Le partite in tarda ora a Wimbledon "non avevano l’obiettivo di aumentare gli ascolti TV"

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Le partite in tarda ora a Wimbledon “non avevano l’obiettivo di aumentare gli ascolti TV”

Nonostante il pubblico da casa preferisca i match serali, alcuni tennisti criticano il protrarsi dei match fino a tardi. Intanto il numero di spettatori cala

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Centre Court and No.1 Court under the closed roofs at The Championships 2021. The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 1 Monday 28/06/2021. Credit: AELTC/Bob Martin
 

Di Charlie Parker, pubblicato sul The Times il 5 luglio 2022

Wimbledon ha negato di aver favorito l’introduzione di partite in tarda giornata al fine di aumentare gli ascolti della BBC in prima serata, dopo che Novak Djokovic è diventato l’ultimo giocatore a lamentarsi dell’ora di conclusione dei match.

La testa di serie n. 1, insieme ad Andy Murray, a sua volta vincitore in due occasioni del titolo, si è lamentato del tardivo inizio degli ultimi match della giornata di gare, la qual cosa ha significato che molti spettatori abbandonavano le tribune a metà dei vari incontri, per iniziare il viaggio verso casa.

 

Entrambi hanno poi evidenziato la decisione dell’All England Club di iniziare le partite del Centre Court 30 minuti dopo quello tradizionale, alle 13:30, e di consentire alla BBC di effettuare interviste in campo con i vincitori, il che ritarda l’inizio della partita successiva di 20 minuti.

La BBC, forte di un contratto da 60 milioni di sterline all’anno con l’All England Club, ha attirato un vasto pubblico televisivo per le partite giocate la sera piuttosto che per quelle programmate nel tardo pomeriggio. Il numero massimo di visualizzazioni per gli ultimi incontri del Centre Court nella settimana di apertura ha raggiunto 5,3 milioni, superiore ai 4,5 milioni che hanno visto la finale del singolare femminile l’anno scorso.

La partita di Djokovic contro Tim Van Rijthoven di Domenica non si è conclusa che alle 22:40. 
Il gioco è stato interrotto dalla forzata chiusura del tetto per attivare l’illuminazione. Djokovic ha confidato che il suo allenatore si era messo in contatto con Tim Henman, ex numero 1 britannico e membro del consiglio di amministrazione dell’All England Club: “Ho sentito che si è discusso di spostare l’inizio delle partite, le prime partite della giornata sui campi principali, in particolare sul Centrale, un po’ prima”, afferma il serbo”.

“Non vedo un motivo per cui non si possa anticipare il primo match, a essere onesti, in particolare ora, con le interviste in campo che non avevamo qualche anno fa”.

“…Se sei programmato per ultimo sul Centrale, finirai sicuramente la gara sotto il tetto, il che cambia le condizioni, lo stile di gioco, il modo in cui ti muovi in campo. Perché non spostarlo di mezz’ora, un’ora prima? Penso che sarebbe molto utile finire le partite magari senza utilizzare il tetto”, ha aggiunto.

Murray, le cui due partite sul campo Centrale disputate la scorsa settimana sono state interrotte per permettere proprio la chiusura del tetto, ha dichiarato: “Hanno ritardato l’orario di inizio mezz’ora. Hanno anche aggiunto le interviste in campo dopo le partite. Non è così facile cambiare le condizioni in quel modo, e anche fare pause del genere, sui punti potenzialmente cruciali delle partite. Vorrei che ci fosse un modo per garantire la conclusione delle partite all’aperto più spesso perché è difficile fermarsi per 10, 12 minuti nel mezzo di una partita giunta alle fasi decisive. Uccide un po’ la tensione. Inoltre ci si raffredda un po’ “.

Le partite serali significano anche che lo spettacolo degli highlights della BBC2, “Today at Wimbledon”, condotto da Clare Balding, è stato ripetutamente sostituito da trasmissioni in diretta.

Una portavoce di Wimbledon ha confermato che le decisioni sulla programmazione sono state prese di concerto con la BBC, e includevano la possibilità per gli spettatori di prendersi delle pause. Gli altri tornei del Grande Slam hanno partite notturne ma non richiedono la presenza di un tetto [mobile] sul campo.

Sally Bolton, amministratore delegato dell’All England Club, ha negato di aver deliberatamente posticipato l’orario di inizio delle partite clou della giornata per accrescere gli ascolti della BBC.

