Djokovic, la rinascita (Crivelli). Shelton: "Ero scarso, ora voglio uno Slam" (Crivelli). Shelton, il sogno americano (Giammò). Shelton il nuovo Sampras (Martucci). Melbourne, Djokovic unica stella

Rassegna stampa

Djokovic, la rinascita (Crivelli). Shelton: “Ero scarso, ora voglio uno Slam” (Crivelli). Shelton, il sogno americano (Giammò). Shelton il nuovo Sampras (Martucci). Melbourne, Djokovic unica stella

La rassegna stampa di martedì 24 gennaio 2023

Pubblicato

il

Djokovic, la rinascita: “Adesso posso arrivare in fondo” (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

L’odore del sangue degli avversari è sempre il balsamo migliore per allontanare il dolore. Si avvicinano i giorni che schiudono gli orizzonti della gloria imperitura e quel diavolo di Djokovic ritrova la salute e la ferocia agonistica dopo una settimana punteggiata di dubbi. L’ottavo di finale contro De Minaur ha la parvenza di una partita per dieci minuti, poi dal 2-2 si trasforma in un massacro: il Djoker inanella infatti 16 dei 19 game successivi, correndo meglio e con più lucidità di un avversario che ha nel moto perpetuo delle gambe uno dei punti di forza, inchiodandolo negli angoli dopo aver preso il controllo dello scambio con il servizio […] o la risposta. Una lezione di tennis che vale il 54° quarto di finale in uno Slam […] e allontana perentoriamente le ombre intorno al tendine infiammato del ginocchio sinistro. […] Il decimo trionfo australiano, che pareva un miraggio da avvicinare con lacrime, sudore e sofferenza, adesso diventa un orizzonte piano: «È il miglior match che ho giocato dall’inizio dell’anno […] e sono contento perché ovviamente, andando avanti, le partite diventeranno sempre più difficili. La gamba è ok, sono riuscito a muovermi molto bene. Un’ottima notizia dopo i vari trattamenti a cui mi sono sottoposto: ho preso pure delle pillole, sapete che in genere sono contrario ma non c’era altra soluzione. Ma non posso abbassare la concentrazione: alcuni giorni ci si sente bene, altri meno. Ed è per questo che non mi sento del tutto di festeggiare, perché ancora non so come risponderà il corpo alle prossime sollecitazioni». Però l’assenza di dolore ha il potere di sciogliere le ambizioni: «Una settimana fa non pensavo davvero al titolo, ma solo a essere in una condizione sufficiente per giocare partita dopo partita. Ora ho validi motivi per credere di poter andare fino in fondo, a partire dall’esperienza. Alcuni ragazzi non sono mai approdati alle fasi finali di uno Slam, però c’è Tsitsipas che per come sta giocando sembra davvero sempre più vicino a vincerne uno […]. Terrò d’occhio tutti gli incontri per vedere i miei avversari». […] A naso, visto il fresco precedente di Bercy e Io smisurato ego tennistico del danese, non deve essergli dispiaciuto che Rune abbia segnato il passo contro il redivivo Rublev in una partita folle: il numero 6 del mondo ha servito per la vittoria sul 5-4 del quarto set, si è fatto rimontare e nel quinto ha annullato due match point al rivale sul 6-5 e poi ha recuperato da 5-0 sotto nel super tie break. Montagne russe. Ma sulla giostra del Djoker, al prossimo turno, rischia di finire gambe all’aria.

Shelton – Ben e il sogno di un tiro mancino: “Ero scarso, ora voglio uno Slam” (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

 

