WTA Sydney, Krejcikova salva sette match point e va in finale: sfiderà Badosa

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WTA Sydney, Krejcikova salva sette match point e va in finale: sfiderà Badosa

Pazzesca partita tra la campionessa del Roland Garros e Anett Kontaveit. La spagnola domina Kasatkina nell’altra semifinale

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Barbora Krejcikova - US Open 2021 (Andrew Ong/USTA)
 
 

Una finale tra Top 10 chiuderà il WTA 500 di Sydney a poche ore dal via dell’Australian Open. La giocheranno due delle giocatrici che nel 2021 si sono affermate ai piani alti del circuito femminile, ovvero la campionessa del Roland Garros Barbora Krejcikova e la vincitrice del ‘Mille’ di Indian Wells Paula Badosa. Per Krejcikova sarà la quinta finale negli ultimi due anni (seconda su cemento dopo Dubai), mentre Badosa giocherà per la terza volta una finale nel circuito maggiore. Ha vinto le precedenti due nel 2021, contro Konjuh a Belgrado e Azarenka a Indian Wells. Proprio in occasione del torneo californiano le due finaliste hanno giocato il loro secondo e finora ultimo confronto diretto: la spagnola vinse 6-1 7-5, stesso punteggio della loro prima sfida sulla terra di Madrid, vinta sempre da Badosa.

[3] B. Krejcikova b. [4] A. Kontaveit 0-6 6-4 7-6(12)

Nelle semifinali del Sydney Tennis Classic, Krejcikova è stata protagonista del match più entusiasmante del torneo contro una giocatrice che ben conosce come Anett Kontaveit. Le due infatti si erano affrontate nel Round Robin alle WTA Finals di Guadalajara e Kontaveit conquistò la vittoria in due set. Sembrava che l’esito sarebbe stato lo stesso dopo che l’estone ha inflitto un pesante 6-0 a Krejcikova nel primo parziale. La ceca però ha mantenuto il giusto equilibrio e sul finire di un secondo set in cui entrambe hanno mantenuto con facilità il servizio, ha trovato il break decisivo sul 4-4 per portare la contesa al terzo. Al di là di uno scambio di break iniziale, l’andamento è stato pressoché identico al set precedente, ma stavolta le chance nel finale sono arrivate per Kontaveit: tre match point sul 6-5, in risposta, tutti e tre sfumati. Il tie-break è durato la bellezza di 26 punti: Krejcikova ha dovuto annullare altri quattro match point (per un totale di 7) prima di conquistarlo, 14-12.

 

[5] P. Badosa b. D. Kasatkina 6-2 6-2

Molto più piatta a livello emozionale invece la semifinale che vedeva affrontarsi Paula Badosa e Daria Kasatkina. Dasha nei quarti di finale aveva precluso la possibilità di un derby spagnolo, battendo Muguruza con un doppio 6-4. In semifinale però non c’è stata storia. I due set hanno avuto un andamento molto simile, con Badosa che si è portata subito in vantaggio di due break (4-0) e, pur perdendone uno per strada, ha comunque chiuso entrambi i parziali 6-2, per giocare la sua prima finale dell’anno.

Qui il tabellone aggiornato del WTA di Sydney e degli altri tornei della settimana

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WTA Roma, Iga Swiatek: “Surreale vincere così tanti tornei. Con Barty sarebbe stato più difficile”

Le parole della numero uno del mondo dopo la sua seconda vittoria al Foro Italico: “Ecco perchè ho pianto dopo il match point”

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Iga Swiatek - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Iga Swiatek - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Per il secondo anno di fila la campionessa di Roma si chiama Iga Swiatek: la polacca liquida agilmente Ons Jabeur in finale, vincendo il quarto 1000 su quattro quest’anno, e dimostrandosi di un livello nettamente superiore alla media. Si presenterà al Roland Garros da grandissima favorita. Ecco le dichiarazioni rilasciate dalla numero uno del mondo nella conferenza stampa dopo la vittoria al Foro.

Domanda: Quali sono i tuoi sentimenti riguardo alla vittoria di Roma per la seconda volta? Cosa provi in questo momento?