“La realtà della gestione di un evento di tennis è che una volta che inizi la giornata, non hai idea di quando finirà “, ha detto. “Le partite sono lunghe, corte, è una situazione piuttosto imprevedibile. Quando osserviamo la programmazione, pensiamo il più possibile a come sarà la giornata, ma alla fine una volta i giocatori entrano in campo non abbiamo alcun controllo sulla durata degli incontri.

Quest’anno abbiamo visto alcune partite protrarsi fino a tardi e ne terremo conto anche in fase di programmazione, ma di certo non introdurremo le sessioni notturne”.

Bolton ha poi proseguito: “È comprensibile che i giocatori forniscano feedback sull’esperienza che stanno vivendo ai Championships, mentre pensiamo a come pianificare le varie giornate. Non ci sono state modifiche significative al programma”.

Le partite terminate in tarda serata si sono aggiunte alla rabbia manifestata da molti per il gran numero di posti vuoti sul Centrale e al numero di spettatori più basso registrato da quasi 20 anni all’inizio del torneo.

Traduzione di Michele Brusadelli

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ATP Ranking: Djokovic di nuovo sul trono. Alcaraz e Tsitsipas completano il podio

Berrettini esce dai primi venti del mondo, Musetti sale al best ranking di n.18 e diventa il secondo miglior azzurro

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

In attesa che l’Arcivescovo di Canterbury il prossimo 6 maggio a Londra ponga la corona in capo a  Re Carlo III e consorte, il tennis maschile a Melbourne ha incoronato il proprio re, che non è certo un volto nuovo. Novak 374: tante sono le settimane passate in testa alla classifica ATP da Djokovic inclusa la presente, ancora quattro settimane e anche il record assoluto detenuto da un bipede terrestre – Steffi Graf – sarà superato. E complimenti a Enzo Couacaud, l’unico in grado di strappargli un set nel corso della sua trionfale campagna australiana. Il primo slam della stagione ha determinato un terremoto nelle prime venti posizioni, anche per quanto riguarda i principali tennisti italiani.

La classifica ATP aggiornata e commentata, con le prime 20 posizioni, la situazione degli italiani e la Race to Torino, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

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WTA Ranking: Sabalenka ritorna n.2, Rybakina finalmente in top 10

Le due protagoniste della finale degli Australian Open sono tra le atlete in maggior progresso nella classifica rilasciata dalla WTA dopo il primo slam dell’anno. Ritornano in top20 due vecchie glorie: Victoria Azarenka e Karolina Pliskova. Male le italiane: guadagna posizioni solo Lucrezia Stefanini

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)
Elena Rybakina - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

Alla fine, ce l’ha fatta. Aryna Sabalenka era attesa da tempo alla vittoria in una prova dello slam e il trionfo in Australia non può essere considerato una completa sorpresa. Già vincitrice di due Major, ma in doppio (US Open 2019 e Australian Open 2022, entrambi in coppia con Elise Mertens), la bielorussa arrivava dal trionfo nel torneo di Adelaide International 1 e, precedentemente, dalla finale persa con Caroline Garcia alle Finals di Fort Worth. Una crescita di risultati e un miglioramento sia tecnico sia di mentalità che l’hanno portata alla vittoria più importante della sua carriera contro la campionessa in carica di Wimbledon, Elena Rybakina, e a riprendersi il n.2 del ranking. Può ambire al trono della regina Iga Swiatek? La polacca è ancora saldamente al comando ma ricordiamoci che dovrà difendere da ora fino a Wimbledon una sequenza di risultati impressionante e che sarà quasi impossibile riconfermare in toto. E a settembre scadranno anche i punti del titolo a New York. La classifica di oggi certifica anche l’ingresso in top10 di Elena Rybakina, finalmente in posizioni più appropriate alla sua classe. La kazaka, con la finale a Melbourne, dimostra che la vittoria ai Championships non è stata casuale e che bisognerà fare i conti anche con lei nei prossimi slam. Andiamo a vedere come è cambiata la classifica di oggi 30 gennaio 2023.

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I tempi sono cambiati? Ecco alcune statistiche sui neo campioni slam

Quanto è difficile per le nuove leve affermarsi nell’epoca dei Djokovic e Nadal? In passato lo era altrettanto? Negli ultimi otto anni solo 3 nuovi campioni slam: Thiem, Medvedev e Alcaraz

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Novak Djokovic, dopo la vittoria schiacciante su Stefanos Tsitsipas, è arrivato a quota 10 Australian Open vinti. L’unico altro giocatore in doppia cifra per quanto riguarda i titoli di un singolo major è ovviamente Rafael Nadal, con la bellezza di 14 Roland Garros.

