ATP250 Adelaide 2: Kokkinakis batte Cilic in una partita pazza, sarà finale con Rinderknech

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ATP250 Adelaide 2: Kokkinakis batte Cilic in una partita pazza, sarà finale con Rinderknech

Il finale thriller di Adelaide 2 premia Kokkinakis, che spreca sei match point ma vince uguale. Rinderknech batte Moutet e raggiunge la prima finale ATP

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Thanasi Kokkinakis all'ATP Adelaide 2 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Sarà la finale delle sorprese al torneo ATP250 di Adelaide 2, ultimo torneo dello swing australiano prima dell’Australian Open. In finale si sfideranno due quasi inediti per questo livello, il francese Arthur Rinderknech, vincitore sul connazionale Corentin Moutet, e Thanasi Kokkinakis, che ha superato Marin Cilic in una partita pazza e ricca di colpi di scena. Se per Arthur Rinderknech, che pure aveva offerto ottime prestazioni lo scorso anno, è la prima finale a livello ATP, lo stesso non si può dire per Kokkinakis, finalista e sconfitto per mano di Sam Querrey nel lontano 2017 nel torneo di categoria 250 di Los Cabos. Il tennista australiano ha mostrato un tennis al livello di quello dei tempi migliori, e le due wild card concesse dai tornei di casa di Adelaide 1 e 2 gli hanno fruttato una semifinale e una finale, ottime per aiutare la sua risalita nella classifica mondiale.

Kokkinakis b. Cilic 2-6 6-3 7-6 (10)

Ha rispettato le aspettative la sfida tra Marin Cilic e Thanasi Kokkinakis, due dei tennisti più in forma in questo breve periodo di tornei 250 sul cemento australiano e entrambi alla ricerca della prima finale nei due tornei di Adelaide. Nel primo set il tennis brillante dell’australiano ha avuto la meglio su di un Cilic troppo falloso da fondo nonostante le buone percentuali al servizio. Dopo il break subito nel primo game il tennista croato ha avuto la chance di riprendersi il break nel quarto game. Il tentativo fallito non ha fatto altro che scoraggiare Cilic, che ha ceduto ancora una volta il servizio nel settimo game e subito dopo il set.

 

Il secondo set si è aperto all’insegna dei servizi, con la prima dominante da ambo le parti. Emblematico il dato finale dei punti vinti con la prima di Cilic, che spiega bene perché il croato non ha mai dovuto fronteggiare palla break nel secondo set. Kokkinakis ha aumentato gli ace nel secondo set ma non sono stati abbastanza per evitare il break fatale nell’ottavo game, il primo vero passaggio a vuoto della partita dell’australiano che ha consegnato il secondo set nelle mani del tennista croato. Il periodo buio di Kokkinakis si trascina anche all’inizio del terzo set, con Cilic che trova il break e sembra avviato verso la finale. Ma come spesso successo nella carriera dell’ex campione degli US Open il tennis si spegne quando è avanti nel punteggio e Kokkinakis rientra nel match, salvando anche altre due pericolosissime palle break nel settimo game, e serve il tie-break per decretare il vincitore.

Succede di tutto nel parziale decisivo, che si dimostra un universo a parte rispetto a tutta la partita disputata fino a quel momento. Il tennis di Cilic implode, nonostante qualche buona risposta, sotto la pressione da fondo di Kokkinakis, che con uno smash dopo uno scambio costruito splendidamente si porta sul 6-2 guadagnandosi quattro match point, il primo sul suo servizio. La pressione di chiudere gioca brutti scherzi all’australiano, che comincia a giocare malissimo e permette ad un Cilic non eccezionale di vincere cinque punti di fila e trovarsi addirittura a match point sul suo servizio.

Il tennis torna improvvisamente nelle corde di Kokkinakis che gioca un rovescio lungolinea fantastico per annullare il match point numero uno, per poi annullare anche il secondo sul 7-8 con un ace provvidenziale. Il quinto match point dell’australiano vola via con un dritto colpito male in risposta e non è tanto diverso il sesto, anche qui Kokkinakis colpisce male il dritto ma questa volta facendosi sorprendere in uscita dal suo servizio. La settima chance è quella buona, dopo uno scambio prolungato Cilic sbaglia con il dritto e consegna la prima finale dal 2017 a Kokkinakis e ventinove posizioni in più in classifica: ora l’australiano salirà almeno al numero 116 del mondo.

