Roland Garros, Medvedev: "Qui la terra è più veloce. So di poter fare cose buone"

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Roland Garros, Medvedev: “Qui la terra è più veloce. So di poter fare cose buone”

Il n.2 Daniil Medvedev: “ATP più logica nello spiegare le sue decisioni”. Il russo parla anche della smorzata di Alcaraz, e del suo rapporto sempre più roseo con la terra rossa

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Senza problemi l’esordio nella 126esima eidizione del Roland Garros per il n.2 del mondo Daniil Medvedev, che supera con un 6-2 periodico l’argentino Facundo Bagnis. Nella conferenza post partita, il tennista russo sempre molto disponibile, parla di come il suo rapporto con la terra rossa stia migliorando, della questione Wimbledon/ATP e delle smorzate di Alcaraz.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Come ti sei sentito in campo?
DANIIL MEDVEDEV: Davvero felice per il mio primo turno. Sai, sulla terra battuta devo concentrarmi ancora di più su me stesso che sull’avversario. Devo stare attento a non commettere errori. Mettere la palla in campo. Oggi sono riuscita a farlo bene. Mi sono sentito bene fisicamente, mentalmente. Pronti per il prossimo round, che non sarà facile.

 

Ci dicevi in passato che odiavi la terra. Poi l’anno scorso ci hai detto qui al Roland Garros che stavi imparando ad amarla. Quindi era sta diventando una storia d’amore passeggera o potrebbe essere qualcosa si più profondo e significativo?
DANIIL MEDVEDEV: Per il momento amo ancora di più il cemento. Gioco meglio sul cemento. Capisco meglio il gioco. Ma no, qui al Roland Garros, anche quando stavo perdendo i primi round, sono rimasto un po’ sorpreso. Ci sono state partite difficili, avversari duri, perché credo che il Roland Garros abbia una terra un po’ diversa. È un po’ più veloce, rimbalza un po’ più in basso. Quindi di solito nella mia mente devo giocare meglio qui. L’anno scorso ci sono riuscito. Quest’anno mi piace il mio livello finora. Naturalmente, di nuovo, si tratta di uno Slam, puoi avere avversari più duri, può perdere al secondo, al terzo round e non sarai felice. Ma sì, sento di poter fare bene qui. Su altri campi in terra battuta è un po’ più difficile, ma ricordo sempre alcuni bei momenti che ho avuto, Barcellona, ​​Monte-Carlo 2019. Quindi so di essere capace di fare delle cose buone. Ma sì, devo essere concentrato al 100%, e ora mi sento pronto.

Qual è la cosa peggiore del giocare sulla terra per te?
DANIIL MEDVEDEV: Mi piacerebbe pensare che non sia una cosa mentale, perché ogni volta che inizio a giocare sulla terra battuta, ogni anno, mi dico “dai, andiamo, devi solo migliorare. Quest’anno sarà diverso”, e poi mi viene la sensazione di aver bisogno di molto tempo per adattarmi. Come le prime due settimane di gioco sulla terra battuta, in allenamento, in cui sento di poter perdere contro chiunque, contro ogni giocatore che affronto alla Mouratoglou Academy dove mi alleno, alcuni di loro, juniores, non hanno punti. quindi piano piano vinco punti sulla terra battuta, adattandomi, adattandomi, cercando di trovare alcune soluzioni con il mio allenatore. Di solito alla fine va sempre meglio se il mio corpo si sente bene, perché sulla terra battuta di solito il mio corpo si sente un po’ peggio. Le palle sono molto più pesanti, hanno dello sporco, quindi molte delle mie palle, non al Roland Garros ma in altri campi, per esempio è stato il caso di Ginevra, mi sembra di fare un buon lavoro nel colpire ma la palla finisce in rete. Quando non sai cosa puoi migliorare, è lì che è difficile perché non sai cosa bisogna fare dopo. Non è il caso qui, quindi ne sono felice.