Iga Swiatek: “Non lo so. È piuttosto difficile descriverlo perché vincere tutti questi tornei consecutivamente è qualcosa di surreale. Credo che la chiave sia stata quella di continuare a fare le cose che facevo prima. È piuttosto strano perché potresti pensare che in ogni torneo ci vuole, non so, qualcosa in più. Ma sono abbastanza felice del mio gioco solido. Sono stato in grado di giocare bene e migliorare anche durante il torneo. Ricordo come l’anno scorso sia stato difficile all’inizio, anche quest’anno è stato un po’ difficile abituarsi alla superficie, quindi sono solo orgogliosa di me stessa, onestamente“.

 

D: La reazione dopo aver trasformato il tuo match point. Raccontaci cosa ti passava per la mente e perché hai sentito che quella era la reazione emotiva di cui avevi bisogno.

Swiatek: “Ho solo sentito un enorme sollievo. Inoltre non è facile giocare contro Ons. Mi sentivo come se ogni game fosse davvero serrato. Lei ha giocato benissimo a tennis, soprattutto cambiando il ritmo nel secondo set, è stata piuttosto intelligente. Risalire da quella situazione di 0-40 nel secondo set (sul 4-2 e servizio, ndr) è stato emotivamente anche duro. È stato difficile per me cambiare le modalità per essere più concentrata e giocare allo stesso modo in cui avevo giocato prima. Mi sono sentita sicuramente sollevata perché il secondo set è stato davvero una lotta molto dura dal punto di vista fisico. Alla fine ero abbastanza stanca, e sono davvero felice di aver potuto farcela con tutta la pressione e le aspettative che c’erano. Penso che per questo ho avuto quella reazione“.

D: Ogni volta che vinci un torneo provi queste emozioni? Vederti piangere è stato piuttosto particolare. Perchè pensavamo che ormai sei abituata a vincere.

Swiatek: “Non è qualcosa a cui ti abitui. Perchè ogni partita è dura. Anche se può sembrare facile, non lo è mai; dietro c’è sempre una dura preparazione e una certa pressione. Il minuto dopo che vinci un match, nella tua testa inizia già quello successivo in questi tornei dove si gioca tutti i giorni. Sì, questa è stata forse la reazione più intensa che ho avuto ultimamente. Va bene così, è stata una settimana con tante pressioni e molto stress, va bene essersi lasciata andare”.

D: Dicci come gestirai tutte le aspettative andando a Parigi. Ti aiuta aver vinto questo torneo a Roma un anno fa, forse sperimentato alcune di quelle emozioni e aspettative?


Swiatek: “Onestamente, farò le cose come le ho fatte qui, anche in altri tornei. Di sicuro sarà un po’ più difficile con tutte le pause che avremo tra le partite, ma mi piace anche il ritmo che abbiamo nei Grandi Slam. Ancora una volta, proverò a farlo passo dopo passo, pensando solo al prossimo match come ho fatto con questi tornei. Se lo tratterò come qualsiasi altro torneo, penso che andrà bene e sarò in grado di tenere questa strada“.

D: Quando parli di pressione, è più quella che ti mettono da fuori tutti quelli che parlano di te e della tua serie di vittorie o quella che ti metti tu stessa?

Swiatek: “Prima era soprattutto pressione interna, pressione creata da me stessa. Giusto ora va un po’ meglio perché ho accettato un po’ di cose. So già di aver fatto delle cose fantastiche in questa stagione, quindi io sento di poter giocare liberamente e non pensare di dover vincere alcuni tornei o vincere delle partite. Quest’anno, la pressione che metto sempre su me stessa, è un po’ più bassa. Di sicuro le aspettative intorno sono più alte, ma non ho mai avuto problemi a non pensarci. Inoltre sto acquisendo esperienza in questo“.

D: Cosa ti ha detto (Jabeur) quando vi siete abbracciate a rete?

Swiatek: “Lei mi ha detto di non piangere. Io le ho detto, ma i tuoi drop-shot mi hanno ucciso (sorridendo). Ons [Jabeur, ndr] è davvero una bella persona. Sta dando quell’atmosfera positiva nel Tour che mancava, quindi è bello”.