Rinderknech b. Moutet 6-1 6-3

Molta meno azione e drama nella prima semifinale di giornata, che vedeva opposti i due francesi Corentin Moutet ed Arthur Rinderknech. Se il più giovane e talentuoso ma estremamente lunare Moutet ha già raggiunto una finale ATP, quella persa a Doha 2020 contro Andrey Rublev, per Rinderknech si trattava soltanto della seconda semifinale raggiunta a livello ATP, dopo quella persa a Kitzbuhel 2021 contro Casper Ruud. Ad avere la meglio però è stato proprio Rinderknech, che nonostante a 26 anni abbia meno esperienza di Moutet sul circuito maggiore è già adesso un tennista molto più maturo caratterialmente e tatticamente del suo discontinuo connazionale.

Una differenza di maturità che si è vista tutta nel corso dei settantasette minuti di partita che hanno visto impegnati i due tennisti. Rinderknech ha preso il comando delle operazioni sin da subito con un break, rendendosi intoccabile al servizio soprattutto con la prima. Nemmeno nello scambio Moutet riusciva a sfruttare i punti deboli del suo avversario, come il rovescio, condannandosi ad un break nel sesto game e alla conseguente vittoria del primo set da parte di Rinderknech. Moutet torna in campo più centrato nel secondo set e dopo aver salvato una palla break pericolosissima nel terzo game ha due chance nel game successivo per il primo break della sua partita. Rinderknech fa buona guardia con il servizio e la frustrazione di Moutet si riversa nel suo tennis, con un break subito nel quinto game che scioglie Rinderknech e mette la partita in discesa. Da quel momento in poi Moutet non avrà più opportunità sul servizio del suo avversario, che brekka ancora una volta nel nono game prendendosi partita e semifinale. Al di là del risultato da lunedì Rinderknech sarà 48 del mondo, una buona rappresentazione del suo ottimo inizio di stagione.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI ADELAIDE 2

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ATP Dubai, l’entry list: torna Djokovic. Presente anche Sinner

Il numero uno del mondo dovrebbe esserci per l’ATP 500 in programma negli Emirati dal 14 febbraio

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Novak Djokovic con il trofeo - Dubai 2020 (via Twitter, @NatSportUAE)

Continua la stagione del tennis sul cemento dopo l’Australian Open, e le entry list ci forniscono informazioni interessanti sul futuro di Novak Djokovic. Il numero uno del mondo non ha più rilasciato dichiarazioni pubbliche dopo il fiasco dell’Australian Open ma ha fatto sentire la sua presenza nell’entry list dell’ATP 500 di Dubai, in programma dal 14 febbraio sul cemento degli Emirati. Non è la prima volta per Djokovic nel torneo arabo: Nole l’ha infatti vinto per sei volte, di cui tre consecutive tra il 2009 e il 2011 e una nell’ultimo torneo disputato pre-lockdown (vinse una semifinale tiratissima con Gael Monfils prima di battere Tsitsipas in finale). Negli Emirati Arabi Uniti non è richiesto l’obbligo vaccinale, fattore che favorisce sicuramente la presenza di un Djokovic che vorrà ritrovare ritmo partita in attesa di capire a quali tornei potrà partecipare nel prossimo futuro, se continuerà nella sua decisione di non vaccinarsi.

Non mancheranno i tennisti di alto profilo oltre a Djokovic. Fra questi il campione in carica Aslan Karatsev, che proprio qui l’anno scorso concluse al meglio in finale contro Lloyd Harris una prima parte di stagione fantastica per gioco e risultati. Presenti anche tre Top 10, tra cui il canadese Felix Auger-Aliassime, Andrey Rublev e il nostro Jannik Sinner, che nel 2021 uscì ai quarti proprio contro Karatsev.

