ATP Tokyo: Fritz si aggiudica il derby con Tiafoe, 4° titolo in carriera

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ATP Tokyo: Fritz si aggiudica il derby con Tiafoe, 4° titolo in carriera

Successo e ingresso in top10 per il 24enne americano, che entra prepotentemente in corsa per un posto alle Finals di Torino

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Taylor Fritz - ATP Tokyo 2022 (foto Twitter @atpTour)
 

[3] T. Fritz b. [4] F. Tiafoe 7-6(3) 7-6(2)

Continua il 2022 da sogno di Taylor Fritz, che dopo Indian Wells ed Eastbourne mette in bacheca il terzo titolo della stagione, aggiundicandosi il Rakuten Open Tennis Championships grazie alla vittoria in due tie-break, 7-6(3) 7-6(2) il connazionale Frances Tiafoe.

Per Fritz, il quarto titolo della carriera porta la gioia anche del primo ingresso in top 10 issandosi sino alla posizione numero 8, diventando il primo tennista statunitense ad entrare in top 10 da Jack Sock nel novembre 2017. Un successo che gli permette di rientrare in piena corsa nella Race, scavalcando Auger-Aliassime e posizionandosi al numero 7, l’ultimo disponibile per le finali di Torino. Per Tiafoe, invece, si tratta della quarta sconfitta nelle cinque finali disputate. Il tennista nativo del Maryland si consolerà con il best ranking alla posizione numero 17.

 

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

LA PARTITA- Match di ottimo livello tra due tennisti che giocano a viso aperto utilizzando tutte le loro carte a disposizione. Parte in maniera più convinta Tiafoe, al contrario di Fritz ancora fermo ai blocchi di partenza. Tiafoe aggredisce l’avversario e con un dritto in contropiede conquista le prime palle break dell’incontro. Fritz annulla la prima col servizio, ma alla seconda chance Tiafoe si difende bene per poi aggiudicarsi la sfida sulla diagonale di rovescio, piegando il braccio di Fritz che affonda il colpo a rete.

Il break sveglia Fritz dal torpore. Il tennista californiano gioca più deciso alla ricerca del vincente, non disdegnando qualche variazione di ritmo per mandare fuori giri il connazionale. La strategia dà i suoi frutti. Fritz ottiene subito l’occasione del controbreak, che si concretizza immediatamente e senza fatica, visto il sanguinoso doppio fallo di Tiafoe. Quando deve remare da fondo Tiafoe fatica patendo il ritmo dettato da Fritz. Il ventiquattrenne nativo del Maryland continua ad essere discontinuo e con un altro doppio fallo regala un’altra palla break a Fritz. Per fortuna di Tiafoe il servizio, pur viaggiando a corrente alternata, gli regala un ace che toglie le castagne dal fuoco.

Sul 4-4 Fritz alza ancora di più il livello, prima un turno di servizio a zero, poi dei colpi di pregevole fattura che mettono alla corda Tiafoe. A tenere a galla il numero 19 al mondo è il servizio. L’ennesimo scambio lungo e combattuto vede Tiafoe scivolare diversi metri oltre la linea del campo per poi affondare un dritto a rete. Fritz però sul set point gioca troppo guardingo e alla fine è lui a sbagliare steccando il dritto.

Annullato il set point Tiafoe avrebbe l’occasione di piazzare l’allungo decisivo nel game successivo, ma Fritz si salva con un dropshot ben giocato a cui segue una facile chiusura a campo spalancato. Tiafoe continua ad essere altalenante con delle gravi disattenzioni che si alternano a ottime giocate.  Fritz riesce ancora una volta ad issarsi a set point, ma Tiafoe alza il livello quando la palla scotta, tira fuori dal cilindro uno scambio magistrale e con un dritto in avanzamento incrociato annulla il set point.