D: Hai detto che la tua famiglia non era qui. Vorrei chiederti se sono coinvolti nella crisi dei rifugiati provenienti dall’Ucraina in Polonia e se altre giocatrici hanno aderito alla tua proposta di giocare con i nastri per la pace di cui avevi parlato qualche mese fa?

Iga Swiatek: “So che molte giocatrici hanno giocato con dei nastri contro la guerra dall’inizio del conflitto, quando tutto il trambusto era un po’ più rumoroso. Perché adesso mi sono resa conto che alcune di loro hanno smesso di utilizzarlo e questo è qualcosa di piuttosto strano perché c’è ancora la guerra, ci sono persone che ancora soffrono. Io lo indosserò fino a quando la situazione non migliorerà. Non capisco, o meglio capisco il perché di questa inversione di rotta. Tutto ciò fa anche parte del modo in cui funzionano i media. All’inizio c’è tanta agitazione, poi la cosa si calma un pò. Speriamo che i tennisti saranno più solidali. Per quanto riguarda la mia famiglia, sta bene. Di sicuro la guerra colpisce un po’ di più la Polonia, rispetto ad altre nazioni. È qualcosa che non posso provare sulla mia pelle, non sto vivendo quell’esperienza. In questo momento sono continuamente in viaggio per l’Europa. Mentre prima, quando la guerra è iniziata, sono stata negli Stati Uniti per molto tempo.Però, sì, so che la situazione è difficile. Sono consapevole che i polacchi siano importanti per accogliere tutti gli ucraini che sono fuggiti dal loro Paese. Ho anche intenzione di supportare e sostenere concretamente l’impegno della Polonia, attraverso delle iniziative, con la speranza che qualcosa cambi. Questo è anche uno dei miei obiettivi in questo momento, oltre a quelli relativi alla mia carriera. So che ne avevo parlato già da molto tempo. Ma solo ora posso rendere ufficiale questa notizia. Io di sicuro voglio mostrare il mio sostegno al popolo ucraino, come ogni altra persona polacca sta facendo nel nostro Paese”.

D: Hai ricevuto, di recente, un messaggio di congratulazioni da parte di Ash Barty? Pensi a volte, che se lei non si fosse ritirata, tutto per te sarebbe stato molto più difficile? Ti è mai capitato di pensarlo oppure no?

Iga Swiatek: “Beh onestamente sì, mi è capitato di pensarlo. Sono assolutamente consapevole che se Ash [Barty, ndr] fosse ancora in Tour, sarebbe stato molto più difficile e complicato poter vincere partite e tornei. Quando ha deciso di ritirarsi, ho avuto la forte ed immediata convinzione di possedere il miglior tennis nel Tour in questo momento; ed è stato su quello che mi sono concentrata. Questa mia convinzione interna mi ha dato un sacco di motivazione. Ad esempio, per migliorare nell’analisi del mio gioco e renderlo così più completo. Di sicuro, con lei ancora in gioco, sarebbe stato più difficile. Ma ci sono delle ragioni ben precise, alla base della sua volontà di smettere. Penso che sia giusto che tutti rispettino la sua decisione, di voler iniziare un nuovo capitolo della sua vita. Di sicuro mi manca in Tour, perché mi è sempre piaciuto guardarla giocare, per via del suo gioco; ma anche per la sua forza mentale. Proprio su questo aspetto, in campo, dimostrava sempre una superiorità rispetto alle avversarie che incontrava”.

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ATP Roma, Novak Djokovic trionfa per la sesta volta e punta Parigi [VIDEO]

Il n. 1 del mondo batte in due set Stefanos Tsitsipas: una dichiarazione di intenti in vista del Roland Garros

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Novak Djokovic – ATP Roma 2022 (foto via Twitter @atptour)

[1] N. Djokovic b. [4] S. Tsitsipas 6-0 7-6(5)

Non lascia scampo Novak Djokovic a Stefanos Tsitsipas, in una finale di Roma dominata per gran parte dal numero uno del mondo che conferma il suo status di assoluto favorito in vista del Roland Garros. Continuano invece i problemi del greco, che lo scorso anno si era fatto rimontare due set proprio da Djokovic nella finale del Roland Garros. Djokovic sale così a sette vittorie su nove confronti contro Tsitsipas e alza a sei il conto degli Internazionali d’Italia vinti su dodici finali disputate.