Trent’anni dopo, il viaggio del destino sceglie ancora l’estate di Melbourne per scaldare cuori ed emozioni. E lancia un ragazzo di vent’anni, che fino a un mese fa non aveva mai giocato una partita fuori dagli Stati Uniti, nell’ empireo dei magnifici otto di uno Slam, rinfocolando le speranze di una nazione che non vince un Major da 75 tornei […]. Nel 1993, Bryan Shelton era un buon mestierante del tennis, e proprio agli Australian Open conobbe Lysa Witsken, sorella e allenatrice di Todd, un altro professionista americano di discreta carriera […]. Scoccò la scintilla, si sposarono e nel 2002 nacque Ben. Con quel Dna, non era difficile immaginare un futuro con la racchetta in mano, ma in realtà fino a 11 anni il ragazzo si è dedicato quasi esclusivamente al football: «Giocavo quarterback, mi piaceva, ma poi mi sono stufato di prendere botte da gente più grossa di me. Così ho scelto il tennis, anche per fare un piacere a papà». […] Nel frattempo ha plasmato un fisico da modello alla faccia di quelli che lo menavano quando teneva in mano una palla ovale […], si è fidanzato con Anna Hall, bronzo mondiale nell’eptathlon, e raggiungendo i quarti alla prima partecipazione australiana, grazie alla vittoria nel derby contro JJ Wolf, ha già raggiunto il primo obiettivo: fare meglio del genitore in classifica. Bryan fu al massimo n.55, lui è già n.43 virtuale. E dire che a giugno veleggiava pressoché sconosciuto oltre la 500esima posizione […] senza aver mai giocato un match Atp e con l’unica perla del titolo universitario in singolare conquistato in quei giorni con i Florida Gators. Bella forza, dirà qualcuno: il coach della squadra è proprio papà. Ma per due anni Ben era stato l’ultima riserva: «Mio padre con me è sempre stato severissimo, nessun favoritismo. Del resto non sono mai stato una grande promessa, non avevo lo stesso livello di altri giocatori che mi battevano ogni settimana, non vincevo mai nessuno dei tornei nazionali. Perciò mio padre pensava che avrei dovuto prima migliorare qui, e non all’estero». […] Lo scorso luglio il torneo di Atlanta, la città dove è nato, gli concede una wild card e così vince la prima partita Atp in carriera. Lo stesso fanno a Cincinnati, e lui batte Sonego e Ruud prima di cedere a Norrie: «Mi ci è voluto un po’ di tempo per prendere davvero la mia strada, ho cominciato a fidarmi di più la scorsa estate. Passare dal torneo universitario e dai challenger mi ha aiutato a rimanere umile e a divertirmi in campo, per questo in Australia sto giocando senza pressioni». Dal college ha mutuato anche il gesto scaramantico che fa dopo ogni vittoria, quello di portarsi le mani alle orecchie quasi a dire “non vi sento“: «Non voglio offendere nessuno, semplicemente quando giochi per un’università il tifo contro è pazzesco e devi usare l’ironia». Dopo i primi risultati Atp, ha lasciato la Ncaa che non gli avrebbe permesso di tenere i premi vinti, ma continua a studiare Economia: «Sto frequentando le lezioni a un ritmo minore, ma voglio davvero ottenere la laurea, è molto importante per me». Mancino, con un servizio dirompente e un dritto caricato in top spin, ricorda Nadal ma ha come idolo Federer, che lo ha già messo sotto contratto nella sua agenzia di management. Stanotte, nei quarti, affronterà un altro derby con Tommy Paul, che gioca con il cappellino perché è cresciuto nel mito di Roddick, l’ultimo eroe a stelle e strisce. O forse il penultimo. Vero Ben?

Shelton, il sogno americano (Ronald Giammò, Il Corriere dello Sport)

Proprio quando sembrava sul punto di destarsi, gli occhi stropicciarsi da vent’anni di digiuno di titoli e stelle che potessero ambirvi, l’America ha ripreso a sognare e a inseguire quella felicità che sancita dalla sua Costituzione da tempo non trovava riscontro negli almanacchi del suo tennis. […] solo in America, per dirla come Don King promoter leggendario della boxe che con i sogni ci sapeva fare, inventandoli, se era il caso, e poi vendendoli. Poiché erano in tanti a far lo stesso sogno, il tennis ha optato invece per un’altra strada. Setacciando, selezionando e convogliando in un’unica sede quanto di meglio il Paese potesse offrire nella speranza che agonismo e competitività potessero aggiornare una tradizione che da tempo giaceva impolverata. L’ultimo ad aggiungersi a un plotone a stelle e strisce, guidato da Taylor Fritz […], capace di piazzare ben dieci giocatori tra i primi cinquanta del mondo, è stato Ben Shelton, qualificatosi ai quarti degli Australian Open dopo aver superato in cinque set il connazionale JJ. Wolf […]. Afro-americano, figlio di quel Bryan Shelton che a cavallo degli anni Ottanta e Novanta collezionò due titoli Atp raggiungendo il n.52 del ranking. Il ventenne, già virtualmente n.43 del mondo, quale che sia l’esito del suo match contro Tommy Paul […], chiuderà il suo Slam con un ranking migliore del suo genitore. Divenuto professionista da appena sei mesi, un anno fa per trovare il suo nome nel ranking bisognava scendere fino alla posizione n.569. Ma Challenger e tornei minori, il suo tennis non era mai uscito dai confini nazionali. Gli ultimi sei mesi sono invece stati un crescendo di exploit e prime volte, innescato con la vittoria nei campionati NCAA […], alimentato dalla prima vittoria sul circuito […], e sublimatosi fino al primo quarto di finale in uno Slam. Impresa riuscita solo ad Arthur Ashe nel 1966. «Che settimana, che esperienza, giocare il mio primo Slam fuori dagli Stati Uniti mentre questa settimana inizia la scuola. Mi sto proprio divertendo» ha dichiarato Shelton in conferenza stampa ieri dopo la vittoria contro Wolf, sincero nell’ammettere la sua stanchezza e il suo stupore per tutto ciò che gli sta accadendo. Si dice convinto che College e carriera possano coesistere, la laurea è uno dei suoi obiettivi. Di suo padre dice: «E’ il mio mentore e il mio primo tifoso, è stato un professionista e averlo accanto non ha prezzo». Arrivato senza alcuna aspettativa in Australia, dover affrontare un altro connazionale e scenario che contribuirà a togliergli dalle spalle l’inevitabile tensione che ne accompagna i primi passi. Del prossimo avversario, Tommy Paul, dice: «Con lui mi sono allenato una volta. Penso allo US Open. E’ uno dei ragazzi americani che mi hanno preso sotto la sua ala protettrice. E’ un buon amico e sono entusiasta di poter giocare contro di lui in una situazione così. Fin qui è stato davvero tutto un sogno».