Si giunge al Tie-break. Fritz piazza subito il minibreak per poi gestire bene i suoi turni di battuta, sfruttando i rischi non ripagati presi da Tiafoe. Sul 6-3 arrivano altri tre set point per Fritz. I due giocano un altro scambio di alto livello, come molti a partire dalla seconda parte del set, Fritz è più aggressivo fa correre Tiafoe e mette la ceralacca sul primo set con un dritto lungo linea che bacia la riga laterale.

Il secondo set segue lo stesso copione del primo con Tiafoe che continua ancora a soffrire sul suo servizio; infatti, anche nel secondo set il primo a conquistare palla break è ancora una volta Fritz. Tiafoe, tuttavia, è chirurgico sulle palle break con il servizio che gli spiana la strada per uscire dalle difficoltà. Fritz gestisce molto bene i suoi turni, Tiafoe concede. Prima un doppio fallo, poi un dritto totalmente fuori misura spianano la strada per altri due break point a Fritz. Tiafoe si salva prima con un ace poi con un’ottima giocata chiusa con una bella volée in allungo.

Tiafoe gioca spesso la palla corta, cercando di variare la soluzione per cercare di fare breccia nel gioco di Fritz. Il risultato è che spesso Fritz legge bene la chiamata dell’avversario e lo punisce. Si arriva al tie-break, con il californiano che ha concesso solo 5 punti sul suo servizio mentre il nativo del Maryland ha dovuto annullare quattro palle break. Il tie-break è senza storia, Fritz si prende immediatamente un minibreak così come accaduto nel tie-break del primo set e con una facilità disarmante mette in campo vincenti con Tiafoe in balia dell’avversario. Partita di altissimo livello come dimostrato dai numeri: 27 vincenti e 13 gratuiti per Fritz, 29-26 il saldo di Tiafoe.

Fritz si aggiudica la quinta finale All-American di questo 2022, portando 5-1 il bilancio nei testa a testa con Tiafoe a livello ATP, con l’unica sconfitta ormai datata 2016 ad Indian Wells. Con questo successo Fritz diventa il decimo statunitense ad aggiudicarsi il torneo di Tokyo, il primo da Sampras nel 1996.

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ATP Ranking: Djokovic di nuovo sul trono. Alcaraz e Tsitsipas completano il podio

Berrettini esce dai primi venti del mondo, Musetti sale al best ranking di n.18 e diventa il secondo miglior azzurro

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

In attesa che l’Arcivescovo di Canterbury il prossimo 6 maggio a Londra ponga la corona in capo a  Re Carlo III e consorte, il tennis maschile a Melbourne ha incoronato il proprio re, che non è certo un volto nuovo. Novak 374: tante sono le settimane passate in testa alla classifica ATP da Djokovic inclusa la presente, ancora quattro settimane e anche il record assoluto detenuto da un bipede terrestre – Steffi Graf – sarà superato. E complimenti a Enzo Couacaud, l’unico in grado di strappargli un set nel corso della sua trionfale campagna australiana. Il primo slam della stagione ha determinato un terremoto nelle prime venti posizioni, anche per quanto riguarda i principali tennisti italiani.

La classifica ATP aggiornata e commentata, con le prime 20 posizioni, la situazione degli italiani e la Race to Torino, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata!

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Challenger: Goffin vince a Ottignies, Barrere a Quimper, Coria a Concepcion

Il belga torna al successo nel Challenger di casa mentre gli italiani deludono e Benoit Paire sembra sempre più avvitato nella sua spirale di negatività

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David Goffin, United Cup 2023 - Credit: Tennis Australia/Trevor Collens

