Coppa Davis, Australia-Ungheria 1-1: De Minaur chirurgico, poi Fucsovics piega Kokkinakis

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Coppa Davis, Australia-Ungheria 1-1: De Minaur chirurgico, poi Fucsovics piega Kokkinakis

Alex vince al foto-finish il primo set contro Piros, nonostante conceda maggiormente nel secondo. Il rovescio di Marton ha la meglio sul dritto di Thanasi

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TURIN, ITALY - NOVEMBER 27: Davis Cup by Rakuten Finals 2021 at Pala Alpitour Arena on November 27, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)
TURIN, ITALY - NOVEMBER 27: Davis Cup by Rakuten Finals 2021 at Pala Alpitour Arena on November 27, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)
 
 

Nel remake del confronto andato in scena nel tie della fase a gironi delle Davis Cup By Rakuten Finals 2021 lo scorso novembre a Torino, quando ad imporsi fu la formazione australiana per 2-1 (con Piros che sorprese Millman nel primo match), Australia e Ungheria sono in perfetta parità dopo la prima giornata. Infatti i primi due singolari di questo turno preliminare di Coppa Davis 2022, che garantisce l’accesso ai gironi eliminatori di settembre, sono stati vinti rispettivamente il primo dalla compagine australiana e il secondo da quella ungherese. Sono usciti dal campo vittoriosi i numeri 1 dei due team, che dunque hanno rispettato le aspettative della vigilia. Alex De Minaur si è imposto 7-5 6-2 su Zsombor Piros in un’ora e 45 minuti di match, nello scontro del primo giorno di gare (di questo tie) che era maggiormente a pronostico chiuso. La seconda partita, ha invece visto l’affermazione di Marton Fucsovics in tre parziali 7-6(4) 1-6 6-3 sul redivivo Thanasi Kokkinakis (preferito dal capitano Hewitt ai danni di Popyrin) dopo una battaglia di due ore e 25 minuti di gioco. Ci si aspettava che sarebbe stato il match più equilibrato di questa prima giornata, seppur la differenza in classifica era sostanziale, e le premesse non sono state tradite; questa previsione era data sia dal grande inizio di stagione dell’australiano che finalmente si è messo alle spalle i problemi fisici; sia dall’unico precedente, ovvero il secondo turno del Masters 1000 di Miami 2021 che vide Fucsovics avere la meglio dopo più di tre ore di lotta senza mezze misure con il punteggio di 7-6(3) 6-7(4) 6-4. Domani a partire dalle ore 3.00 italiane il doppio (previsti Peers/Saville contro Fucsovics/Marozsan), con a seguire il match fra i numeri 1 ed eventualmente quello fra i numeri 2.

