Laver Cup: Tiafoe compie una miracolosa rimonta e regala la prima Laver Cup al Team World

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Laver Cup: Tiafoe compie una miracolosa rimonta e regala la prima Laver Cup al Team World

Una partita che Tsitsipas più volte sembrava avere in mano alla fine è vinta dall’americano, che aggiorna la storia della competizione

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Frances Tiafoe - Laver Cup 2022 (foto via Twitter @LaverCup)
 

F. Tiafoe (Team World) b. S. Tsitsipas (Team Europe) 1-6 7-6(11) 10-8

Si tratterà pure di un’esibizione, per quanto evento ATP (dato che comunque non assegna punti), ma la gioia e l’emozione di Frances Tiafoe, dopo che il disperato passante di dritto di Stefanos Tsitsipas si è spento in rete sul match point, erano più che veritiere. Già, perché l’americano, proseguendo la sua gran seconda parte di 2022, dopo la prima semifinale Slam, va a regalare anche il primo successo al Resto del Mondo in Laver Cup, con una squadra bella, giovane, fatta da amici che volevano giocare un brutto scherzo alle leggende, i big, presenti dall’altra parte. E se Auger-Aliassime aveva preparato la pista, per come si erano messe le cose dopo il primo set devastante giocato dal greco, sembrava dovesse provarci Fritz a chiudere la pratica. Invece, la resilienza e la speranza di Tiafoe hanno avuto la meglio sull’esperienza di Tsitsipas, dopo quasi 2 ore di tennis andato via via sempre in crescendo, regalando una partita non solo emozionante per il risultato, ma soprattutto di gran qualità.

IL MATCH – proseguono i problemi di Tiafoe, sia alla battuta che nei colpi da metà campo (soprattutto, ma anche da fondo) che gli impediscono di tenere testa a un ottimo Tsitsipas, incisivo da fondo e con un atteggiamento molto propositivo. Già nel quarto game il greco riesce a strappare il servizio al suo avversario, che sembra avere troppi giri in meno nel proprio motore per sperare di tirare su un degno match. E infatti non ha poi lunga vita il primo set, che il membro del Team Europe va a chiudere con un pesante 6-1 (dopo ieri con Djokovic, ancora in singolare l’americano perde il primo parziale in sette game) in 21 minuti, giocando a braccio sciolto e trovando così giocate da highlights, anche con il rovescio, impedendo qualsivoglia reazione a un Tiafoe già di per sé spento.

 

Tiafoe entra in campo nel secondo set in maniera decisamente più tranquilla, e con un gioco più spigliato e propositivo, forte di qualche prima in più, ma soprattutto di una più generale incisività al servizio. Ciò, nonostante non ci siano cali da parte di Stefanos (praticamente perfetto al servizio), permette all’americano di veleggiare tranquillo nei suoi game e fare partita quantomeno pari. La serenità emerge nel quinto game, dove è costretto a risalire da 0-30, e prontamente riesce con maggiore reattività da fondo e stabilità in battuta. Il set prosegue su un generale equilibrio, senza che nessuno dei due riesca in uno strappo, ma un gioco molto più godibile, grazie alle variazioni e alle accelerazioni di Tiafoe, ora pienamente in partita e in ottima condizione anche, e alla qualità di Tsitispas. E alla fine, dopo un tie.break incredibile, emozionante, da più di 20 minuti, è l’americano a portare a casa il parziale, vincendo 12 punti a 10, con anche quattro match point annullati nella rotta. Certo, va segnalata una bella mano di Tsitsipas, ma gran merito a Tiafoe di cambiare approccio quando la palla pesa, rispondendo più aggressivo e allungando gli scambi, impedendo al greco di affondare il colpo, e imponendo il suo ritmo e il suo tipo di gioco, anche pizzicando l’avversario sul dritto.

Si va al secondo cambio di campo del match tie-break sull’8-4 a favore di Tiafoe, risalito più e più volte in questa partita, e di nuovo in questo frangente, dallo 0-2 e vincendo 8 punti dei successivi 10, un paio dei quali con scatti felini in avanti e passanti delicati in bilico tra pittore e centometrista, che instillano qualche dubbio in uno Tsitsipas ora più titubante nei colpi. E l’incertezza, la poca lucidità dovuta anche al rammarico delle occasioni sprecate, emerge negli ultimi punti, con la vittoria di Tiafoe per 10 punti a 8 in questo decisivo match tie-break, equamente divisa tra il dritto praticamente assente del greco e la voglia, l’estro dell’americano, che alla lunga hanno la meglio, regalando una vittoria che sembrava pura utopia dopo il primo set. Ma soprattutto, la vittoria di Frances regala il primo, storico successo al Team World nella Laver Cup, dopo quattro edizioni di fila appannaggio del Team Europe. Nell’edizione con la squadra probabilmente più forte di sempre per gli europei, con tutti i Fab 4 più il n.2 al mondo Ruud, nell’ultimo torneo di Roger Federer, è una banda di pestiferi americani, più un trottolino australiano e uno argentino, a portare a casa la posta massima.

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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