ATP Parigi-Bercy: la prima volta di Rune, battuto anche Djokovic

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ATP Parigi-Bercy: la prima volta di Rune, battuto anche Djokovic

Holger Rune è il primo danese a entrare il top 10 e lo fa battendo Novak Djokovic nel torneo dove aveva avuto maggior successo. Sarà riserva a Torino

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Holger Rune - Bercy 2022 (foto Twitter @RolexPMasters)
 

Da Parigi, il nostro inviato

H. Rune b. [6] N. Djokovic 3-6 6-3 7-5

Se ad inizio torneo ci avessero detto che avremmo visto un 19enne battere Novak Djokovic, forse tutti avremmo pensato a Carlos Alcaraz. Ed invece a festeggiare con lacrime di gioia è Holger Rune. Il n.18 del mondo batte il serbo 3-6 6-3 7-5 in due ore e 33 minuti di match entusiasmante che nel finale ha raggiunto picchi altissimi. Tanti sono i traguardi ottenuti con questo successo per Holger: è infatti il primo danese ad entrare tra i primi 10 giocatori del mondo, il primo a battere cinque top 10 consecutivi (Finals escluse), vince il primo Masters 1000 della carriera, e sarà riserva alle Nitto ATP Finals di Torino, nonché favorito indiscusso alle NextGen di Milano. Grande rammarico invece per Novak che al Rolex Paris Master si era sempre trovato a suo agio e non perdeva dalla finale 2018 con Khachanov, e vanta 6 titoli. In questa settimana ha mostrato una fame agonistica forse eccessiva che nella finale non ha pagato contro l’esuberanza di Rune. “Sei uno dei miei giocatori preferiti, ti guardavo sempre quando ero bambino, ed è un onore condividere il campo con te” ha poi ammesso Holger durante la premiazione.

 

Per entrambi i tennisti si tratta della quarta finale consecutiva con Rune che si è presentato al match con un record di 18-2 mentre Djokovic addirittura con un 21-1 (l’unica sconfitta contro Auger-Aliassime in Laver Cup); l’unico precedente tra i due è avvenuto al primo turno degli US Open 2021 con il serbo vittorioso in quattro set su Rune proveniente dalle qualificazioni. In quel caso si trattava della prima apparizione Slam per l’allora n.145 danese, nonché la prima sfida contro un top 10 (Nole era n.1). Ora invece la situazione è tutt’altra, con Rune che ha vinto quattro match in quattro giorni contro tennisti classificati tra i primi dieci del mondo.

Rune è il nono tennista nel 2022 a vincere un torneo salvando match point, nel suo caso tre al primo turno contro Stan Wawrinka. Gli altri sono Kokkinakis ad Adelaide, Sousa a Pune, Alcaraz a Barcellona e agli US Open, Musetti ad Amburgo, Kyrgios a Washington, Mannarino a Wiston-Salem e Huesler a Sofia.

IL TABELLONE COMPLETO DEL TORNEO

IL MATCH – Djokovic parte centrato come fatto negli ultimi match questa settimana qui a Parigi, mentre Rune, sicruramente meno spavaldo del solito, non è impeccabile e lo dimostrano sia certi errori da fondo che soprattutto i due doppi falli consecutivi che mandano avanti il n.8 del mondo avanti di un break. Dopo 20 minuti siamo 4-1 per il serbo. Rune è ancora altalenante ma il coraggio non gli manca, ed è lui a cercare più spesso la rete; Djokovic risponde a tono alle sue accelerazioni e senza problemi chiudi 6-3 in 36 minuti. 

Il secondo set parte col botto: uno dei game più lottati e spettacolari del match finisce in favore del 19enne danese dopo essersi trovato sotto 0-40. Djokovic, proprio come accaduto ieri con Tsitsipas, accusa il contraccolpo psicologico che si manifesta sottoforma di break subito (il quinto del suo torneo su cinque palle break concesse) e da lì in poi si continuerà a seguire il servizio senza sussulti. Dopo un’ora e 20 minuti siamo un set pari, 6-3 3-6, con un Rune galvanizzato di fronte un Djokovic comunque non così in difficoltà o nervoso come apparso ieri. 

La forza di un campione del calibro di Djokovic è anche quella di saper far sbagliare l’avversario in certi casi, piuttosto che essere propriamente aggressivi. Ed è quanto capita sul 2-1 del terzo set: Holger da fondo non regge più lo scambio e concede palle break. Una seconda a 206km/h a rete gli costa il doppio fallo che manda avanti il serbo. Rune invece dalla sua ha l’esuberanza giovanile e, come Tsitsipas ieri, chiama a raccolta il pubblico dopo un grande faccia a faccia a rete che gli vale la palla del contro-break, efficacemente convertita con un passante vincente di dritto. C’è rammarico per il serbo il quale, sopra 3-1, avrebbe persino palla del 4-1, ma come detto è il danese a piazzare il colpo del pareggio.