 

Anche fuori dai primissimi ci saranno tanti tennisti di alto profilo come Gael Monfils, Roberto Bautista-Agut e Marin Cilic, tutti reduci da buone prestazioni all’Australian Open, e il croato Borna Coric, al ritorno nel Tour dopo mesi di assenza per un infortunio alla spalla. Poca la presenza degli italiani, che oltre Sinner vedranno soltanto Lorenzo Musetti ai nastri di partenza. Il tennista di Carrara ha deciso di saltare lo swing sudamericano su terra per migliorare il suo gioco sul veloce ma si trova a sei ritiri di distanza dall’entrare nel tabellone principale e per ora dovrà disputare le qualificazioni (Dubai fu peraltro il suo primissimo main draw ATP).

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Australian Open, sinfonia di un perfetto Tsitsipas: Sinner deve arrendersi in tre set [VIDEO]

Prestazione fantastica del greco, che rifila all’italiano una dura lezione. A un bravissimo Jannik non rimane che stringere la mano all’avversario e prendere spunto per migliorare

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Australian Open 2022 - Stefanos Tsitsipas (Twitter - Australian Open)
Australian Open 2022 - Stefanos Tsitsipas (Twitter - Australian Open)

[4] S. Tsitsipas b. [11] J. Sinner 6-3 6-4 6-2

Un favoloso Stefanos Tsitsipas rifila una dura lezione a Jannik Sinner. Netta vittoria in tre set del giocatore greco, che si dimostra campione di rara qualità qualificandosi per la terza volta alle semifinali dell’Australian Open. Il punteggio, netto, dice tutto: non c’è mai stato equilibrio a causa del livello stellare tenuto da Stefanos per tutta la partita. Tsitsipas ha dominato su tutti i fronti: ha sempre impedito all’italiano di entrare nello scambio, ha servito con altissime percentuali (senza concedere palle break: è solo la seconda volta in carriera che capita a Sinner), è stato puntuale in risposta e dal punto di vista fisico ha avuto una marcia in più. Sinner non ha molto da rimproverarsi: il primo quarto di sempre a Melbourne gli regala diversi spunti di riflessione al fine di capire cosa gli manca per salire ulteriormente di livello, ma in sostanza, quando si incontra un giocatore in stato di grazia come lo Tsitsipas di oggi, c’è solo da stringergli la mano e augurargli buona fortuna per la semifinale, dove incontrerà Medvedev o Auger-Aliassime.

LA PARTITA – Nel primo set, parte subito molto bene dai blocchi Tsitsipas, che fa subito il break al secondo game (pur con la collaborazione di Sinner). Si capisce fin dalle prime battute che il greco non è nella versione combattiva ma fallosa vista contro Taylor Fritz due giorni prima. Stefanos è una vera e propria furia: il servizio efficiente impedisce a Sinner di entrare nello scambio, e la capacità di comandare il gioco con il diritto – soprattutto dall’angolo sinistro – permette al greco di scappare via nel primo set e di chiuderlo 6-3 senza permettere mai all’italiano di arrivare a parità. Nel terzo game del secondo set, con uno splendido rovescio dal centro del campo, si guadagna una palla break. Aggressivo con la risposta, Stefanos mette subito il piede avanti strappando subito il servizio all’italiano. A quel punto inizia a piovere e la partita viene sospesa per una ventina di minuti, il tempo di chiudere il tetto della Rod Laver Arena.

 

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L’interruzione non deconcentra Tsitsipas, sospinto anche da una gran quantità di tifosi greci sugli spalti. Impressionante il dinamismo e il timing sulla palla, il quale toglie sempre il tempo a Sinner, che sul ritmo da fondocampo di certo non è l’ultimo arrivato. Stefanos rifiuta regolarmente lo scambio lungo e impedisce a Jannik di entrare in partita veramente. Sinner prova a rimanere attaccato tenendo il servizio, sperando in un calo del greco che però non arriva. Stefanos serve per il secondo set sul 5-4 due prime palle vincenti, poi una risposta di rovescio in rete a una seconda porta Stefanos a due set point. Sinner ha una fiammata con il diritto per cancellarne una; poi commette uno dei pochissimi errori forieri di qualche rimpianto, mettendo fuori un diritto dopo aver risposto ottimamente. Tsitsipas sale quindi due set a zero ed è sempre in controllo del match grazie anche alla sua qualità in risposta: quando Jannik non mette la prima, il greco divora la pallina e mette in difficoltà il nostro. Nel terzo game del terzo set, Tsitsipas arriva a due palle break con questo passante di rovescio lungo linea da cineteca.

