ATP Madrid: termina la favola di Zhang, Karatsev conquista la prima semifinale in un Masters 1000

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ATP Madrid: termina la favola di Zhang, Karatsev conquista la prima semifinale in un Masters 1000

Nel quarto di finale del Mutua Madrid Open, Zhizhen Zhang si avvicina alla semi sino al 3-0 a proprio favore nel tie-break del primo set, ma poi lascia spazio a un Karatsev più solido, che chiude in due set

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Aslan Karatsev - Madrid 2023 (foto Twitter @MutuaMadridOpen)
 

(dal nostro inviato a Madrid)

[Q] A. Karastev b. Z. Zhang 7-6(3) 6-4

Un parziale di 11 punti a 2 -a cavallo del tie-break del primo set e il primo gioco del secondo parziale- consegna nei fatti ad Aslan Karatsev la prima semifinale in un Masters 1000 della sua carriera di (quasi) trentenne tennista professionista, esplosa solo due anni fa con il raggiungimento delle semi agli Australian Open. L’attuale 121 del ranking ATP (ma dalla settimana prossima il russo sarà almeno nuovamente a ridosso della top 50, lui che nel febbraio dello scorso anno è stato anche 14 del mondo) ha mostrato maggiore esperienza a questi livelli e una superiore consistenza tecnica rispetto a Zhang. Il tennista cinese può però essere contento della sua avventura madrilena, che lo ha visto per la prima volta sconfiggere dei top 30: Shapovalov, Norrie e Fritz (e lo statunitense, a cui ha annullato in ottavi tre match point, è come noto tra i primi 10 giocatori al mondo). Karatsev, incostante come pochi, ma dalle grandi potenzialità balistiche, nel corso dei suoi sei incontri alla Caja Magica – nei quali ha incontrato tra gli altri Van de Zandschulp, De Minaur e Medvedev- ha perso un solo set: non parte battuto nella semifinale di domani, anche qualora dovesse trovarsi di fronte Tsitsipas.

IL PRIMO SET– Fa molto più fresco a Madrid: nonostante l’orario di pranzo durante il quale è iniziato il match ci sono “solo” 23 gradi quando i due giocatori iniziano le ostilità, una differenza in negativo di ben sette gradi rispetto alle scorse giornate di torneo. Spicca anche come ben il 40% delle tribune del Manolo Santana sia vuoto: non sappiamo se per lo scarso appeal dei due contendenti, poco conosciuti al grande pubblico, o per i prezzi alti (partono da 88 euro) di una sessione pomeridiana che prevede solo due incontri, un quarto maschile e una semi femminile. Una cosa è certa: essendo stati qui alla Caja Magica in ben altre quattro edizioni del Mutua Madrid Open possiamo dire di non aver mai visto così poco pubblico per un quarto di finale del singolare maschile. Il primo sussulto della partita arriva al terzo gioco quando Zhang ha una grandissima occasione di indirizzare a suo favore la prima parte del match: ottiene tre palle break consecutive, ma complice la freddezza e la bravura di Karatsev, non riesce a convertirle. Nel sesto gioco è il russo ad avere la possibilità di prendere il largo trovandosi 30-40 sul servizio del cinese, ma Zhang si salva con un servizio vincente. Non si va più ai vantaggi e così si arriva alla conclusione inevitabile del tie-break. Nel gioco decisivo parte meglio Zhang, che sale sul 3-0 grazie a due errori col rovescio di Karatsev e a un servizio vincente. Viene fuori però la maggiore esperienza a questi livelli del russo, che non perde la calma e inizia la rimonta e poi procede nel sorpasso. A dire il vero, nell’inversione delle sorti del tie-break, ha buona parte di responsabilità il blackout di Zhang, che inizia a inanellare una serie di errori col dritto, fino a trovarsi sotto 3-6. A quel punto, il cinese crolla: preso dalla tensione e dal nervosismo di essersi ritrovato a fronteggiare tre set point consecutivi, incappa nel primo doppio fallo della sua partita, che consegna il primo parziale a Karatsev, quando è passata un’ora dall’inizio di una partita, atipica per gli schemi della terra battuta, ma non brutta.
SECONDO SET– Zhang deve non essersi ancora ripreso dalla delusione di aver sprecato una grande occasione quando si riprende a giocare: nel primo game del nuovo parziale è al servizio e subito si incarta in una serie di errori che consegnano la palla break a Karatsev. Sul 30-40 Zhang affossa in rete l’ennesimo dritto, consentendo al russo di effettuare il primo break di tutto l’incontro. Il match in pratica finisce lì: Zhang non “sbarella” e prova a restare in scia non facendosi più brekkare, ma nelle successive cinque volte in cui il russo è al servizio, in tre turni di servizio tiene a zero la battuta, in un’altra concede un solo quindici. Solo nel corso del quarto gioco, Zhang arriva ai vantaggi quando è in risposta, ma il russo non trema e si salva. Si arriva così piuttosto velocemente al match point, che vede Karatsev chiudere con uno smash una risposta non centrata dell’avversario.

Aslan attende venerdì il vincente del quarto di finale tra Struff e Tsitsipas: contro il tedesco c’è un precedente freschissimo, proprio nelle qualificazioni di questo torneo quando Karatsev si è imposto 6-4 6-2 al turno decisivo e poi Stuff è stato ripescato come lucky loser; contro Tsitsipas invece ha perso l’unica volta che lo ha incontrato sulla terra rossa di Monte Carlo due anni fa.

Per il russo solo una piccola beffa dopo la soddisfazione di un grande percorso a Madrid: con il cambio del calendario ATP e il relativo passaggio a 10 giorni dello svolgimento dei tabelloni principali dei Masters 1000 di Madrid e Roma, ha avuto come effetto collaterale anche l’eliminazione dello Special Exempt per il tabellone romano. Sino allo scorso anno, infatti, un semifinalista a Madrid avrebbe ottenuto, se necessario, uno Special Extempt per evitare le qualificazioni ed entrare direttamente nel tabellone principale. Questo perchè le qualificazoni al Foro Italico iniziavano il sabato precedente alla settimana del torneo, e un giocatore in semifinale a Madrid sarebbe stato “geograficamente” impossibilitato a giocare le qualificazioni a Roma. Con l’allungamento dei due tornei e il conseguente spostamento delle qualificazioni a lunedì, la motivazione “geografica” decade e quindi se il russo vorrà partecipare agli Internazionali BNL d’Italia 2023 dovrà passare attraverso le qualificazioni.

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