ATP Finals, Ruud: "Al momento del sorteggio ero quello con le minori chance di arrivare in finale"

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ATP Finals, Ruud: “Al momento del sorteggio ero quello con le minori chance di arrivare in finale”

Il norvegese Casper Ruud strizza l’occhio al numero 1 del ranking: “In futuro sarà una lotta più aperta, spero di essere uno di loro”

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Casper Ruud - ATP Finals, Torino 2022 (Credits Photo Giampiero Sposito:FIT)
 

L’uomo che non ti aspetti in questa settimana di grande tennis a Torino è Casper Ruud. Reduce da una finale di stagione non esaltante, il norvegese ritrova il massimo del suo splendore alle Nitto ATP Finals. Dopo il roboante successo su Andrey Rublev, il norvegese nella conferenza stampa post partita affronta vari temi: dall’obiettivo numero 1, ai risultati sorprendenti di questa stagione, dal dibattito terra-cemento, al tour latino-americano con Rafael Nadal.

D. Vorrei chiedere delle emozioni di questa sfida. Come gestisci la situazione quando tutto va così bene ma non puoi correre il rischio di perdere la concentrazione?
CASPER RUUD:Credo di essere un giocatore e un ragazzo che mostra poche emozioni in campo, ma ovviamente sento più di quello che mostro. Questo vale in entrambe le direzioni, sia quando sono frustrato che forse entusiasta. Le cose stavano andando così bene per me, a un certo punto stavano andando quasi troppo bene, perché avevo conquistato diversi game consecutivi. Quando il punteggio recitava 6-2, 4-0, probabilmente avremmo giocato circa 50 minuti o qualcosa del genere. Non immaginavo di trovarmi in una situazione del genere. Ovviamente, sei emozionato, ma cerchi di mantenere la concentrazione, servendo bene. Questa è la cosa più importante qui, puoi ottenere alcuni punti senza fatica con il servizio. Penso che i tifosi italiani siano fantastici. Penso che volessero vedere una partita più lunga, guarda più tennis e li capisco perché il match stava scorrendo abbastanza veloce. Non mi ha infastidito affatto la situazione, ho sempre ricevuto un grande supporto quando sono in Italia. Capisco ovviamente che hanno comprato un biglietto e vorrebbero rimanere lì tutta la notte. Io punto a vincere il più velocemente possibile, ma loro vogliono una partita che duri molto. Ovviamente, sono felice di essere riuscito a vincere in due set.”

D. Possiamo dire che hai cercato di non dare attenzione a tutto quello che capitava intorno a te?
CASPER RUUD: “Sì, se sei concentrato sulla partita. Puoi sentire il pubblico, ovviamente, ma verso la fine del match tifavano un po’ di più per Rublev. Per me andava bene così, ero in vantaggio, quindi nessun problema.”

 

D. Hai detto che non mostri molta emozione né in campo né fuori dal campo. C’è una specie di fuoco che arde dentro di te? Mentre ti avvicini alla partita di domani, sei felice di essere in questa finale o dopo l’anno che hai avuto sei abbastanza stanco di perdere grandi partite come è accaduto a Parigi e a New York?
CASPER RUUD:Immagino di non esserne ancora stufo. Sarebbe fantastico per me e per il futuro della mia carriera provare a vincere una di queste grandi finali. Domani so che sarà una sfida difficile. Novak in una finale su un campo in cemento al coperto, è uno dei giocatori più ostici che puoi affrontare nella storia del nostro sport. So che dovrò pensare a qualcosa che non ho ancora messo in campo contro di lui perché non sono riuscito a batterlo. Devo solo credere che posso vincere, non sarà facile, ovviamente, ma ci proverò al meglio delle mie possibilità. Do sempre il massimo in ogni partita che gioco. Immagino anche che forse rappresenti quello che sono, non mostro troppe emozioni in campo, perché sono sempre così concentrato sul gioco. So che il tennis è uno sport ed è intrattenimento. Per molte persone che ci vengono a vedere, è anche uno spettacolo. Per me, si tratta più di una di una questione di business. Voglio provare a vincere, se dovessi concentrarmi sul fatto di essere spettacolare in campo, non sarei in grado di giocare bene come vorrei. Immagino sia per questo che a volte sono un po’ più calmo di altri giocatori, perché sono solo concentrato. Si tratta solo di affari per me. Proverò a pensarlo anche domani. Qualunque cosa accada, cercherò di vincere quanti più punti possibile, quanti più game, e si spera alla fine di vincere la partita. Ma so che sarà molto, molto difficile

D. Sii onesto, avresti mai pensato di raggiungere due finali del Grande Slam e la finale qui alle Finals? Quanto sei sorpreso di te stesso?
CASPER RUUD: “È stata una sorpresa anche per me. Sono quattro finali che si distinguono dalle altre per me in questa stagione e sono Miami Open, Roland Garros, US Open e ora questa qui raggiunta a Torino. Tre su quattro sono sul cemento, immagino sia sorprendente. Anche raggiungere la finale del Roland Garros è sorprendente perché ad inizio stagione, non è qualcosa a cui pensi. È stato un inizio anno difficile per me perché mi sono slogato la caviglia in Australia il giorno prima della mia partita nel torneo, quindi ho dovuto rinunciare e ritirarmi. Quando ero sull’aereo per tornare a casa, non avrei mai pensato che sarei stato seduto qui oggi. Immagino che attraverso il duro lavoro e la pazienza e mantenendo la testa alta, cercando di rimanere positivo qualunque cosa accada, sono stato in grado di raggiungere questo livello e ne sono molto felice e orgoglioso. Penso che quando è stato fatto il sorteggio dei gironi, posso dire di essere stato considerato quello con meno chance di raggiungere la finale, penso di poterlo dire con certezza, se mi paragono a tutti gli altri grandi giocatori che considero forse migliori giocatori indoor sul cemento rispetto al sottoscritto. Ci sono differenze molto piccole in questo sport, sono stato in grado di farcela, lottare, essere in finale, quindi ne sono molto felice.

D. Sei già stato il numero 2 al mondo in passato e potresti tornarci presto. La gente dice che quando sei il numero 2, il tuo prossimo obiettivo è diventare il numero 1. Puoi confermare che essere il numero 1 può essere il tuo prossimo obiettivo?
CASPER RUUD:Sono stato in grado di raggiungere livelli sempre più alti in classifica negli ultimi due, tre anni, salendo costantemente e costantemente. Ero vicino ad arrivare al numero 1 ma non l’ho raggiunto. Ma mi ha dato una motivazione e la convinzione che possa succedere in futuro. Cercherò di continuare a spingere per raggiungere questo obiettivo. Ci sono molti giocatori che penso siano dei grandi giocatori che lottano per i titoli più prestigiosi. In futuro immagino che il primo posto sarà una lotta un po’ più aperta, con più giocatori che potranno arrivarci forse una volta nella loro carriera, e spero di poter essere uno di loro. Penso che l’abbiamo visto già quest’anno con Daniil e Alcaraz. Spero in futuro di poter essere lì. Non è una garanzia. Le probabilità di diventare il numero 1 del mondo non sono altissime, ma farò del mio meglio.”

D. Quest’anno hai volato per una quantità incredibile di miglia. Adesso andrai in America Latina. Qualche preoccupazione al riguardo?
CASPER RUUD: Sono molto onorato di essere stato invitato al tour latino-americano con Rafa. Non dico che sarà molto impegnativo, penso che sarà molto divertente. Vediamo al mio ritorno, sicuramente avrò molti giorni disponibili per riprendermi dal jet lag e quant’altro. Siamo più abituati di altre persone, a viaggiare, a volare molto. Il jet lag è fortunatamente più facile da sopportare quando arrivi, ma quando torni ti presenta il conto. Fortunatamente avrò tempo per allenarmi e rilassarmi un po’ prima di partire per l’Australia. Vedremo come reagisce il corpo. Non sono riuscito a fare bene in Asia quest’anno perché ho trovato difficoltà nel venire dagli Stati Uniti all’Europa, poi ho disputato la Laver Cup, la Coppa Davis, poi direttamente in Asia. Spero di aver imparato qualcosa da quel viaggio. In un certo senso sarò molto felice quando questo torneo sarà finito e il tour latinoamericano sarà finito perché potrò tirare il fiato ed essere una persona normale per un paio di settimane prima che una nuova stagione mi aspetti. Penso di stare bene,  dormo abbastanza bene la notte, quindi penso che dovrebbe andare tutto per il verso giusto.”

