Pat Cash: "Sinner? Grande giocatore, sarà uno dei protagonisti degli Slam nei prossimi cinque-dieci anni"

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Pat Cash: “Sinner? Grande giocatore, sarà uno dei protagonisti degli Slam nei prossimi cinque-dieci anni”

Intervista esclusiva al capitano Pat Cash: “Trent’anni fa non immaginavo che un giorno sarei stato definito una “leggenda”

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DA POLA – Durante la presentazione degli schieramenti della seconda giornata della Legends Team Cup (il Team Lendl è in vantaggio 2-1 dopo la prima sessione, grazie alle vittorie di David Ferrer e della coppia Hewitt/Haas in doppio), abbiamo avuto l’occasione di intervistare il capitano Pat Cash. La leggenda australiana, classe 1965 ed ex n. 4 del mondo, è alla testa della squadra composta da Tomas Berdych, David Nalbandian, Tommy Robredo e Marcos Baghdatis. Grande star in Australia, Pat Cash è da anni una delle voci più autorevoli della BBC e Fox Sports, così come è un coach apprezzatissimo in tutto il mondo. In passato ha allenato Mark Philipoussis e Greg Rudeski; ha contrubuito alla crescita della giovane stella Aussie Alexei Popyrin e dell’americana Coco Wandeweghe che, sotto la sua guida, ha raggiunto la semifinale dello US Open nel 2017. Si è occupato inoltre del talentuoso NextGen americano Brandon Nakashima.

Campione a Wimbledon nel 1987, vittorioso in finale proprio contro Ivan Lendl, Pat ha conquistato in tutto sette titoli. Oltre alla vittoria più prestigiosa in carriera all’All England Club, l’australiano ha vinto il torneo di Melbourne-2 (all’epoca Grand Prix), a Brisbane, ancora il Melbourne-2, a Nancy, Johannesburg e Hong Kong. Ha disputato altre cinque finali, tra cui due all’Australian Open, perse contro Stefan Edberg (1987) e Mats Wilander (1988). Inoltre, insieme a John Fitzgerald, Paul McNamee e Mark Edmondson, ha conquistato la Coppa Davis nel 1983 e nel 1986. Dopo aver detto addio alle competizioni del circuito professionistico nel 1990, Pat è tuttora molto attivo nel circuito dei veterani. 

Che cosa significa per lei essere una leggenda?

 

Oh! (ride). È una cosa molto strana. Suppongo che dipenda dalla tua carriera, aver vinto grandi tornei, aver avuto grandi occasioni. È una cosa che non capita a tante persone. Il tuo nome diventa celebre; ho cercato di dare sempre il massimo. Il fatto di aver vinto molti match, aver vinto a Wimbledon, aver fatto le finali in Australia e aver conquistato la Coppa Davis per l’Australia, ecco… queste sono cose molto importanti. Trent’anni fa non avrei mai immaginato di aver un’opportunità come questa, capitano di una squadra di “leggende”. È una cosa molto emozionante per me, che affronto con grande umiltà. È un onore enorme per me essere qui. Questi ragazzi li ho visti crescere tennisticamente, li ho commentati tante volte durante i loro match, ed è bellissimo essere qui con loro, ci divertiamo insieme. Sì, è davvero un grande onore essere qui“.

Qual è il rapporto con i ragazzi del suo team?

Conosco tutti i giocatori della competizione. Con alcuni di loro ho lavorato, abbiamo una bella amicizia. Ovviamente in particolare con Hewitt, che è un grande eroe in Australia e che appartiene all’altra squadra. Tomas Berdych è stato uno dei miei giocatori preferiti, abbiamo lavorato insieme in passato e tra di noi c’è una bella amicizia. Ho lavorato insieme a Marcos Baghdatis nella Indian League e l’abbiamo vinta, per me è bellissimo averlo qui. Con Tommy Robredo ci divertiamo molto, siamo amici; David Nalbandian ed io siamo stati in contatto negli ultimi anni e abbiamo giocato insieme in alcuni match delle leggende negli Slam. Ci divertiamo molto tutti insieme, si ride e si scherza tanto. Sono ragazzi fantastici“.

In base a quali criteri sceglie le formazioni della squadra?

Purtroppo Tomas Berdych ha un fastidio alla spalla e speriamo stia meglio affinché possa giocare domani. E così gli altri ragazzi hanno dovuto giocare di più, fare un “lavoro extra”. Tommy Robredo sta giocando bene, non è il più giovene della squadra, ha avuto molti infortuni in passato ma attualmente è in forma“.

Un commento sulla performance di Nick Kyrgios a Wimbledon…

Nick ha giocato molto bene. Forse non se lo aspettava di realizzare un tale risultato. Ha disputato un’ottima finale. Sta migliorando sempre di più, ha un talento incredibile; sappiamo che, purtroppo, per quanto riguarda la concentrazione ha degli alti e bassi. Ma penso che potrà fare ancora molto bene dopo Wimbledon“.

