Federer su Djokovic: "Il migliore di sempre? Finché Nadal gioca, non si può rispondere con certezza"

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Federer su Djokovic: “Il migliore di sempre? Finché Nadal gioca, non si può rispondere con certezza”

Roger Federer parla della sua vita: “Contento che il tennis continui a interessarmi così tanto”

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Roger Federer e Ralf Weber – ATP Halle 2023 (foto via Twitter @atptour)
 

È forse questo il periodo dell’anno in cui maggiormente si sente la mancanza di “Re” Roger Federer. Sarà l’avvicinarsi del suo giardino di casa, Wimbledon, sarà quel volare sull’erba con la classe e la leggerezza di una leggenda. Ad Halle è stato premiato per la sua carriera e per essere stato il giocatore più vincente del torneo tedesco con 10 titoli. Sono passati 9 mesi dal suo addio, ma ogni occasione è buona per tuffarsi nei ricordi e a maggior ragione per attraversare la galleria dei ricordi, dei momenti indimenticabili.

Federer e il tennis, un binomio imprescindibile, un unico universo da visitare spesso e volentieri specie quando il campo non riesce a trovare continuità nelle imprese, nelle gioie, nelle emozioni che le nuove generazioni provano a regalare agli orfani dell’ultimo ventennio.

In un’intervista al quotidiano svizzero Tagesanzeiger, Federer ha condiviso i suoi pensieri e fatto il punto della situazione sullo stato attuale del tennis. A settembre la cerimonia di addio dinanzi a una platea universale commossa e orfana del suo “Re”, nel corso della Laver Cup con il suo fedele amico Rafa Nadal, ora una cerimonia che gli ha ricordato i tempi belli. E allora perché non tornare a parlare di tennis giocato, della sua vita, dell’eterna discussione su chi sia il miglior giocatore della storia e del perché ancora non considera Novak Djokovic il migliore in assoluto.

“Trascorro il tempo con la famiglia – spiega Rogerma in modo diverso rispetto a prima. Ora sono più tranquillo perché so di avere più giorni o più ore a disposizione per stare con loro. Ma ero sempre con la mia famiglia, anche se con un enorme impegno logistico di trasferimenti continui”.

Di certo non si annoia mai in questa fase post ritiro: “Ricevo molte proposte ma le rifiuto quasi tutte con dispiacere. Solo per la mia Fondazione, Janine [Händel], l’amministratore delegato, mi ha detto di aver ricevuto 1.200 richieste negli ultimi sei mesi. Dobbiamo trattare tutto seriamente, esaminare attentamente le richieste importanti e prenderci il tempo per accettarle o meno. E questa è solo la parte essenziale. Poi ho anche la parte commerciale, ma in quel settore la colpa è mia, perché ho detto a tante persone di contattarmi dopo il ritiro dal tennis e ora sta arrivando l’onda. Preferisco far meno che troppo in questa fase e capire cosa fare da grande”.

Ma fisicamente come sta Federer?  “Se il mio corpo fosse al top della forma, probabilmente giocherei alcune esibizioni, ma non è così. Vado ancora in palestra quattro o cinque volte a settimana e cerco di rimettere in forma il mio corpo con il ginocchio. Quindi non sento che mi manchi qualcosa”.

E con il tennis? “Non guardo molto partite ma i momenti decisivi mi interessano enormemente.  Controllo i punteggi tre o quattro volte al giorno. Sono contento che il tennis continui a interessarmi così tanto”.

Gioca ancora a tennis? “Solo con i bambini. Non ho mai prenotato un campo con gli amici o ho detto, “Dai, andiamo ad allenarci adesso”. Ma sono spesso in campo con i bambini. Mi piace giocare con loro”.

Novak Djokovic è il migliore della storia? “Non lo so. Meglio vincere Wimbledon a 17 anni come Becker o Parigi a 36 come Novak? Non lo so. Ciò che ha ottenuto è assolutamente gigantesco. Potrebbe bastare. Ma penso che finché Rafa giocherà ancora non puoi ancora rispondere con certezza”.

Sul diventare un commentatore televisivo? “Per prima cosa ho pensato che sarebbe stato bello commentare le partite della generazione di giocatori contro cui ho giocato, li conosco meglio. Ma diventare un commentatore l’anno dopo il mio ritiro non mi sembrava giusto. Forse lo diventerò un giorno o forse mai”.

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