Sugli spalti abbondano sicuramente le bandiere serbe ma quando il pubblico inizia a sostenere i due giocatori è difficile distinguere gli “Holger“, dai “Nole“. Rune al servizio predilige la potenza con la prima spesso sopra i 200km/h e la seconda a volte anche attorno ai 180km/h; Djokovic invece viaggia a velocità molto meno elevate tuttavia lo slice soprattuto da destra, mette in crisi il danese.

Ad un passo dal tiebreak succede quello che non ti aspetti: Novak concede il break con grandi demeriti. Da 30-0 commette una serie di gratuiti che mandano Holger a servire per il match sul 6-5. Entrambi a questo punto giocano da campioni mostrando un tenmis sfavillante: il danese con la prima di servizio prende il controllo degli scambi, ma se lo scambio si allunga è preda del serbo, che avrebbe anche cinque palle break non consecutive. Il coinvolgimento del pubblico parigino è totale, persino troppo visto che disturbano in continuazione i tennisti alla battuta. Dopo le cinque palle break arriva il primo match point e allo scoccare delle due ore e mezza di gioco, uno stremato Rune commette doppio fallo. Dopo l’ennesima chance di tiebreak, il 19enne si procura un secondo match point e il passante su un attacco non irresistibile di Novak gli vale il primo titolo 1000 della carriera, per 7-5 dopo due ore e 33 minuti. 

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Federer e Nadal diventano ispirazione: ecco la canzone del giornalista Francesco Sessa dedicata alle due leggende

Il cronista di Eurosport e Gazzetta dello Sport dedica la sua prima opera musicale ai due campioni della racchetta: “Si vola, stasera”

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Una fusione tra sport e musica è la definizione da cui è partito il giornalista Francesco Sessa, l’autore della bella canzone “Si vola, stasera” dedicata a Roger Federer e Rafael Nadal in seguito al ritiro dello svizzero dal mondo del tennis.

Mi piacerebbe fosse solo l’inizio” ha detto l’autore dopo aver spiegato che questo è il primo brano sportivo ha scritto dopo aver intrapreso la carriera di giornalista che lo ha portato a scrivere di tennis per la Gazzetta dello Sport, oltre ad essere telecronista per Eurosport. Una canzone nata dall’amore per il tennis, ma in particolare, per quello di Federer e Nadal. Il dualismo dei due campioni infatti, ancora oggi dimostra di essere fonte d’ispirazione non solo per i tennisti o gli sportivi di tutto il mondo, ma anche per artisti di altri settori, proprio come nel caso di Francesco Sessa: “Roger e Rafa sono il motivo per cui mi sono innamorato del tennis e, di conseguenza, ne ho fatto il mio lavoro – ci racconta Francesco, una delle voci che hanno raccontato l’Australian Open su Eurosport -. Sono nato nel ’95 e ho iniziato a seguire questo sport intorno al 2007/2008, nel pieno della rivalità e proprio spinto dall’ammirazione per loro due. Sono diventati grandi ognuno a suo modo, con stili diversi e caratteristiche quasi agli antipodi, migliorandosi a vicenda e poi chiudendo come sappiamo, insieme. L’evoluzione del loro dualismo penso sia una cosa che va oltre al tennis. Oltre al fatto che stiamo parlando di due tra i migliori di sempre”.

Ho sempre sognato di fare musica nella mia vita, ho scritto diverse canzoni soprattutto negli anni del liceo e dell’università. Una volta intrapresa la carriera da giornalista, chiaramente ho scritto meno. Fino a quando mi è venuta la spinta di provare a unire i due mondi che amo, ovvero sport e musica. Da lì l’idea di parlare di sport in musica, nata però dall’ispirazione che Federer e Nadal mi hanno dato: ho scritto il testo, l’ho messo in musica e da lì la scelta di provare a realizzare questa canzone. Mi piacerebbe che fosse solo l’inizio, il primo di brani a tema sportivo”. Ma la vera spinta ispiratrice per Sessa è stata la famosa immagine di Federer e Nadal insieme, mano nella mano in lacrime, al momento del ritiro del campionissimo svizzero: “Ho pensato che fosse tutto troppo bello per essere vero”. Oltre ad averli sempre seguiti nel corso della loro carriera, Francesco ha avuto la conferma di voler scrivere, e soprattutto pubblicare, questa canzone proprio durante l’addio di Federer a Londra: “Come dico nella canzone: “Non hai mai sognato cose più belle. Ma questa è realtà, è storia vera”. Una fine così della carriera di Roger era troppo bella anche solo da immaginare. Guardando quelle immagini, non vedevo l’ora di far uscire la canzone. Ce l’avevo lì da un po’ e ho deciso di concretizzare la cosa nel momento in cui Roger ha annunciato il ritiro. Ma quando c’è stato quel momento, non avevo ancora iniziato a lavorarci in studio. Da lì è subentrata l’impazienza: non vedevo l’ora di dare forma alle emozioni provocate dal loro dualismo, ma anche da quelle immagini”. Ed infatti anche nella canzone dedicata al campione svizzero le parole parlano chiaro: “Non hai mai sognato cose più belle. Ma questa è realtà, è storia vera”.