  1. De Minaur (AUS) b. Z. Piros (HUN) 7-5 6-2

Sulla Ken Rosewall Arena di Sydney, il match si schioda con De Minaur che, dopo aver tenuto il proprio servizio a 15 (chiuso con un ace al centro da destra), mette immediatamente Piros in apprensione. Il quale inizia il suo primo game alla battuta con due gratuiti di dritto anomalo (il primo in rete e il secondo perso in lunghezza). Riesce a rinvenire anche grazie all’aiuto di un’elegantissima veronica lungolinea, ma il terzo errore dal lato destro del game lo costringe ai vantaggi. Qui proprio un dritto incrociato molto carico gli permette di non andare subito sotto nel punteggio e di tenere il turno in battuta senza concedere break point, nonostante una prima di servizio non pervenuta. Il quarto gioco sembrerebbe quello propizio per il primo acuto della partita: dritto vincente dell’australiano, ancora la parte destra del magiaro che si dimostra ballerina; infine Zsombor che regala un unforced con la volée di dritto. Due palle break, qui l’ex n.3 Junior si supera con due autentici miracoli; il primo è ancora una veronica (questa volta di puro tocco) mentre il secondo è un micidiale recupero su una straordinaria demi-volée di Demon che all’apparenza sembrava imprendibile. Il 22enne concede anche una terza opportunità, ma grazie al servizio e al dritto lungo dell’avversario, porta a casa il secondo turno di servizio su due ai vantaggi annullando tre chance al nativo di Sydney. L’ex vincitore degli Australian Open Junior 2017 in queste fasi iniziali dell’incontro mostra tutta la sua caparbietà e resilienza che gli hanno permesso di diventare un “uomo Davis” a novembre in quel di Torino (quando diede il meglio di sé superando contro pronostico Cilic). Il tennista residente ad Alicante, alla battuta non soffre minimamente attraverso una grande costanza nel mettere la prima in campo. A metà primo parziale anche Piros riesce finalmente a vincere un game al servizio con autorità, non concedendo neanche un punto in risposta al giocatore aussie, ma non si ferma qui perché nel gioco successivo è per la prima volta pericoloso nei turni di ribattuta con il dritto che finalmente inizia a trovare il campo e a regalare qualche vincente. Sul 30 pari è il servizio a venire in soccorso del n.1 d’Australia, che però è lo stesso fondamentale che lo tradisce a causa di un doppio fallo, e lo porta a dover affrontare per la prima volta nella partita i vantaggi sul suo servizio. Qui tutta la sua cattiveria agonistica, che ha ereditato dal capitano Hewitt, viene fuori inesorabilmente; De Minaur vince un punto molto duro in cui non chiude uno smash ma il passante di Zsombor non va oltre la rete ed ecco materializzarsi il primo come-on. Siamo 4-3. Adesso però l’andamento del match è cambiato, l’ungherese sbaglia di meno e serve meglio mentre l’australiano inizia a far vedere qualche crepa nel suo gioco. Nell’ottavo game, il turno alla battuta per Alex si complica nuovamente a causa di qualche errore di troppo; ma poi ritrovando continuità con il servizio quasi d’incanto si salva, recupera dal 15-30 ed impatta sul 5-4.  Dopo tre giochi interlocutori (che vengono vinti al servizio senza alcun patema), sul più bello Piros si scioglie irrimediabilmente; il dritto torna a tormentarlo ed ecco che si manifesta uno dei game peggiori che esistano: tre gratuiti consecutivi dalla parte destra e la ciliegina sulla torta rappresentata dal doppio fallo che confeziona il 7-5 per l’australiano dopo 44 minuti di gioco.

Il giovane magiaro, in apertura di secondo parziale, avverte il contraccolpo psicologico continuando a sfornire errori dalla parte destra come se non ci fosse un domani. Come era già accaduto però nel suo primo game di servizio del match, cancella le due possibilità all’avversario dal 15-40 e grazie al secondo dritto sulla riga rimane in scia. Rimpianti per De Minaur sulla seconda palla break, in cui ha sparacchiato in rete un comodo dritto a sventaglio d’attacco dopo che il nativo di Budapest aveva accorciato sensibilmente. Successivamente, dopo non aver colto l’occasione, complice un altro errore di dritto commesso sul 30-15 Alex concede la prima palla break della partita, ma per sua fortuna il passante di Piros si ferma sul nastro. Ma le sofferenze per il tennista aussie non sono finite, prima gli scivola dalla mano la racchetta sulla prima e poi manda un rovescio in rete, dando all’ungherese ancora la chance per l’allungo. Con una sontuosa combinazione dritto e smash in contropiede De Minaur la cancella. Ma la sfortuna continua a perseguitarlo; nel punto successivo il troppo vigore sprigionato nell’intento di eseguire un recupero in open stance dal lato destro gli fa cadere il capellino (indossato con la visiera al contrario), distraendolo. Hewitt vorrebbe che il punto si ripetesse, ma il giudice di sedia non è d’accordo. In quel momento è la prima di servizio a dimostrarsi vitale per l’ex N.15 del ranking che riesce a non rimanere impantanato in un game che sarebbe potuto essere deleterio per il prosieguo del set. Break mancato, break subito. Il n.240 del mondo va subito sotto 0-30, a causa del terzo errore di rovescio; ma poi s’inventa di tutto, prima un meraviglioso drop-shot (con il quale dimostra di avere una signora mano), poi costruisce molto bene a livello di geometrie e di angoli con il dritto ed infine esegue un super lob. Ma quando il pericolo sembrava ormai scampato, un sanguinoso doppio fallo lo costringe ai vantaggi. Il N.30 ATP, a questo punto trova il tanto agognato strappo nella seconda frazione essendo più solido sulla diagonale destra, mentre a porre effettivamente fine al game ci pensa la veronica dell’ungherese (con la quale fino ad ora aveva fatto faville) che questa volta è di poco larga. 3-1 per il demone, che conferma il break senza problemi e sale 4-1. Il ragazzo di Budapest ha raschiato il fondo del barile, non ha più niente da mettere sul campo e così De Minaur con una debordante risposta di dritto pone fine alle ostilità strappando per la seconda volta nel set il servizio all’ungherese e chiudendo dopo un’ora e venticinque complessiva di match.