….  E uno su Jannik Sinner, recente vincitore a Umago

Jannik Sinner è un grande giocatore. Lo conosco da molto tempo; ricordo  che si era allenato durante le qualificazioni di Wimbledon con un giocatore che seguivo, tre o quattro anni fa. Da ragazzino era molto magro e già molto alto e, anche se allora aveva meno forza fisica, perse davvero per poco con un ragazzo australiano, giocava già benissimo e l’incontro fu combattuto. È impressionante vedere come riesca a giocare oggi. L’ho visto progredire tanto, conosco bene Riccardo che l’ha seguito in passato, con il quale siamo amici. È davvero un grande talento e credo che sarà uno dei grandi protagonisti nei grandi tornei nei prossimi cinque o dieci anni“.

Per quanto riguarda la competizione, la prima giornata della Legends Team Cup ha visto prevalere il Team Lendl con lo score di 2 a 1, grazie alle vittorie di David Ferrer, opposto allo storico compagno di squadra e grande amico Tommy Robredo e del duo Hewitt/Hass in doppio, vittoriosi contro Nalbandian e Baghdatis. Il tennista cipriota invece è riuscito ad effettuare la rimonta contro Radek Stepanek.

Come di consueto, nella mattinata di martedì, i capitani hanno annunciato le formazioni che scenderanno in campo la sera. Il Team Cash schiera David Nalbandian che sfiderà David Ferrer (Team Lendl). Nel doppio ci sarà ancora Nalbandian affiancato da Robredo che, come detto da Cash, deve effettuare un “extra work” a causa dell’infortunio di Tomas Berdych. Dall’altra parte della rete ci saranno Radek Stepanek e Tommy Hass (Team Lendl). Nel secondo singolare, ancora Robredo opposto a Lleyton Hewitt.

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ATP

ATP Montreal: un opaco Berrettini si arrende subito a Carreno Busta

Matteo Berrettini esce al primo turno del Masters 1000 di Montreal. “Non c’era nessun aspetto del mio gioco a cui potessi attacarmi”. Prima di andare a Cincinnati alcuni giorni di pausa

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Matteo Berrettini - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

P. Carreno Busta b. [11] M. Berrettini 6-3 6-2 (da Montreal, il nostro inviato)

Non sappiamo se Matteo Berrettini sia meteoropatico o meno, certo è che la versione del suo gioco fatta vedere in questo primo turno dell’Omnium Banque Nationale di Montreal assomigliava molto al cielo che negli ultimi due giorni ha ricoperto la città canadese: grigio, cupo, freddino e senza mai un bagliore che possa dare speranza di un miglioramento.

Berrettini è mestamente uscito dal torneo quasi prima di entrarci, forse sorpreso dal repentino cambio di condizioni climatiche, dopo essersi allenato per diversi giorni a Montreal in una calura quasi caraibica. “Forse è stata la partita più brutta che abbia mai giocato” ci ha detto Matteo a caldo subito dopo essere uscito dal Court Rogers e trasportato all’ingresso degli spogliatoi dalle “golf cart” della sicurezza. “Ci sono giornate buone e giornate meno buone e oggi davvero è stata una giornata pessima. Non c’era alcun problema in particolare, solo non ho trovato alcun aspetto del mio gioco a cui potermi attaccare”.

 

Le statistiche del servizio descrivono perfettamente la partita: solo due punti su tre sulla prima, addirittura uno su quattro sulla seconda, per quella che dovrebbe essere l’arma principale di Berrettini. Ben 30 gli errori gratuiti per Matteo, più della metà dei quali con il diritto che però gli ha dato soltanto 8 punti vincenti.

Il match sicuramente non era semplice: Carreno Busta è un avversario particolarmente tosto su questa superficie, e non era stato certo un sorteggio benevolo quello che l’aveva opposto a Berrettini al primo turno. Ci può sicuramente stare la sconfitta, ma il modo in cui è arrivata è abbastanza sorprendente.

E dire che la partita era iniziata in maniera equilibrata: negli scambi da fondo gli errori arrivavano sia da una parte sia dall’altra. D’altro canto non è semplice giocare subito bene in una partita ripetutamente ritardata, giocata sotto le luci artificiali nonostante fosse da poco passato mezzogiorno e con una temperatura di circa 16 gradi. Berrettini ha dovuto salvare due palle break nel primo turno di battuta, ma poi si era stabilizzato sul suo solito rendimento, arrivando un paio di volte a 30 sul servizio dell’avversario, ma non riuscendo mai a lasciare un vero graffio nel match. Il rumore della palla sul suo diritto era molto meno pulito del solito, le traiettorie erano spesso erratiche e la fiducia di forzare una delle sue armi principali faticava ad arrivare.

Sul 3-4 del primo set l’inizio del tracollo: un turno di battuta perduto a zero dava a Carreno Busta il via libera per conquistare il primo parziale; poi all’inizio del secondo Berrettini riusciva a salvare in qualche modo il suo primo game di servizio annullando due palle break con due belle battute, ma il turno seguente veniva ceduto ancora a zero, e da quel momento forse se ne andava anche la voglia di rimanere attaccati a una partita per la quale sentiva di non avere le energie.