 

IL MATCH – Un errore di rovescio del greco lo condanna a già tre palle break nel primo game. Tsitsipas, solitamente chirurgico a rete, si breakka praticamente da solo affondando la volée in piena rete. Grossi applausi a spingere il greco ma subisce il break e sfoga la sua rabbia sulla racchetta, tirata contro la sua sedia. La furia del serbo non si placa, e si prende altre due palle break sul 4-0, complice un passanti di dritto uscito fuori di millimetri del greco. Sulla prima Tsitsipas mette pressione a Djokovic salendo a rete e costringendolo all’errore, sulla seconda Djokovic commette un brutto errore di dritto su una palla lenta. Ai vantaggi Tsitsipas però spedisce fuori un back di rovescio e consegna un’altra palla break al numero uno del mondo. Questa volta Djokovic riesce nel suo intento, e sfruttando l’ennesimo errore di rovescio del greco breakka per il 5-0. Il bagel è realtà subito dopo, con Djokovic che non spreca lo smash e chiude un 6-0 nettissimo in praticamente mezz’ora, in linea con la distruzione operata da Swiatek nei confronti di Karolina Pliskova.

Le prime fitte nell’armatura di Djokovic arrivano in avvio di secondo set, con il serbo che ha un evidente calo di tensione e con un dritto spedito in rete concede il primo break della partita al greco. Il pubblico comincia a rumoreggiare per il greco per avere una partita più lunga, e questo fa innervosire Djokovic. Il tennista serbo non sembra molto convinto in questa fase di partita, e comincia ad usare la palla corta senza criterio. La palla break che ne consegue rischia di mandare Tsitsipas a servire sul 5-1, ma Djokovic salva con un gran rovescio, e a posteriori è il turning point della partita. Contro il numero uno del mondo però si sa, non bisogna mai lasciarlo in vita perché è sempre in grado di mordere, e Tsitsipas offre un’ancora di salvezza a Djokovic al momento di servire per il set. Prima una palla corta sbagliata e poi un dritto in diagonale largo di molto significano break di Nole e set rimesso in piedi per il tennista serbo. Non ci sono però ulteriori cambi di punteggio e il risultato è che il secondo set viene rinviato al parziale decisivo del tie-break.

Nel tie-break il primo a scoprire il fianco è Tsitsipas, che con un errore di rovescio manda Djokovic a servire sul 3-2 a favore. Nole però, come successo già nella partita, abbassa i giri del motore nello scambio e concede il controbreak al greco con un dritto che colpisce il nastro e termina fuori. Il serbo va comunque a championship point sul servizio di Tsitsipas e il titolo arriva con una stecca di rovescio, l’ennesima della sfida del greco, dopo aver tirato una seconda steccata tremolante. Per Djokovic è il sesto titolo a Roma, e con Nadal ai box per il solito infortunio al piede e la gioventù di Alcaraz il serbo sembra proprio il favorito numero uno per il Roland Garros.

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WTA Roma, Iga Swiatek si conferma regina, dominata anche Jabeur [VIDEO]

La n. 1 del mondo non smette di vincere: Swiatek alza il quinto trofeo consecutivo

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Iga Swiatek – WTA Roma 2022 (foto via Twitter @InteBNLdItalia)

[1] I Swiatek b. [9] O. Jabeur 6-2 6-2

Iga Swiatek vince il 28° match consecutivo che le vale anche il quinto titolo di fila dopo Doha, Indian Wells, Miami e Stoocarda, nonché la conferma come regina di Roma. Nonostante il punteggio indichi correttamente una finale dominata, Ons Jabeur ha avuto l’occasione di rientrare nel punteggio dopo essere stata sotto di un set e 0-4 nel secondo set. Recuperato un break, si è creata quattro opportunità per riprendersi anche il secondo, ma Iga è stata bravissima ad annullarle – la quarta al termine dello scambio del torneo per intensità, qualità e perché ha messo fine alla contesa.

