miceli facciamo i jolly. [Luca nello spareggio contro Monza ha vinto il suo incontro 6-4 1-6 6-3 con Andrea Borroni, ndr]

Tornando a Pellegrino, mi risulta che tu nei confronti diretti sia ancora avanti 2-1. Dico bene?

Dici bene [ride, ndr]. E ti dirò che sul veloce potrei ancora provare a dargli noia. Non a vincere, però potrei costringerlo ad impegnarsi.

Va a finire che torni in campo.

Mi hai beccato [ride, ndr]. Non lo escludo, ma ovviamente senza più pensare ai punti ATP, alla Top 200 e a cose del genere. Ma qualche torneo qua e là e i campionati a squadre…perché no? Sai se giochi solo la domenica poi hai tempo per recuperare e allora c’è ancora spazio anche per noi vecchietti.

In ogni caso in questa tua ultima stagione da ‘vecchietto’ hai battuto giocatori come Nino Serdarusic, Ryan Peniston, Tristan Lamasine e Thomas Fabbiano.

Eh sì, poi mi sono difeso alla grande con Salvo Caruso, Jiri Lehecka e Raul Brancaccio, solo per fare qualche nome. Diciamo che sulla singola partita ero ancora abbastanza competitivo.

Tu hai iniziato a giocare seriamente a tennis un po’ tardi. Pentito?

Fino a 19 anni ho fatto la scuola pubblica e al massimo riuscivo a giocare qualche Open, ma a non troppo lontano da casa. Finita la scuola sono andato a Perugia da Castellani e dopo un mese mi sono fatto male al ginocchio. Una volta guarito non sono tornato perché avevo anche il problema di dover guadagnare qualcosa per non gravare troppo sulla famiglia. Lavoravo come maestro di tennis al Tennis Giotto di Arezzo e a Montevarchi per tre volte la settimana. Poi a 21 anni, nel 2006, un mio amico mi chiese se mi andava di andare a Cesena a giocare le qualificazioni di un Future.

E cosa successe?

Te la faccio breve, nel giro di tre mesi avevo vinto un Future, fatto qualche quarto di finale e passato un turno in un Challenger, raggiungendo la posizione N.600 ATP. Insomma ero pronto a spiccare il volo.

Alla fine in bacheca hai messo 5 Challenger e 16 Future. E poi c’è quella finale nel 2015 all’ATP 250 di San Paolo quando perdesti al terzo con Cuevas. Rimpianti?

No, rimpianti no perché sono sempre uscito dal campo avendo dato tutto. Semmai li chiamerei dispiaceri. Il rimpianto forse è quello di non aver creduto prima in Luca Vanni e non a 29 anni compiuti. Ma le motivazioni sono cose complesse, non è che accendi o spegni un pulsante. Non è facile dire ‘da oggi in poi ci credo’.

Nessun rimpianto dunque nemmeno per il match perso al quinto agli AO 2019 contro Carreno Busta quando eri due set sopra?

Stesso identico discorso. Mi è dispiaciuto ma avevo veramente dato tutto.

Secondo te Andrea Pellegrino è ancora un giocatore di prospettiva?

Oggi Andrea è 200 del mondo e a parer mio può migliorare ancora molto. Non so fin dove potrà arrivare e questo dipenderà fondamentalmente da lui, ma io cerco di fargli capire, come prima cosa, che sul veloce può essere competitivo come lo è sulla terra.

Tecnicamente su cosa state lavorando?

Andrea è un ragazzo che in campo ha bisogno di ordine. Deve fissare un paio di punti fermi su cui, al limite, concedersi qualche variazione. Stiamo lavorando tanto sul servizio e sul diritto. L’obiettivo sarebbe arrivare a servire una decina di ace a partita e sul diritto deve riuscire a comandare, soprattutto con l’inside-out. Poi ci sono anche alcuni discorsi tattici come cercare di non essere frettoloso sulla chiusura del punto o provare qualche volta a variare col back per poi girarsi sul dritto.

Com’è il tuo rapporto umano con Andrea?