M. Fucsovics (HUN) b. T. Kokkinakis (AUS) 7-6(4) 1-6 6-3

Nella seconda sfida di giornata, contrapposti uno contro l’altro due tennisti molti vicini al loro best ranking: Thanasi Kokkinakis (che rientra in Davis dopo 7 anni), oggi al numero 68 ATP e Marton Fucsovics n.34 del ranking (miglior classifica fatta registrare alla posizione 31). Pronti via e potrebbe esserci già il primo scossone del match. Dopo l’ace, nel primo punto della partita, arrivano tre errori di rovescio dell’ungherese. Grazie al servizio e con la compartecipazione di un dritto anomalo che pizzica la linea, Marton annulla la prima palla break del match riuscendo ad impattare positivamente nella partita nonostante i gratuiti dalla parte sinistra. A livello tattico il confronto prenderà una direzione o l’altra in base a quale cifra tecnica riuscirà ad avere il sopravvento; se la giornata di vena sarà per il nativo di Adelaide allora il dritto suo esplosivo e portentoso sarà la chiave decisiva; altrimenti se in giornata di grazia sarà il 30enne magiaro allora lo scontro sarà determinato dalla maggiore solidità abbinata ad altrettanta qualità del colpo bimane del finalista di Rotterdam 2021. Nel quinto gioco, che si apre con il secondo doppio fallo di Marton, è proprio il dritto a fare la differenza. Infatti due vincenti aussie dal lato destro (uno a sventaglio ed uno anomalo) garantiscono la seconda chance di strappo per Thanasi, ma è ancora il fondamentale d’inizio gioco a togliere le castagne dal fuoco per l’ungherese. Nel gioco successivo, prime difficoltà al servizio per il tennista di origini greche, che va sotto 0-30 anche a causa di un dritto affossato in rete. Rimedia parzialmente con il primo ace della partita; è invece un altro gratuito dalla parte destra seguito da una strenua difesa del n.1 d’Ungheria (che porta l’australiano a commettere il terzo errore del game col dritto, deviato dal nastro in lunghezza) a dare a Fucsovics il primo break. Imperdonabile risposta sbagliata di dritto da parte di Kokkinakis sul 30-30 nel settimo gioco che dà il la al 5-2 con break confermato del N.34 ATP. Dopo un gioco interlocutorio, si arriva al momento clou quando il magiaro va a servire per incamerare il primo parziale. Qui si assiste ad un incredibile harakiri del talentuoso ungherese; due gratuiti con il dritto intervallati da un doppio fallo. Sullo 0-40 riesce quasi nella rimonta, ma capitola sulla terza palla break, in cui dopo aver giocato un grande kick esterno sulla seconda da sinistra seguito a rete esaspera la ricerca del taglio sulla volée stoppata e concede la battuta. Galvanizzato, l’australiano assesta un parziale da tre giochi dal 2-5 al 5-5, con il magiaro in rottura prolungata (addirittura perde sei punti al servizio consecutivi per suoi errori). In qualche modo l’ungherese esce dal torpore nel quale si trovava e quantomeno si garantisce il tie-break; dall’altra parte il drittone del nativo di Adelaide torna a frullare e con il suo ausilio riesce a disegnare magistralmente il campo. Di conseguenza l’inevitabile conclusione del primo set è il gioco decisivo; il quale viene deciso da un mini-break maturato nel secondo punto grazie ad una splendida accelerazione lungolinea di rovescio del nativo di Nyiregyhaza, che poi si porta a casa la prima frazione 7 punti a 4 con un secondo mini-break dovuto al rovescio (che è stato il colpo che ha tradito Kokki nei momenti cruciali del tie-break) in corridoio del 25enne campione slam in doppio in Australia.

Si ricomincia dopo il toilet-break di Thanasi, prima occasione per la risposta nel secondo gioco sul 30-30. Diritto a sventaglio largo di Marton, sul break point il giocatore aussie riesce a sfondare l’imperterrita resistenza del magiaro e può finalmente condurre per la prima volta nel match. Kokkinakis conferma l’allungo senza il men che minimo tentennamento; ma nel quinto game sul 3-1 a causa di due gratuiti col dritto (uno ancora una volta portato via dal nastro) si complica un po’ la vita prima di riemergere dalle difficoltà, con l’uno-due servizio-dritto, e salire 4-1. Da qui in poi l’australiano dilaga, mentre l’ungherese si scolla totalmente dal set. Si va alla frazione decisiva, dopo il 6-1 Kokkinakis in poco più di mezz’ora.

