Roland Garros: Muchova rimonta Sabalenka, e contro ogni pronostico approda alla sua prima finale Slam [VIDEO]

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Roland Garros: Muchova rimonta Sabalenka, e contro ogni pronostico approda alla sua prima finale Slam [VIDEO]

La ceca rimonta da uno svantaggio di 2-5 nel terzo set, annulla un match point e vince il match dopo più di 3 ore di gioco

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Karolina Muchova - Roland Garros 2023 (foto Roberto Dell'Olivo)

K. Muchova b. [2] A. Sabalenka 7-6(5) 6-7(5) 7-5

Alla vigilia di questa partita nessuno avrebbe mai immaginato un epilogo del genere. Karolina Muchova, alla sua seconda semifinale a livello Slam dopo quella persa nel 2021 agli Australian Open contro Jennifer Brady, questa volta si è riscattata; e come l’ha fatto è qualcosa di unico e contro ogni aspettativa. Dopo essersi trovata avanti di un set e un break con più di un’ora e un quarto di tennis sulle gambe, la ceca ha subito la reazione di Aryna Sabalenka, che combattendo è riuscita a portarsi a casa il secondo parziale al tie-break. Quello che viene dopo ha dell’incredibile. La bielorussa si è trovata avanti 5-2, e già pregustava la seconda finale Slam della stagione, ma la ceca non ha smesso di crederci. Annullato un match point nel 5-3 per Sabalenka, ha iniziato a esprimere un tennis straordinario che le ha permesso di conquistare 5 game di fila, e così, a seguito di un’esultanza molto pacata dopo ben 3 ore e 17 minuti di gioco, la 26enne di Olomouc giocherà la sua prima finale Slam in carriera sotto le luci del Philippe Chatrier.

IL MATCH

K. Muchova b. [2] A. Sabalenka 7-6(5) 6-7(5) 7-5

Primo set: livello alto, un break per parte e un tie-break nelle tasche di Muchova. Sabalenka costretta a rimontare

Sabalenka comincia con la battuta a disposizione e la conserva a -15. Potenza e spinta costante da fondo, lo si sa, sono le armi micidiali del suo tennis, e sono difficilmente contrastabili per quasi tutte le avversarie. Muchova ne è consapevole, e opta dunque per traiettorie varie e per l’utilizzo frequente dello slice di rovescio, nel tentativo di mandare fuori ritmo la bielorussa, con esiti alterni. Le mosse a sorpresa della ceca comprendono anche qualche sporadico serve & volley e l’alternanza di prime potenti ad altre più lavorate, oltre a chiusure verso la rete appena si palesa uno spiraglio d’attacco. È lei però la prima a dover salvare palle break, due non consecutive, prima di riuscire a impattare sul 2-2.

I quattro successivi giochi seguono l’andamento dei servizi, senza ulteriori chance per chi risponde, ma sul 4-4 e nel nono gioco Sabalenka, che ormai ha capito di doversi sudare punto su punto contro una tennista in grande spolvero, oltre che molto talentuosa, capitola. Un errore banale a rete, un passante incrociato di rovescio largo della testa di serie n° 2 e due attacchi vincenti di Karolina portano quest’ultima sul 5-4 e con la possibilità di servire per il parziale. Aryna però reagisce, annulla un set point con un vincente di dritto e pareggia a 5, in un match piacevole e di ottima qualità. L’epilogo forse più giusto, per quanto mostrato, è il tie-break, che in effetti arriva. E come lo vince Muchova? Mostrando una volta di più la sua classe con un rovescio lungolinea vincente sul 6-5, in un momento topico.

Secondo set: continua l’equilibrio, ma questa volta il tie-break è di Aryna

Tutte le sicurezze di Sabalenka nel torneo, dopo il primo parziale perso al sesto incontro di questo Roland Garros, paiono d’incanto svanite. Le variazioni di Muchova diventano per lei fastidiose e la conducono a sbagliare di metri in spinta e a fale perdere la – già poca – pazienza. L’esito è un immediato 2-0 per la n° 43 al mondo, ma Aryna si rifiuta di soccombere e, da campionessa qual è, recupera il break limitando i gratuiti e risalendo la corrente fino al 2-2. Non solo. Dopo due game tenuti agevolmente da chi serviva, la n° 2 al mondo piazza addirittura l’allungo nel settimo game (e quale se no?). Non basta infatti a Karolina un altro gran scambio concluso nei pressi della rete a cancellare la prima chance di break sul 30-40, perché la spinta di Sabalenka nei due -15 successivi è mortifera ed equivale al 4-3 con break in suo favore.

Un allungo tuttavia fugace e immediatamente rintuzzato da Muchova. Controbreak a -15 e successivo nuovo vantaggio per la ceca, che si riporta a un solo game dalla sua prima finale Slam sul 7-6 5-4. Con i denti ma anche con grande personalità (e pure con due ace) la vincitrice dell’ultimo Australian Open sale 5-5, per un match che si fa ammirare sempre più volentieri per la qualità delle due giocatrici. Ed è un altro tie-break a decidere le sorti del parziale. Assaporare così da vicino il successo fa però male a Muchova, fallosa come mai prima, mentre Aryna, pur non esente da errori, alza i giri del motore, i decibel vocali e trascina la partita al terzo con un potente smash finale. 7 punti a 5 per lei, nonostante un saldo negativo nel set tra vincenti e gratuiti (15-17) e appena il 14% di punti vinti sulla seconda palla.

Terzo set: lo psicodramma di Sabalenka, il trionfo di Muchova

Questa volta chi sembra vicina a soccombere, dopo essere stata a pochi punti dal trionfo, è Muchova, che si ritrova immediatamente sotto 0-1 e 0-40, ma cancella 4 palle break (3 servizi e un dritto vincenti) e riporta tutto in perfetta parità sull’1-1. Aryna dà la sensazione di avere qualche energia in più rispetto alla contendente, mentre Karolina tende ad abbassare eccessivamente il livello di spinta dei suoi ottimi colpi nei momenti importanti, come quando si ritrova 0-30 sul 2-2 e potrebbe andare a palla break. E invece, tenuto il servizio dalla “Tigre Bielorussa”, nel sesto gioco la n° 43 WTA sembra cedere definitivamente il passo alla sua avversaria (break con errore di dritto sul vantaggio esterno), anche a causa di forze fisiche che naturalmente si affievoliscono dopo quasi 3 ore di ardua battaglia tennistica.

Sabalenka sale 5-2, ha un match point sul turno di battuta avversario ma lo spreca e poi incappa, quando deve servire per il match, nel suo gioco forse peggiore della partita, con 3 errori di rovescio consecutivi e senza accorgersi che la sua rivale dalla parte opposta del campo ha i crampi e probabilmente le basterebbe tenere la palla in campo per andare in finale. La n° 2 del mondo sembra però entrata in rottura prolungata e permette a Muchova di risalire sul 5-5; peraltro ottenendo un solo -15 dopo aver mancato quella succitata palla match.
In questo game Sabalenka si porta piuttosto agevolmente sul 40-15, ma poi è il servizio a tradirla: due doppi falli di fila riequilibrano il punteggio, e con un errore dopo un’ottima prima di servizio la numero 2 al mondo si fa breakkare, scuote la testa, e si ritrova a dover rispondere per rimanere in partita. La ceca nel dodicesimo game gioca un tennis perfetto in cui mostra tutto il bagaglio di colpi di cui dispone: un gran servizio, una smorzata da manuale e, per concludere in bellezza, un rovescio lungolinea, che la porta alla sua prima finale Slam in carriera.

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