Jannik, tramortito, mette in rete un diritto ed è subito break per il greco (2-1). Nel game successivo, l’altoatesino prova una disperata reazione e per la prima volta arriva a parità sul servizio dell’avversario; ma quello gioca una volée di rovescio sulla linea e poi è ingiocabile con servizio e diritto per salire 3-1. Da lì in poi la partita si chiude in un amen, con Sinner che perde nuovamente il servizio e Tsitsipas che si invola verso la vittoria.

LE PAROLE A CALDO – Queste alcune dichiarazioni rilasciate da Tsitsipas a caldo intervistato da Jim Courier sulla Rod Laver Arena. “Ho cercato di concentrarmi sui miei colpi migliori. Sono felicissimo di come ho servito, di come ho giocato a rete. La tattica ha funzionato. Sarà meraviglioso tornare in campo su questa arena e poter godere del supporto di questo pubblico. L’interruzione per il meteo? Sono rimasto concentrato. Col tetto chiuso sono cambiate le condizioni, più veloci, la palla non rimbalzava più come prima ma mi sono adattato e ha funzionato. Il gomito? Il medico mi ha detto che non si aspettava di vedermi giocare in Australia, sono contento di aver dimostrato che si sbagliava, ma lo devo ringraziare per avermi rimesso in sesto”.


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Australian Open: Berrettini ritrova Monfils, il compasso per chiudere il primo grande cerchio

Per i bookmakers favorito l’azzurro: il suo successo quotato a 1.55 contro il 2.45 che premia la vittoria del francese E anche Sinner con Tsitsipas è dato per favorito

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Matteo Berrettini all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Matteo Berrettini è chiamato all’appuntamento con la storia. C’è da dire, a onor del vero, che in questi ultimi tempi il telefono del venticinquenne romano ha metaforicamente squillato diverse volte, al punto che la “storia” sembra quasi diventata routine.

Al raggiungimento del suo quinto quarto di finale in uno Slam, infatti, Berrettini è diventato il primo italiano nella storia a tagliare questo traguardo nei quattro major: nessuno prima di lui c’era riuscito. Nel suo primo quarto di finale slam, ironia della sorte, il romano aveva di fronte proprio Gaël Monfils. Erano gli US Open 2019: fu una partita con diverse storie da raccontare al suo interno, emozione contro esperienza, potenza contro talento. Vinse Matteo, che si impose al tiebreak del quinto set con lo score di 3/6, 6/3, 6/2, 3/6, 7/6 (5).

Da quella partita si aprì un cerchio, che allora nessuno sapeva quanto grande potesse rivelarsi e di cui oggi, certamente, abbiamo una forma più nitida. L’eventuale terza semifinale slam in carriera rappresenterebbe per Berrettini la chiusura dello stesso cerchio, che ha probabilmente iniziato a farsi più stretto e limitato. Andrà tracciata una nuova prima curva, quella di un nuovo cerchio delle ambizioni, che si fa sempre più grande.

 

Una vittoria domattina (l’inizio del match è previsto per le 11 circa) sarebbe ancora più soddisfacente per Berrettini, che diventerebbe il primo italiano di sempre a raggiungere una semifinale agli Australian Open. Per lui sarebbe la terza in totale, dopo quella gli US Open 2019 e Wimbledon 2021: andrebbe ad eguagliare Adriano Panatta (che le ha raggiunte tutte al Roland Garros), issandosi dietro solo a Nicola Pietrangeli (5 semifinali slam).

Oltre al già citato successo nei quarti dello US Open 2019, Berrettini ha vinto un’altra volta contro Monfils, nella fase a gironi dell’ATP Cup 2021 (6/4, 6/2 il punteggio). I quarti di finale nel primo slam dell’anno sono il miglior risultato ottenuto da entrambi, con il francese che va alla ricerca della sua prima semifinale in Australia. Inoltre, il transalpino non ha mai battuto un top10 agli Australian Open (e arriva da nove sconfitte consecutive nei major contro i primi dieci giocatori del mondo), motivo per cui sarà certamente un match imperdibile.