Lui è un ragazzo molto tranquillo, certo non un chiacchierone. Diciamo che parliamo di più quando siamo in campo che non fuori. Comunque andiamo molto d’accordo.

Ti piacciono altri sport? Ho visto una tua foto in bici da corsa e hai un’aria molto sofferente.

Dici? [ride, ndr]. La bici mi piace perché è uno sport di fatica. Ci sono andato dopo che mi ero operato alle ginocchia o l’anno scorso quando col Covid praticamente si poteva fare solo quello. Gli altri sport non è che li segua tanto ma mi piace molto giocare a padel.

La passione di Luca Vanni per il ciclismo (Credit: @lucavanni23 on Instagram)

Quando giocavi o adesso da coach cosa fai nei momenti off quando sei in giro per tornei?

Fondamentalmente cazzeggio online con Instagram e Facebook. O guardo Netflix.

Toscana, terra di passioni, anche politiche. Segui l’attualità?

Seguo come fanno un po’ tutti, ma penso che sia un ambiente in cui ci sia troppa finzione. Ci sono cose che sembrano semplici da fare e che invece non vengono affrontate. Lo sport è più sincero.

Luca, grazie del tuo tempo e auguri di Buone Feste e soprattutto di buona paternità.

Grazie a te e a tutti i lettori di Ubitennis cui contraccambio di cuore gli auguri.

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Australian Open

Flink, singolare femminile: “Barty-Osaka possibile ottavo di lusso” [VIDEO]

Ubaldo e Steve commentano il tabellone femminile: incertezza come sempre a cominciare dallo stato psico-fisico della giapponese

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Ubaldo Scanagatta e Steve Flink analizzano anche il tabellone del singolare femminile che appare più indecifrabile che mai..

Di seguito il video:

LE PARTI SALIENTI DEL VIDEO

00:30– Favorita del torneo

 

UBALDO. Chi è la favorita per la vittoria finale: Naomi Osaka, vincitrice della scorsa edizione o la numero uno Ashley Barty? FLINK. Potrebbero incontrarsi a livello di ottavi di finale. Sarebbe troppo presto, ma la partita potrebbe essere spettacolare. UBALDO. Prima, quando commentavamo il tabellone maschile, dicevamo che nessuno conosce lo stato di forma di Rafa Nadal e Stefanos Tsitsipas. Ma lo stesso discorso può essere fatto per Naomi Osaka. FLINK. Sembra in buona condizione fisiche dato che ha giocato alcune partite in un precedente torneo raggiungendo le semifinali. Penso che si sia preparata decentemente per questo torneo.

02:07 Ottavo teorico Barty Vs Osaka.

02:07 FLINK. Chi pronosticheresti Ubaldo nell’ottavo teorico tra Barty contro Osaka?  UBALDO. Prenderei Barty. FLINK. Pronostico la vittoria di Osaka in tre sets. UBALDO. Prima di tutto devono arrivare tutte e due agli ottavi. Nel cammino di Naomi ci sono Bencic o Anisimova. Barty non ha grossi ostacoli fino a Camila Giorgi o la Potapova. Penso che la Giorgi tuttavia non abbia il gioco per impensierire Ash, dato che le variazioni della Barty, danno tanto fastidio a Camila.

04:55 Ottavo teorico Sakkari contro Ons Jabbeur.

FLINK. Penso che un’ottavo teorico molto interessante sia Jabbeur contro Sakkari, con la Tunisina che ha mostrato un tennis fatto di molte variazioni. Chiunque vinca andrà a sfidare Barty o Osaka, configurando un quarto di finale stellare. UBALDO. Si sono d’accordo, senza dimenticare che in quello spicchio di tabellone c’è anche la Svitolina che è capace di battere chiunque se in giornata.

05:55 Parte alta del tabellone.