Molte delle nuove leve, le cosiddette Next Gen, hanno dovute fare i conti con l’era dei Big Three – adesso Big Two – misurandosi con loro nelle prove dello slam venendo, tranne rari casi, puntualmente respinti. Per ogni Carlos Alcaraz, c’è un Grigor Dimitrov che non ce l’ha fatta. È a questo punto interessante prendere in esame le varie decadi di gioco e stabilire se anche in passato le nuove generazioni abbiano faticato tanto ad affermarsi ai vertici del tennis mondiale. Ad esempio tra il 1978 e il 2000 ben 25 giocatori hanno vinto il loro primo slam; mentre dal 2000 al 2023 sono 17, di cui ben 7 dal 2001 al 2003 (Ivanisevic, Hewitt, Johansson, Costa, Ferrero, Federer, Roddick). Ci sono stati anche annate in cui non si è assistito a nuovi vincitori. Quali? 80; 85; 88; 94 e 99.

Tennisi che hanno vinto il loro primo slam tra il 1978 e il 2000:

 
  • 78: Gerulaitis (AO, 23 anni)
  • 79: McEnroe (US, 20)
  • 80: –
  • 81: Teacher (AO, 26)
  • 82: Kriek (AO), 23), Wilander (RG, 17)
  • 83: Noah (RG, 23)
  • 84: Lendl (RG, 24)
  • 85: Edberg (AO, 19), Becker (W, 17)
  • 86:
  • 87: Cash (W, 22)
  • 88: –
  • 89: Chang (RG, 17)
  • 90: Gomez (RG, 30), Sampras (US, 19)
  • 91: Courier (RG, 20), Stitch (W, 22)
  • 92: Agassi (W, 22)
  • 93: Bruguera (RG, 22)
  • 94: –
  • 95: Muster (RG, 27)
  • 96: Kafelnikov (RG 22), Kraijcek (W, 24)
  • 97: Kuerten (RG, 20), Rafter (US, 24)
  • 98: Korda (AO, 30), Moya (RG, 21)
  • 99: –
  • 00: Safin (US, 20)

L’età media dei neo vincitori slam dal 1978 al 2000 è di 22.16. Mentre quella che va dal 2000 al 2023 è di 23.53, poco più alta. Di questi ben 7 avevano meno di vent’anni (Wilander, Becker, Chang 17; Edberg, Sampras, Nadal, Alcaraz 19). Dal 1978 al 2000 i quattro più “vecchi” vincitori slam sono stati: Teacher (26); Muster (27); Gomez (30) e Korda (30). Dal 2000 a oggi invece: Gaudio, Murray, Cilic, Medvedev tutti a 25 anni; Johansson e Costa a 26; poi c’è Thiem a 27, Wawrinka a 28 e infine Ivanisevic a 29 anni suonati.

Tennisi che hanno vinto il loro primo slam tra il 2001 e il 2022:

  • 01: Ivanisevic (W, 29), Hewitt (US, 20)
  • 02: T. Johansson (AO, 26), A. Costa(RG, 26)
  • 03: Ferrero (RG 23), Federer (W 22), Roddick (US 21)
  • 04: Gaudio (RG 25)
  • 05: Nadal (RG 19)
  • 06: –
  • 07: –
  • 08: Djokovic (AO, 20)
  • 09: DelPotro (US, 20)
  • 10: –
  • 11: –
  • 12: Murray (US 25)
  • 13: –
  • 14: Wawrinka (AO 28), Cilic (US 25)
  • 15: –
  • 16: –
  • 17: –
  • 18: –
  • 19: –
  • 20: Thiem (US, 27)
  • 21: Medvedev (US, 25)
  • 22: Alcaraz (US 19)

Curioso come negli ultimi tre anni sia stato lo US Open palcoscenico preferito dei neo-campioni Slam: Thiem, Medvedev e Alcaraz infatti proprio a New York sono riusciti a centrare l’obiettivo. Per ben cinque anni di seguito – dal 2015 al 2019 – non ci sono stati vincitori slam inediti, il più lungo digiuno di sempre. Inoltre nell’anno di grazia 2003 ci sono stati 3 nuovi vincitori slam nello stesso anno (Ferrero, Federer, e Roddick). L’ultima volta risale al 1959 (Olmedo, Pietrangeli e Fraeser).

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