Per Monflis si tratta del decimo quarto di finale in carriera a livello slam (quattro al Roland Garros e quattro agli US Open completano il quadro). Tuttavia, il francese ha raggiunto le semifinali solo in due occasioni (Roland Garros 2008 e US Open 2016).

Berrettini stando ai bookmakers parte favorito: i betting analyst di Snai vedono un suo successo a 1,55, mentre il passaggio in semifinale del francese è visto a 2,45. Tuttavia, potrebbero avere un peso le dodici ore e venti trascorse sul campo nei primi quattro turni. Rispetto all’allievo di Vincenzo Santopadre, Monfils è stato impegnato più di cinque ore in meno (per la precisione sette ore e trentanove minuti). Ma il trentacinquenne francese ha dieci anni in più rispetto a Matteo (è il secondo giocatore più anziano tra gli otto rimasti in tabellone dopo Rafael Nadal). Tra l’altro, l’unico match vinto in tre set da Berrettini è poi proprio l’ultimo disputato (7/5, 7/6, 6/4 a Carreño Busta), in cui è rimasto in battaglia meno di due ore e mezza.

Il numero uno italiano dovrà necessariamente affidarsi al suo gran servizio: emblematici, da questo punto di vista, gli 80 ace messi a segno in quattro match, il numero più alto di ace messi a segno tra i tennisti rimasti (Berrettini è terzo in questa speciale classifica, dietro ai 95 di Cressy e gli 85 di Cilic, ma entrambi sono già stati eliminati). Monfils non spicca in questa speciale classifica, posizionandosi in undicesima posizione (53 ace realizzati).

Attualmente numero sette del mondo, Berrettini potrebbe arrivare al best ranking di numero sei a fine torneo, a meno che Sinner o Auger-Aliassime vincano il titolo. Il francese, invece, ha iniziato la rassegna australiana da ventesima forza della classifica mondiale (peggior classificato tra i tennisti ancora in corsa), ma anche lui può vantare un best ranking di numero sei. La scorsa stagione, inoltre, il romano ha messo in bacheca due titoli – Belgrado 1 e Queen’s – mentre Monfils si è spinto al massimo fino alla finale di Sofia, sconfitto da Jannik Sinner. Ma quest’anno ha iniziato molto bene il 2022 vincendo il titolo ATP ad Adelaide 1.

Proprio l’altoatesino, come Berrettini, può ambire a raggiungere la semifinale. E anche lui è ritenuto favorito contro Tsitsipas: un successo del giovane altoatesino paga 1,72 su Planetwin365, mentre la vittoria del classe 1998 greco è in quota a 2,09. Se entrambi dovessero riuscire nel loro intento rappresenterebbero la quinta “coppia italiana” nella storia a centrare un simile traguardo, dopo Gianni Cucelli e Rolando Del Bello (Roland Garros 1948), Beppe Merlo e Nicola Pietrangeli (Roland Garros 1956), Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola (Roland Garros 1960) e Paolo Bertolucci e Adriano Panatta (Roland Garros 1973). Berrettini e Sinner, eventualmente, sarebbero dunque i primi a raggiungere le semifinali “in coppia” al di fuori del major parigino.

Tra le altre cose, il duello tra Monfils e Berrettini mette di fronte due tennisti le cui compagne sono di nazionalità diversa. Il francese, infatti, è sposato dal 16 luglio 2021 con l’ucraina Elina Svitolina, mentre l’italiano è innamorato di Ajla Tomljanovic – nata a Zagabria ma cittadina australiana – dal 2019.

Sarà una partita tutt’altro che facile per Berrettini. Monfils è un avversario ostico per chiunque e ha, tra le sue caratteristiche, alcuni momenti di lucida follia in cui gli riesce qualunque cosa. Matteo dovrà essere bravo ad arginare queste situazioni e a prendere il sopravvento nelle poche occasioni che avrà a disposizione. Difficile, infatti, che si verifichi una pioggia di palle break: fondamentale sarà la concretezza. E, perché no, anche la voglia di chiudere finalmente un cerchio per tracciarne uno nuovo, iniziando a guardare verso nuovi orizzonti.

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