Sono curioso di sapere cosa ne pensi della decisione dell’ATP su Wimbledon di togliere i punti. Inoltre, aiuta molto le tue possibilità di tornare n. 1. Cosa ne pensi di come si è svolto il tutto?
DANIIL MEDVEDEV: Penso che prima di tutto voglio concentrarmi sul Roland Garros, perché si è detto molto su Wimbledon e tutto il resto. Ma sì, voglio solo concentrarmi sul Roland Garros dove posso giocare, quindi voglio fare bene qui. Sai, sulla decisione dell’ATP, non è facile commentare, ma quando ho letto le FAQ dell’ATP, il perché hanno preso questa decisione, non stanno solo dicendo ‘Ok, abbiamo deciso’, l’ho trovato molto logico almeno quello che dicono. Questo è ciò che non ho trovato nelle spiegazioni di Wimbledon. Non sto dicendo quale decisione sia giusta, ma almeno finora nello spiegare le loro decisioni, ho trovato l’ATP solo più logica e più consequenziale.

È una situazione strana per te, allo stato attuale delle cose, potresti non giocare a Wimbledon ma potresti diventare il numero 1 del mondo senza giocare lì?
DANIIL MEDVEDEV: Molto strano (sorridendo). Devo essere onesto, ma sì, come ho detto l’ultima volta, sarei davvero felice di giocare a Wimbledon. Amo Wimbledon. Amo giocare sull’erba. Giocherò sull’erba dopo il Roland Garros. Ma se non posso, insomma, mi preparo per i prossimi tornei e seguo quello che sta succedendo lì. Non ci sono punti, io divento n.1, buon per me. Se ci sono punti, e non posso diventare il numero 1, ci resto deluso. È quello che è. Non posso cambiare alcune decisioni, sia sull’ATP che su Wimbledon.

Volevo farti una domanda su Carlos Alcaraz. Molte persone dicono che ha una delle migliori smorzate ed è raro per un giocatore così giovane. C’è qualcosa che hai notate che rende quella parte del suo gioco unica o particolarmente efficace?
DANIIL MEDVEDEV: Sì, ricordo che ci siamo allenati a Indian Wells. Io mi sentivo piuttosto male, parlando del mio gioco, quindi ho perso, e in quel momento lui aveva vinto Rio ma non ancora Miami e Madrid. Durante gli allenamenti faceva molti dropshot con me. Alcuni di loro li ho vinti; alcuni li ho persi. Io ho pensato ‘Wow, sta facendo davvero molte palle corte. È difficile da dire, ma li sta facendo bene, sarà lo stesso nelle partite?’ Nelle partite diventa più difficile farle. Non ho visto molte partite sulla terra battuta, ma ho visto gli highlights e l’ho visto fare dropshot senza mai perderli nei momenti importanti. È fantastico. Ha questa possibilità, oltre ai suoi colpi da fondocampo che sono super pesanti, direi tra i più potenti del tour. Quindi, quando aspetti il ​​suo colpo da fondo, starai sulla parte posteriore dei tuoi piedi e lui può usare un dropshot molto meglio di altri ragazzi. Mi chiedo se per tutta la sua carriera sarà così, farli e non perderli mai, perché finora è davvero impressionante e una parte importante del suo gioco, ed è per questo che vince anche molte partite. Sono davvero curioso di sapere come andrà il resto della sua carriera.

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Wimbledon: tutto facile per Jabeur. Agli ottavi anche Ostapenko

La tunisina Jabeur regola in due set la francese Parry. Prima volta negli ottavi Slam per Niemeier e Watson

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Ons Jabeur - Wimbledon 2022 Credit- AELTC:Florian Eisele

[3] O. Jabeur b. D. Parry 6-2 6-3

Vittoria numero 33 in stagione per Ons Jabuer che prosegue la sua cavalcata all’All England Club. Sessantotto minuti sono stati sufficienti alla numero 2 del mondo per avere la meglio sulla giovane promessa francese Diane Parry per 6-2 6-3. Dopo i quarti di finale raggiunti lo scorso anno, la tunisina conquista nuovamente l’accesso alla seconda settimana dello Slam londinese.