Al Challenger 125 di Ottignies (Belgio, cemento indoor) finale di rango tra la prima testa di serie, il belga David Goffin (n.41 ATP) e lo svedese Mikael Ymer (n.69 ATP) che hanno giocato davanti ad un foltissimo pubblico, davvero inusuale a questi livelli. Ha vinto il primo in maniera fin troppo netta per 6-4 6-1 e per lui è l’ottavo successo Challenger, circuito in cui non vinceva dal lontano 2014, avendo nel frattempo frequentato ben altri palcoscenici. Il 32enne ex n.7 ATP continua così, dopo un paio di anni di buio, la sua rincorsa ai bei tempi andati. Tempi che difficilmente torneranno ma comunque vederlo giocare è sempre un piacere e poi può sempre capitare che tiri fuori dal cilindro un bel coniglio come successe lo scorso luglio sui prati di Wimbledon con quegli inaspettati quarti di finale. Per lo svedese nuovo best alla posizione n.60 ATP.

Nell’altro Challenger 125 che si giocava a Quimper (Bretagna, cemento indoor) finale tra due francesi, forse non i più attesi: Gregoire Barrere e Arthur Fils. Il vecchio contro il nuovo, volendo fare una sommaria sintesi giornalistica. Ed è il vecchio a prevalere in maniera molto netta col punteggio di 6-1 6-4. Il 28enne Barrere (n.83 ATP e seconda testa di serie del torneo) conferma così di essere in chiara ripresa dopo che il 2022 non gli aveva regalato molte gioie, se non in autunno con le due vittorie di Orleans e Brest. Un po’ di delusione invece per Arthur Fils, di 10 anni più giovane, che sembrava navigare col vento in poppa sulle ali della recentissima vittoria al Challenger di Oeiras 2 che l’aveva proiettato in top 200. Per il vincitore è il sesto successo Challenger e il nuovo best ranking alla posizione n.76 ATP, ottavo miglior giocatore francese. Nuovo best anche per Fils che sale al n.164. Comunque, nonostante la partita abbia regalato poche emozioni, è stata la miglior finale possibile, persi prematuramente per strada gli italiani, ed eliminato a sorpresa Luca Van Assche che, dopo aver battuto il nostro Nardi, è inciampato nel connazionale Geoffrey Blancaneaux. Tra quelli che si sono persi per strada una citazione la merita di diritto Benoit Paire, il disperso per antonomasia, che all’esordio ha raggranellato solo cinque giochi contro l’ucraino Illya Marchenko e sembra ben avviato al quarto anno consecutivo di saldo negativo vittorie/sconfitte.

Si giocava anche in Cile a Concepcion (Challenger 100, terra battuta outdoor) dove in finale sono arrivati Federico Coria (n.76 ATP) e il kazako Timofey Skatov (n.144 ATP). E nemmeno in questo caso l’ultimo atto ha dispensato grandi emozioni. Facile infatti la vittoria dell’argentino che porta a casa il titolo 6-4 6-3 in poco meno di due ore di gioco. E non c’è bisogno che vi spieghi perché sono servite quasi due ore per definire un punteggio in fin dei conti piuttosto netto. Il combinato disposto giocatore argentino più terra battuta ha imposto la sua legge anche questa volta. Per l’ormai 30enne Coria è il quinto Challenger in bacheca mentre il kazako si consola con il nuovo best ranking al n.129 ATP, secondo miglior giocatore del suo paese dopo Alexander Bublik.

 

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Pagelle Australian Open: Nole 10 e gode

Novak Djokovic torna in Australia e torna a vincere. Primo trionfo per Sabalenka mentre Berrettini si consola

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto: twitter @AustralianOpen)

Diciamo la verità, è stato un Australian Open agghiacciante che non ha offerto alcuno spunto interessante, se non fosse stato per le imprese di Srdjan Djokovic, un uomo che ha un livello di autocontrollo, eleganza e opportunità nei comportamenti pari al numero di vocali nel nome. 
È stato un torneo povero, nel quale non c’era il numero 1 Carlos Alcaraz,  non c’era di fatto Rafa Nadal e chissà se ci sarà più, non c’era Roger Federer e qui mi sa che bisognerà arrendersi all’idea di vederlo sfilare alla Fashion Week di Parigi, non c’era praticamente Danil Medvedev (4) rimasto ai primi due set della finale dell’anno scorso. Per fortuna ci ha pensato Andy Murray (8) a riscaldare i cuori degli aficionados nottambuli ma capirete che se per emozionarci dobbiamo affidarci ad un quasi ex con un’anca di metallo, siamo messi malaccio. 