È stato un anno molto complicato il mio – ha continuato Berrettini nel nostro colloquio post match – ho dovuto affrontare tante situazioni, e anche se in effetti ho giocato molto poco, ho comunque speso tante energie nervose e oggi mi sentivo davvero stanco. Per fortuna ci saranno altre partite, altri tornei, ora ho bisogno sicuramente di uno-due giorni di riposo e poi decideremo con il mio team se rimanere qui ad allenarmi oppure andare subito a Cincinnati”.

Oltre alla innegabile giornata storta, probabilmente la sconfitta odierna è da imputare anche a un periodo non semplice a livello mentale vissuto da Berrettini a causa del forzato ritiro da Wimbledon, dove era tra i favoriti e al quale era arrivato vincendo due tornei consecutivi. Queste delusioni possono richiedere periodi di tempo più o meno lunghi per essere completamente metabolizzate, e forse Matteo non è ancora pronto per guardare quanto è successo nello specchietto retrovisore.

Ma nel tennis che non si ferma mai un altro torneo è sempre dietro l’angolo: il Western&Southern Open di Cincinnati comincerà tra pochi giorni, e per Berrettini rappresenterà l’occasione di ritornare al suo abituale rendimento in una situazione ambientale (campi veloci e gran caldo) che sembrano essere quelle più adatte alle sue caratteristiche.

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ATP

Race to Milano: sono sette gli azzurri nella Top 15

Ecco la situazione aggiornata per la corsa all’evento milanese di novembre

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Francesco Passaro - Challenger Milano 2022 (foto ufficio stampa)

All’appuntamento del 2022 con le Intesa Sanpaolo Next Gen Atp Finals mancano ancora diversi mesi, ma la corsa alle qualificazione è già entrata nel vivo in attesa di scoprire cosa riserveranno i tornei più importanti della US Open Series. Alle Next Gen Finals, come noto, potranno partecipare gli otto giocatori nati dopo il 31 dicembre 2000 che avranno ottenuto più punti ATP nell’arco della stagione. Il torneo si svolgerà dall’8 al 12 novembre.  

Restano immutate le prime posizioni, con Alcaraz che ha un grande vantaggio su Sinner. Ma come noto, l’obiettivo di questi due giocatori è qualificarsi alle ATP Finals di Torino. Dopo di loro il giovane con più punti è Lorenzo Musetti che ha un vantaggio importante sugli avversari. Risale in maniera significativa lo svizzero Stricker nono dopo aver vinto il Finaport Zug Open, battendo in finale Gulbis in tre set. Considerando che la corsa alle Next Gen Finals potrebbe comprendere i giocatori dalla posizione numero 3 a quella n.10, in questo momento sarebbero due gli italiani qualificati, con Passaro che si unirebbe a Musetti. Ma sono tanti gli azzurri che spingono nelle retrovie: in tutto sono 7 i nostri atleti nella Top 15.

PosizioneGiocatoreNazionePunti      Nato nel         Classifica Generale
1AlcarazSpagna428020034
2SinnerItalia1690200112
3MusettiItalia1141200230
4RuneDanimarca 1008200326
5DraperGBR620200159
6LeheckaRep. Ceca592200168
7NakashimaUsa492200161
8TsengTaipei423200183
9StrickerSvizzera3742002126
10PassaroItalia3652001144
11MisolicAustria3162001136
12ZeppieriItalia2852001143
13CobolliItalia2722002134
14NardiItalia2342003168
15MaestrelliItalia 2332002206

Paolo Michele Pinto

 

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ATP

ATP Cincinnati, forfait di Zverev. Al suo posto dentro Bonzi

Il tedesco non forza i tempi ma per lui resta l’obiettivo US Open: gli aggiornamenti

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

E’ tornato in campo Alexander Zverev, ma per ora salta anche Cincinnati. L’obiettivo del tedesco è chiaro, giocare lo US Open. Obiettivo fissato dopo un lungo periodo nel quale ha lavorato sodo per tornare in campo dopo l’infortunio alla caviglia destra rimediato nel match di semifinale contro Nadal al Roland Garros. Si è definito “Un bambino felice che fa finalmente ritorno al suo parco giochi preferito”. Intanto, come detto, a Cincinnati il tedesco non ci sarà. Nessuno vuole forzare i ritmi, il rientro avverrà quando tutto sembrerà essere a posto: “Non ho voglia di affrettare i tempi, cerco di fare quello che il mio corpo mi consente di fare. Per questo non mi sbilancio sulla mia partecipazione agli US Open”, aveva dichiarato in una recente intervista a Eurosport Germania. Al posto di Zverev entrerà in tabellone a Cincinnati il francese Benjamin Bonzi.

Al prossimo forfait, entrerà in tabellone Nick Kyrgios. Il fresco vincitore di Washington vuole arrivare al top agli US Open, mantenendo un alto livello di concentrazione mentale. Per questo riceverà una Wild Card e parteciperà anche al torneo di Cincinnati. Ma se ci fosse ancora un ritiro di un giocatore iscritto, libererebbe l’invito, che diventerebbe disponibile per un altro giocatore.

Paolo Michele Pinto

 

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