Pagelle Wimbledon: Carlos senza crampi, Nole non la scampi

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Pagelle Wimbledon: Carlos senza crampi, Nole non la scampi

Carlos Alcaraz è il nuovo re di Wimbledon, il sogno Grande Slam di Djokovic si ferma al…paletto. Sorpresa Vondrousova, Sinner tra i grandi, Berrettini risorto

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Carlos Alcaraz - Wimbledon 2023 (Twitter @wimbledon)

Finalmente è finita. Questa anacronistica, ridicola pagliacciata su presunti prati spelacchiati, con vecchie glorie, attori, re, principi e quant’altro a svernare in tribuna. E poi una pioggia biblica, stendi il telone, apri il tetto, chiudi il tetto, le fragole, la fila in tenda, tutti vestiti di bianco. 

Che poi a rete oramai ci vanno solo a stringersi la mano, a meno che non ci sia qualche guerra di mezzo se no nemmeno quello, lo slice al servizio è uno sconosciuto, il back una roba per due-tre panda e l’unica che saprebbe giocare divinamente su quel che resta dell’erba, Ons Jabeur (8,5) è vittima del solito psicodramma che la attanaglia al momento decisivo. 

Non ci sono più i Wimbledon di una volta, se uno che l’ha vinto ben sette volte ha l’ardire di sfasciare una racchetta sul sacro paletto del sacro Centre Court senza nemmeno ricevere un punto di penalità.

Wimbledon ha un nuovo Re. È morto il re, viva il Re. Ha vinto il fenomenale Carlos Alcaraz (10), quello che tutto può, che tutto vede e che solo i crampi possono fermare. Stavolta avrà mangiato qualche banana in più e per Novak Djokovic (9) non c’è stato nulla da fare. 

Va dato atto al vecchio campione di averle provate tutte: ha litigato con il pubblico, insultato Ivanisevic che non gli ha insegnato a rispondere di rovescio, mandato baci, sfasciato racchette, provato a fare un toilette-break che neanche Tsitsipas, ma ogni sforzo è stato vano.

La vittoria di Alcaraz, o meglio la sconfitta di Djokovic, ha fatto felice tutti: i tifosi di Nadal, i tifosi di Sinner, i tifosi di Murray e ovviamente i tifosi di Federer a cui Nole ha mandato un pensiero affettuoso nel momento del dolore, ricordando la finale del 2019. Della serie: ragazzi, ho perso, sono distrutto ma non mi dimentico mai di voi: quando uno è diabolico, è diabolico.

Jannik Sinner (8) ha avuto la colpa, per l’italopiteco medio, di aver raggiunto la semifinale al termine del challenger di Londra: si sa, una semifinale a Wimbledon è un risultato come un altro per il nostro tennis e se il nostro perde con un giocatore alla sua portata partono gli insulti, se vince è tutto dovuto.

In quel di Wimbledon intanto si è verificata la resurrezione di Matteo Berrettini (7). Bravissimo Matteo ad aver lasciato Melissa ed essere tornato alla totale castità, pentendosi per i suoi peccati e tornando alla vita da atleta: i risultati si sono visti subito e in vista degli Us Open, il nostro ha promesso un pellegrinaggio a Lourdes accompagnato da Pietrangeli, Barazzutti e Lea Pericoli. 

Lorenzo Musetti (6,5), invece non è ancora pronto per i miracoli,  ha vinto due buone partite sull’erba e poi si è arreso ad Hurkacz  ma il pericolo è in agguato: troppa attività social! Troppe foto sdolcinate con la fidanzata! Pentiti Lorenzo, ravvediti subito! 

Ohibó un pagellista che si rispetti dovrebbe ora dare un voto magnifico ad Eubanks (8,5), rivelazione del torneo e plaudire ai progressi sui prati di Medvedev (8), spendere qualche parola su Tsitsidosa (10) che, onestamente, non vedevano l’ora di lasciare la piovosa Londra per mete più estive, un po’ come Camila Giorgi (4).
Elisabetta Cocciaretto (7) ha confermato i progressi anche su una superficie “nuova” mentre se due settimane fa ci avessero detto che una mancina ceca avrebbe vinto il torneo, saremmo scoppiati in lacrime per la contentezza per la nostra Petra Kvitova. Ed invece, come detto, Ons Jabeur ha battuto con gran battaglie Andreescu, Kvitova, Rybakina e Sabalenka per suicidarsi con Vondrousova (10) che, per carità, non ha rubato nulla, ma la storia di Ons meritava il lieto fine che speriamo prima o poi arrivi.

Insomma, per fortuna da oggi torniamo al tennis che conta, tra Gstaad, Bastad e Palermo anche se ci dicono che c’è qualcuno che ha il coraggio di organizzare un altro torneo su sta roba qui a Newport, roba da pazzi. È proprio vero, l’erba cattiva non muore mai…

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