Sorpresa Shelton. Il nuovo Sampras a 20 anni sbarca nei quarti di finale (Vincenzo Martucci, Il Messagero)

Il destino lo costruisci con le tue mani? Ditelo a Bryan e Lisa, che si sono incontrati mentre giocavano gli Australian Open 1993 e oggi, a 20 anni, il figlio Ben arriva nei quarti di quel torneo a colpi di record. Supera già la miglior classifica di papà […], è il più giovane Usa fra gli ultimi 8 Slam da Andy Roddick a Wimbledon 2003, è il portabandiera dello squadrone USA che riporta così lontano 3 elementi in un Major […] dopo 23 anni, in un solo torneo ha vinto lo stesso numero di partite ATP di tutta la carriera, è il primo che, un anno dopo il successo NCAA, tocca i quarti “down under” da Arthur Ashe nel’66. [..] Ben Shelton da Atlanta non è un fenomeno di tecnica e stile, punta sull’essenziale uno-due, servizio-dritto, e spinge, spinge, da attaccante moderno, a tutto campo. D’aspetto è il classico ragazzo americano che, con pantaloni e T-shirt comodi, arrotonda la paghetta gettando dallo skate-board i giornali davanti casa e taglia l’erba al giardino dei vicini. A giugno 2021 ha preso il primo punto ATP, ad agosto ha firmato il primo titolo ITF, a gennaio dell’anno scorso era appena 573 dei pro, a luglio ha conquistato il primo dei 3 Challenger in 6 finali, a novembre è entrato nei top 100 e, arrivando, in Australia, da 89 della classifica, ha twittato: «Non sono mai stato fuori dagli Stati Uniti, neanche in vacanza». A Melbourne, ha vinto la prima partita Slam salvando un match point al 1° turno contro Zhizhen e, dopo aver superato Jarry, Popyrin e l’amico JJ Wolf […] è ai quarti contro l’altro americano Tommy Paul […], da virtuale 43 del mondo. «È surreale». […] Ben, tutto ricci, mancino, alto 1.93, rovescio a 2 mani, dinoccolato come Roddick, serve con la potenza di Sampras. A 12 anni ha lasciato il football […] perché troppo duro fisicamente e ha sposato il tennis: «Avevo giurato che non l’avrei mai fatto, era una cosa di papà, ma mi sono innamorato di questo sport». Campione di college di doppio e di singolare coi Florida Gators allenati da Shelton senior […], è sbarcato nel tennis pro annunciato dagli avversari. Parola di Isner che l’ha superato al debutto ATP ad Atlanta dopo 2 ore e mezza: «Spero di non doverlo affrontare più, non saprei più come batterlo». E a Cincinnati, sempre sul prediletto cemento, da 229 del mondo, ha vinto il primo match Masters 1000 battendo Lorenzo Sonego e l’allora 5 del ranking, Casper Ruud. Quindi, nel primo Slam, agli US Open, ha perso da Nino Burgos, ma dopo 4 ore. «Ci ho messo un po’ per prendere la mia strada, dopo i miglioramenti graduali nel gioco, ho cominciato a crederci solo in estate». […] Il mito del passaporto? «Non ero una promessa: perdevo tutte le settimane contro i coetanei, così papà ha pensato che potevo migliorare a casa, anche perché alla scuola pubblica non potevo saltare una settimana per i tornei ITF». E gli studi che vuole continuare in parallelo col tennis? «Fin qui non ho avuto troppi problemi, voglio davvero la laurea». E quel sorriso sempre stampato in faccia? «Arrivare in Australia senza aspettative mi ha aiutato a sentirmi libero e giocarmela». Papà l’ha affidato a coach Dean Goldfine: «Aveva da fare a casa. Ma so che ha visto la partita. Mi sento un po’ in colpa per avergli incasinato gli orari». Temprato dal pubblico dei college, Ben Shelton ha un’arma in più: «Il tifo a favore mi mette pressione, preferisco quello contro: l’atmosfera ostile mi motiva». Il tennis ha un giovane leone in più.

