ATP Montecarlo: dopo tanti derby mai vissuti Sinner e Musetti (che batte Djokovic) si sfidano per un posto in semifinale sognando…Fognini

Editoriali del Direttore

ATP Montecarlo: dopo tanti derby mai vissuti Sinner e Musetti (che batte Djokovic) si sfidano per un posto in semifinale sognando…Fognini

Una giornata rocambolesca al Country Club. Dal matchpoint annullato per la diciottesima volta da Sinner con Hurkacz, al nuovo forfait di Berrettini, fino all’impresa di Musetti: ottavo azzurro a battere un n.1 del mondo

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Lorenzo Musetti – ATP Montecarlo 2023 (foto via Twitter @atptour)

Giacomo Leopardi non seguiva il tennis dal suo ermo colle, ma oggi il riferimento alla caducità delle umane cose sarebbe stato quasi d’obbligo.

Eh sì, perché per l’Italtennis a un certo punto sembrava profilarsi un k.o. globale e invece adesso abbiamo un semifinalista sicuro e due tennisti nei quarti l’uno contro l’altro armato. Dopo tanti derby annunciati e “saltati” per la sconfitta prematura di uno dei nostri, invece stavolta il derby ci sarà. E in un Mille! Quasi incredibile.

Infatti, mentre Sinner fronteggiava un matchpoint con Hurkacz, veniva annunciato in contemporanea l’ennesimo forfait di Matteo Berrettini per la seconda volta consecutiva dopo Acapulco con Holger Rune: era stato sul 6-0 1-0 in Messico, ma stavolta ha preferito non scendere neppure in campo. Maledetta sfortuna! Sembrava – in quel preciso momento – una pessima giornata per il tennis italiano, anche perché non ci si faceva onestamente troppe illusioni sul conto di Musetti contro Djokovic sebbene Lorenzo fosse reduce da tre 6-0 consecutivi inflitti a Kecmanovic e Nardi. 

Ma Djokovic, duplice vincitore a Montecarlo, era il favorito generale nonostante qui avesse perso un anno fa da Davidovich Fokina, nel 2021 da Evans, nel 2019 da Medvedev, nel 2016 da Vesely, nel 2009 e nel 2012 – ma in questi ultimi due casi doveva essere scusato – da Nadal. Lui stesso aveva avanzato delle riserve sul proprio stato di forma… (“Mi ci vogliono sempre 10-15 giorni a ritrovarmi sulla terra rossa…”) ma dopo che Nole aveva vinto il primo set pochi avrebbero scommesso sulle chance di Lorenzo.

Invece sapete come è finita.

Djokovic, furibondo, si è presentato in sala stampa ancora sudato e vestito da tennis meno di cinque minuti dopo la risposta di rovescio cacciata in rete sul quarto matchpoint per LorenzoE ha dato risposte monosillabiche. Il collega serbo Vuk Brajovic, e anche quelli dalle TV serba SportKlub, mi hanno detto che non l’avevano mai visto così furioso pur avendolo visto battuto decine di altre volte. Ma qui a Montecarlo, dove risiede, a Nole il k.o. deve essere bruciato davvero parecchio.

Musetti è l’ottavo tennista italiano a battere un n.1 del mondo. Ma le vittorie azzurre sui n.1 ATP sono 9 perchè Adriano Panatta battè due volte Connors n.1, a Stoccolma e Houston. L’ultimo italiano ad aver battuto un n.1 è roba recente, recentissima:Sinner che batte  Alcaraz a Miami! Mentre l’ultimo ad aver battuto Djokovic era stato Sonego a Vienna, ma nel giorno in cui Nole aveva saputo di essere diventato n.1 certo a fine anno.

Djokovic perse rapidamente e non se la prese. Non come oggi! Oggi ha provato a vincere fino all’ultimo, quasi 3 ore, 2h e 58 m. “Mai darlo per finito – avrebbe detto Musetti- Sul 40 pari, sul terzo match point per me avevo attaccato benissimo e mi ha tirato un passante di rovescio pazzesco sulla riga! Io ho avuto un po’ di paura nel game finale, ma è normale!

