Wimbledon: Kvitova fallosa nei momenti chiave, Badosa vola agli ottavi

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Wimbledon: Kvitova fallosa nei momenti chiave, Badosa vola agli ottavi

Paula Badosa eguaglia il quarto turno dell’anno scorso e trova Simona Halep, campionessa a Wimbledon nel 2019.

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Paula Badosa - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)
Paula Badosa - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)
 

[4] P. Badosa [25] P. Kvitova 7-5 7-6 (4)

Con la vittoria odierna Paula Badosa eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon della carriera, ossia gli ottavi ottenuti lo scorso anno. Nei suoi due turni precedenti aveva perso soltanto otto game contro Chirico e Bara, ma la partita contro Petra Kvitova è stata totalmente differente. La spagnola recupera da 3-5 nel primo set e si impone in due parziali molto tirati, in cui a prevalere è stata la giocatrice più costante e meno fallosa. Badosa vendica così la sconfitta dell’Australian Open 2020, unico precedente tra le due (Kvitova vinse 7-5 7-5 al secondo turno).

IL MATCH Due errori in avvio per Badosa – un dritto in rete e un doppio fallo – indirizzano subito il primo game in favore di Kvitova, che con altrettanti vincenti trova subito il break, confermato poco dopo. L’inizio della ceca in risposta è molto convincete, anche per via delle tante seconde della spagnola, che offre una nuova chance di break. Con tre punti consecutivi Badosa dimezza lo svantaggio e, a sua volta, nel quarto gioco si procura due possibilità consecutive per il contro-break. Kvitova, però, si appella al servizio e manda il game ai vantaggi, salendo sul 3-1 dopo un gioco da 18 punti e nonostante alcuni gratuiti di troppo. L’iberica è definitivamente entrata in partita e nel sesto gioco si porta sullo 0-40, ma la testa di serie numero 25 trova ancora tre ottime prime e, come in precedenza, porta a casa il game ai vantaggi.

 

Anche nei due giochi successivi Kvitova concede break point: sul 4-3 si salva, ma al servizio per chiudere il set viene riagganciata sul 5-5. Badosa trova un ottima risposta nei piedi della ceca, che le vale il contro-break al settimo tentativo e le spiana la strada verso la conquista del primo parziale. La due volte campionessa di Wimbledon sembra la soltanto la brutta copia della versione scintillante ammirata ad inizio set e con un altro game costellato da errori deve arrendersi sul 7-5. A condannarla sono tre errori gratuiti, tra i quali pesa il doppio fallo sul set point. Partita sicuramente più regolare quella di Badosa, che vince gli ultimi quattro game dopo essere stata a due punti da perdere il set nel decimo gioco.

All’inizio del secondo parziale la testa di serie numero 4 ha un blackout inaspettato, ritrovandosi sullo 0-40 nel terzo game. Badosa trova tre prime vincenti con cui risalire la china, ma ai vantaggi Kvitova ha altre due opportunità per passare a condurre. Sulla prima commette un evitabile errore in lunghezza, mentre sulla seconda (la quinta del game) si ferma colpevolmente, credendo che il dritto di Badosa sia lungo. Il challenge però le dà torto e, alla seconda opportunità, la spagnola sale 2-1. Il match si fa sempre più teso: ogni game è una dura lotta e la sensazione è che Kvitova possa prendere il sopravvento da un momento all’altro, ma le manca continuità. Nel settimo gioco è direttamente l’iberica a darle una mano, visto che avanti 30-0 commette tre gratuiti consecutivi.

Ancora una volta il game si allunga e la ceca ha in totale quattro palle break. In nemmeno una occasione, tuttavia, riesce a far partire lo scambio e, alla prima opportunità, Badosa torna avanti: 4-3. Due game più tardi, la spagnola arriva a due punti dal match, ma Kvitova è brava a resistere e a vincere di prepotenza due scambi prolungati consecutivi che, se persi, avrebbero mandato la sua avversaria dritta a match point. Dopo un’ora esatta si giunge al tiebreak ed è la testa di serie numero 4 a partire in vantaggio, sfruttando un dritto lungo della ceca e due servizi vincenti per portarsi in vantaggio 4-1. Kvitova prova a restare in scia, ma quando va a rispondere non trova nuovamente il campo con la risposta e, con due errori di dritto, esce di scena. Finisce 6-4 7-6 (4) per Badosa, che raggiunge agli ottavi la campionessa dell’edizione 2019 Simona Halep.