Melbourne, il ritorno dell’impero americano. Djokovic unica stella (Stefano Semeraro, La Stampa)

Novak Djokovic, bene o male, dopo il pasticcio diplomatico-sportivo dell’anno scorso lo conoscono tutti. Sportivi e no. Stefanos Tsitsipas e Andrey Rublev sono nomi noti a chi il tennis lo segue un po’. Karen Khachanov, Sebastian Korda, Ben Shelton, Tommy Paul e Jiri Lehecka, invece, dicono qualcosa giusto agli appassionati duri e puri: fino a ieri figli di un tennis minore […] oggi navigano fra i last 8 che da stamattina si giocheranno i quarti di finale degli Australian Open. Il primo Slam dell’anno, che un calendario stracolmo ha trasformato in una coda della stagione precedente; tanto che in molti, come il numero due del mondo Casper Ruud […] hanno spostato la preparazione invernale da dicembre a febbraio. Djokovic è l’unico ancora in gara ad aver vinto almeno uno slam […], Tsitsipas l’altro a vantare almeno una finale. Solo quattro su otto sono compresi fra i primi 20 […]. E fra le ragazze non va molto diversamente: uscite la numero 1 Swiatek, la 2 Jabeur e la Maestra Caroline Garcia, le favorite ora sono Jessica Pegula […] e Arina Sabalenka […]: ottime giocatrici, per carità, ma non certo Steffi Graf o Serena Williams. Infortuni e ritardi di preparazione certo hanno avuto un ruolo nella moria dei favoriti, e l’Australia ha vissuto momenti più bui a cavallo fra Anni ’70 e ’80, quando era uno Slam solo di nome. Di partite divertenti poi se ne vedono comunque […], ma rispetto allo splendore dell’epoca che abbiamo attraversato ci si muove in penombra. Nella quale […] i bagliori arrivano dall’ex Impero statunitense, per dieci anni buoni decaduto a reame periferico nel tennis maschile […] e che stavolta nella seconda settimana di giocatori ne piazza tre: Korda, Shelton e Paul, più la Pegula nel femminile. A spingere fuori dal radar l’ex superpotenza erano stati i costi, la concorrenza degli sport made in Usa, la mancanza di un fuoriclasse, secondo alcuni anche l’invasione straniera nel campionato universitario. L’immigrazione di qualità ha però trasformato la Ncca in una incubatrice interessante, il resto lo fanno dna e patrimoni: Jessica Pegula, come pure Taylor Fritz, ha un genitore miliardario, Shelton e Korda sono figli d’arte. Il primo erede di papà Bryan, n.55 nel ’92, e nipote di Todd Witsken […], “Seb” Korda nato in Florida da due campioni cechi, l’ex n. 2 Atp Petr, campione a Melbourne nel 98, e l’ex n.26 Wta Regina Rajchrtova. I loro magari non sono […] quarti di nobiltà. Ma sicuramente di buona famiglia.

Continua a leggere
Commenti

Rassegna stampa

Paolini quasi alla pari del fenomeno Caroline (Bertellino). Apollo, l’Alieno e il Djoker, i “trivali” che sconvolsero il tennis (Condò)

La rassegna stampa del 4 febbraio 2023

Pubblicato

il

Paolini quasi alla pari del fenomeno Caroline (Bertellino, Tuttosport)

Una Jasmine Paolini di ottimo livello ha affrontato senza timori reverenziali la numero 5 del mondo e prima testa di serie nel Wta di Lione, Caroline Garcia, nei quarti. La toscana è rimasta incollata alla tennista di casa alzando il proprio livello e cedendo con un doppio 7-5 che fotografa perfettamente la sfida. La Garcia, campionessa delle ultime Wta Finals, ha centrato il passaggio allo step successivo del torneo strappando in entrambi i set il servizio all’azzurra nel dodicesimo gioco. La prima frazione si è chiusa con un preziosismo di Caroline, demi-volèe vincente su un passante non banale di Jasmine. Nel secondo set l’azzurra ha colto un break si portata a condurre sul 4-3 e servizio ma lo ha immediatamente restituito complice l’aggressività della rivale e un suo calo di rendimento. Non ha però mollato sotto il profilo nervoso l’azzurra e ha cercato di issarsi al tie-break, che avrebbe meritato per l’atteggiamento e la capacità di reggere l’urto con una delle giocatrici più talentuose del circuito. Garcia ancora sugli scudi nel fatidico game numero 12 e ostacolo superato. I sorrisi di fine gara di Jasmine hanno però fatto intendere quanto questa partita possa darle in termini di fiducia e convinzione, confermando la bontà del lavoro tecnico e mentale fatto in fase di preparazione della stagione appena avviata. […] Hanno preso il via ieri gli incontri della fase di qualificazione del World Group della Coppa Davis 2023 (Diretta tv Sky Sport Tennis), oggetto negli ultimi mesi di tante incertezze scaturite dalla rottura tra l’ITF e la società Kosmos. Subito a segno gli americani impegnati in casa dell’Uzbekistan. Il 2-0 dopo la prima giornata è stato fissato dalle vittorie di Tommy Paul, fresco di semifinale agli Australian Open, e del connazionale McDonald, rispettivamente contro Sultanov e Fornin. Sono invece in perfetta parità (1-1) Ungheria e Francia. I magiari, padroni di casa, sono andati a bersaglio con Fucsovics contro Humbert mentre il pareggio transalpino è arrivato dalla racchetta di Bonzi. Alcuni match prenderanno il via oggi, come quello tra la Croazia, che dovrà rinunciare per un problema alla spalla allo specialista del doppio Mate Pavic, e Austria. I croati sono privi anche di Marin Cilic. Parità dopo la giomata inaugurale tra Thailandia e Romania. Anche tra Germania e Svizzera. Sascha Zverev ha fermato Wawrinka in due set pareggiando i conti.