Il parziale finale riprende dopo una pausa di alcuni minuti dovuta questa volta ad un toilet-break di Fucsovics. Adesso i colpi dell’australiano sono sempre più ficcanti e si contrappongono all’immarcescibile resistenza difensiva del magiaro. Nel secondo game ecco manifestarsi le prime opportunità del set decisivo. Il giocatore aussie commette un doppio fallo nel primo 15, seguito da un errore di rovescio ed un dritto in contropiede vincente del n.1 della formazione del capitano Zoltan Nagy che garantisce il break immediato in apertura di parziale (così come accaduto nel secondo, ma a parti invertite). Dopo il break, che per l’ungherese era roba che non si vedeva dal primo set, Marton inizia ad esprimersi al meglio di sé sciorinando tutto il suo arsenale di soluzioni. Di contro il tennista di origini greche è fortemente frustrato dalla situazione e dall’andamento preso dal set finale dopo che aveva letteralmente tramortito l’avversario nel secondo. Dopo il terzo game, Kokkinakis prova il tutto per tutto richiedendo il medical-timeout per farsi trattare il flessore della coscia sinistra, e questa scelta dà i suoi frutti. Quarto game in cui tre regali di Fucsovics (doppio fallo, dritto in avanzamento portato via dal nastro e rovescio in corridoio) e una rispostona nei piedi permettono al n.3 del team di Hewitt di contro-breakkare. Ma nel momento in cui deve servire per pareggiare i conti, l’australiano smarrisce le misure del campo prima con il dritto e poi con il rovescio. Successivamente, in modo ingenuo, attacca in maniera morbida, premettendo così al passante del magiaro si rivelarsi efficace. Nuovamente break per Marton, che conferma senza problemi chiudendo il game con un ace esterno da sinistra. 5-2 Ungheria, a questo punto il N.98 del ranking lascia andare totalmente i colpi senza oramai avere più niente da perdere e ciò gli permette quantomeno di allungare la partita. Ma è solo un prolungare l’agonia, infatti Fucsovics chiude 6-3 in bellezza con un fantastico dritto anomalo e regala alla propria nazionale il punto del pareggio.

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David Ferrer è il nuovo direttore della Coppa Davis

L’ex numero 3 al mondo prende il posto di Albert Costa, in carica dal 2019: ha vinto il trofeo tre volte da giocatore. “Entusiasta per questo nuovo ruolo”

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Madrid,Davis Cup USA-ESP

La competizione a squadre più famosa della storia del tennis continua a parlare in spagnolo: è notizia di stamattina, infatti, che il nuovo direttore del torneo è David Ferrer. Ad annunciarlo è la stessa compagnia Kosmos, fondata nel 2017 dal calciatore Gerard Pique, che da tre anni ha rivoluzionato il format della competizione, attirando su di sé anche numerose critiche.

Il 40enne di Alicante, uno dei tennisti più amati della sua generazione, aveva annunciato il suo ritiro dalle competizioni al termine del torneo di Madrid nel 2019, ponendo la parola fine ad una carriera che lo aveva visto  spingersi fino alla posizione 3 del ranking ATP, frutto dei 27 titoli conquistati a partire dal 2000, anno del suo esordio tra i pro. Proprio qualche mese fa, raccontandosi ad Ubitennis, aveva descritto il suo speciale rapporto con la Coppa Davis, da lui ricordata come “la vittoria che mi ha fatto provare più orgoglio di tutte”, la sua predilezione per Federer (“ha fatto sembrare il tennis uno sport semplice”) e la “gratitudine per aver potuto giocare nello stesso periodo dei migliori tre della storia”.

Ferrer e la Coppa Davis, la magica insalatiera da lui sollevata in ben tre occasioni (2008, 2009 e 2011), per un totale di 20 match disputati: nelle ultime due vittorie spagnole era proprio Albert Costa a guidare la nazionale iberica, dopo il suo successo come giocatore nel 2000. E adesso i due si passano il testimone alla guida del torneo che così tanto ha dato loro: “Sono davvero entusiasta per questo mio nuovo ruolo”, le prime parole di Ferrer. “Questa è una competizione unica, che da giocatore vorresti sempre vincere per quello che rappresenta: giochi per il tuo Paese, in una squadra, in un’atmosfera incredibile!”. A Ferru vanno i migliori auguri per questa sua nuova avventura!