IL MATCH – Primo game di studio e di lotta durato ben otto minuti e conquistato da Jabuer che approfitta di una Parry emozionata e un po’ fallosa. La tunisina varia continuamente il gioco non consentendo a Parry di trovare il ritmo e la posizione in campo, con i colpi in back di Jabeur che lasciano il segno. La francese, spesso sbilanciata, soffre principalmente dalla parte del dritto con Parry che alterna colpi affondati a rete a colpi che finiscono fuori in lunghezza.

 

La tunisina vola facilmente 5-0 ma poi si distrae, commettendo qualche errore di troppo che permette a Parry di recuperare uno dei break di ritardo. Il passaggio a vuoto della tunisina dura poco perché nel giro di qualche minuto riprende le redini del gioco e chiude facilmente il primo set 6-2 con un ace sulla riga. 83% di punti con la prima e quindici vincenti per Jabeur, d’altra parte fallosissima la Parry con quindici gratuiti di cui ben 9 di dritto. Francese che ha sofferto molto sulla seconda, offrendo una palla che veniva facilmente attaccata dalla tunisina.

Secondo set con Parry più a suo agio e più precisa con il dritto. Scrollata di dosso la tensione la francese serve meglio, mette in campo un maggior numero di prime e inizia a prendere le misure alle variazioni di Jabuer, mettendo maggior pressione alla tunisina. Equilibrio che dura fino al settimo gioco quando gli errori di Parry si sommano al cambio di marcia della tunisina che con la sua varietà di colpi lascia disorientata la francese. Un parziale di 14 punti a zero vale l’accesso agli ottavi della tunisina che dimostra come vi sia una certa differenza nella qualità.

Agli ottavi la tunisina troverà un ostacolo sicuramente più ostico rappresentato dalla vincente della sfida tra la vincitrice di Wimbledon 2019, Angelique Kerber e la numero 31 al mondo Elise Mertens.

AVANZA OSTAPENKO La prima tennista che ha conquistato il pass per gli ottavi di finale è stata la lettone Jelena Ostapenko. La testa di serie numero 12, dopo un inizio un po’ appannato, ha alzato i giri del motore col passare del tempo sconfiggendo in rimonta la romena Irina-Camelia Begu, che aveva eliminato la nostra Cocciaretto nel turno precedente.

La numero 43 al mondo ha conquistato il primo set, perdendo solo 3 punti con la prima di servizio e approfittando dei tanti errori della Ostapenko (ben 16). Dopo aver conquistato il primo game del secondo set, Begu viene travolta dal gioco della lettone che conquista nove giochi di fila per gli permettono di conquistare il secondo set e volare facilmente sul 3-0 del terzo.

A fare la differenza sono stati i 28  vincenti messi a segno dalla lettone, che sommati a quanto fatto con Dodin e soprattutto con Wickmayer portano il totale dei vincenti messi a referto nella prima settimana a quota 102. Ostapenko ritorna a giocare nella seconda settimana di Wimbledon dopo la semifinale raggiunta nel 2018.

LA SORPRESA TEDESCA E LA GIOIA BRITANNICAA giocarsi un posto nei quarti di finale dello Slam londinese saranno due outsider: Jule Niemeier e la rediviva Heather Watson. Prima volta agli ottavi in un torneo del grande Slam per la numero 97 Jule Niemeier, che prima dell’avventura londinese non aveva mai conquistato un successo nel main draw di uno Slam. La tedesca dopo aver eliminato nel turno precedente l’estone Kontaveit conquista il pass per la seconda settimana al termine di una sfida ad alta tensione durata oltre due ore con l’ucraina Tsurenko, giocatrice in campo con un grande fardello nel cuore.

Niemeier che era l’unica tennista a non aver mai perso il servizio nei primi due turni ha subito la tensione di un match dall’alto valore per entrambe le contendenti. Percentuali bassissime al servizio per le due tenniste con ben ventuno break nei ventotto turni di servizio giocati. A decidere la sfida è stato il sesto gioco del terzo set, unico game del set decisivo nel quale non si è verificato un break. Come detto agli ottavi incrocerà la racchetta con la ex top 40 Heather Watson che dopo essere uscita dalla top 100 lo scorso febbraio, conquista per la prima volta l’accesso alla seconda settimana di un torneo del Grande Slam sconfiggendo in due set la slovena Juvan (7-6 6-2).