Apollo, l’Alieno e il Djoker, i “trivali” che sconvolsero il tennis (Paolo Condò, La Repubblica)

 

L’uscita di un libro di Sandro Modeo è sempre un piccolo evento nella bolla di ammiratori che, malgrado i suoi sforzi di sottrazione e sparizione siano degni di Salinger, continua a crescere orgogliosa. […]. Fin dal breve prologo di “I tre”, il saggio dedicato a Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic appena uscito per l’editore 66thAND2nd, si viaggia a velocità vertiginosa nei saliscendi di una mente spiazzante. Non è semplice restare a bordo, aggrappati alle proprie conoscenze – necessariamente variegate – per non venire sbalzati dalle accelerazioni logiche e dai salti di argomento. Ma quando arrivi al primo traguardo, la soddisfazione si respira a pieni polmoni. Reggo, dunque sono. E ne vuoi ancora, di quel cibo per la mente. […]Il postulato alla base del saggio è che i tre grandi tennisti siano raccontabili non soltanto come eccezionali individualità, ma anche come un’entità unica, una “trivalità” perfetta come il numero da cui deriva – da Pitagora a Tolkien, il gran ballo delle citazioni registra il tutto esaurito – e che ha irrobustito oltre misura le singole qualità. . La descrizione iniziale dei tre campioni, quella che ci accompagna per tutto il libro, è esemplare. Federer è l’Apollo Pitico, la statua che prende vita esprimendo il bello della classicità; Nadal è Venom, l’alieno che colonizza il corpo umano aumentandone a dismisura i poteri; Djokovic è il Djoker, il terzo incomodo che turba la rivalità perfetta tra lo Yin e lo Yang del tennis, “avvolgendo la contesa sotto il cielo dark di Gotham City”. Modeo risale alle sorgenti dei tre fiumi esplorando i rispettivi segreti e trovando la chiave di alcune stanze straordinariamente recondite: una per tutte, l’Ouverture 1812 di Cajkovskij, la musica che il Djoker mentalmente ascolta nei momenti di estrema difficoltà dei match, quando la sconfitta è a pochi quindici. La sua antica mentore, Jeca Gengic, l’aveva messa sul piatto al termine di una dura giornata di allenamento, quando Nole aveva sette anni, ottenendone una reazione potente, “Jeca, ho la pelle d’oca”. Al che lei lo aveva istruito a usare quel brano forte, a piena orchestra e con i cori da chiesa, come catalizzatore istantaneo di adrenalina. Il saggio è una sequenza di “Easter Eggs”, sorprese collegate fra loro attraverso un gioco di rimandi che chiama in causa le arti e i ricordi. David Foster Wallace col suo leggendario saggio su Federer è una presenza riverita e adiacente – non se ne può fare a meno – ma è trattato da stimolo, non solo da referenza: Modeo prende la definizione di “Mozart fuso con i Metallica” per esplorare i successivi scivolamenti dalla musica classica all’hard rock intervenuti nel tennis dello svizzero. Roger che non viene mai male nelle foto in movimento, come rileva Feliciano Lopez; Rafa in cui coincidono pazienza e resistenza, nel senso che se ha la pazienza di resistere all’impazienza ogni palleggio finisce con un suo punto; Nole che perpetra l’assassinio del secolo – Wimbledon 2019, i due match-point annullati a Federer – si guadagna l’odio assoluto come se avesse ucciso Bambi, e infine crolla davanti alla prima manifestazione di affetto popolare, riservatagli a New York nel momento in cui sfuma il Grande Slam. Il volume finisce con il sogno di un congedo al teatro di Epidauro, che per diversi motivi suonerebbe gradito a tutti e tre. Lì, conclude Modeo, “potremmo finalmente pensare ai Tre con la necessaria ambivalenza tra il senso di una nostalgia acuta e quello di una liberazione lungamente attesa”. Perché l’ultimo tributo è il desiderio di vederne altri tre