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ATP Ranking: Djokovic di nuovo sul trono. Alcaraz e Tsitsipas completano il podio

Berrettini esce dai primi venti del mondo, Musetti sale al best ranking di n.18 e diventa il secondo miglior azzurro

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

In attesa che l’Arcivescovo di Canterbury il prossimo 6 maggio a Londra ponga la corona in capo a  Re Carlo III e consorte, il tennis maschile a Melbourne ha incoronato il proprio re, che non è certo un volto nuovo. Novak 374: tante sono le settimane passate in testa alla classifica ATP da Djokovic inclusa la presente, ancora quattro settimane e anche il record assoluto detenuto da un bipede terrestre – Steffi Graf – sarà superato. E complimenti a Enzo Couacaud, l’unico in grado di strappargli un set nel corso della sua trionfale campagna australiana. Il primo slam della stagione ha determinato un terremoto nelle prime venti posizioni, anche per quanto riguarda i principali tennisti italiani.

La classifica ATP aggiornata e commentata, con le prime 20 posizioni, la situazione degli italiani e la Race to Torino, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

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WTA Ranking: Sabalenka ritorna n.2, Rybakina finalmente in top 10

Le due protagoniste della finale degli Australian Open sono tra le atlete in maggior progresso nella classifica rilasciata dalla WTA dopo il primo slam dell’anno. Ritornano in top20 due vecchie glorie: Victoria Azarenka e Karolina Pliskova. Male le italiane: guadagna posizioni solo Lucrezia Stefanini

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)
Elena Rybakina - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

Alla fine, ce l’ha fatta. Aryna Sabalenka era attesa da tempo alla vittoria in una prova dello slam e il trionfo in Australia non può essere considerato una completa sorpresa. Già vincitrice di due Major, ma in doppio (US Open 2019 e Australian Open 2022, entrambi in coppia con Elise Mertens), la bielorussa arrivava dal trionfo nel torneo di Adelaide International 1 e, precedentemente, dalla finale persa con Caroline Garcia alle Finals di Fort Worth. Una crescita di risultati e un miglioramento sia tecnico sia di mentalità che l’hanno portata alla vittoria più importante della sua carriera contro la campionessa in carica di Wimbledon, Elena Rybakina, e a riprendersi il n.2 del ranking. Può ambire al trono della regina Iga Swiatek? La polacca è ancora saldamente al comando ma ricordiamoci che dovrà difendere da ora fino a Wimbledon una sequenza di risultati impressionante e che sarà quasi impossibile riconfermare in toto. E a settembre scadranno anche i punti del titolo a New York. La classifica di oggi certifica anche l’ingresso in top10 di Elena Rybakina, finalmente in posizioni più appropriate alla sua classe. La kazaka, con la finale a Melbourne, dimostra che la vittoria ai Championships non è stata casuale e che bisognerà fare i conti anche con lei nei prossimi slam. Andiamo a vedere come è cambiata la classifica di oggi 30 gennaio 2023.

La classifica WTA aggiornata e commentata, con le prime 50 posizioni, la situazione delle italiane e la Race to WTA Finals, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

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I tempi sono cambiati? Ecco alcune statistiche sui neo campioni slam

Quanto è difficile per le nuove leve affermarsi nell’epoca dei Djokovic e Nadal? In passato lo era altrettanto? Negli ultimi otto anni solo 3 nuovi campioni slam: Thiem, Medvedev e Alcaraz

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Novak Djokovic, dopo la vittoria schiacciante su Stefanos Tsitsipas, è arrivato a quota 10 Australian Open vinti. L’unico altro giocatore in doppia cifra per quanto riguarda i titoli di un singolo major è ovviamente Rafael Nadal, con la bellezza di 14 Roland Garros.