 

IL MATCH – La stanchezza di Jabeur, dovuta alle tante rimonte delle scorse partite, si fa sentire in maniera pesante in avvio di primo set, con la tennista polacca che comincia a martellare. Swiatek inizia subito a cercare di controllare gli scambi col dritto, con la tunisina che invece prova ad uscirne il prima possibile o con le sue rinomate smorzate o con accelerazioni improvvise di dritto. In risposta invece Swiatek predilige il rovescio, e manovrando con questo colpo riesce subito a mettere pressione a Jabeur, la quale subisce il break nonostante abbia avuto palla game. La polacca prosegue spietata il suo cammino salendo rapidamente 3-0 in 11 minuti, aiutandosi con la battuta sotto forma di ace e prime vincenti. La tennista tunisina non riesce a tenere il ritmo di Swiatek, che sembra avere molta fretta di chiudere e si prende un’altra palla break sprecata dalla polacca con un dritto sbagliato. La tennista polacca però è inarrestabile e ribalta uno scambio che la vede costantemente in difesa, e sul 5-2 a suo favore brekka Jabeur con un rovescio potente che costringe ad affondare a rete la palla e il set.

La situazione per Jabeur sembra migliorare in avvio di secondo set, e già nel primo game la tunisina con la sua reazione si porta a palla break, ma Jabeur perde le misure con il dritto e spedisce fuori il dritto in diagonale. Nel game subito dopo Swiatek torna a martellare, e attaccando sul rovescio di Jabeur si prende un’altra palla break. Ons sulla seconda di servizio viene sorpresa dalla risposta centrale profonda della polacca, con la tennista tunisina che spedisce fuori il dritto e manda Swiatek a servire sul 2-0, che la polacca tiene senza troppi problemi approfittando della rottura prolungata di Jabeur. La fase di partita non sembra proprio favorire la tunisina, che sbaglia tantissimo e con un doppio fallo regala due palle break alla polacca, che prima sbaglia con il rovescio ma poi forza l’errore di rovescio proprio di Jabeur che manda la polacca sul 4-0.

Quando tutto sembra compromesso però Jabeur ha un moto di orgoglio, e come successo con Sakkari rischia di riaprire la partita con un momento di tennis di altissimo livello. La tunisina si prende due palle break sotto 0-4 e converte alla seconda con una bella volée in contropiede. Il match si decide però nel turno di battuta successivo, con le due finaliste che si danno battaglia a tutto campo e mandano il Foro Italico in visibilio, anche se il pubblico tra bandiere e cori per lei sembra schierato a maggioranza per la sfavorita Jabeur. Dopo uno scambio a rete incredibile Jabeur si conquista tre palle break che riaprirebbero la partita, ma la polacca salva da 0-40 con l’autorità della campionessa e due scambi a rete di livello veramente alto. Meno da campionessa il doppio fallo sulla parità che consegna un’altra palla break a Jabeur, che però vede sfumare l’opportunità al termine di uno scambio pieno di ribaltamenti e con la polacca brava a chiudere con una volée smorzata.

L’occasione sarà l’ultima, Jabeur crolla mentalmente e concede un championship point con un rovescio in rete, convertito da Swiatek con un errore di rovescio della tunisina che regala il trofeo degli Internazionali, il secondo consecutivo dopo il 6-0 6-0 inferto a Karolina Pliskova dello scorso anno. La numero uno del mondo si getta a terra con le mani sulla testa, incredula della vittoria in un’esultanza molto emozionale. Chi è incredulo però è anche il mondo del tennis, che assiste al dominio di una giocatrice che ha perso solo cinque set negli ultimi tre mesi e ora arriva a ventotto vittorie consecutive. Per la numero uno del mondo il limite sembra solo il cielo, e la Coppa dei Moschettieri del Roland Garros sembra già avere un nome scritto sopra.

Il tabellone del WTA Roma

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