 

Il testo della canzone:

SI VOLA, STASERA
(Autore: Francesco Sessa)
Roger come fai, come fai
A trasformare in arte tutto quel che hai
A rendere vicino quel che sembra lontano
A disegnare mondi con la racchetta in mano
A disegnare mondi con la racchetta in mano
Rafa come fai, come fai
A correre nel vento e non mollare mai
A essere martello, piuma e vulcano
A inchiodare sogni con la racchetta in mano
A inchiodare sogni con la racchetta in mano
Soffio di stelle, carezze alla pelle
Non hai mai sognato cose più belle
Ma questa è realtà, è storia vera
La terra è divisa, il cuore in preghiera
Hai visto l’eterno
Si vola, stasera
Roger tu lo sai, tu lo sai
Quello che hai fatto, nessuno potrà mai
Il bianco sul prato è immagine scolpita
È genio fatto carne, inno alla vita
È genio fatto carne, inno alla vita
Rafa tu lo sai, tu lo sai
In molti si son persi sperando nei tuoi guai
Sporchi di terra, fermi a guardare
Un fuoco che arde, un rito immortale
Un fuoco che arde, un rito immortale
Roger e Rafa, la vostra magia
È fare di un gioco una bella poesia
Che insegna ad amare chi è contro di me
Perché non esisto se non ci sei te
Scavalco confini per battere te
Soffio di stelle, carezze alla pelle
Non hai mai sognato cose più belle
Ma questa è realtà, è storia vera
La terra è divisa, il cuore in preghiera
Hai visto l’eterno
Si vola, stasera

Ecco la canzone “Si vola, stasera” di Francesco Sessa:

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Tommy Paul, da ragazzo ribelle a stella USA dell’Australian Open

Tommy Paul: “Sono il tennista di oggi perché ho imparato da quello che è successo in passato” Come quella volta che perse 6-0 6-0 da Fognini e Bolelli, aveva bevuto troppo

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Tommy Paul - Australian Open 2023 (foto Twitter @ATPTour_ES)

È il primo semifinalista americano a Melbourne Park dopo Andy Roddick, dopo quasi 15 anni. Tommy Paul è il vero outsider del torneo maschile di questo Australian Open e, venerdì, affronterà Novak Djokovic per un posto in finale. A 25 anni, Tommy sta contribuendo a riscrivere una pagina della storia del tennis a stelle e strisce. Ma cosa sappiamo di questo ragazzo dallo sguardo buono originario del New Jersey? L’Equipe ne delinea un ritratto interessante che mostra come sia maturato Tommy negli ultimi anni, avendo ormai messo da parte un passato da teenager un po’ “sbandato” e un po’ troppo dedito all’alcol.

Attuale n. 35 del mondo, pare che Paul, da giovanissimo, non sia sempre stato facile da gestire. Il quotidiano d’Oltralpe racconta di quella volta che, nel 2017, alla vigilia del primo turno di doppio allo US Open, insieme a Johnson, e contro la coppia Fognini-Bolelli, Tommy si sarebbe trattenuto a bere fino alle quattro del mattino, annegando nella birra la delusione di una sconfitta alle qualificazioni.

Rientrato in albergo ubriaco, il mattino seguente non avrebbe sentito la sveglia. Il suo coach, a forza di insistere al telefono, riesce a far sì che si alzi e che si diriga al torneo in taxi. Giunto in campo all’ultimo minuto, Tommy non ha il tempo di fare riscaldamento e, barcollando, comincia il match. Risultato: Fognini e Bolelli rifilano alla coppia Paul-Johnson un doppio 6-0 dopo che, a quanto pare, Tommy non sia riuscito a colpire palla.