Dopo di che però Lorenzo ci ha tenuto a ringraziare coach Simone Tartarini e tutto il team, scrivendo sulla telecamera: “Supercoach!”. Una risposta evidente, polemica quanto basta, a quanti – a seguito delle sue ripetute sconfitte in Sud America e poi nei due Masters 1000, prima ancora che a Marrakech con il francese Muller – avevano invocato se non il defenestramento del suo… “padre putativo” Tartarini, almeno un affiancamento da parte di un supercoach, sulla falsariga di quanto fatto per Sinner e Simone Vagnozzi con l’arrivo di Darren Cahill. “La gente non sa, ma parla, danno consigli…non capiscono che in certe situazioni sono io che me ne devo tirar fuori, nemmeno se c’è Gesù – dice senza voler apparire blasfemo ma da toscano verace – vinco se devo perdere!”

Non è stata una bella partita quella vinta da Lorenzo, ma resterà comunque memorabile ed effettivamente le condizioni erano difficili, vento, freddo. Così si spiega in parte il fatto che nel secondo set ci siano stati 9 break su 12 game, roba da tennis femminile, sia detto senza offesa.

Qualcuno diceva che a tratti la partita non era bella e subito qualcun altro aggiungeva “per lunghissimi tratti”. Dopo l’ora di break dovuta a un piovasco, quando la situazione era sull’1 a 1 nel terzo set, però il gioco è sensibilmente migliorato. E nel settimo game – il famigerato seventh crucial game – è arrivato il break che ha deciso il match. Con Musetti che dava spettacolo. Ci voleva carattere e personalità e lui ha mostrato tutte e due.

Come qualche ora prima anche Jannik Sinner. Un giocatore che vince 8 partite annullando matchpoint (18 in tutto, ma anche 20 se si contano quelle di un match di qualificazione) non le vince per caso. Significa avere attributi giusto. Anche se ora magari qualcuno dirà che è stato fortunato.

Johnson a Roma 2019, Khachanov a Melbourne ATP 250 2021, Herbert Roland Garros 2021, Davidovich Fokina 3 mp a Dubai 2022, Ruusuvuori 3 mp a Miami 2022, Carreno Busta 5 mp a Miami 2022, Paul 3 mp a Madrid 2022, I mp qui a Montecarlo!

Davvero bravo –e non solo fortunato quindi – contro l’amico polacco che serviva benissimo – 14 aces a fine secondo set e almeno altrettanti servizi vincenti – e aveva anche lui molti tifosi a incoraggiarlo a suon di Hubi, Hubi! – mi ero illuso che fossero miei fan! – anche se non quanti gli italiani certo entusiasti della gran rimonta.

Avevo parlato di pomeriggio azzurro l’altro ieri, avevo scritto che mi pareva di buon auspicio avere tre italiani in ottavi come nel 2019, quando Fognini aveva poi vinto il torneo, mentre Sonego si era fermato nei quarti e Cecchinato in ottavi.

Adesso sappiamo per certo che avremo un azzurro in semifinale. Cioè chi vincerà il derby Sinner-Musetti. I precedenti parlano tutti a favore di Sinner, fin dal loro primo scontro al Foro Italico in un match di prequalificazione. Ma dopo quel che si è visto oggi, anche se Sinner sembra più solido e favorito, tutto può accadere. I due sono amici, ma sul campo non lo saranno. Chi vince trova o un Rune bello fresco e riposato oppure un Medvedev che ha fatto invece le ore piccole per via di una programmazione ostacolata anche dalla pioggia. Ma non solo.

È stata una giornata, incredibile, fantastica per Sinner e Musetti e dispiace soltanto per Berrettini, che non si meritava di non scendere neppure in campo. 

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