FLINK. Ma allora cosa ne pensi della parte bassa del tabellone alto? UBALDO. Credo che Muguruza abbia molte più possibilità, dato che Sabalenka non sta giocando bene e ha la Kerber nella sua parte di tabellone, che è ancora capace di produrre delle buone partite. E poi ha Swiatek, che è sempre una giocatrice interessante. Penso che la Muguruza, nonostante abbia dalla sua parte la Halep, credo possa andare abbastanza avanti

09:06 Krejčíková Vs Badosa

FLINK. Krejčíková sta nella parte alta del tabellone e dovrebbe giocare contro Badosa. Io sono rimasto molto impressionato dalla qualità della Badosa, di cui ricordo la partita che ha giocato e vinto l’anno scorso a Indian Wells contro Azarenka, una delle migliori partite della stagione femminile 2021. Penso che una delle due raggiungerà la finale di questo AO.

09:40 Raducanu e Fernandez.

UBALDO. Non sei sorpreso che non abbiamo ancora menzionato nessuna delle due finaliste dello scorso US Open? FLINK. No niente affatto. Non stanno giocando particolarmente bene. Raducanu affronterà al primo turno Sloane Stephens, un incontro interessante. Do leggermente favorita la Stephens, che secondo me potrebbe vincere quella partita. UBALDO. Onestamente Raducanu e Fernandez non hanno giocato molto bene dopo lo splendido US Open.

11:22 Coco Gauff.

UBALDO. E poi un’altra ragazza di cui non abbiamo parlato è Coco Gauff, che sta nello stesso spicchio di tabellone di Sonia Kenin, che vinse il torneo due anni fa. Credo che Gauff è più solida in questo momento delle due finaliste dello US Open dello scorso anno.

Infine Ubaldo e Steve fanno gli auguri a Chris Evert di una pronta guarigione, dato che ha annunciato di avere un cancro.

Transcript a cura di Andrea Canella

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Australian Open

Ubaldo e Flink: “Medvedev e Zverev ora i grandi favoriti” [VIDEO]

Il direttore e Steve commentano il tabellone maschile: le prospettive di Nadal e di Berrettini, le incertezze di Tsitsipas

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A poche ore dall’inizio del primo Slam della stagione Ubaldo Scanagatta e Steve Flink analizzano il tabellone maschile, orfano del N.1 del mondo.

Ecco il video:

00:20– 01:29 Non esiste un giocatore più importante del torneo

 

UBALDO. L’AO è più importante di qualsiasi giocatore. E questo concetto è stato ribadito anche nell’edizione di Wimbledon del 1973, quando Kodes vinse in finale contro Metreveli.

01:30 – 04:00 Il torneo di Medvedev

UBALDO. È il principale favorito del torneo, considerando che ha un cammino più agevole, rispetto per esempio a Nadal e Zverev che potrebbero giocare l’uno contro l’altro già nei quarti di finale? FLINK. Penso sia il primo favorito assieme a Zverev e metterei Nadal come terzo favorito, dietro questi due. Per me Medvedev è leggermente avvantaggiato contro Zverev, ma non di molto. UBALDO. Credo che la parte alta del tabellone, sia sbilanciata rispetto alla parte bassa. FLINK. Medvedev potrebbe incontrare Humbert, ma sono d’accordo con te, dato che la parte alta del tabellone sembra più difficile rispetto a quella bassa

04:13 – 08:10 La parte alta del tabellone è più difficile.

UBALDO. Nella parte altra tra Zverev e Nadal ci sono Shapovalov, Hurkacz, Karatsev, Kachanov, Opelka. FLINK. Chi può beneficiare di più dell’assenza di Djokovic nella parte bassa è Matteo Berrettini. Forse Matteo ha un’opportunità di avanzare fino alle semifinali per giocare contro Zverev o Nadal. UBALDO. Non lo so perché non ha avversari facili prima dei quarti. Deve battere Nakashima e poi Alcaraz, contro il quale ha perso recentemente. Direi piuttosto che Sinner ha avuto un migliore tabellone, dato che lui non giocherà contro nessun top 3 prima dei quarti di finale e contro nessun top 7 prima del terzo turno. FLINK. Penso che sia Berrettini che Sinner possono disputare un buon torneo. Berrettini deve però sopravvivere contro Nakashima, dato che sarà secondo me una partita equilibrata.

08:28 – 12:20 Medvedev Vs Rublev Quarto di finale probabile.