Continua a leggere

Rassegna stampa

Paolini contro il tabù Garcia (Strocchi). Italia in campo a settembre (Giammò). Fognini: «Vinco l’ultimo torneo e mi dedico ai ragazzi» (Fiorino)

La rassegna stampa di venerdì 3 febbraio 2023

Pubblicato

il

Paolini contro il tabù Garcia (Gianluca Strocchi, Tuttosport)

Missione compiuta. Per il 2° anno consecutivo Jasmine Paolini stacca il pass per i quarti nel torneo Wta 250 indoor di Lione. La 27enne di Bagni di Lucca (n.66 del ranking) al 2° turno ha dominato 6-2 6-3, in poco più di un’ora, la 18enne russa Erika Andreeva (n.134), promossa dalle qualificazioni. «Sono contenta della mia prova contro una giovane che sta crescendo, in particolare ho servito molto bene», il commento dell’azzurra. La toscana sfida nel pomeriggio la francese Caroline Garcia, n.5 del mondo e prima favorita del tabellone, che si è aggiudicata i tre precedenti confronti diretti. Sono tre gli italiani nei quarti del challenger sul cemento di Tenerife. A Roberto Marcora, opposto al sudafricano Lloyd Harris, si sono aggiunti Raul Brancaccio, che ha regolato 6-3 6-3 il britannico Daniel Cox, e Matteo Arnaldi, seconda testa di serie, impostosi 6-0 2-6 6-3 sul giapponese Shintaro Mochizuki. Oggi intanto prende ufficialmente il via la Cappa Davis 2023 con i dodici confronti del turno di qualificazione (2 singolari nella prima giornata, 2 singolari e un doppio la seconda, tutti su due set su tre). Le vincenti si uniranno ai campioni in carica del Canada, all’Australia, finalista, e alle wild card Italia e Spagna, già alla fase a gironi in calendario dal 12 al 17 settembre (gli azzurri saranno impegnati a Bologna). […] Dopo la fine prematura del contatto fra Federazione Internazionale e Kosmos restano però incertezze e preoccupazioni sul futuro della competizione nata nel 1900. «La salsa non ha preso, gli ingredienti di partenza non erano quelli giusti – sottolinea Arnaud Clement, ex capitano della Francia – e la Davis si è giocata nel più completo anonimato. Dopo un fallimento del genere, la virata deve essere molto marcata per risalire la china. Si dovrà trovare il format gusto». Nulla è stato deciso, sono allo studio diverse opzioni, tra cui la possibilità di tornare a match casa/trasferta e di organizzarla su due o tre anni. Tutto ciò mentre il gruppo guidato da Gerard Piqué ha annunciato ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport per “rottura ingiustificata” del contratto.

Italia in campo a settembre (Ronald Giammò, Corriere dello Sport)

 

Ha preso ieri il via con il preliminare tra Georgia e Bolivia l’edizione 2023 della Coppa Davis. Saranno 72 le squadre che fino a domenica si contenderanno un posto per la prima fase a gironi in programma a settembre, dislocata anche quest’anno in quattro città (Bologna, Glasgow, Valencia, Amburgo) e a cui sono già qualificate Canada, Australia, Italia e Spagna. Dal 21 al 26 novembre sarà poi ancora Malaga a far da cornice alle Final Eight, ultimo atto della stagione. L’ltalia, che l’anno scorso riuscì a qualificarsi alla fase ai gironi di Bologna grazie al successo ottenuto a Bratislava nel preliminare contro la Slovacchia, questa volta potrà programmare con più calma la sua marcia d’avvicinamento al grande appuntamento. Usciti imbattuti contro Svezia, Argentina e Croazia, la corsa degli uomini di capitan Volandri nella scorsa edizione si arrestò in semifinale contro i futuri campioni del Canada. Privi di Sinner con Berrettini reduce da un infortunio, e costretti in semifinale a dover rinunciare nel doppio a Bolelli, gli azzurri riuscirono tuttavia a battere ai quarti gli Stati Uniti, altri favoriti per la vittoria finale, dimostrando di avere numeri e profondità di squadra tali da poter ritentare l’assalto a un trofeo che all’Italia manca dal 1976. Per provarci occorreranno anche condizione e salute. Un anno fa, di questi tempi, Berrettini era sul punto di imbarcarsi per una trasferta americana da cui tornò con un infortunio alla mano che lo costrinse a saltare tutta la stagione sul rosso; Sinner aveva appena contratto il Covid, primo di una lunga serie di contrattempi che poi scandirono il suo 2022; e se a Bratislava fu Musetti a regalare il punto decisivo, nove mesi dopo toccò a Sonego, richiamato in extremis e prossimo alle vacanze, stupire grazie alle vittorie contro Tiafoe e Shapovalov. L’auspicio è che la necessità cui fu costretto capitan Volandri un anno fa possa in autunno tramutarsi in abbondanza. […]

Fognini: «Vinco l’ultimo torneo e mi dedico ai ragazzi» (Luca Fiorino, Corriere dello Sport)

«Nole è il più forte e i numeri lo testimoniano, ma è anche il meno amato dei Big Three. L’infortunio? Mi sono fratturato un dito». Schietto, genuino e senza filtri. Dopo la breve parentesi australiana condizionata dall’infortunio procuratosi al piede sinistro, Fabio Fognini è tornato ad allenarsi lunedì in vista della tournée sudamericana. L’azzurro, che di questi tempi gioco un anno fa la miglior partita della stagione con Pablo Carreño Busta, non vede l’ora di rientrare.