Molte delle nuove leve, le cosiddette Next Gen, hanno dovute fare i conti con l’era dei Big Three – adesso Big Two – misurandosi con loro nelle prove dello slam venendo, tranne rari casi, puntualmente respinti. Per ogni Carlos Alcaraz, c’è un Grigor Dimitrov che non ce l’ha fatta. È a questo punto interessante prendere in esame le varie decadi di gioco e stabilire se anche in passato le nuove generazioni abbiano faticato tanto ad affermarsi ai vertici del tennis mondiale. Ad esempio tra il 1978 e il 2000 ben 25 giocatori hanno vinto il loro primo slam; mentre dal 2000 al 2023 sono 17, di cui ben 7 dal 2001 al 2003 (Ivanisevic, Hewitt, Johansson, Costa, Ferrero, Federer, Roddick). Ci sono stati anche annate in cui non si è assistito a nuovi vincitori. Quali? 80; 85; 88; 94 e 99.

Tennisi che hanno vinto il loro primo slam tra il 1978 e il 2000:

 
  • 78: Gerulaitis (AO, 23 anni)
  • 79: McEnroe (US, 20)
  • 80: –
  • 81: Teacher (AO, 26)
  • 82: Kriek (AO), 23), Wilander (RG, 17)
  • 83: Noah (RG, 23)
  • 84: Lendl (RG, 24)
  • 85: Edberg (AO, 19), Becker (W, 17)
  • 86:
  • 87: Cash (W, 22)
  • 88: –
  • 89: Chang (RG, 17)
  • 90: Gomez (RG, 30), Sampras (US, 19)
  • 91: Courier (RG, 20), Stitch (W, 22)
  • 92: Agassi (W, 22)
  • 93: Bruguera (RG, 22)
  • 94: –
  • 95: Muster (RG, 27)
  • 96: Kafelnikov (RG 22), Kraijcek (W, 24)
  • 97: Kuerten (RG, 20), Rafter (US, 24)
  • 98: Korda (AO, 30), Moya (RG, 21)
  • 99: –
  • 00: Safin (US, 20)

L’età media dei neo vincitori slam dal 1978 al 2000 è di 22.16. Mentre quella che va dal 2000 al 2023 è di 23.53, poco più alta. Di questi ben 7 avevano meno di vent’anni (Wilander, Becker, Chang 17; Edberg, Sampras, Nadal, Alcaraz 19). Dal 1978 al 2000 i quattro più “vecchi” vincitori slam sono stati: Teacher (26); Muster (27); Gomez (30) e Korda (30). Dal 2000 a oggi invece: Gaudio, Murray, Cilic, Medvedev tutti a 25 anni; Johansson e Costa a 26; poi c’è Thiem a 27, Wawrinka a 28 e infine Ivanisevic a 29 anni suonati.

Tennisi che hanno vinto il loro primo slam tra il 2001 e il 2022:

  • 01: Ivanisevic (W, 29), Hewitt (US, 20)
  • 02: T. Johansson (AO, 26), A. Costa(RG, 26)
  • 03: Ferrero (RG 23), Federer (W 22), Roddick (US 21)
  • 04: Gaudio (RG 25)
  • 05: Nadal (RG 19)
  • 06: –
  • 07: –
  • 08: Djokovic (AO, 20)
  • 09: DelPotro (US, 20)
  • 10: –
  • 11: –
  • 12: Murray (US 25)
  • 13: –
  • 14: Wawrinka (AO 28), Cilic (US 25)
  • 15: –
  • 16: –
  • 17: –
  • 18: –
  • 19: –
  • 20: Thiem (US, 27)
  • 21: Medvedev (US, 25)
  • 22: Alcaraz (US 19)

Curioso come negli ultimi tre anni sia stato lo US Open palcoscenico preferito dei neo-campioni Slam: Thiem, Medvedev e Alcaraz infatti proprio a New York sono riusciti a centrare l’obiettivo. Per ben cinque anni di seguito – dal 2015 al 2019 – non ci sono stati vincitori slam inediti, il più lungo digiuno di sempre. Inoltre nell’anno di grazia 2003 ci sono stati 3 nuovi vincitori slam nello stesso anno (Ferrero, Federer, e Roddick). L’ultima volta risale al 1959 (Olmedo, Pietrangeli e Fraeser).

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