 

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 20 giugno 2022!

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Presentata la Coppa Davis a Bologna, Binaghi: “Vogliamo vincere il trofeo entro quattro-cinque anni”

Il presidente FIT presenta il girone della Coppa Davis a Bologna con il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Parte oggi la vendita dei biglietti

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Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)
Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)

Si avvicina il tempo dei gironi di Coppa Davis 2022, che saranno disputati alla Unipol Arena di Bologna dal 13 al 18 settembre. Nel girone dell’Italia, paese ospitante e qualificatosi tramite la vittoria con la Slovacchia ai playoff, ci saranno Argentina, Croazia e Svezia. Proprio il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha presentato oggi in una conferenza stampa congiunta con il presidente FIT Angelo Binaghi l’appuntamento tennistico di settembre. “Ringrazio la Federazione Italiana Tennis e il Dipartimento per lo Sport, ma anche la sottosegretaria Vezzali, con cui abbiamo già collaborato più volte e costruito un sodalizio che per la Regione sta dando risultati straordinari. […] In questo contesto, ospitare la Davis Cup è un sogno che si realizza. Io sono del ’67, faccio parte quindi di quella generazione cresciuta con l’Italia in Coppa Davis e grazie a quei quattro ragazzi e al capitano che è seduto qui in prima fila (Nicola Pietrangeli n.d.r.) abbiamo conosciuto il tennis. Ricordo che, in quelle stagioni, uno dei nostri condomini dove abitavamo inaugurò per la prima volta la costruzione di campi da tennis, che creavano inevitabilmente un movimento sportivo più robusto del passato. Poi, è pur vero che dopo quelle stagioni straordinarie oggi siamo a un punto che non si è mai visto nella storia nazionale del tennis, avendo toccato addirittura 10 atleti nella top 100 maschile. Ieri l’altro ero a Montechiarugolo, per la conferenza stampa di quello che sarà il torneo Challenger 125 nel parmense – con Francesca Schiavone, testimonial del torneo e che sta vincendo la partita più importante della sua vita – mentre domenica Musetti trionfava al Challenger 125 di Forlì. Insomma, il tennis e il padel rappresentano attualmente un’opportunità straordinaria per il nostro Paese.“.

Gli fa eco il presidente Binaghi, che non nasconde la sua speranza di portare a casa la Coppa Davis. Speranze fondate, perchè l’Italia se riuscirà ad avere tutti i suoi migliori è sicuramente tra le favorite del torneo, specialmente dopo la defezione della Russia. “E’ il momento giusto anche perché noi vogliamo vincere. Non chiediamo al nostro capitano di vincere per forza quest’anno la Coppa Davis ma, come è giusto fare in ogni azienda che si rispetti, abbiamo un programma di medio termine, 4-5 anni. Abbiamo iniziato lo scorso anno un ciclo che deve portarci alla vittoria, a riconquistare la Coppa Davis. Partiamo da Bologna e credo che ci siano tutti i requisiti per dover puntare a questo successo, sia per quanto riguarda l’organizzazione federale sia soprattutto per il valore dei nostri giocatori, nonostante in questo periodo abbiano avuto una serie di infortuni. Pensiamo che Bologna e l’Emilia Romagna abbiano insieme a noi un’occasione straordinaria. Quindi credo che quella dell’Emilia Romagna sia la scelta migliore per consentire alla nostra Nazionale di poter essere vista e supportata dal maggior numero di appassionati possibile. Qui a Bologna non giocherà un romano come Matteo Berrettini o un altoatesino come Jannik Sinner: giocherà la Nazionale, che è di tutti, e deve essere facilmente fruibile dal maggior numero possibile di appassionati del nostro sport”.

Oggi, alle ore 18, prende il via sul sito tickets.italy.daviscupfinals.com e su quello di Ticket One (www.ticketone.it) la vendita al pubblico dei biglietti per i sei match del girone di Bologna, con i tesserati FIT che potranno usufruire di uno sconto del 20% sia sui tagliandi individuali che sugli abbonamenti. Inoltre, saranno disponibili pacchetti di corporate hospitality (per informazioni scrivere a hospitality.daviscup@federtennis.it) e pacchetti turistici, realizzati in collaborazione con Bologna Welcome, che consentiranno di coniugare la passione per il tennis con il godimento delle bellezze turistiche della città di Bologna e dell’Emilia-Romagna.

 

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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