Come procede il recupero?

La risonanza ha evidenziato una frattura intra-articolare della falange. Fino alla scorsa settimana ero col tutore e ho dovuto osservare sette giorni di completo riposo. Adesso l’idea è quella di rientrare per Buenos Aires, un appuntamento a cui tengo molto. In Argentina mi sono sempre sentito amato. Tuttavia non voglio rischiare, giocherò soltanto se i medici mi daranno il via libera.

Un commento sulla vittoria d Novak Djokovic agli Australian Open?

È difficile trovargli un aggettivo adatto. Lo scorso anno non ha giocato due Slam e quattro Masters 1000, eppure si è qualificato lo stesso alle ATP Finals. Dopo tutto quel che è accaduto lo scorso anno a Melbourne, Nole è tornato e ha lasciato il segno. Lui, Roger e Rafa hanno monopolizzato il circuito e scritto la storia di questo sport.

Quale sarà II futuro del tennis?

I Next Gen giocano tutti bene e mi sembra che alcuni di loro stiano già bussando alla porta. Ci sarà una maggiore alternanza e un’egemonia meno radicata dell’ultimo decennio. Quest’era però sarà difficilmente replicabile. Nel fior fiore dei miei anni c’erano anche giocatori del calibro di Nalbandian, Safin, Ferrer. Scollinare la seconda settimana di uno Slam era quasi un’impresa. Con tutto il rispetto, penso che equivalga a un quarto di finale odierno. Non sarà semplice riproporre un livello medio così alto nel breve periodo. […]

Ha fondato un’agenzia di management per i più giovani.

Esatto, siamo operativi da un anno e mezzo. la Back To Next Management è nata con l’obiettivo di aiutare i ragazzi nel passaggio dai tornei juniores al professionismo. Al momento fanno parte del nostro team Flavio Cobolli, Matteo Gigante, Mattia Arnaldi e Andrea Pellegrino. Nel corso della mia carriera mi sono spesso messo il bastone tra le ruote e per questo motivo vorrei dar loro una mano affinché non commettano i miei stessi errori. Rimpianti? Non essere riuscito a sfruttare appieno il mio potenziale fisico. Me ne sono reso conto un po’ troppo tardi, soprattutto adesso che gioco con ragazzi che hanno quasi la meta dei miei anni. Col senno di poi penso di non aver gestito al meglio i tanti infortuni con cui ho avuto a che fare. Qualcuno al mio posto avrebbe detto la “capoccia”, ma io ho una visione opposta a riguardo. Magari se non fossi stato così probabilmente non avrei raggiunto questi risultati. Ognuno di noi è diverso con i suoi pregi e i suoi difetti. Non puoi chiedere a Fognini di esser Seppi e viceversa. Come si dice? Con i se e con i ma la storia non si fa…

Quale sarebbe la ciliegina sulla torta arrivato a questo punto della carriera?

Prima di salutare desidererei vincere un altro torneo per arrivare in doppia cifra. Non mi interessa tanto la città né il tipo di torneo, se un 250 o un 500, ma dimostrare a me stesso di essere ancora un giocatore competitivo ad alto livello. E poi c’è la Coppa Davis, anche se parliamo di una competizione a squadre. Il mio contributo penso di averlo sempre dato. […]

Continua a leggere

Flash

Paolini, una leonessa a Lione. Adesso c’è l’esame Andreeva (Strocchi). Federer, Nadal e Djokovic i cannibali: 64 Slam in tre (Martucci). Djokovic re a Melbourne con una lesione di 3 cm (Secolo XIX).

La rassegna stampa di giovedì 2 febbraio 2023

Pubblicato

il

Paolini, una leonessa a Lione. Adesso c’è l’esame Andreeva (Gianluca Strocchi, Tuttosport)

Parte con il piede giusto Jasmine Paolini nel torneo Wta 250 di Li (monteprerni $ 239.477, diretta tv su SuperTennis). Sul veloce indoor del Palais des Sports de Gerland la 27enne di Bagni di Lucca (n.66 del ranking mondiale), giunta nei quarti lo scorso anno, ha sconfitto 6-3 6-2, in un’ora e 11,’ la 23enne spagnola Rebeka Masarova (n.100), passata attraverso le qualificazioni ma finalista ad Auckland a inizio stagione. “Sono contenta del risultato: è un’avversaria molto dura, che gioca bene e colpisce davvero forte – il commento dell’azurra – Sono soddisfatta della mia prestazione e per come ho servita. Questo torneo mi piace, è ben organizzato e qui gioco sempre bene».

