United Cup, Matteo Berrettini cerca il rilancio: “Qui per trovare fiducia in vista dell'Australian Open”

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United Cup, Matteo Berrettini cerca il rilancio: “Qui per trovare fiducia in vista dell’Australian Open”

Già in passato la trasferta australiana ha fatto bene al tennista romano: “Entusiasta di giocare la United Cup, più partite si giocano contro i migliori e meglio è”

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Matteo Berrettini – Diriyah Tennis Cup 2022 (foto via Twitter @DiriyahCup)
 

Matteo Berrettini e l’Australia: un rapporto ormai consolidato. Sì, perché Down Under Matteo trova spesso l’ispirazione giusta per rilanciarsi e tornare nell’élite del tennis, a ribadire che merita un posto tra i grandi dopo che gli infortuni e i problemi fisici lo frenano e fanno nascere delle perplessità. Il finale del 2020 era stato difficile dal punto di vista psico-fisico: sconfitte, uscite premature e mai una condizione ottimale. Tante le domande che aleggiavano intorno all’ex numero 6 del mondo: “non vale la top 10”, “ha già fatto tanto arrivando alle Finals”, “ha già raggiunto il top della sua carriera”, dicevano le malelingue.

Ma Berrettini nel 2021 è partito con una grande ATP Cup nella quale ha trascinato l’Italia in finale grazie alle vittorie contro Thiem, Bautista Agut e Monfils, inchinandosi solo di fronte a un Medvedev reduce dal successo alle Finals di Londra. Un risultato che lo ha lanciato a disputare la migliore stagione della carriera fino a questo momento, con gli ottavi in Australia (purtroppo non giocati a causa di un problema all’addome) e poi le finali di Madrid e Wimbledon, oltre ai titoli al Queen’s e a Belgrado. La seconda qualificazione alle ATP Finals lo ha poi messo di fronte a un altro infortunio durante il match con Zverev, ancora agli addominali come era successo in Australia.

E proprio l’Australia gli ha dato nuova linfa ad inizio 2022, dopo l’ennesimo problema: un’altra ATP Cup giocata in crescendo, prima perdendo con De Minaur, poi battendo Humbert e strappando un set a Medvedev, per poi conquistare la prima storica semifinale agli Australian Open, in una cavalcata che l’ha visto superare anche il futuro numero 1 del mondo Carlos Alcaraz. Anche la stagione 2022 si è conclusa con un problema al piede e una condizione di forma mai perfetta: l’ultima partita sul circuito ATP è stata la finale di Napoli persa contro Musetti.

E allora la stagione australiana per Berrettini può significare ancora rinascita, l’ennesima rinascita. “Adoro giocare in Australia, mi piacciono le condizioni. Voglio prendere fiducia dalla United Cup per arrivare in fondo agli Australian Open. Conservo dei bei ricordi” ha dichiarato Matteo alla stampa locale dopo qualche giorno di allenamenti a Brisbane, città che lo vedrà protagonista come numero 1 italiano nella neonata United Cup. Le idee chiare al finalista 2021 di Wimbledon non mancano: “Spero di ottenere molta fiducia da questo evento in modo da provare ad arrivare in fondo all’Australian Open. Più giochi grandi partite con i big, più impari a batterli. Djokovic era alla 30esima finale Slam quando l’ho affrontato a Wimbledon e io alla prima. La prossima volta spero di vincere io”. Una programmazione mirata per salvaguardare il fisico, la determinazione per riprendersi dalle avversità e l’esperienza accumulata in questi anni ad alto livello possono fare la differenza e Matteo Berrettini è pronto per l’ennesima volta a sedersi nuovamente al tavolo dei grandi. Intanto, c’è una United Cup da vivere da protagonista, nella quale giocherà in squadra con Musetti come accaduto in Coppa Davis: “Sono abbastanza sicuro che la finale di Napoli non sarà l’ultima che ci vedrà uno contro l’altro – ha detto Matteo -. Quando giochiamo in squadra insieme, siamo sempre molto contenti. E ora siamo davvero entusiasti per questo nuovo evento”.

Sul grande momento che sta attraversando il tennis italiano e sulle possibili ragioni di questo grande exploit ha aggiunto, “È un misto di ragioni. Alcuni di loro semplicemente sono bravi, siamo sempre stati molto talentuosi. Ora stiamo lavorando in una direzione diversa. Ci aiutiamo a vicenda per raggiungere il nostro livello migliore. Abbiamo tennisti come Lorenzo Musetti, Jannik, Sonego o altri che mi sono davvero utili. Ci alleniamo insieme, analizzandoci e migliorando. Parlando di me, la federazione mi ha aiutato molto”.

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