Quindi che cosa poteva accadere di diverso da quello che accade di solito? Novak Djokovic (10), una volta sicuro di poter tornare ad entrare in Australia, ha ripreso a fare quello che ha sempre fatto da queste parti, e non solo: dominare. Al punto che ai suoi avversari e detrattori non resterà che augurarsi l’esplosione di una nuova pandemia.


Stefanos Tsitsipas (8,5) sognava il primo slam ed il numero 1 del mondo: “sarà per la prossima volta”, ovvero la frase che i giovani , i quasi giovani e gli ex giovani del circuito degli ultimi 20 anni si sono sentiti ripetere in continuazione. Comunque Stefanos l’ha presa con filosofia e con la consueta dose di umiltà: “È scritto, sono nato campione, sono andato a soli tre set dall’essere campione slam,  numero 1 del mondo, Papa, Presidente degli Stati Uniti e presentatore del Festival di Sanremo”.

 

A proposito, per evitare le polemiche legate all’invito al presidente ucraino Zelensky, pare che Amadeus abbia deciso di mandare un forte messaggio di pace ospitando nella serata dei duetti Srdjan Djokovic e Apostolos Tsitsipas che si esibiranno prima in “Sei forte papà” e poi, tenendosi per mano in “Allora ti chiamerò trottolino amoroso dududadadà”


E lo so, dovremmo essere politically correct e tessere le lodi dei semifinalisti Tommy Paul (8), emblema del rinascimento del tennis a stelle e strisce, e Karen Khachanov (8), che ha tenuto alta la bandiera invisibile dell’armata russa…ma insomma i russi i russi gli americani, no lacrime non fermarti fino a domani…e invece diciamo che un torneo dello slam con Paul e Khachanov in semifinale non possiamo sopportarlo. Lo sappiamo, direte,  intanto loro fin lì ci sono arrivati (e infatti gli abbiamo dato dei bei voti, che volete, anche se Struff, Davidovich Fokina, Brooksby, Bautista Agut e Shelton  per arrivare in semifinale non è male come percorso eh?) e invece i membri dello squadrone italico che fine hanno fatto? 


Beh, da questo punto di vista il torneo è stato pressoché drammatico. Jannik Sinner (6,5) ha almeno piantato la bandierina nella seconda settimana, ha peggiorato di un turno il risultato dello scorso anno, ma in compenso ha portato al quinto il finalista del torneo ed è tornato a casa in buona salute e non ha rivoluzionato il suo box: insomma si cresce.


Matteo Berrettini (4,5) in realtà non ha tradito le attese: l’obiettivo era occupare le pagine dei quotidiani italiani durante la seconda settimana del torneo grazie alle imprese realizzate verso le 04.30 del mattino ora italiana. Ebbene, game, Satta and match, Matteo! Sei tutti noi! Applausi!

Lorenzo Musetti (4) invece ha perso male al primo turno, tradendo le attese degli esteti del tennis. Per fortuna ci sono le donne (a prescindere, come direbbe Totó). Rybakina (9)  e Sabalenka  (10) hanno dato vita ad una grande finale e il timore che Iga Swiatek (5) potesse soggiogare l’intero circuito femminile è stato subito fugato. Certo a vedere Aryna Sabalenka campionessa slam e ricordandoci di quando appena otto mesi fa veniva presa a pallate da Camila Giorgi (6) al Roland Garros, viene un po’ di magone.


Suvvia tifosi, la stagione è appena iniziata, grandi novità si intravedono all’orizzonte, non avete idea di quante sorprese ci sono in…serbo!

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