D. Sappiamo che la terra rossa è la tua superficie preferita, ma quanto ti senti a tuo agio questa settimana su questa superficie?
CASPER RUUD: “Posso ancora confermare che mi sento più a mio agio a scambiare sulla terra battuta rispetto a quello che faccio qui, perché tutto qui è così veloce. Non si vedono molto scambi, almeno è così che mi sento. Mi sento a mio agio quando servo, ottengo molti punti gratuiti quando sto servendo bene rispetto a quanti ne ottieni sulla terra battuta, per esempio. Ci sono molte cose che sono pro e contro su entrambe le superfici. Ho sentito la palla sorprendentemente bene qui. Adoro le palline Dunlop ATP, ho sempre avuto un buon feeling con loro. Sento che mi sto muovendo abbastanza bene questa settimana, e questo mi dà la sicurezza di trovarmi nella giusta posizione per impostare ogni colpo nel modo giusto. mi sento abbastanza a mio agio, tuttavia, preferisco giocare gli scambi sulla terra battuta perché hai più tempo, puoi far girare di più la palla.”

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Djokovic o Tsitsipas toglieranno il n. 1 ad Alcaraz: “Lo meritano più di me”

Lo spagnolo si è detto non preoccupato sulla temporanea fine del suo regno, durato venti settimane: ora tocca a Stefanos Tsitsipas o a Novak Djokovic

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Torino 16 Novembre 2022 ATP Finals Carlos Alcaraz premiato come n. 1 ATP nel ranking di fine anno Foto Giampiero Sposito

Dopo le vittorie su Karen Kachanov e Tommy Paul, Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas si apprestano a contendersi, nella nostra mattinata di domenica 29 gennaio, il titolo dell’Australian Open. Ma non solo. Chi dei due avrà la meglio, infatti, scalzerà Carlos Alcaraz dalla prima posizione mondiale.

Con la vittoria il greco, attualmente terzo a 6195 punti, passerebbe al primo posto con 6995 punti. Alle sue spalle, in ordine decrescente: Alcaraz, Djokovic, Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il primo successo slam per Tsitsipas, giunto alla sua seconda finale: nella prima, al Roland Garros 2021, aveva ceduto in cinque set da Djokovic stesso. Il greco diverrebbe anche il ventinovesimo numero uno della storia, posizione che già ha ricoperto nel circuito Junior. Nel caso in cui fosse il serbo a vincere, invece, passerebbe lui a condurre, con 7070 punti invece degli attuali 6270. A seguire Carlos Alcaraz, mentre Tsitsipas dovrebbe accontentarsi del terzo posto, seguito sempre da Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il ventiduesimo successo slam per il serbo, che raggiungerebbe così Rafa Nadal, e la trecentosettantaquattresima settimana di regno al primo posto della classifica mondiale. 

 

Terminerà dunque, qualunque sia l’esito della partita, il (temporaneamente) breve regno di Carlos Alcaraz, durato soltanto venti settimane: in ogni caso, più di Medvedev (per ora fermo a 16), Roddick (13) e Becker (12) e a pari merito con Mats Wilander

Nel corso di un evento a Murcia, nella sua città natale, lo spagnolo ha rilasciato, in proposito, queste dichiarazioni: “sto guardando cosa fanno Tsitsipas e Djokovic, ma non sono preoccupato. Se uno dei due mi toglie il numero uno sarà perché se lo merita più di me.” 

Lo spagnolo tornerà in campo per i tornei sulla terra rossa sudamericana, prima a Buenos Aires e poi a Rio, di cui detiene il titolo. 

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Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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ATP, eletti Dimitrov e Rublev nel nuovo Consiglio dei Giocatori. Si allarga il Board

Grigor e Andrey sostituiscono Roger Federer e Rafa Nadal. Torna Chris Kermode nell’organo direttivo

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Grigor Dimitrov - Vienna Erste Bank Open 2022 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger).

È stato eletto il nuovo Player Advisory Council, l’organo dell’ATP che si fa portavoce delle istanze dei tennisti quando l’associazione dei pro prende decisioni che riguardano il Tour. Nel Council uscente spiccavano i nomi di Roger Federer e Rafael Nadal in rappresentanza dei tennisti top 50. I loro posti sono ora stati presi da Andrey Rublev e Grigor Dimitrov, ma sono tutti nuovi nomi che rappresentano i tennisti nel consiglio, al quale è stato anche rifatto il look e non solo per l’aggiunta di “Advisory” al nome. Scendono infatti da quattro a due i rappresentanti dei top 50 (oltre a Rafa e Roger, c’erano Millman e Auger-Aliassime, ma la posizione di Felix era vacante già dalla scorsa primavera) e, di conseguenza, il numero di componenti dell’organo. Inoltre, i due portavoce dei doppisti top 100 diventano uno per i top 25 e uno per i primi 75 del ranking. Ecco allora i nomi del Player Advisory Council, la cui prima riunione si è tenuta Melbourne lo scorso 12 gennaio:

  • 1-50 Singles: Andrey Rublev & Grigor Dimitrov
  • 51-100 Singles: Pedro Martinez & Bernabe Zapata Miralles
  • 1-25 Doubles: Wesley Koolhof
  • 1-75 Doubles: Harri Heliovaara
  • At-Large: Pedro Cachin & Matt Ebden
  • Coach Representative: Daniel Vallverdu
  • Alumni Representative: Nicolas Pereira

A votare i nuovi rappresentanti sono naturalmente i loro colleghi, con Rublev e Dimitrov eletti dai top 50 e via così per categorie. L’unico nome presente nel consiglio ornai decaduto è quello di Dani Vallverdu, scelto dagli allenatori ATP in loro rappresentanza.

“Mi era stato chiesto diverse volte in passato, ma all’epoca non avevo sentito che il momento e la soluzione fossero giusti per me” ha dichiarato Grigor. “Ora credo di essere in una posizione in cui ho anni alle mie spalle, esperienza in campo e con i giocatori e aspetto con impazienza di mettermi all’opera”.

 

Secondo Wesley Koolhof, numero 1 di fine 2022 in coppia con Skupski, “è importante per i giocatori avere una voce e qualcuno che li ascolti e provi a fare dei cambiamenti dove ne abbiamo bisogno. Personalmente, sento che sarebbe un bene ascoltare i giocatori e combattere per le nostre posizioni, specialmente per i doppisti, ovviamente, e rendere il tennis un posto migliore in generale”.

Una voce, evidentemente non abbastanza ascoltata secondo Novak Djokovic e Vasek Pospisil, che nell’agosto 2020 ebbero l’idea della PTPA, la Professional Tennis Player Association, dimettendosi dal Player Council (Nole era presidente), salvo poi tentare di rientrarvi. La loro candidatura fu respinta dall’ATP, in virtù di una contestata nuova regola volta a impedire a chi si pone in un conflitto potenzialmente distruttivo con la tua organizzazione di farne parte. La PTPA ha iniziato effettivamente a prendere forma nel giugno dell’anno successivo, mentre è recentissima la nomina del suo primo Comitato Esecutivo dei giocatori e la diffusione dei principi guida.

Tornando all’ATP, se il Player Council è preposto ad ascoltare e raccogliere le voci e le istanze dei giocatori, l’organo che decide è il Board, che può essere anche visto come una sorta di luogo di composizione di interessi spesso contrapposti, vale a dire quelli dei tennisti e quelli dei direttori dei tornei. Perché, se tutti beneficiano di un aumento di interesse per il tennis e, come spesso fatto notare da Andrea Gaudenzi, la vera concorrenza viene da fuori, per esempio gli altri sport o Netflix (alla quale l’ATP si è affidata per una docuserie), restano innegabili le divisioni interne.

Fra i tornei, nel senso che il Masters 1000 di Indian Wells ha problematiche diverse dall’ATP 250 di Marrakech (e, infatti, esiste anche un Tournament Advisory Council con rappresentanti per categorie di tornei e zone geografiche) e, allo stesso modo, tra i giocatori – basti pensare a un top 100 e a chi si barcamena tra ITF e Challenger o alla ripartizione dei montepremi. E, naturalmente, la classica contrapposizione tra tornei e giocatori quando si tratta di spartirsi la torta, di oscura quantificazione, dell’incasso totale.

Forse proprio nell’ottica di una maggiore rappresentanza, da quest’anno il Board si allarga da sei a otto componenti (oltre al Presidente, Gaudenzi). Diventano dunque quattro i rappresentanti dei giocatori – Pablo Andujar, Nick Basing, Mark Knowles e Eno Polo – e altrettanti quelli dei tornei: Gavin Forbes, vicepresidente senior alla IMG, Christer Hult, ex direttore e ora CEO dell’ATP di Bastad, Chris Kermode, ex presidente del Board e CEO dell’ATP, e Herwig Straka, direttore del torneo di Vienna ed ex manager di Dominic Thiem.

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