UBALDO. Prevedo nella parte bassa un quarto di finale probabile tra Rublev e Medvedev, perché non vedo nessun altro che li possa ostacolare a parte Humbert, Auger-Aliassime. FLINK. Penso che Medvedev possa raggiungere la finale. UBALDO. Sono d’accordo, ma nella parte alta non è facile pronosticare il finalista, con Nadal che non ha la migliore preparazione possibile per affrontare il torneo.

12:33 – 15:00 La testa di serie numero quattro Tsitsipas.

UBALDO. Non abbiamo ancora parlato della testa di serie numero quattro Stefanos Tsitsipas, dato che non sappiamo in che condizioni arriva, visto che nel finale della scorsa stagione ha accusato un problema al gomito, che gli ha impedito di giocare bene tanto alla fine della stagione. Suo padre ha anche affermato che non è completamente recuperato dalla lesione. In quella sezione di tabellone ci sono Sinner, Fritz e Dimitrov, che in Australia ha sempre offerto buone prestazioni. FLINK. Non vedo Tsitsipas, confermarsi al numero 4 per i problemi che sta affrontando. Penso che nemmeno lui sappia se può vincere le partite con il problema fisico al quale accennavi, che condiziona il rendimento del suo servizio. Sarei sorpreso se raggiungesse le semifinali. UBALDO. Affronta Ymer, poi Baez e non ha un tabellone difficile almenocchè non affronti un Dimitrov in forma.

15:10 – 16:15  Ottavi teorici.

UBALDO.

Ottavi teorici parte alta:

Zverev Vs Shapovalov – Hurkacz Vs Nadal

Norrie Vs Berrettini – Karatsev Vs Kachanov

Ottavi teorici parte bassa:

Ruud Vs Sinner – Bautista Agut Vs Tsitsipas

Rublev Vs FAA – Medvedev Vs Schwartzman,

FLINK. Il più interessante di questi dovrebbe essere Hurkacz contro Nadal.

16:35 Pronostici

FLINK. Zverev batte Nadal nei quarti in quattro sets, vince la sua semifinale e gioca la finale contro Medvedev, con Zverev che vince il suo primo titolo in 5 sets contro il Russo.

UBALDO. Penso che Zverev può essere il numero uno a fine anno, perché non credo che Nadal giocherà tutti i tornei, Federer non ritornerà a pieno regime, se non per disputare una manciata di tornei. Mi fido di più di Zverev nel lungo termine, ma questo torneo credo lo possa vincere Medvedev.

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Australian Open

Flink: “Djokovic si doveva vaccinare, ma la gestione del caso da parte del governo è sconcertante” [VIDEO]

Il direttore Scanagatta discute il caso del momento. L’ingenuità del post di Nole alla partenza. Gli errori di Tennis Australia

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Novak Djokovic - Davis Cup 2021 (Twitter - @DavisCup)

Siamo arrivati alla vigilia dell’Australian Open 2022, e non potevano mancare i pronostici del direttore Ubaldo Scanagatta e di Steve Flink. Questa volta, però, il torneo è stato preceduto da un caso, quello relativo all’espulsione del N.1 ATP Novak Djokovic, che ha messo in ombra il tennis giocato. I due veterani degli Slam non potevano quindi esimersi dall’affrontare la questione nella prima parte della preview.

Di seguito il video:

LE PARTI SALIENTI DEL VIDEO

00:00 – Flink: “L’intera faccenda è un qualcosa di deprimente per il mondo del tennis. Arrivo anche a provare un po’ di comprensione per Novak, nonostante gli errori che ha compiuto durante tutta questa storia. Ma comunque il modo in cui il governo australiano e le altre autorità coinvolte hanno gestito è sconcertante, iniziando da Tennis Australia e dal governo dello stato del Victoria, che hanno ricevuto due approvazioni in merito ai documenti forniti dal serbo. Djokovic ha viaggiato con la convinzione di essere stato ammesso nel Paese. I problemi sono cominciati lì, dato che qualcuno del suo entourage non ha fatto le cose per bene, barrando correttamente certe caselle. Non sono sicuro che Djokovic avrebbe potuto ribaltare il verdetto finale, perché penso si sia manifestato un conflitto tra il governo regionale dello stato del Victoria e il governo federale”.
Ubaldo: “Sono d’accordo e penso che si tratti di una decisione politica, dato che in teoria c’era un semaforo rosso per l’ingresso dei non vaccinati. L’errore principale è stato fatto da Craig Tiley, annunciando che il serbo poteva entrare se in possesso di un’esenzione. Perché Tennis Australia non ha prontamente avvisato Djokovic degli eventuali problemi che avrebbe incontrato?

