ATP Indian Wells: Berrettini bene, non benissimo, ma per Rune basta

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ATP Indian Wells: Berrettini bene, non benissimo, ma per Rune basta

Matteo un po’ arrugginito gioca a sprazzi, e si fa scivolare via un set col combattivo Holger. “I campi e le condizioni mi piacciono”

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Matteo Berrettini - Indian Wells 2022 (foto Baldissera)
Matteo Berrettini, Indian Wells 2022 (foto Ubitennis)
 

[6]M.Berrettini b. [Q]H.Rune 6-3 4-6 6-4 (da Indian Wells, il nostro inviato)

Negli ultimi 4 anni credo di aver scattato diverse migliaia di foto a Matteo Berrettini, che è noto per essere la gioia dei fotografi: evidente avvenenza a parte, durante i suoi match è sempre estremamente espressivo, e fa costantemente il pugnetto di auto-incitamento, a partire dai primi punti, il che rende facilissimo avere belle immagini da usare per articoli o promozioni social.

Che oggi pomeriggio, opposto sul centrale di Indian Wells al giovane danese rampante Holger Rune (18 anni, 86 ATP), il nostro Matteone nazionale fosse un po’ spento a livello di energia mentale e agonistica lo si è capito proprio da questo. Per diversi game, anche conditi da situazioni di punteggio significative, Berrettini è rimasto quasi impassibile, salvo cercare di attivarsi anche fisicamente saltellando e mormorando a se stesso.

Dall’altra parte, come suo solito, Rune è super pimpante, pure troppo, e spara una pallata dietro l’altra con grande potenza, ed efficacia alterna, commettendo anche diversi errori un po’ ingenui, ma facendo comunque vedere tutto il suo ottimo potenziale. Il tutto sotto gli occhi dell’amico Mike James, il coach che lo segue qui, aggregato al team Mouratoglou, e che avevo avuto il piacere di conoscere a Dublino qualche anno fa, quando feci da correlatore insieme a lui a un seminario per i coach ATP.

Il primo set viene incamerato da Matteo, che prima va in vantaggio di un break, si fa recuperare, strappa ancora il servizio a Holger, e alla fine chiude 6-3, non prima di aver annullato altre due opportunità di contro-break all’avversario. Partita di livello non esaltante fino a questo punto, onestamente, e la sensazione è che Berrettini possa e debba fare di più, facendo valere la superiore caratura tecnica e la personalità di un top-10 consolidato.

Le perplessità di cui sopra vengono purtroppo confermate nel secondo parziale, mentre si accendono i riflettori e cala la luce del sole sul deserto. Matteo annulla una palla break nel secondo game, fallisce due occasioni per togliere la battuta a Rune nel quinto, non riesce a scrollarsi di dosso l’avversario, e finisce per combinare la frittata proprio sul più bello, facendosi brekkare sotto 4-5 e consegnando il set al danese.

Per fortuna, la vicenda sembra dare una scossa a Berrettini, assai necessaria, e l’italiano piazza il break nel terzo game, salendo contemporaneamente di intensità: il dritto ora viaggia bene, il servizio fa male come deve, e i “fist pump” a celebrare i punti vincenti si fanno frequenti e convinti. Holger non molla, combatte e tira tutto quello che può, il ragazzino ha davvero delle belle armi nei colpi fondamentali, deve solo mettere un po’ di ordine nel gioco. Al servizio per il match sul 5-4, Matteo annulla bene due palle break, poi molla due bastonate con la battuta e chiude. Giocherà contro Lloyd Harris, cliente pericoloso, speriamo che la partita di oggi dia fiducia.

“Rune avrà un gran futuro, lo conosco, personalmente alla fine sono soddisfatto, lui aveva giocato tre partite, per me era la prima dopo l’infortunio. I campi e le condizioni mi piacciono, ho avuto poche occasioni di giocare qua, spero che quest’anno vada bene. Con Lloyd dovrtò stare molto attento, anche lui su questi campi si trova bene“, è il commento di Berrettini alla fine.

Il tabellone maschile completo di Indian Wells 20

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