 

Cinque anni fa, la Federazione americana non lo considerava un giovane su cui puntare, a differenza di Tiafoe, Fritz e Opelka. L’episodio della nottata al pub non veniva più evocato ma Tommy era stato invitato a seguire un programma per i giovani troppo “sensibili” all’alcol.

Il suo attuale coach, Brad Stine (che era il coach di Jim Courier quando l’americano vinse due Australian Open e Red Jim si tuffò nello Yarra River per celebrare il suo successo) racconta come all’idea della scarsa professionalità di Paul fosse da addebitare il rifiuto, da parte dell’USTA, di concedergli una wild card allo US Open nel 2019: “Non è vero“, spiega Stine, “Durante il torneo di Atlanta, l’indomani della sconfitta, aveva appuntamento con un preparatore atletico della federazione, che ha bussato alla sua porta prima dell’allenamento. Tommy non ha risposto perché quando dorme è come un orso in letargo. Il preparatore fisico ha dunque fatto un rapporto dicendo che Tommy era ubriaco, invece semplicemente non aveva sentito che stavano bussando alla porta”.

Da quel momento, l’USTA non gli ha più creduto. Niente più coach, né borsa di studio, né wild card. Nell’edizione degli US Open prima della pandemia, Tommy perde al secondo turno delle qualificazioni. Coach Stine, all’epoca allenatore di Anderson (infortunato in quel periodo), gli scrive un messaggio di incoraggiamento. Da allora lavorano insieme. “Tommy non è un ragazzo chiuso“, spiega ancora Brad a L’Equipe, “non teme di esprimere le proprie opinioni e assumersene le responsabilità, anche quando commette degli errori. Gli piace bere una birra ogni tanto ma è un ragazzo estremamente serio e si impegna molto nel suo lavoro. Ha lavorato duramente come nessun altro dal punto di vista fisico e oggi è tra i primi 15-20 migliori atleti del circuito“.

In conferenza stampa, Paul glissa sui suoi “peccati” di gioventù, ma ammette che “certo, ho imparato da quello che è successo in passato, questo fa di me il giocatore che sono oggi“. E pare che il racconto della sua folle notte del 2017 verrà presentato davanti alle telecamere di Netflix, nella seconda stagione di Break Point

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Matteo Berrettini e Melissa Satta infiammano il mondo del gossip: l’inizio di una relazione?

Avvistati due volte in una settimana, Berrettini e Melissa Satta fanno pensare all’inizio di una relazione

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Berrettini insieme a Satta (foto sulla prima pagina di Chi)

Il tennista romano Matteo Berrettini, uscito dalla top 20 del mondo la settimana scorsa, in seguito alla sconfitta al primo turno degli Australian Open, è stato avvistato più di una volta in compagnia dell’ex velina e presentatrice tv, Melissa Satta. La rivelazione, che campeggia sulle prime pagine di note riviste specializzate, farebbe pensare all’inizio di una relazione tra i due, entrambi al momento single. La prima apparizione è avvenuta domenica scorsa, durante l’incontro di Eurolega di Basket Olimpia Milano-Lyon Villeurbane. I due sono stati ripresi seduti vicini e difficilmente si è trattato di una coincidenza. Nessuna prova ha potuto confermare un chiaro bacio tra i due nel corso della serata ma, come ha scritto la Gazzetta dello Sport, alcuni video circolati su Instagram, hanno ripreso la coppia in un locale dopo la partita, mentre parlavano a distanza molto ravvicinata. I più curiosi non hanno dovuto aspettare troppo per avere ulteriori conferme, visto che appena due giorni dopo, Berrettini e la Satta erano di nuovo insieme. Avvistati prima al ristorante Domus di Milano e dopo a una serata all’Armani Privé, i due sono infine stati fotografati mentre salivano in macchina a tarda notte.

Sui social si chiacchiera ovviamente parecchio riguardo al tema, e tra gli appassionati di tennis le reazioni sono diverse. C’è chi chiede a tutti di rispettare la privacy di Berrettini, chi si augura che i suoi successi amorosi non lo distraggano da quella che è la sua carriera tennistica. Berrettini, che si è lasciato da parecchi mesi con la fidanzata storica Ajla Tomljanovic, è stato accostato nel tempo a diverse donne, tra cui anche un altro volto del mondo dello spettacolo, la presentatrice tv Paola Di Benedetto. Matteo non sarebbe il primo sportivo al fianco di Melissa Satta, che è stata sposata con il calciatore Prince Boateng da cui ha avuto un figlio, mentre tra il 2006 e il 2011 ha avuto una relazione col calciatore Christian Vieri.

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