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Wimbledon, il giocatore ideale per Jannik Sinner

I colpi di chi dovrebbe avere il giocatore ideale secondo Sinner?

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C’è grande attesa per il match del tennista altoatesino contro il bombardiere americano John Isner. I due scenderanno in campo sullo Show Court n. 2 e il loro sarà il terzo match a partire dalle 11.

Nella giornata di giovedì, nello stand della Lavazza, uno degli sponsor ufficiali di Wimbledon e di cui lo stesso Jannik è testimonial, Sinner è stato intervistato da Paolo Lorenzi per SkySport. Sono inoltre intervenuti altri giornalisti italiani, tra cui il Direttore Scanagatta.

Tra le varie domande rivolte a Jannik, Lorenzi gli ha chiesto di proporre il suo giocatore ideale, dal servizio alle volé, passando per il dritto, rovescio e quant’altro.

 

Ecco le scelte del n. 13 del mondo:

Servizio = John Isner (arma “letale” di Big John, vedremo come la gestirà Jannik quest’oggi)

Dritto = Roger Federer

Rovescio = Novak Djokovic

Volée = Pete Sampras

Forza mentale = Rafa Nadal

Vita off court = Jannik Sinner

Pallonetto = Paolo Lorenzi

EDITORIALE di venerdì 1° luglio: Wimbledon: la risposta di Sinner contro il servizio di Isner, ma sarà più bello il duello Kyrgios-Tsitsipas

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Wimbledon, Sonego verso Nadal: “L’erba mi può aiutare e sul Centrale ho già giocato”

Le speranze dell’azzurro verso il big match contro il campione maiorchino di sabato: “Qui difendere non conviene a nessuno, non si può attendere l’errore dell’avversario”

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Lorenzo Sonego - Wimbledon 2022

Una bella vittoria contro Hugo Gaston, tra una veronica a concludere uno scambio da cineteca e il sostegno dei tifosi italiani, per confermare di trovarsi molto bene sull’erba. Lorenzo Sonego centra il terzo turno per il secondo anno consecutivo ai Championships: l’anno scorso si fermò in ottavi contro Roger Federer, quest’anno sulla sua strada c’è l’altro totem di questo sport, Rafa Nadal, a livello di terzo turno. Peccato che l’edizione attuale non assegni punti, perché il torinese scivolerà intorno alla 70esima posizione del ranking ATP. Ma il torneo di Londra gli sta dando morale e autostima per andarsi a riprendere i punti in seguito.

Intanto, c’è una partita importante da giocare. “Sì, Nadal qualcosina ha vinto… – sorride Lorenzo dopo il match contro Gaston ai microfoni di Repubblica -. Servirà una prestazione pazzesca. Ma forse l’erba è la superficie migliore per incontrarlo. Dovrò sicuramente essere molto aggressivo con servizio e dritto. Su questa superficie essere attendisti non conviene a nessuno e mi trovo bene perché la palla salta meno, me la trovo ad altezza fianco per il rovescio, preferisco così per giocarlo piatto. Mi può aiutare anche il fatto di aver giocato sul Centrale l’anno scorso contro Federer, almeno un pochino di esperienza ce l’ho”.

Sonego, che ha incassato gli elogi da parte del campione maiorchino, spiega la filosofia con cui sta approcciando questo torneo: “Puntare sul servizio e dritto è fondamentale. Sono le armi principali del mio gioco e devo farle valere. A questo livello aspettare non si può, chi prende in mano il gioco per primo è avvantaggiato”. Infine, un pensiero all’amico Matteo Berrettini. “Ha fatto la scelta giusta con il ritirarsi, ha dimostrato ancora una volta di essere corretto. Non tutti avrebbero fatto lo stesso”.

 

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