 

05:10 – Ubaldo: “Comunque Djokovic ha commesso abbastanza errori, dato che il termine di presentazione dell’esenzione era il 10 di dicembre, mentre lui l’ha presentata il 16. Sorvoliamo poi sui dubbi sull’autenticità di questi documenti, dato che un giornale tedesco ha investigato la faccenda, dimostrando che ci sono dei problemi sulla positività e negatività inerenti al QR code. Ma comunque il fatto che Djokovic abbia annunciato via Twitter e Instagram che si sarebbe recato in Australia dimostra che lui era in buona fede”.
Flink: “Quando Djokovic ha comunicato la decisione di andare in Australia attraverso i suoi social è stato aspramente criticato, per delle ragioni che ancora non conosco, quando mi pare che il suo messaggio non fosse arrogante”.
Ubaldo: “Sono d’accordo, ma per me è stato ingenuo, dato che lui avrebbe dovuto pensare che un messaggio del genere avrebbe provocato delle reazioni critiche da parte delle persone che si sono vaccinate
”.

07:50 – Flink: “Moltissime persone hanno argomentato che la soluzione più semplice per lui sarebbe stata quella di vaccinarsi. Djokovic è un personaggio che ha opinioni non convenzionali, ma penso che lui sbagli totalmente sul discorso dei vaccini, dato che ci sono sufficienti evidenze scientifiche”.
Ubaldo: “Va bene, ma se viaggi in un paese straniero, devi accettare le regole del Paese in cui ti trovi. I loro avvocati durante l’udienza notturna hanno provato a sostenere la tesi difensiva, che nessuno poteva provare che lui sosteneva il movimento No-Vax. Ma ciò si è dimostrato ridicolo, perché lui era chiaramente contro la vaccinazione e non ha seguito le regole imposte dalla maggioranza di portare la mascherina, e ha partecipato ad eventi quando era stato testato positivo. Un campione è un modello che riceve una montagna di soldi dagli sponsor, ma se il modello non segue le regole, allora bisogna far sì che lo faccia”.

11:20 – Flink: “Se lui non cambia la sua opinione in materia di vaccini è possibile che quest’anno non lo vedremo giocare in molti tornei. E questo è un po’ sciocco e insensato”.
Ubaldo: “Ad ogni modo si tratta di una decisione politica i cui dettagli non sono stati ancora forniti. Craig Tiley era stato avvisato due volte dal governo australiano che giocatori non vaccinati non sarebbero stati accettati nel territorio australiano”.
Flink: “Tennis Australia avrebbe dovuto comunicare prontamente a Novak i problemi che avrebbe incontrato in Australia, dato che erano stati avvisati dal governo federale. Abbiamo anche il caso di Voracova. Perché hanno concesso queste esenzioni lasciando giocare certi giocatori e giocatrici?
Ubaldo: “Perché non hanno controllato. I post a mezzo social di Djokovic hanno suscitato il clamore. Senza quei messaggi, lo avrebbero lasciato passare”.
Flink: “Non sono d’accordo, avrebbe avuto lo stesso problemi”.

15:20 – Ubaldo: “Mi chiedo se l’ATP abbia il potere di imporre l’obbligo vaccinale in tutti i tornei”.
Flink: “Non lo so nemmeno io, ma presumo di sì. E comunque gli organi di governo del tennis devono chiaramente comunicare se ammettono esenzioni alla vaccinazione oppure no, in modo tale che il messaggio sia chiaro una volta per tutte”.

Transcript a cura di Andrea Canella

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