[…]

 

Intanto Alexander Zverev si dice favorevole a un eventuale ritorno di Boris Becker, già direttore del settore maschile dal 2017 al 2020, in seno alla Federtennis tedesca dopo la sua scarcerazione a dicembre (era stato condannato in Gran Bretagna per bancarotta fraudolenta). «Boris è molto importante per il nostro tennis e accetteremo sempre il suo aiuto, possono averne bisogno giocatori, allenatori o dirigenti», dice il 25enne di Amburgo alla vigilia del turno di qualificazione di Coppa Davis con la Svizzera (domani e sabato a Treviri). Nel challenger sui cemento di Tënerife raggiunge i quarti Roberto Maroara (1-6 7-56-3 all’argentino Santiago Rodriguez Tàvema) e domani sfiderà il sudafricano Lloyd Harris, che ha rimontato Francesco Pasaaro (3-6 6-47-5), n.1 del seeding. Oggi 2° turno per Raul Brancacdo, Riccardo Bonadio e Matteo Arnaldi.

Federer, Nadal e Djokovic i cannibali: 64 Slam in tre (uno in più di tutti gli altri) (Vincenzo Martucci, Il Messagero)

Parola di re. Super Djokovic non è soddisfatto: non gli bastano il decimo urrà agli Australian Open, il nuovo primato del torneo, l’aggancio a Nadal a quota 22 Slam-record e la riconquista del numero 1 del mondo. E nemmeno il nuovo straordinario risultato dei Fab 3 insieme: a Melbourne, partendo da Wimbledon 2003, hanno portato a 64 i Majors vinti (coi 22 di Rafa e i 20 di Roger), superando il bottino degli altri protagonisti del tennis che, in 29, negli ultimi 32 anni, cioé dal 1991, sono arrivati a 63. Graziato dei 3 anni di automatica espulsione dall’Australia per i documenti “No Vox” presentati l’anno scorso, Re Noie I di Sèrbia si è detto vittima dei media e ora insiste sull’ entità dell’infortunio muscolare all’adduttore sinistro. «Ha giocato con uno strappo di 3 centimetri», ha dichiarato il direttore del torneo, Craig Tinley.

[…]

E povero soprattutto Federer, i cui 8 titoli a Wimbledon sono fortemente a rischio, con Novak a 7. NUMERO 1 – Sul tema-GOAT, il migliore di tutti i tempi, Djokovic sta demolendo i rivali: pari come Slam a Rafa, pari come ATP Finals a Federer (a quota 6), ha vinto più Masters 1000, i super tornei varati nel 1990 dall’ATP Tour, secondi solo ai 4 Slam come partecipazione e dotazione di premi. Djokovic ha firmati 38 titoli, contro i 36 di Nadal e i 28 di Federer 28; ha chiuso inoltre il Golden Masters alla carriera, aggiudicandoseli tutti almeno due volte. Di più: ha chiuso 7 stagioni-record al numero 1, contro le 5 di Roger e Rafa ed è stato per più settimane al comando della classifica di loro. Ha appena intrapreso la 374a settimana sul trono dell’ATP Tour, contro le 310 di Federer e le 209 di Nadal – che, sommate, arrivano a 893, l’equivalente di 17 anni! – , e vede il record assoluto del tennis, 377 settimane al vertice di Steffi Graf, da quando esiste il sistema di classifica del computer, dal 1973. Se è vero poi che Nadal è stato stoppato da tanti infortuni, le recenti penalizzazioni di Djokovic sono altrettanto evidenti. Non per problemi fisici quanto per la determinazione a non vaccinarsi contro il Covid e per la decisione dell’ATP di non assegnare punti a Wimbledon per punire il torneo per il no a russi e bielorussi per l’invasione dell’Ucraina.

[…]

 Djokovic re a Melbourne con una lesione di 3 cm (Secolo XIX)

Novak Djokovic non fingeva. Dopo le parole di Goran Ivan isevic rilasciate a caldo dopo la vittoria del serbo in finale con Tsitsipas – «II 97% dei giocatori si sarebbe ritirato, ha fatto 77 terapie al giorno»-adesso arriva la conferma di Craig Tiley, CED di Tennis Australia: «Ha giocato con una lesione dl tre centimetri al tendine del ginocchio. Lo posso conferma re, ho visto gli esami – ha detto il direttore degli AO- Ci sono state molte speculazioni perché è difficile credere che possa aver vinto sopportando quel tipo di Infortunio. Ne ha passate tante e credo che nessuno riuscirà mala vincere 10 Australian Open». Djokovlc, tornerà in campo a fine mese a Dubai.

[…]

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement