Coppa Davis, sarà Pedro Martinez a sostituire Alcaraz alle Finals di Malaga

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Coppa Davis, sarà Pedro Martinez a sostituire Alcaraz alle Finals di Malaga

Come era già successo per la nomina di Albert Ramos-Vinolas, anche la scelta del valenzano da parte di Sergi Bruguera decreta ancora una volta l’esclusione di Davidovich Fokina

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Pedro Martinez – ATP Santiago 2022 (foto via Twitter @chile_open)
 

Il capitano del team spagnolo di Coppa Davis Sergi Bruguera ha sciolto le riserve sull’ultimo tassello che completerà il roster a sua disposizione per le Finals 2022, che la squadra iberica disputerà in casa in quel di Malaga ospitando la manifestazione al Palacio de Deportes José Maria Martin Carpena. L’evento prenderà il via il 21 novembre e si concluderà sei giorni più tardi incoronando la compagine che succederà alla Federazione russa, alzando al cielo l’insalatiera più famosa del mondo.

Purtroppo, però, per il due volte campione del Roland Garros – 1993, 1994 – la vigilia non si sta rivelando molto fortunata visto il forfait – annunciato pochi giorni fa – della punta di diamante del suo scacchiere: il n. 1 del mondo Carlos Alcaraz, che ha dovuto rinunciare a difendere i colori della Roja a causa dello stiramento obliquo dell’addome rimediato nei quarti di finali di Bercy contro il futuro campione del torneo, e suo coetaneo, Holger Rune. Un infortunio che di fatto ha chiuso in anticipo la stagione del giovane murciano, impedendogli così anche di partecipare per la prima volta alle Nitto ATP Finals di Torino. Un duro colpo da assorbire sia per Carlos – il quale aveva già dovuto saltare le Finals di Madrid dello scorso anno per via della positività al Covid-19 – che per tutta la Spagna tennistica, la quale si trova così all’improvviso nettamente depotenziata essendo stata privata del suo primo violino. Certamente la compagine iberica rimane molto competitiva, tuttavia con l’assenza di Alcaraz non sarà più l’assoluta favorita alla conquista del trofeo come lo era invece secondo le gerarchie dopo la fase a gironi.

Perciò, il buon Sergi ha dovuto rimescolare le carte in tavola e, dopo aver annunciato appena tre giorni orsono, il nome di Albert Ramos-Vinolas per completare il pacchetto di giocatori a sua disposizione con una figura d’esperienza – anche all’interno dello spogliatoio – come il 34enne catalano, si è nuovamente dovuto esprimere per riempire il buco lasciato sguarnito da Carlitos. Ebbene, la scelta è ricaduta su Pedro Martinez (n. 61 ATP). Sarà il 25enne di Alzira (Provincia di Valencia), quest’anno capace di raggiungere la sua seconda finale ATP – trionfando in Sud America a Santiago contro Baez durante il Golden Swing – che gli è fruttata il primo titolo nel Tour maggiore e il best ranking alla posizione n. 40 il 9 maggio scorso, ad aggiungersi a Pablo Carreno-Busta, Roberto Bautista Agut e Marcel Granollers.

 

VITTORIA IN DOPPIO CON SONEGO A KITZBUHEL – Una decisione non facile per Bruguera, e che sostanzialmente come era già accaduto per la convocazione di Ramos, segna ancora una volta l’esclusione di Alejandro Davidovich Fokina (n. 32 ATP). Probabilmente a far pendere l’ago della bilancia verso Martinez, è stata la sua maggiore attitudine al doppio e dunque presa nell’ottica dei match di specialità – che nel nuovo format della manifestazione valgono il 30% di ogni tie -. Pedro infatti è attualmente n. 74 della classifica di doppio, ma nel maggio scorso è stato anche n. 51; inoltre sempre nel 2022 nell’altura di Kitzbuhel ha ottenuto la sua prima affermazione di coppia nel circuito al fianco del nostro Lorenzo Sonego – curiosamente proprio in Austria, un anno prima aveva raggiunto la sua prima finale ATP venendo sconfitto da Ruud. Ma il grande risultato di specialità lo ha ottenuto al Roland Garros 2021 dove da alternate insieme ad un veterano del tennis spagnolo come l’asturiano Pablo Andujar, si spinse sino alle semifinali con l’uscita di scena per mano della coppia kazaka Bublik/Golubev.

Pedro, che già aveva partecipato alla spedizione d’inizio anno in ATP CUP dove la Spagna si era arresa unicamente in finale al Canada di Felix e Shapo, proverà a supportare il team di casa per spingerlo ancora una volta fino in fondo.

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Coppa Davis: l’ITF scioglie il contratto con Kosmos, voci di una causa intentata da Piqué

Rottura tra ITF e Kosmos, voci di una procedura legale sia da una parte che dall’altra, con la società di Gerard Piquè che sarebbe sul piede di guerra

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Coppa Davis a Montreal (foto Ubitennis)

Tra l’ITF e la Kosmos rien ne va plus. Avrebbero dovuto collaborare venticinque anni – così stipulava il contratto – e invece l’ITF, nel corso del mese di gennaio, ha deciso di porre fine alla tanto discussa partnership con la celebre società di eventi guidata dall’ex calciatore spagnolo Gerard Piqué.

Secondo quanto ricostruito, la decisione da parte della Federazione Internazionale di Tennis sarebbe stata dettata da un ritardo nei pagamenti da parte della Kosmos e da una gestione non adeguata; per questo, sembrerebbe che la stessa ITF abbia anche intentato una causa nei confronti della Kosmos.

Ma l’azienda guidata da Piqué ribatte che non ci sarebbe alcuna ragione per interrompere il contratto, per giunta con una scelta unilaterale e, per tale motivo, secondo il quotidiano spagnolo Marca, lo stesso Piqué farà ricorso al TAS (il Tribunale Arbitrale dello Sport) e avrebbe intenzione di intentare una causa nei confronti dell’ITF. Affaire è suivre... Intanto, la Coppa Davis 2023 inizierà la settimana successiva all’Australian Open, con il turno dei Qualifiers (a cui l’Italia non prenderà parte perchè ammessa direttamente alla fase a gironi). E a presiedere alla più importante competizione a squadre del tennis saranno l’ITF e l’ATP, entrata nel Committee a fine ottobre.

 

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Coppa Davis, Kosmos replica alla ITF dopo la scissione: “Il premio in denaro sarà saldato a tempo debito”

Nonostante il fallimento del progetto riguardante la Davis, Kosmos rilancia con l’acquisizione di tre nuovi volti nella propria agenzia di rappresentanza: “Borna Coric, Elina Svitolina e Andrey Rublev”

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Coppa Davis a Montreal (foto Ubitennis)

Dopo il comunicato pubblicato dall’International Tennis Federation, che sanciva la fine del rapporto tra l’ente governativo del tennis professionistico e l’organismo commerciale fondato dall’ex calciatore del Barcellona Gerard Piqué in materia di Coppa Davis, e successivamente all’indiscrezione fuoriuscita nei giorni precedenti secondo la quale la rottura dell’accordo che agli albori della sua nascita avrebbe dovuto avere una durata di 25 anni fosse stata dipesa dai mancati pagamenti ai tennisti dei Team impegnati a Malaga per la Final Eight lo scorso novembre; arriva puntuale la replica – in verità visto il contenuto espresso, più che altro un allineamento – di Kosmos Tennis con tanto di proprio comunicato stampa veicolato via Twitter.

La società spagnola ha confermato dei ritardi sui pagamenti inizialmente programmati, affermando che si provvederà a saldarli non appena verranno soddisfatti i parametri delle rispettive Nazioni in causa. Viene addotta ancora una volta, la piaga pandemica come effetto delle riduzioni degli esborsi economici in questione: “In risposta alla dichiarazione pubblica fatta ieri – venerdì 13 gennaio – dalla ITF, annunciamo che Kosmos ed ITF non sono stati in grado di raggiungere un accordo per rinegoziare il modello di business oltre che la commissione attuale e futura richiesta dall’ITF. Questa tassa, che è stata significativamente ridotta durante la pandemia, ha pagato per intero la quota relativa al 2022 ed il premio in denaro sarà saldato a tempo debito quando i requisiti delle nazioni saranno soddisfatti“.

Pur abbandonando anzitempo l’avventura riguardante la competizione per squadre nazionali più antica che lo sport conosca, Kosmos proseguirà lo sviluppo dei propri progetti legati al tennis tra i quali soprattutto il crescente ingresso di nuovi volti della racchetta nella propria agenzia di rappresentanza: “Kosmos continuerà ad essere comunque strettamente legata al mondo del tennis professionistico attraverso Kosmos Management, che ha recentemente aggiunto i tennisti Borna Coric, Elina Svitolina e Andrey Rublev al suo elenco di atleti rappresentati“.

 

Così come continueranno le varie partenerships avviate nell’intero mondo sportivo, in varie discipline, nonostante il lampante fallimento del progetto riguardante la ‘Coppa del Mondo di Tennis“: “La società continuerà a svolgere le proprie funzione in diversi altri progetti di successo come Kings League, l’Andorra Football Club e la Balloon World Cup e con le sue varie unità aziendali: Kosmos Management, Kosmos Studios, Kosmos Team, Kosmos Media, Goatch e Koi (entrambi creati con lo streamer Ibai Llanos)“.

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Coppa Davis, Daniel Evans sulla rottura ITF-Kosmos: “Era solo questione di tempo”

“Ci sono tennisti che non vedono l’ora di giocare 3 su 5” dice Daniel Evans. I fatti sembrano contraddire la fiducia espressa dal CEO di Kosmos poco più di un mese fa

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Daniel Evans - United Cup 2023 Sydney (foto Twitter @the_LTA)

Sono ore convulse per la Coppa Davis dopo la rottura del sodalizio tra l’ITF e Kosmos, il gruppo di Gerard Piqué. Le cause sarebbero da ricercarsi in alcuni mancati pagamenti nel corso dell’ultima edizione.  

Anche Daniel Evans, numero due britannico, ha voluto dire la sua: “E’ deludente che non possano continuare a riempire le nostre tasche! Venivamo pagati un po’ troppo per non molto“.

 

Secondo quanto riporta The Guardian, Evans si è dichiarato favorevole ad una nostalgica restaurazione che riporterebbe la Coppa alla sua formula originaria: “L’abbiamo cambiata quando non credo fosse necessario mutasse del tutto. Ci sono giocatori che non vedono l’ora di giocare tre su cinque tre giorni di seguito e vincere il torneo. Anche io ne sarei felice”.

Nel frattempo spunta anche qualche retroscena. Il giornalista Jannik Schneider riporta su Twitter un dialogo che avrebbe avuto con il CEO di Kosmos, Enric Rojas: “Era seduto a parlare con me. Mi ha guardato negli occhi e mi ha detto, ‘non siamo lontani dal fare un utile, entro i prossimi anni, forse già l’anno prossimo’, mentre ci confrontavamo sui numeri che avevo sentito (erano fuori di circa 50 milioni)”.

Momenti difficili, dunque, per il tennis: quale il futuro della Coppa Davis? 

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